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sabato 24 ottobre 2020

Il tempo dei Crop Circles

In questo post illustro una scoperta fatta diverso tempo fa, che non ho mai reso evidente, se non in alcune chiacchierate informali. Per carità, nulla di rivoluzionario, ma sicuramente si tratta di qualcosa di curioso, in merito ad un tema che a me ha sempre affascinato: quello dei "cerchi nel grano".


Arcana Ricordo


Già li vedo, quelli che storcono in naso ... i cerchi nel grano, la bufala degli anni '90! Personalmente, ho una certa avversità a chi utilizza i termini "bufala" o "fake news", o tutte le amenità del genere vomitate dai TG addosso agli spettatori. La verità ha sempre molte sfaccettature e nessuno ha gli elementi per poterle cogliere tutte. Non sto dicendo che non esistano le "fake news", ossia che non esistano figure che in buona o cattiva fede, divulgano notizie false o errate.


Il problema è che troppo spesso, chi utilizza i termini "fake news" o "bufala", lo fa in maniera superficiale, senza davvero verificare la rispondenza al vero delle argomentazioni che qualifica come false. La verifica delle affermazioni dovrebbe sempre avvenire, in qualunque contesto. I crop circles sono stati oggetto di aspri dibattiti tra chi sosteneva una loro origine "anomala" e chi invece li qualificava come opere realizzate da personaggi un po' estrosi, ma assolutamente umani.


Il mio personale parere è che l'argomento non è mai stato affrontato in maniera seria: numerose testimonianze in tutto il mondo hanno associato il fenomeno dei crop circles alla presenza di "bowls", le sfere luminose; in alcuni casi, sono stati prelevati campioni di spighe recanti segni di bruciatura in corrispondenza dei punti di piegatura; in parecchi casi, testimoni oculari hanno affermato di aver trovato nei crop circles resti di insetti carbonizzati; in una elevata percentuale di casi, le spighe a terra sono risultate intrecciate, rivelando una tecnica di allettamento tutt'altro che scontata. Tutte queste evidenze sono state semplicemente derubricate a suggestioni e l'evidente riduzione del fenomeno nel corso degli anni, in termini qualitativi e quantitativi, ha consentito la diffusione delle più confortevoli e tranquillizzanti posizioni "ortodosse".


In vita mia, mi è capitato una sola volta di addentrarmi all'interno di una formazione: era il 20 Giugno 2015. Durante la visita, non ho avuto particolari sensazioni, non ho visto segni di bruciatura su spighe o insetti, non ho provato sensazioni particolari o giramenti di testa. Ma ho potuto constatare la cura con cui era stato realizzato il disegno, il fatto che nessuna delle spighe a terra era stata spezzata (almeno fino all'arrivo dei visitatori come me): erano state tutte garbatamente piegate e intrecciate, in maniera più o meno regolare.


Bordi del disegno piuttosto precisi
(cliccare per ingrandire)


Spiche Intrecciate
(cliccare per ingrandire)


Spiche piegate e non spezzate
(cliccare per ingrandire)


La qualità dell'opera non era tale da escludere una fattura umana, tuttavia mi pareva che la teoria delle "corde e assi" fosse poco convincente: mi sembrava improbabile - non significa impossibile - che un simile risultato potesse essere ottenuto con semplici metodi meccanici. Lo ammetto, questa visita non ha risolto nessuno dei miei interrogativi; semmai, ne ha creati di nuovi. Faccio i più vivi complimenti a chi nel corso degli anni si è prodigato per dimostrare che un crop circle può essere realizzato da esseri umani, attraverso strumenti più o meno complessi, ma contesto la posizione di chi utilizza questa dimostrazione per asserire che nessuna formazione può aver avuto una origine anomala. Ogni caso è un caso a sé e va esaminato senza pregiudizio.


