Lo Scopo


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giovedì 1 novembre 2018

La Storia Araba della Santa Croce e dei Trenta Denari

Nuovo ebook disponibile per il download: 




Nel magnifico racconto di origine araba, che narra la storia di Salomone e del suo incontro con la Regina di Saba, compare la straordinaria storia della Santa Croce di Cristo e dei Trenta Denari che Giuda accettò come compenso per il tradimento.

Questo testo, di origine araba, è incluso in diverse edizioni del Kebra Nagast, il libro sacro Rastafariano. Il Kebra Nagast racconta dell'incontro avvenuto tra Salomone e la Regina di Saba: un evento

Nella versione biblica, l'episodio è autoconclusivo e senza conseguenze: la Regina di Saba, giunta a Gerusalemme per incontrare il Re e confrontarsi con la sua leggendaria saggezza, offre al sovrano una gran quantità di doni, per poi fare ritorno al proprio Paese.


Il Kebra Nagast

Il Kebra Nagast, al contrario, riferisce che durante la permanenza della Regina alla corte di Salomone, il Re si innamorò di lei e, ricambiato, la indusse a sposarlo. I due si amarono teneramente, fino a quando la Regina decise di far ritorno al proprio Paese. Al suo ritorno in Patria, la Regina diede alla luce il figlio di Salomone, Menelik, che è ricordato come il capostipite della stirpe dei Re d'Etiopia.

Raggiunta la maggiore età, Menelik decise di recarsi a Gerusalemme per conoscere il Padre. Salomone lo accolse con tutti gli onori e lo presentò al popolo come il proprio discendente. Durante il suo lungo periodo di permanenza a Gerusalemme, Menelik venne a conoscenza del più prezioso manufatto posseduto dagli Ebrei: l'Arca dell'Alleanza.

Il Kebra Nagast racconta che Dio, deluso dal comportamento di Salomone, ritenuto ormai indegno dei Suoi favori e delle Sue grazie, suggerì a Menelik di trafugare l'Arca e trasportarla nottetempo in Etiopia. Menelik obbedì e tornò al proprio Paese portando con sè la potente reliquia, che assicurò potenza e ricchezza per molti secoli a venire. Negli ultimi capitoli, il Kebra Nagast racconta la vita dei Re di Etiopia: l'ultimo re è Lalibela, vissuto nel 1.200 circa, ricordato per aver fondato l'omonima città.


Il racconto arabo

Il testo arabo disponibile per il download, approfondisce alcuni aspetti relativi all'incontro tra Salomone e la Regina di Saba. Il racconto è ricco di dettagli molto particolari, che celano simboli di origine celeste.

Il pezzo di legno sacro, che l'uccello Rukh trova "nella parte orientale dell'Eden, sotto il Paradiso", sembra essere un frammento di Eclittica, o forse l'Eclittica nella sua interezza. Salomone utilizza infatti il pezzo di legno come unità di misura e strumento di costruzione del Tempio. Il Tempio è qui la realtà fisica, che include il Pianeta Terra e tutti gli oggetti celesti.

La Regina di Saba, dai piedi di capra, richiama il segno dell'Ariete: l'animale con cui la madre della Regina concepisce la figlia. Quando la Regina raggiunge Salomone, il Re si assicura che il Tempio sia inondato di acqua, obligando la Regina a sollevare la gonna mostrando i propri piedi. In effetti, gli antichi percepivano la volta celeste come una sfera divisa in due parti dall'eclittica: l'emisfero inferiore, immaginato pieno d'acqua, era pieno di costellazioni marine (pesce australe, balena, idra, ecc.). I pesci, nell'omonomima costellazione zodiacale, sono rappresentati nell'atto di balzare dall'acqua, il cui livello è segnato proprio dall'eclittica.

L'istante in cui il piede della Regina di Saba tocca il legno immerso nell'acqua, guarendo, rappresenta il contatto tra i piedi dell'Ariete, inteso come costellazione, e l'eclittica. Un contatto che probabilmente identifica anche un periodo di tempo: l'Era dell'Ariete.

La Regina di Saba guarita dalla propria deformità, benedice il pezzo di legno e lo adorna con un anello d'argento: il suo esempio, in ricordo di quel miracoloso evento, sarà seguito dai successori di Re Salomone:
E avvenne che tutti e ciascuno dei successori di Salomone, che vennero al Tempio di Dio per pregare, non appena udirono la storia del pezzo di legno, lo decorarono con anelli d'argento. E dai giorni di Salomone alla venuta di Cristo, questo pezzo di legno venne decorato con trenta anelli d’argento.

[...]

E i sommi sacerdoti si impegnarono a dare a Giuda i suddetti anelli d'argento sul legno

I successori di Salomone sono quindi 30: tanti quanti i gradi denari angolari di avanzamento precessionale, nel corso di un'Era Astrologica.


Il pezzo di legno è invece l'eclittica:
presero il suddetto pezzo di legno e ordinarono a un falegname di crearne una croce e vi crocifissero sopra il Redentore

Nel filmato dedicato all'eclissi del 21 Giugno 2020, ho evidenziato come questo evento astronomico abbia eccezionali somiglianze con la Passione di Gesù:



martedì 10 aprile 2018

L'Era Legale

Voglio dare una risposta esaustiva ad un lettore che mi ha posto una domanda relativa ai tempi affrontati nel filmato "Acquario: l'Era di Giuda - Parte 3 - La Profezia". La domanda, che ho molto apprezzato, è la seguente:
E se, invece, il non trascorrere significasse lo smettere di trascorrere e, quindi, che l'era dell'acquario si sposta in avanti e l'era dei pesci dura il doppio??
M. B.