Ma alla fine, che cosa c'entra tutto questo discorso con i temi di cui ci occupiamo solitamente? Che c'entrano i cerchi nel grano con i moti celesti, i Vangeli e la precessione degli equinozi? Il punto di congiunzione viene osservando un dato statistico, generato da chi nel corso degli anni ha tenuto conto del numero di formazioni apparse in tutto il mondo e le ha pazientemente catalogate: il sito web www.cropcirclecenter.com. Secondo questa fonte, primario riferimento degli appassionati del settore, i cerchi nel grano sono un fenomeno piuttosto antico, tuttavia il loro numero ha subìto una evidente intensificazione tra gli anni '80 e '90, per poi iniziare a ridursi sensibilmente. Mi sono preoccupato di prelevare dal sito il numero totale di crop circles apparsi durante gli anni e ho ottenuto il grafico seguente:


fonte: www.cropcirclecenter.com


L'anno in cui è stato registrato il maggior numero di formazioni è senz'altro il 1991, quando il fenomeno era diventato di costume ed imperversava il dibattito sulle origini delle formazioni. Tuttavia la curva tendenziale in rosso, che esclude i massimi e i minimi locali, evidenzia come la diffusione del fenomeno abbia raggiunto il proprio apice nell'anno 1998. A mio avviso, il 1998 è stato - più o meno - anche l'anno in cui le formazioni hanno raggiunto la loro massima complessità ed estensione.


E' possibile che il numero di formazioni rilevate che superano la soglia indicata dalla curva di andamento tendenziale sia costituito da quelle generate sicuramente da esseri umani (considerati quindi "non autentici")? Potrebbe essere, considerato che negli anni '90 molti si divertivano a creare formazioni assolutamente sgraziate, rendendo evidente una fattura con metodi molto rozzi. I dati relativi agli anni '80 invece potrebbero essere incompleti, dal momento che il fenomeno, benché conosciuto, era ritenuto poco interessante (consultando l'archivio di Crop Circle Center ci si accorge che le formazioni di quegli anni erano estremamente semplici: per la maggior parte costituite da un semplice cerchio) e non veniva ancora attuata una raccolta sistematica delle segnalazioni.


La curva tendenziale rivela una correlazione con l'altro fenomeno di cui abbiamo ampiamente parlato in questa sede: l'allineamento solstiziale degli anni 1980-2020. I lettori ricorderanno come nel 1997, l'astronomo belga Jean Meeus, abbia raccolto nel volume "mathematical astronomy morsels" una serie di studi, fra i quali compariva il seguente "Ecliptic and galactic equator", che riporto in forma integrale.






Il calcolo mette in evidenza come il punto solstiziale si sia perfettamente allineato con l'equatore galattico nell'anno 1998. Questo significa che se noi avessimo proiettato il disco solare in corrispondenza della "croce celeste" formata da eclittica ed equatore galattico, il sole equinoziale avrebbe iniziato a sovrapporsi al disco nel 1980 e avrebbe terminato nel 2016.


Nel 1998 il sole solstiziale ha raggiunto
il massimo allineamento con la croce celeste





Il disco grigio (A) rappresenta la proiezione del disco solare, centrata sul punto di intersezione tra eclittica ed equatore galattico. Il disco giallo (B) rappresenta la posizione del Sole nel giorno del solstizio. Nel corso degli anni, il punto solstiziale si è mosso lungo l'eclittica, raggiungendo e superando il punto di intersezione. La curva in figura, descritta dalle due funzioni sulla destra, rappresenta l'area dell'intersezione tra il disco (A) ed il disco (B) in funzione della posizione x del disco B. Per semplificazione di calcolo, si è assunto che i dischi (A) e (B) abbiano raggio unitario. Il punto di coordinata zero corrisponde all'anno 1998.



La curva di sovrapposizione solstiziale e la statistica di comparizione dei crop circle hanno alcune caratteristiche in comune. Entrambi i fenomeni hanno raggiunto il proprio apice nel 1998 e le loro code si propagano in un intervallo temporale di più di 40 anni. Questo lungo periodo di tempo è stato contrassegnato da cambiamenti importanti, che hanno rivoluzionato il nostro modo di vivere, come mai era accaduto in precedenza. I cerchi nel grano hanno sottolineato questi cambiamenti, entrando nell'immaginario collettivo e generando una risposta spontanea dai "crop creators", che hanno arricchito la collezione delle formazioni autentiche con altre altrettanto affascinanti. A questo punto, a me la domanda sorge spontanea: esiste una relazione tra il fenomeno dei cerchi nel grano e l'allineamento solstiziale col centro galattico?


La domanda è destinata a restare senza risposta ancora per parecchio tempo, ma apre prospettive assolutamente affascinanti: siamo proprio sicuri di voler categoricamente escludere la possibilità che i cerchi nel grano, i loro splendidi disegni, che fanno sempre riferimento all'armonia delle forme, siano messaggi generati da una intelligenza superiore a noi? Intendiamoci, non sto necessariamente parlando di alieni qui ... ma di una forma di intelligenza che potrebbe aver sede nei fenomeni naturali che diamo per scontati: il Cielo e la Terra. Sappiamo già che l'interazione del vento solare con il campo magnetico terrestre è in grado di generare quel fenomeno così raro quanto meraviglioso che è l'aurora boreale. Siamo così certi di aver maturato conoscenze scientifiche tali da poter ragionevolmente escludere la possibilità che alterazioni locali del campo magnetico non possano generare queste forme, tanto armoniose e complesse? E nel caso, saremmo disposti ad ammettere che con ogni probabilità, quegli astri che tendiamo a ritenere corpi inerti non possono invece non avere una intelligenza e forse ... un'anima?

sabato 13 gennaio 2018

L'Eclissi del 21 Giugno 2020 nell'Architettura

L'allineamento tra solstizio d'estate (nell'emisfero nord) ed equatore galattico è un fenomeno che l'umanità sembra attendere da millenni. Il verificarsi di una eclissi nel giorno esatto del solstizio è un evento unico, destinato a non ripetersi per centinaia o migliaia di anni. Lo studio della geometria di questo evento astronomico non smette di sorprendere: la si può trovare codificata nei monumenti più antichi del Pianeta.

Articolo originale qui:


Vista dal Cairo, l'eclissi non sarà totale, tuttavia, la geometria che il Sole e la Luna assumeranno durante questo evento sembra avere una stretta correlazione con la struttura interna della Piramide di Cheope a Giza.


È straordinario notare che poco più di due ore dopo l'apice dell'eclissi, esattamente alle 5:13 UT, quando il Sole sarà ancora parzialmente oscurato dal disco lunare, la configurazione dei due astri replicherà esattamente quella presente all'interno della Grande Piramide. L'allineamento è visibile posizionandosi lungo l'asse nord-sud della piramide, a qualche centinaio di metri dal monumento, ed osservando il fenomeno, rivolti in direzione est.


Fig. 1: 21 Giugno 2020, ore 5:13 UTC


la Luna eclissante si trova direttamente sopra l'apice della Grande Piramide, il suo centro e quello del Sole sono perfettamente allineati con l'Equatore Galattico. I dischi del Sole e della Luna formano la figura geometrica della "vesica piscis": la circonferenza di ciascuno di essi attraversa il centro dell'altro.


Fig. 2: Interno della Piramide

In questo istante, la retta congiungente i centri della "camera del Re" e della "camera della Regina" interni alla piramide assume la stessa inclinazione dell'Equatore Galattico (la linea rossa sulla seconda immagine).


Una analisi condotta secondo i criteri della geometria sacra rivela che anche Stonhenge potrebbe essere stato costruito con l'intento di evidenziare l'avvicinamento alla data del 21 Giugno 2020. Lo rivela questo interessante filmato (in inglese), che prima o poi potrei decidermi a tradurre in italiano:






Spinto da un lettore ad approfondire la tematica, penso di aver trovato qualcosa che non quadra. Me ne rammarico: uno degli errori che rimprovero al giornalismo moderno è di riportare contenuti di altre fonti senza verificarne la correttezza. Ebbene, devo confessare di essere incorso nel medesimo errore. Ma cerco di porre subito rimedio, andando ad analizzare il fenomeno con un minimo più di cura. Mi riferisco in particolare all'allineamento della vescica piscis con la Piramide di Cheope.