Innanzitutto, grazie del commento! Prima di rispondere, colgo l'occasione per riportare un breve chiarimento, relativo alla rotazione dell'asse terrestre illustrata nel filmato:



Il Punto Vernale è la "lancetta" dell'orologio cosmico, che illustra l'avanzamento della Precessione degli Equinozi. Il quadrante di questo orologio cosmico è il piano eclittico e le "tacche" corrispondenti alle ore, sono i confini d'Era, le "spade". 

La posizione del Punto Vernale, è data dall'intersezione tra eclittica ed equatore terrestre. Poichè l'equatore è perpendicolare all'asse terrestre, qualsiasi movimento dell'asse determina analoghi spostamenti del Punto Vernale.

Una rotazione come quella illustrata nel filmato, causerebbe un veloce spostamento del Punto Vernale da un confine all'altro dell'Era dell'Acquario. Come risultato, l'Era dell'Acquario non potrebbe più trascorrere. Naturalmente, questo fenomeno, non altererebbe in alcun modo lo scorrere del tempo: cambierebbe soltanto il nostro modo di misurarlo.

Una cosa del tutto analoga, accade quando entra in vigore l'ora legale. Alle 2.00 di notte, le lancette dell'orologio vengono spostate sulle 3.00. Come risultato, l'ora compresa tra le 2.00 e le 3.00 di notte non può più trascorrere ... ma ciò non ha minimamente alterato lo scorrere del tempo!

Nel nostro caso, l'alterazione precessionale viene determinata da un evento che interessa il Sole, in relazione al quale non è possibile, per il momento, fornire ulteriori dettagli.

Volutamente, nel filmato non viene affrontato il problema del "... e dopo che cosa succede? Torna tutto come prima?". Nel Vangelo, la risposta a questa domanda c'è, ma non è correlata alla simbologia di Giuda, che era l'oggetto della "trilogia dell'Acquario".

Nel post: Spade e Mantelli ho già accennato a quale sia il busillis, ovvero la volontà divina di eliminare il tempo cronologico, che a volte nel Vangelo assume la forma di un fico, la cui creazione non ha, secondo Gesù,

Chiarito questo punto, veniamo al nocciolo della domanda.

I confini d'Era sono riferimenti fissi sulla volta celeste, che non possono essere spostati, nello stesso modo in cui sono fisse le "tacche" orarie sul quadrante dell'orologio. Pertanto, per ottenere una durata doppia dell'Era dei Pesci (che, ricordiamo, è prossima al termine), sarebbe necessario rallentare il moto precessionale, oppure invertire il moto precessionale.

Nel primo caso, tuttavia, non vedo motivo per cui l'Era dell'Acquario non dovrebbe - prima o poi - trascorrere regolarmente.

Il secondo caso è più complicato, perchè ricadiamo nel problema del "... e dopo che cosa succede?".


giovedì 15 febbraio 2018

Acquario: L'Era di Giuda

Ho pubblicato oggi il nuovo video " Acquario: L'Era di Giuda ", che illustra in che modo la vicenda di Giuda Iscariota raccontata dai Vangeli possa essere interpretata come una "profezia" di eventi astronomici che devono ancora avvenire.

Il termine profezia è funzionale soltanto a indicare che tali eventi dovrebbero avere luogo nell'Era dell'Acquario, che non è ancora formalmente incominciata (ho già evidenziato come a mio modesto avviso, la transizione Era dei Pesci - Era dell'Acquario è iniziata nel 1980 e dovrebbe concludersi nel 2020).

Gran parte della vicenda di Giuda, serve ad inquadrare adeguatamente il contesto: è necessaria e funzionale alla generazione di una simbologia che consenta di identificare il fenomeno astronomico a cui il Vangelo fa riferimento e a definire adeguatamente delle tempistiche.

Nel video appena uscito, così come nel/nei seguito/i (non so ancora quanti ne serviranno) vedremo in che modo i 30 denari, il boccone intinto, il bacio del tradimento, non siano "simboli", nel reale senso etimologico della parola: sono frammenti di un quadro pià complesso; elementi di un grande indovinello, che trova soluzione nel cielo stellato.

Non mi resta che augurare Buona Visione!

Arcana

giovedì 28 dicembre 2017

Spade e Mantelli

Premessa: l'inizio dell'Era dell'Acquario


Nel post precedente, è stato mostrato il funzionamento del moto di precessione degli Equinozi. Il video "Precession of equinoxes" mette in evidenza come la rotazione dell'asse terrestre determini lo spostamento lungo l'eclittica del "Punto Vernale" (il punto geometrico dove il Sole viene a trovarsi nel giorno dell'Equinozio di Primavera).

Il video, mostra il susseguirsi delle Ere Astrologiche presenti nell'emiciclo precessionale che sta per concludersi: Leone, Cancro, Gemelli, Toro, Ariete e Pesci. L'estensione temporale delle Ere proposta nel video, è leggermente diversa da quella suggerita dal Prof. Zecharia Sitchin nel libro "Il Pianeta degli Dei". Secondo il Professore, il passaggio dall'Era dell'Acquario all'Era dei Pesci dovrebbe verificarsi nell'anno 2.100 D.C., come si evince dalla mappa seguente:
Calendario precessionale secondo Z. Sitchin ed Altri
(cliccare per ingrandire)
Purtroppo, il prof. Sitchin non precisa quali siano le fonti a cui attinge per generare il proprio calendario:

"[...] anche se non è possibile, oggi, accertare dove esattamente i Sumeri ponevano l'inizio di una casa zodiacale, possiamo comunque basarci sulla seguente tabella, considerata generalmente attendibile:

10860 a.C. - 8700 a.C. - Era del Leone."
[Z. Sitchin, "Il Pianeta degli Dei", cap. XIV]


Secondo la mia ipotesi, l'Era del Leone si estende dal 10.960 A. C. all'8.800 A.C.; il che porta ad identificare la transizione verso l'Era dell'Acquario negli anni che stiamo vivendo. Come avevo già mostrato nel video "L'Eclissi del 21 Giugno 2020 - Parte Prima", il periodo di transizione "è iniziato nel 1980, ha raggiunto l'apice nel Maggio 1998 e si sta lentamente esaurendo":



Dal punto di vista strettamente astronomico, l'Era dei Pesci termina dunque nell'anno 2016, ma poichè questo limite temporale è determinato da una misura che gli antichi eseguivano con strumenti ottici non precisi quanto quelli attuali, possiamo ipotizzare che le profezie cristiane abbiano identificato l'anno 2021 come il primo anno dell'Era dell'Acquario: i 40 anni compresi tra il 1980 ed il 2020 sarebbero quindi gli anni di transizione, in cui le due Ere coesistono.


Spade e Mantelli: riferimento al Cambio d'Era?



Il Vangelo di Luca riporta un passo che contiene una forte simbologia di carattere astronomico/astrologico. Nel passo, Gesù sta rivolgendo le ultime raccomandazioni agli Apostoli, perchè siano preparati quando il suo destino verrà a compiersi. Per quei tempi, profetizza, si verificheranno disordini:


Poi disse loro:
«Quando vi mandai senza borsa,
senza sacca da viaggio e senza calzari,
vi è forse mancato qualcosa?»

Essi risposero: «Niente».

Ed egli disse loro:
«Ma ora, chi ha una borsa, la prenda; così pure una sacca;
e chi non ha spada, venda il mantello e ne compri una.

Perché io vi dico che in me
dev'essere adempiuto ciò che è scritto:
"Egli è stato contato tra i malfattori".

Infatti, le cose che si riferiscono a me,
stanno per compiersi».

Ed essi dissero: «Signore, ecco qui due spade!»
Ma egli disse loro: «Basta!»



[Lc. 22,35-38]

Generalmente, si attribuisce a Pietro la proprietà di una spada, in quanto esiste, nel Vangelo di Giovanni, un passo in cui si riferisce che Pietro estrasse una spada per tagliare l'orecchio al servo del Sommo Sacerdote (in quell'occasione, il Signore interverrà guarendo la ferita inferta al servo).

Volendo trovare un senso alternativo alla lettura letterale, ci si può accorgere che nel passo appena presentato i termini "mantello" e "spada" sono termini tecnici, che fanno riferimento a due entità puramente geometriche, ben visibili nel video mostrato nel post precedente:
  • le spade sono i confini delle Ere Astrologiche, che nel video - e nell'immagine seguente - sono rappresentati come linee verdi verticali; corrispondono ai periodi di transizione tra le Ere;
  • i mantelli sono le estensioni delle Ere Astrologiche, vale a dire gli spazi (ma si potrebbe dire anche "i periodi") compresi tra due spade.

Verso il Termine dell'Era dei Pesci

Non soltanto Pietro, ma tutti gli Apostoli, essendo Ere Astrologiche, posseggono una spada ed un mantello! Non è un caso se i periodi di transizione sono identificati dal termine “spada”: sono periodi turbolenti, in cui ogni cosa cambia: nulla a che fare con la relativa tranquillità che si può sperimentare nel corso di ciascuna Era! Ecco perché, approssimandosi al cambio d’Era, Gesù invita i suoi a liberarsi dei mantelli, ossia delle tranquille e consolidate abitudini guadagnate nel corso dei secoli, per dotarsi di una spada, preparandosi così all’inevitabile cambiamento.


L'evangelista Luca offre un quadro altamente suggestivo, in cui ciascuna delle Ere mostra al Signore i propri confini, ossia i propri limiti, sottoponendo alla sua attenzione le proprie date di inizio e termine. Come per l’essere umano le date di nascita e morte costituiscono il confine, il limite temporale di tutte le opere che egli può compiere nel corso della vita, così le date di inizio e di termine di un’Era costituiscono i limiti estremi di tutte le innovazioni e le scoperte che essa è in grado di portare.


Le date di nascita e morte di un individuo costituiscono i “bordi” del contenitore entro cui è racchiusa sua la vita, e per questo motivo diventano simbolo di tutto ciò che quell’individuo ha compiuto in vita e di tutta la consapevolezza che è riuscito a generare per sé stesso e per gli altri. Analogamente, ciascuna Era astrologica, giunte al termine del proprio tempo, offre a Gesù l’insieme di tutti gli eventi avvenuti e di tutte le esperienze accumulate nel corso dei secoli che hanno costituito il proprio periodo di “reggenza”, attraverso la simbolica consegna delle due “spade” che costituiscono i limiti temporali di quel periodo.


Nel passo appena letto non è specificato chi sia l’Apostolo che pronuncia la frase “ecco qui due spade”, ma possiamo sentirci autorizzati a ritenere che il discepolo che sta parlando stia consegnando le proprie armi, esortando nel contempo gli altri a fare lo stesso . Gli Apostoli-Ere rispondono silenziosamente, dando così vita ad un rito solenne: le esistenze di intere generazioni vengono affidate a Gesù, affinché Lui possa trasformarle da semplici sequenze di eventi a frammenti di un unico destino, finalizzato a compiere la Volontà di Dio.