Il primo punto da segnalare è che lo schema della piramide mostrato nella Figura 2 è in effetti corretto: la "camera della Regina" risulta in asse con il centro della piramide, mentre la "camera del Re" è leggermente disassata. Questa struttura consente di tracciare la linea diagonale rappresentata in rosso nella figura 2.

Tuttavia, occorre una precisazione importante: l'articolo di Ted Harper, curatore del sito thenumbernine.weebly.com, evidenzia come il punto di osservazione privilegiato da cui osservare l'eclissi sia la "tomba di Hemiunu", collocata esattamente ad ovest della Grande Piramide:


Collocazione della "Tomba di Hemiunu" rispetto alla Grande Piramide

Da quel particolare punto di osservazione, l'eclissi si verifica esattamente alle ore 5.19 UTC (8.19 ora locale), come evidenziato dalla seguente rilevazione fatta su Google Earth (a questo --> link <-- trovate i dettagli del calcolo orario):


Tomba di Hemiunu: calcolo dell'eclissi
(cliccare per ingrandire)

In quel particolare punto, alle 8.19 del mattino, la vescica piscis si forma esattamente ad Est, cioè (come correttamente osservato da Ted Harper e rappresentato in Figura 1) esattamente in cima alla piramide.

Vescica Piscis, Tomba di Hemiunu, 21/06/2020 ore 5.19 UTC
(per un capriccio incomprensibile, il mio simulatore segna l'ora UTC+1)

Nel momento di massima sovrapposizione, la Luna non è allineata all'equatore galattico: per ottenere quel tipo di allineamento occorre attendere qualche minuto. Già questo scostamento rende la particolarità dell'allineamento meno precisa. Ma c'è un problema in più!

Il problema è che da quel particolare punto di osservazione, la Grande Piramide non appare affatto come in figura 2! In quella figura, infatti, il "nord" è indicato in basso a destra, mentre osservando la piramide dalla tomba di Hemiunu, il nord è sulla sinistra! Per questo motivo, l'immagine corretta della piramide è esattamente speculare rispetto a quella mostrata in figura 2.

Interno della Piramide, vista da Est

Appare evidente che la somiglianza tra la vescica piscis che si forma in cielo e quella presente nell'architettura della piramide appare molto meno evidente ora. Anzi, per non dire che sparisce completamente. Al momento non ho trovato altri elementi che possano confermare ulteriori allineamenti, ma nel caso il post potrebbe essere ulteriormente aggiornato.

giovedì 25 agosto 2016

Petrus Romanus, qui pascet oves

Tempo fa, avevo pubblicato un post re/lativo alla profezia di Malachia, in cui concludevo che l'attuale pontefice, Mario Bergoglio, poteva essere identificato con l'ultimo vicario terreno di Cristo, identificato dalla profezia, come "Petrus Romanus". Approfondendo gli studi relativi all'interpretazione astronomica delle Scritture, sono arrivato ad un cambio di opinione, che mi ha indotto a rimuovere il post su Bergoglio e a fornire una diversa chiave di lettura dell'ultimo motto della profezia.


La profezia di Malachia



Come forse i lettori sapranno, il testo conosciuto come "profezia di Malachia" è un documento che San Malachia dovrebbe aver scritto nell'anno 1140, contenente un elenco di 111 motti in latino, corrispondenti ai 111 futuri pontefici. Il condizionale è dovuto al fatto che storicamente, il testo fece la sua comparsa nel 1595 e numerosi osservatori evidenziano come i motti latini siano estremamente precisi per i Papi precedenti quell'epoca e descrivano quelli successivi con maggiore approssimazione.


Tra le critiche più interessanti ed argomentate sollevate a questo testo, segnalo l'eccellente volume "La Profezia di Malachia" di Natale Lanza, curatore del blog "CodiceNostradamus". Personalmente non condivido le conclusioni di Lanza, pur avendo grande considerazione del suo lavoro. Riconosco che i motti siano ben lontani dal qualificare ciascun pontefice in maniera esaustiva, tuttavia trovo che ogni motto ponga in evidenza una caratteristica che può essere attribuita soltanto al Papa a cui essa è riferita.


Una semplice verifica può essere fatta esaminando i papi vissuti in epoca più recente:

107°) Giovanni XXIII (1958-1963): "Pastor et Nauta"
Egli (n. 25/11/1881 m. 3/6/1963) fu patriarca di Venezia prima di diventare Papa, donde "pastore e marinaio".

108°) Paolo VI (1963-1978): "Flos florum"
Papa Montini (n. 26/9/1897 m. 6/8/1978) era il "fiore dei fiori", e infatti la famiglia Montini aveva tre gigli nel proprio stemma.

109°) Giovanni Paolo I (1978): "De medietate lunae"
La Profezia di San Malachia ("della metà della luna") sembra aver previsto in modo impressionante, anche nel caso di Papa Luciani (n. 17/10/1912 m. 28/9/1978), il fatto che il suo brevissimo pontificato (che durò appena 33 giorni) iniziò e terminò quando la Luna era visibile esattamente a metà.

110°) Giovanni Paolo II (1978-2005): "De labore solis"
Il motto attribuito a Papa Wojtyla (n. 18/5/1920 m. 2/4/2005), "della fatica del Sole", è un riferimento al fatto che egli nacque del giorno di un'eclisse solare: un evento astronomico che si verificò anche nel giorno suo funerale.

111°) Benedetto XI (2005-regnante): "De gloria olivae"
Il motto di Papa Ratzinger (n. 16/4/1927), "la gloria dell'olivo", sembra un chiaro riferimento al nome Benedetto, poiché i membri dell'ordine benedettino sono anche noti come gli Olivetani, il cui stemma è proprio un ramo d'olivo. Inoltre, egli è nato nel Sabato Santo del 1927, il 16 aprile, al culmine del periodo Pasquale, e tutto il periodo è notoriamente sotto il segno dell'ulivo.

[Fonte ed approfondimenti: http://www.lultimopapa.it/profezia.htm]



L'elenco di 111 motti si conclude con quello dedicato a Benedetto XVI, che dunque secondo la profezia dovrebbe essere l'ultimo Papa. Il documento tuttavia non termina con l'ultimo motto, ma riporta una considerazione finale, avente un carattere marcatamente escatologico, contenente un riferimento ad un certo "Petrus Romanus", identificabile come il Papa degli Ultimi Tempi:



In persecutione extrema Sanctae Romanae Ecclesiae
sedebit Petrus Romanus,
qui pascet oves in multis tribulationibus;
 
quibus transactis,
civitas septis collis diruetur,
et Judex tremendus iudicabit populum suum.
 
Finis.



" Nell'estrema persecuzione della Santa Chiesa Romana
siederà Pietro Romano,
che pasce gli agnelli in molte tribolazioni;
 
passate queste,
la città dei sette colli sarà distrutta,
ed il tremendo Giudice giudicherà il suo popolo.
 
Fine ."  


All'epoca dell'elezione di Mario Bergoglio, molti commentatori indipendenti - me compreso - identificarono il nuovo pontefice con Petrus Romanus: a tal proposito, furono particolarmente significative le parole "Hanno preso il vescovo Roma alla fine del mondo" con cui Francesco si presentò ai fedeli. Oggi l'accostamento tra Petrus Romanus e Papa Bergoglio mi pare improprio per diversi motivi, anche se è sotto gli occhi di tutti l'"estrema tribolazione" che la Chiesa sta attraversando, testimoniata dalle polemiche suscitate da diversi provvedimenti presi dal pontefice in carica.