La brusca risposta di Gesù va interpretata in questo caso come un vigoroso ordine con cui il Maestro mette fine al rito di presentazione delle spade, dando seguito al sacrificio e alle speranze degli Apostoli. Il “Basta!” non è rivolto ai discepoli, che umilmente hanno eseguito la volontà di Gesù e del Padre, bensì al tempo precessionale: strumento della Volontà Divina, che è stato utile al fine di facilitare l’acquisizione di consapevolezza, ma che è ora destinato alla dismissione, per consentire l’ingresso nella dimensione atemporale del Regno dei Cieli.

mercoledì 6 dicembre 2017

Precessione degli Equinozi

Una nuovissima animazione in CGI, che mostra il Punto Vernale (cioè la posizione occupata dal Sole durante l'Equinozio di Primavera) muoversi a ritroso attraverso le costellazioni zodiacali dell'ultimo emiciclo precessionale, fino a dare inizio all'imminente Era dell'Acquario.



La durata di un ciclo precessionale completo è stimata in 25.920 anni: un periodo conosciuto con il nome di "Grande Anno" platonico. Come l'anno terrestre, il Grande Anno è suddiviso in 12 "mesi", aventi la durata di 2.160 anni (30 gradi angolari sull'eclittica), chiamati "Ere Astrologiche", o "Eoni". La suddivisione delle Ere è ben evidenziata nel video, e la loro estensione temporale può essere verificata attivando i sottotitoli.

La posizione del Punto Vernale è la lancetta dell'orologio cosmico che indica l'Era Corrente. Sebbene le Ere prendano il nome dai segni zodiacali, le costellazioni zodiacali spesso si estendono oltre i confini dell'Era corrispondente: questo avviene a causa delle differenti dimensioni delle costellazioni.

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L'animazione mostra la porzione di ciclo precessionale corrispondente alla vita di Gesù. La parte più anica dell'ultimo emiciclo è correlata con la vita di Gesù Bambino.

  • Era della Vergine: 13.120 A.C. - 10.960 A.C.
    "Gesù nacque a Betlemme, in Giudea" [Mt. 2.1]
    (Beth-le-hem = "Casa del Pane", è un antico riferimento al segno della Vergine)
  • Era del Leone: 10.960 A.C. - 8.800 A.C.
    "Dov'è il re dei Giudei che è nato?" [Mt. 2.2]
    (la più brillante stella del Leone, che si trova sull'eclittica, si chiama "Regulus", che in latino significa "re bambino")
  • Era del Cancro: 8.800 A.C. - 6.640 A.C.
    "Andarono in fretta, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia." [Lc. 2.16]
    (il più importante ammasso stellare nel Cancro è chiamato "Praesepe", che in latino significa "mangiatoia")
  • Era dei Gemelli: 6.640 A.C. - 4.480 A.C.
    "passati i giorni della festa, mentre tornavano, il bambino Gesù rimase in Gerusalemme all'insaputa dei genitori." [Lc. 2.43]
    (il nome "Gerusalemme" potrebbe derivare da una antica coppia di divinità canaanee: "Shalim" e "Shahar", che erano, appunto, gemelli)
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Dopo il Suo incontro con i Maestri del Tempio, Gesù scompare dal Vangelo come bambino. Ripapparirà come uomo matura, parecchi anni più tardi. Tuttavia, la più recente porzione dell'ultimo emiciclo precessionale appare frequentemente nelle Scritture.

  • Era del Toro: 4.480 A.C. - 2.320 A.C.
    il Nuovo Testamento non include alcun riferimento al Toro, ma l'Antico riporta numerosi riferimenti.
     
  • Era dell'Ariete: 2.320 A.C. - 160 A.C.
    Nonostante il Vangelo non riferisca mai direttamente nulla in proposito, per i Cristiani, Gesù è l'"Agnus Dei", cioè l'"Agnello di Dio";
    Era dei Pesci: 160 A.C. - 2.000 D.C.
    "Gesù disse loro: «Seguitemi, e io farò di voi dei pescatori di uomini»." [Mc 1.17]
  • Era dell'Acquario: inizia attorno al 2.000 D.C.
    "Egli mandò due dei suoi discepoli e disse loro: «Andate in città, e vi verrà incontro un uomo che porta una brocca d'acqua; seguitelo; dove entrerà, dite al padrone di casa: - Il Maestro dice: 'Dov'è la stanza in cui mangerò la Pasqua con i miei discepoli?' - " [Mk 14.13-14]
    (L'"uomo che porta una brocca d'acqua" è appunto l'Acquario; il "padrone di casa" è il Sole, ossia Gesù stesso, che entra nella casa - cioè nell'Era - dell'Acquario)
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Info aggiuntive sulla Precessione:

Nozioni Generali sulla Precessione degli Equinozi:
https://profezieevangeliche.blogspot.it/2013/12/eclittica-e-precessione-degli-equinozi.html

Calcolo del Punto Zero precessionale:
https://profezieevangeliche.blogspot.it/2015/01/il-punto-zero-precessionale.html

giovedì 25 agosto 2016

Petrus Romanus, qui pascet oves

Tempo fa, avevo pubblicato un post re/lativo alla profezia di Malachia, in cui concludevo che l'attuale pontefice, Mario Bergoglio, poteva essere identificato con l'ultimo vicario terreno di Cristo, identificato dalla profezia, come "Petrus Romanus". /Approfondendo gli studi relativi all'interpretazione astronomica delle Scritture, sono arrivato ad un cambio di opinione, che mi ha indotto a rimuovere il post su Bergoglio e a fornire una diversa interpretazione dell'ultimo motto della profezia.