Chi conosce un minimo di storia della Chiesa, sa che dopo San Pietro nessun pontefice ha mai adottato il suo nome: è legittimo attendersi che l'ultimo Papa debba chiamarsi come il primo pontefice della Storia? E' questo il motivo per cui il nome di questo papa è riportato per esteso? E nel caso, come mai l'ipotetico Pietro II viene definito Romanus? E ancora: come mai il motto si concentra più sulla sua opera (pasce gli agnelli in molte tribolazioni), piuttosto che non delinarne le caratteristiche come avviene per tutti i motti precedenti?


A mio avviso, l'appellativo "Romanus" serve ad informare il lettore che la persona di cui si sta parlando è proprio San Pietro, il primo Papa, vissuto in epoca romana e deceduto a Roma, perlomeno secondo la tradizione. Il riferimento è tanto più preciso, se si ricorda che l'Apostolo Pietro è colui al quale il Cristo ha affidato l'incarico di "pascere gli agnelli":



Quand'ebbero fatto colazione,
Gesù disse a Simon Pietro: «Simone di Giovanni, mi ami più di questi?»
Egli rispose: «Sì, Signore, tu sai che ti voglio bene».
Gesù gli disse: «Pasci i miei agnelli».

Gli disse di nuovo, una seconda volta: «Simone di Giovanni, mi ami?»
Egli rispose: «Sì, Signore; tu sai che ti voglio bene».
Gesù gli disse: «Pastura le mie pecore».

Gli disse la terza volta: «Simone di Giovanni, mi vuoi bene?»
Pietro fu rattristato che egli avesse detto la terza volta: «Mi vuoi bene?»
E gli rispose: «Signore, tu sai ogni cosa; tu conosci che ti voglio bene».
Gesù gli disse: «Pasci le mie pecore».



Per tre volte il Signore chiede a Pietro se riesce a ricambiare il Suo amore e per tre volte Pietro confessa la propria incapacità a provare un sentimento cristallino. Di fronte ad una tale povertà di cuore, che Pietro ha se non altro il coraggio di riuscire ad ammettere, il Signore si dimostra benevolo ed assegna a Pietro l'incarico di "sorvegliare il gregge". E' senz'altro un incarico delicato, ma non di grande prestigio: non si tratta di glorificare l'unione tra Spirito e Materia a cui Gesù aspirerebbe, ma "soltanto" di prendersi cura dell'umanità fino al ritorno del Cristo.


Nella trasposizione astronomica dei Vangeli, Pietro rappresenta l'Era dei Pesci, iniziata nel 160 A.C. circa e prossima alla conclusione. Pietro è quindi un lungo periodo di tempo, iniziato all'epoca di Cristo e che perdura tutt'oggi, in cui l'Umanità ha vissuto in attesa dell'avvento dell'Era messianica e del ritorno del Cristo.


Il paragrafo successivo "Richiami di Astronomia" fornisce alcuni riferimenti utili per comprendere meglio questa affermazione. Chi invece ritiene di disporre già di tutte le cognizioni necessarie, o preferisce semplicemente saltare alle conclusioni, può procedere speditamente verso il paragrafo "L'Era dei Pesci"


Richiami di astronomia



L'esegesi astronomica del Vangelo porta ad identificare Pietro, così come i dodici Apostoli, come un Eone, o Era Astrologica, vale a dire i dodici periodi di uguale durata, in cui è suddiviso il Grande Anno, o Anno Platonico, determinato dal ciclo precessionale:

Gli estimatori dello studioso Zecharia Sitchin, generalmente utilizzano un criterio di ripartizione delle Ere che lo studioso riporta nel libro "Il Pianeta degli Dei", dove è riportata la seguente mappa cronologica, basata sull'assunto che l'Anno Platonico duri 25.920 anni:


Calendario precessionale secondo Z. Sitchin ed Altri
(cliccare per ingrandire)
Purtroppo, il prof. Sitchin non precisa quali siano le fonti a cui attinge per generare il proprio calendario:

"[...] anche se non è possibile, oggi, accertare dove esattamente i Sumeri ponevano l'inizio di una casa zodiacale, possiamo comunque basarci sulla seguente tabella, considerata generalmente attendibile:

10860 a.C. - 8700 a.C. - Era del Leone."