La profezia di Malachia



Per una introduzione generale al testo di Malachia e considerazioni relative alla sua validità storica rimando a Wikipedia. Esaminando il documento "Lignum Vitae" che riporta il testo di Malchia, l'autore della pagina di Wikipedia identifica la frase seguente come un motto a sè stante (separato quindi dal testo che segue), che viene attribuito a Papa Francesco:


In persecutione extrema Sanctae Romanae Ecclesiae

[Lignum Vitae]

L'accostamento tra Petrus Romanus e Papa Bergoglio mi pare improprio per diversi motivi. Innanzitutto, la frase citata, pur essendo riportata in coda alla lista dei Pontefici, appare troppo elaborata per costituire un motto a sè stante. Secondariamente, la suddetta frase è semanticamente e grammaticalmente correlata al testo che segue, che descrive gli ultimi tempi:



In persecutione extrema Sanctae Romanae Ecclesiae
sedebit Petrus Romanus,
qui pascet oves in multis tribulationibus;
 
quibus transactis,
civitas septis collis diruetur,
et Judex tremendus iudicabit populum suum.
 
Finis.



" Nell'estrema persecuzione della Santa Chiesa Romana
siederà Pietro Romano,
che pasce gli agnelli in molte tribolazioni;
 
passate queste,
la città dei sette colli sarà distrutta,
ed il tremendo Giudice giudicherà il suo popolo.
 
Fine ."  


Inoltre - almeno per il momento - non è evidente quale sia la caratteristica posseduta da Papa Francesco, che consenta di riconoscere in lui Petrus Romanus. Al contrario, i motti relativi ai papi precedenti risultano piuttosto chiari, perlomeno a mio avviso:

107°) Giovanni XXIII (1958-1963): "Pastor et Nauta"
Egli (n. 25/11/1881 m. 3/6/1963) fu patriarca di Venezia prima di diventare Papa, donde "pastore e marinaio".

108°) Paolo VI (1963-1978): "Flos florum"
Papa Montini (n. 26/9/1897 m. 6/8/1978) era il "fiore dei fiori", e infatti la famiglia Montini aveva tre gigli nel proprio stemma.

109°) Giovanni Paolo I (1978): "De medietate lunae"
La Profezia di San Malachia ("della metà della luna") sembra aver previsto in modo impressionante, anche nel caso di Papa Luciani (n. 17/10/1912 m. 28/9/1978), il fatto che il suo brevissimo pontificato (che durò appena 33 giorni) iniziò e terminò quando la Luna era visibile esattamente a metà.

110°) Giovanni Paolo II (1978-2005): "De labore solis"
Il motto attribuito a Papa Wojtyla (n. 18/5/1920 m. 2/4/2005), "della fatica del Sole", è un riferimento al fatto che egli nacque del giorno di un'eclisse solare: un evento astronomico che si verificò anche nel giorno suo funerale.

111°) Benedetto XI (2005-regnante): "De gloria olivae"
Il motto di Papa Ratzinger (n. 16/4/1927), "la gloria dell'olivo", sembra un chiaro riferimento al nome Benedetto, poiché i membri dell'ordine benedettino sono anche noti come gli Olivetani, il cui stemma è proprio un ramo d'olivo. Inoltre, egli è nato nel Sabato Santo del 1927, il 16 aprile, al culmine del periodo Pasquale, e tutto il periodo è notoriamente sotto il segno dell'ulivo.

[Fonte ed approfondimenti: http://www.lultimopapa.it/profezia.htm]


Diversi commentatori del testo di Malachia ritengono che il Pontefice degli Ultimi tempi potrebbe scegliere nome Pietro II. Nel caso ciò avvenisse, tale scelta potrebbe essere interpretata come un atto di vanagloria, un tentativo di accostamento al Primo e più grande Papa, oppure come un segnale di coraggio: una dichiarazione di disponibilità, da parte dell'ultimo Papa, a sostenere l'onere pesantissimo di guidare la Chiesa nei tempi più bui.


Richiami di astronomia



L'esegesi astronomica del Vangelo porta ad identificare Pietro, così come i dodici Apostoli, come un Eone, o Era Astrologica, vale a dire i dodici periodi di uguale durata, in cui è suddiviso il Grande Anno, o Anno Platonico, determinato dal ciclo precessionale:

Gli estimatori dello studioso Zecharia Sitchin, generalmente utilizzano un criterio di ripartizione delle Ere che lo studioso riporta nel libro "Il Pianeta degli Dei", dove è riportata la seguente mappa cronologica, basata sull'assunto che l'Anno Platonico duri 25.920 anni:


Calendario precessionale secondo Z. Sitchin ed Altri
(cliccare per ingrandire)
Purtroppo, il prof. Sitchin non precisa quali siano le fonti a cui attinge per generare il proprio calendario:

"[...] anche se non è possibile, oggi, accertare dove esattamente i Sumeri ponevano l'inizio di una casa zodiacale, possiamo comunque basarci sulla seguente tabella, considerata generalmente attendibile:

10860 a.C. - 8700 a.C. - Era del Leone."

[Z. Sitchin, "Il Pianeta degli Dei", cap. XIV]

Il problema dell'identificazione del punto di "inizio di una casa zodiacale" accennato da Sitchin nasconde il problema dell'identificazione del "Punto Zero precessionale", ossia del punto a partire dal quale sono state definite le 12 porzioni di eclittica corrispondenti alle 12 Ere.


Secondo la nuova teoria, il Punto Zero si trova tra le costellazioni di Toro e Gemelli, nel punto esatto in cui si intersecano eclittica ed equatore galattico. La misura esatta del cambio d'era è avvenuta pertanto nel Maggio del 1998, quando secondo l'astronomia ufficiale, è avvenuto l'allineamento tra l'asse solstiziale e l'Equatore Galattico:


L'ipotesi di identificazione del Punto Zero ricavata attraverso la nuova teoria porta alla generazione di una mappa leggermente differente da quella proposta da Sitchin. Lo scostamento tra le due mappe è pari a 100 anni, corrispondenti a poco più di un grado angolare:


Calendario Precessionale realizzato utilizzando la nuova ipotesi
relativa alla posizione del "Punto Zero"

(cliccare per ingrandire)

Dal punto di vista astronomico, il periodo di transizione tra ciascuna Era e la successiva dura 36 anni, la transizione tra Era dei Pesci ed Era dell'Acquario ha avuto inizio nel 1980 e si conclude nel 2016. Viceversa, le Scritture sembrano suggerire che la transizione tra le Ere duri 40 anni e l'ingresso nell'Era dell'Acquario, iniziato nel 1980, deva terminare nell'anno 2020.