[Z. Sitchin, "Il Pianeta degli Dei", cap. XIV]

Il problema dell'identificazione del punto di "inizio di una casa zodiacale" accennato da Sitchin nasconde il problema dell'identificazione del "Punto Zero precessionale", ossia del punto a partire dal quale sono state definite le 12 porzioni di eclittica corrispondenti alle 12 Ere.


Secondo la nuova teoria, il Punto Zero si trova tra le costellazioni di Toro e Gemelli, nel punto esatto in cui si intersecano eclittica ed equatore galattico. La misura esatta del cambio d'era è avvenuta pertanto nel Maggio del 1998, quando secondo l'astronomia ufficiale, è avvenuto l'allineamento tra l'asse solstiziale e l'Equatore Galattico:


L'ipotesi di identificazione del Punto Zero ricavata attraverso la nuova teoria porta alla generazione di una mappa leggermente differente da quella proposta da Sitchin. Lo scostamento tra le due mappe è pari a 100 anni, corrispondenti a poco più di un grado angolare:


Calendario Precessionale realizzato utilizzando la nuova ipotesi
relativa alla posizione del "Punto Zero"

(cliccare per ingrandire)

Dal punto di vista astronomico, il periodo di transizione tra ciascuna Era e la successiva dura 36 anni, la transizione tra Era dei Pesci ed Era dell'Acquario ha avuto inizio nel 1980 e si conclude nel 2016. Viceversa, le Scritture sembrano suggerire che la transizione tra le Ere duri 40 anni e l'ingresso nell'Era dell'Acquario, iniziato nel 1980, deva terminare nell'anno 2020.


Le considerazioni precedenti portano ad una serie di osservazioni di sicuro interesse.


L'Era dei Pesci


Che informazioni possiamo ottenere dalla "profezia di Malachia", se rileggiamo l'ultimo motto alla luce del fatto che Pietro non è soltanto il primo pontefice, ma è anche un Eone, un periodo di tempo, che ha "pasciuto gli agnelli" dai tempi di Cristo ai nostri giorni? La prima e più importante conclusione è che nei tempi finali, ci dice Malachia, Petrus Romanus sarà ancora "in carica" (sedebit): il che significa che la Fine dei Tempi deve avvenire prima della conclusione dell'Era dei Pesci.

"Nell'epoca dell'estrema persecuzione della Santa Chiesa Romana

sarà ancora in corso l'Era dei Pesci,

che pasce gli agnelli in molte tribolazioni."

Questo fatto non ci sorprende completamente, anzi risulta più che altro una conferma. Se Petrus Romanus è l'Era dei Pesci, allora ha senso identificare in lui il "Papa Santo" delle profezie, che durante il periodo di transizione d'Era, "governa" il mondo insieme al "Grande Monarca": colui che "in pace e in vita non sarà a lungo", cioè l'Era dell'Acquario.


Dall’universo sarà fatto un Monarca,
Che in pace e vita non sarà a lungo:
Allora si perderà la barca del pescatore,
Sarà retta nel più grande detrimento.

[Nostradamus, Centurie, I-IV]



Al momento in cui scrivo il presente aggiornamento al post, nell'Agosto del 2021, Papa Benedetto XVI sta conducendo una vita ritirata entro le mura vaticane, in difficili condizioni di salute. La profezia di Malachia non chiarisce chi guiderà la barca del pescatore quando il Signore lo chiamerà a Se: conferma soltanto l'avvento di un tempo di grande tribolazione. Tuttavia, la chiave di lettura che abbiamo proposto, inevitabilmente porta a concludere che "Petrus Romanus" non abbia mai cessato di "pascere gli agnelli", affrontando numerose tribolazioni: se fosse così, significherebbe che le difficoltà degli ultimi tempi potrebbero assomigliare a quelle che gli agnelli hanno affrontato sin dall'inizio dell'Era ... il che è in un certo senso confortante.