L'Era dei Pesci



Le considerazioni precedenti, unite all'identificazione di Pietro con l'Era dei Pesci, portano ad una serie di osservazioni di sicuro interesse.

La prima osservazione riguarda proprio la conclusione della profezia di Malachia, che andrebbe interpretata tenendo conto del fatto che Pietro non è soltanto il primo pontefice, ma è anche un Eone, un periodo di tempo, che ha "pasciuto gli agnelli" dai tempi di Cristo ai nostri giorni. Nei tempi finali, lui sarà ancora "in carica":

"Nell'epoca dell'estrema persecuzione della Santa Chiesa Romana

sarà ancora in corso l'Era dei Pesci,

che pasce gli agnelli in molte tribolazioni."

Letta così, sembra che le "tribolazioni" sperimentate dagli agnelli nel tempo finale, devano essere nè più nè meno che le stesse a cui essi sono stati soggetti sin dall'inizio dell'Era ... il che è in un certo senso confortante. Tuttavia, è necessario considerare che Pietro è l'Apostolo che "rinnega" per tre volte Gesù: un episodio che sembra alludere ad un fatto traumatico che potrebbe doversi verificare prima della fine dell'Era dei Pesci.

L'episodio è descritto in tutti i Vangeli, ma alcuni dettagli differenziano le diverse versioni. Vale la pena di esaminare la versione fornita dal Vangelo di Marco:


"Mentre Pietro era giù nel cortile,
venne una delle serve del sommo sacerdote;
e, veduto Pietro che si scaldava,
lo guardò bene in viso e disse:
«Anche tu eri con Gesù Nazareno».
Ma egli negò dicendo:
«Non so, né capisco quello che tu dici».
---
Poi andò fuori nell'atrio e il gallo cantò.
---
La serva, vedutolo,
cominciò di nuovo a dire ai presenti:
«Costui è uno di quelli».
Ma lui lo negò di nuovo.

E ancora, poco dopo,
coloro che erano lì dicevano a Pietro:
«Certamente tu sei uno di quelli,
anche perché sei Galileo».
Ma egli prese a imprecare e a giurare:
«Non conosco quell'uomo di cui parlate».
---
E subito, per la seconda volta, il gallo cantò.
---
Allora Pietro si ricordò
della parola che Gesù gli aveva detta:
«Prima che il gallo abbia cantato due volte,
tu mi rinnegherai tre volte».
---
E si abbandonò al pianto."

[Mc. 14, 66-72]

Nella trasposizione astronomica del Vangelo, valgono le seguenti considerazioni:
  1. Pietro, lo ripetiamo, è un Eone, un periodo di tempo avente la durata di 2.160 anni circa, che inizia nel 160 A.C. e termina nel 2020 A.D.
  2. Gesù, Lux Mundi, è il Sole, che scandisce la sequenza degli Eoni percorrendo l'eclittica secondo Leggi stabilite dal Creatore.

Che cosa significa quindi il rinnegamento di Pietro? Come fa Pietro, ossia un Eone, un periodo di tempo, a "rinnegare" Gesù, ossia il Sole? Forse l'episodio costituisce un avviso, fornito in forma metaforica, circa un evento astronomico che deve verificarsi entro la fine dell'Era dei Pesci, che potrebbe comportare un temporaneo oscuramento del Sole, o meglio, una sua mancata manifestazione. Nell'episodio evangelico, i dinieghi di Pietro sono contrapposti ai canti del gallo, che in ogni tempo hanno sempre annunciato il sorgere del Sole.

La traduzione fuor di metafora del passo diventa:

"nel corso dell'Era dei Pesci,
deve verificarsi un giorno
in cui il Sole non sarà più visibile.
---
Il giorno successivo, il Sole sorgerà regolarmente.
---
Quindi, per altre due volte, il Sole non sorgerà.
---
Il Sole riprenderà quindi a sorgere regolarmente.
---
Questi avvenimenti avvengono in conseguenza
di un fenomeno naturale che si ripete ciclicamente
e che può quindi essere previsto.
---
Passati questi eventi
l'Era dei Pesci volgerà al termine."

E' possibile che il passo del Vangelo di Marco costituisca una profezia, riportata in forma simbolica: entro l'anno 2020, dice Marco, si verificherà un periodo in cui il Sole non sorgerà più con la consueta regolarità, ma subirà temporanei oscuramenti. Naturalmente, questo periodo non sarà eterno, ma avrà una fine, pertanto è il caso di conservare la speranza.

Ovviamente non è possibile fornire una giustificazione scientifica dei motivi per cui il Sole dovrebbe sparire per giornate intere: spiegazioni come una eclisse eccezionalmente prolungata, una temporanea curvatura locale dello spazio-tempo, o nubi cosmiche in grado di oscurare la luce solare, non sono a mio avviso soddisfacenti.

Non si può d'altra parte escludere che questo evento abbia valore in senso soltanto metaforico ... personalmente mi limito ad evidenziare l'esistenza di una possibile interpretazione del Vangelo e le conclusioni a cui si perviene se si interpreta il testo utilizzando questa chiave di lettura.

Quello che comunque emerge dall'esegesi astronomica è che nel Vangelo non vengono mai descritte azioni "cattive": nessuno è malvagio o animato da intenzioni malevole: tutti osservano semplicemente le Leggi divine, interpretando al meglio il ruolo che è stato loro assegnato nella commedia dell'esistenza. Si tratta di un compito al quale nessuno può sottrarsi. Questa regola vale anche per Pietro, che per millenni è stato ingiustamente accusato di viltà, mentre il suo "rinnegamento" costituisce semplicemente l'accettazione di un evento naturale, previsto nel corso degli eventi.

sabato 20 agosto 2016

Lo Zodiaco, le Ere, Pietro e Giuda

Nell'allegoria celeste presente nel Vangelo, gli Apostoli (dal greco απόστολος, 'inviato', 'messo') rappresentano le Ere Astrologiche, o Eoni: 12 periodi di tempo, aventi ciascuno durata di 2.160 anni circa, che scandiscono le diverse fasi del ciclo precessionale.
Per effetto della rotazione precessionale, l'asse terrestre cambia il proprio orientamento, puntando via via ad un diverso punto della Sfera Celeste. Il piano equatoriale, perpendicolare all'asse terrestre, varia conseguentemente la propria inclinazione, causando uno spostamento lungo l'eclittica dei punti equinoziali (collocati nell'intersezione tra il piano equatoriale e l'eclittica) e solstiziali (collocati nell'intersezione tra l'eclittica ed il piano perpendicolare alla retta che congiunge i punti equinoziali). La moderna astronomia riferisce che, nel corso dei circa 25.920 anni che formano un ciclo precessionale completo, ciascuno di questi punti traccia sull'eclittica un arco di 360°: la percorre cioè interamente, ritornando al punto di partenza.

La suddivisione del ciclo precessionale in 12 parti, consente di individuare altrettanti periodi - le Ere Astrologiche appunto - in cui il "Punto Vernale" si sposta di 30° circa lungo l'eclittica. E' pertanto possibile suddividere l'Eclittica in 12 frammenti, di uguale estensione, entro i quali il Punto Vernale viene a trovarsi nel corso di ciascuna Era. Le 12 Ere ed i 12 framemnti eclittici corrispondenti, possono essere messe in diretta corrispondenza con i 12 segni zodiacali: ciascuna prende il nome del segno zodiacale più prossimo.


Le 12 Ere Astrologiche
(cliccare per ingrandire)


Il frammento eclittico in cui si trova il Punto Vernale definisce l'Era Astrologica attuale: per determinarla con certezza, è sufficiente misurare l'ampiezza in gradi dell'arco eclittico che separa il Punto Vernale dal Punto Zero precessionale.


Ai tempi in cui i testi del Vangelo furono scritti, l'Era Astrologica in corso era l'Era dei Pesci. Questa informazione può essere desunta direttamente dal testo, dove viene espressa in maniera simbolica:


Il primo giorno degli Azzimi, 
quando si sacrificava la Pasqua
i suoi discepoli gli dissero: 

«Dove vuoi che andiamo a preparare 
perché tu possa mangiare la Pasqua?» 

Egli mandò due dei suoi discepoli e 
disse loro: «Andate in città, 
e vi verrà incontro un uomo 
che porta una brocca d'acqua

seguitelo.


[Mc. 14,12-13]

Il passo del Vangelo di Marco è uno dei pochissimi in cui si trova una indicazione di carattere cronologico. Il testo indica che l'evento si svolge nel "primo giorno degli Azzimi". La festa degli Azzimi, che si tiene durante il tempo Pasquale, è vicina all'equinozio di primavera, quando il Sole viene a trovarsi in prossimità del Punto Vernale. In questi giorni, osservando la posizione del Sole rispetto allo Zodiaco, è possibile verificare quale sia l'Era Corrente.


L'invito ad "andare in Città", che Gesù rivolge ai discepoli, va inteso come una esortazione a portare l'attenzione al cielo: spesso, nel Vangelo, la città di Gerusalemme rappresenta la realtà, l'orizzonte percettivo del discepolo, e quindi del lettore. Di tutti gli elementi presenti in tale orizzonte percettivo, a Gesù interessa ovviamente il cielo, in quanto simbolo di ciò che è divino.

"Osservando la posizione del Sole durante il tempo pasquale", dice Gesù, vi accorgerete di trovarvi di anno in anno più vicini all'Era dell'"uomo che porta una brocca d'acqua", ossia dell'Acquario. L'ordine di "seguire" l'uomo con la brocca, e dunque di entrare prima o poi, nell'Era dell'Acquario, rappresenta, come tutte le istruzioni e tutti i comandi impartiti da Gesù, una azione a cui è del tutto impossibile trasgredire, perchè determinata dalle Leggi universali, in questo caso dalle leggi del moto celeste, che obbligano le Ere a susseguirsi in un ordine stabilito. Il fatto che l'Era dell'Acquario si stia avvicinando, ma non sia ancora iniziata porta a concludere che l'Era attuale - quella in cui vivono i destinatari del messaggio evangelico - sia quella dei Pesci

L'Era dei Pesci è associata a Simone, detto Pietro. Uomo pragmatico e di buona volontà, Pietro sembra adatto ad incarnare l’Era contemporanea: ben sviluppata dal punto di vista della dell’esperienza materiale, ma scarsamente attenta ai sottili percorsi dello spirito. A lui, Gesù si rivolge con queste parole:

tu sei Pietro, e su questa pietra 
edificherò la mia Chiesa, 
e le porte dell'Ades non la potranno vincere 


[Mt. 16,18]

Nell'originale greco, la parola utilizzata al posto del nome Pietro è Πέτρος, che significa "roccia", "sasso": espressioni che ribadiscono la natura grezza e materiale della generazione attuale, che costituirà tuttavia, il fondamento per la costituzione della nuova Chiesa, l'"assemblea". Da sempre, la Chiesa utilizza il Pesce come simbolo dello stesso Gesù, rafforzando l'idea di una correlazione tra Pietro e l'Era dei Pesci:
ησοῦς Χριστός Θεoῦ Υιός Σωτήρ: Gesù Cristo Figlio di Dio Salvatore

Pietro non ha una importanza superiore agli altri Apostoli. Anzi, in numerose occasioni, Gesù esorta espressamente ciascuno degli Apostoli a non considerare sè stesso più grande o più importante degli altri:

chi è il più grande tra voi 
diventi come il più piccolo 

[Lc. 22, 26]


Ciononostante, gli elenchi degli Apostoli presenti nei Vangeli di Matteo, Luca e Marco, sono concordi nel nominare Pietro per primo e Giuda per ultimo: un fatto che potrebbe erroneamente indurre ad attribuire una diversa importanza ai dodici. A mio avviso, la Pole Position di Pietro negli elenchi evangelici può essere spiegata soltanto trasponendo l'elenco fra le stelle, dove a ciascun Apostolo corrisponde un segno zodiacale. 

Anticamente, il segno associato all'Era Precessionale corrente assumeva il ruolo di primo segno dello Zodiaco: al tempo dei Sumeri, vissuti in piena Era del Toro (III millennio A. C.), il primo segno dello Zodiaco (o segno guida) era il Toro(1), l'ultimo era l'Ariete. Nell'Impero Babilonese (600 A.C.), durante l'Era dell'Ariete, il Toro passò in seconda posizione, cedendo il ruolo di primo segno all'Ariete. Se le antiche tradizioni fossero state mantenute anche in epoca Romana, al tempo di Gesù i Pesci avrebbero dovuto assumere il ruolo di segno guida dello Zodiaco, facendo scalare Ariete e Toro rispettivamente in seconda e terza posizione. 

Nonostante questa variazione non sia stata introdotta dagli astrologi del tempo, il Vangelo sembra rispettare la tradizione antica. Considerare Pietro "primo tra gli Apostoli" equivale esattamente a considerare i Pesci l'attuale segno guida. E' possibile che il mancato aggiornamento del segno guida ed i mancati adeguamenti asstrologici che avrebbero dovuto discenderne, siano alla base delle numerose incompatibilità esistenti tra l'astronomia e l'astrologia moderne: sarebbe interessante approfondire, ma non è questa la sede

Ciò che è interessante è invece notare come il ruolo di segno guida venga sempre assunto dal segno che fino all'Era precedente chiudeva lo Zodiaco. Questo fatto sembra essere una applicazione pratica della Legge espressa da Gesù secondo cui:

gli ultimi saranno primi e i primi ultimi

[Mt. 20,16]

Partendo da Pietro, è possibile individuare delle corrispondenze tra i segni zodiacali e gli Apostoli, seguendo le indicazioni del Vangelo di Marco, quello che maggiormente, tra i Sinottici, contiene riferimenti di carattere astronomico ed astrologico:
Costituì dunque i dodici, cioè: 
Simone, al quale mise nome Pietro; 
Giacomo, figlio di Zebedeo e 
Giovanni, fratello di Giacomo, 
ai quali pose nome Boanerges, che vuol dire figli del tuono; 
Andrea, Filippo, Bartolomeo, Matteo, 
Tommaso, Giacomo, figlio di Alfeo, Taddeo, 
Simone il Cananeo 
e Giuda Iscariota, quello che poi lo tradì. 


[Mc. 3,16-19]

L'elenco dei dodici va letto tenendo presente che l'ordine di lettura è quello corrispondente al ciclo ordinario di percorrenza dello Zodiaco da parte del Sole. Quindi se Pietro corrisponde ai Pesci, Giacomo è l'Ariete e Giovanni il Toro. Questi primi tre discepoli, che comprendono un quarto di Zodiaco, sono coloro che vengono ammessi ad assistere alla trasfigurazione di Gesù sul monte e che "regnano" per un periodo di 6.480 anni circa: dall'apparizione biblica di Adamo sulla Terra ai giorni nostri

Giuda, che chiude l'elenco dei dodici, è evidentemente l'Acquario. Nell'Ultima Cena, Leonardo da Vinci coglie il senso allegorico dell'elenco degli Apostoli, accostando le figure di Pietro e di Giuda, e mostrando così che se gli estremi dell'elenco si toccano, è proprio perchè l'elenco è circolare:

L'ultima Cena: Pietro siede accanto a Giuda
(cliccare per ingrandire)

Nel Cenacolo, Leonardo rappresenta lo Zodiaco come se fosse una pergamena "srotolata", in modo da poter rappresentare la rotazione precessionale come un moto lineare. Il piano del tavolo rappresenta l'Eclittica, sulla quale il Punto Vernale si sposta da sinistra verso destra. Due soli vassoi contenenti pietanze sono visibili sulla tavola: un piatto di pani, sulla destra, posizionato di fronte a Matteo (Era della Vergine) ed un piatto di pesci, posto proprio davanti a Pietro (Era dei Pesci).

Torneremo in futuro sul significato dei molti dettagli che Leonardo include nel dipinto, spiegando come mai Giuda è parzialmente voltato di spalle, come mai Pietro lo scavalca per parlare con Giovanni, perchè Pietro tiene in mano un coltello e perchè Giacomo alza le mani, in apparente segno di resa ...

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(1): cfr. Alfred Jeremias, "The Old Testament in the Light of the Ancient East - VOL I", pag. 73, "Age of Taurus" - Williams & Norgate, 1911.