domenica 18 gennaio 2015

Il Punto Zero Precessionale

Lo Zodiaco Tradizionale e l'Era dell'Acquario

Il calendario precessionale è il principale riferimento per fornire una adeguata interpretazione alla mitologia evangelica di matrice astronomica ed astrologica. Il moto precessionale deriva dalla lenta rotazione dell'asse terrestre attorno ad un asse, chiamato asse precessionale, passante per il centro della Terra e perpendicolare all'Eclittica. Il tempo necessario perchè l'asse terrestre compia una rotazione precessionale completa è pari a 25.960 anni circa: questo periodo di tempo è convenzionalmente chiamato Anno Platonico, o Grande Anno.

Lo Stellario

Il trascorrere del Grande Anno viene osservato misurando lo spostamento sull'eclittica del Punto Vernale, il punto che identifica la posizione del Sole nel giorno dell'equinozio di Primavera. Questo spostamento è pari a circa 1/72 di grado angolare all'anno. Gli antichi conoscevano questo fenomeno: la Storia attribuisce la scoperta del moto precessionale a Ipparco di Nicea, vissuto nel II sec. A.C., ma esistono evidenze, soprattutto di carattere culturale e antropologico, che potrebbero indurre ad anteporre anche di parecchi millenni la scoperta della precessione degli equinozi.

Come l'anno solare tradizionale, il Grande Anno è suddiviso in dodici porzioni: i mesi dell'Anno Platonico prendono il nome di Ere Astrologiche e vengono generalmente messi in relazione con i segni zodiacali. Il segno zodiacale in corrispondenza del quale viene a trovarsi il Punto Vernale dà il nome all'Era Astrologica corrente. Attualmente, il Punto Vernale si trova in corrispondenza della costellazione dei Pesci: ci troviamo pertanto nell'Era dei Pesci. Poichè lo scostamento del Punto Vernale è retrogrado, ossia rivolto in direzione contraria al moto convenzionale del Sole nel corso dell'anno, l'Era precedente a quella dei Pesci è stata quella dell'Ariete, mentre la prossima dovrebbe essere quella dell'Acquario (l'uso del condizionale si riferisce alla possibilità, evinta dalle Sacre Scritture, ed esplorata su questo Blog, che nella transizione dall'Era dei Pesci a quella dell'Acquario si potrebbe verificare una significativa alterazione del moto precessionale ordinario).

Nel Vangelo sono presenti numerosi riferimenti all'Era Astrologica corrente: il termine greco usato da Gesù per indicare questo periodo di tempo è "αἰῶν" (Aeon, "Eone"), spesso tradotto con "mondo".
καὶ ἰδοὺ ἐγὼ μεθ' ὑμῶν εἰμι πάσας τὰς
ἡμέρας ἕως τῆς συντελείας τοῦ αἰῶνος
Ecco, io sono con voi tutti i giorni, 
fino alla fine dell'Era
[Mt. 28, 20]

Uno dei problemi che la moderna astrologia non è ormai più in grado di risolvere è determinare esattamente i confini di ciascuna Era Astrologica. Gli astrologi moderni non sono nemmeno concordi in merito alla durata delle Ere: alcuni sostengono che tutte abbiano uguale durata; altri invece sostengono che la durata di ciascuna Era sia proporzionale all'estensione della proiezione sulle eclittica della corrispondente costellazione zodiacale. Secondo quest'ultima ipotesi, l'Era della Vergine, la più estesa costellazione zodiacale, avrebbe una durata significativamente maggiore rispetto all'Era della piccola costellazione della Bilancia.

L'ipotesi sostenuta in questo blog è che tutte le ere astrologiche abbiano uguale durata, e possano quindi essere rappresentate come altrettante porzioni di eclittica, ciascuna delle quali ha una estensione di 30° gradi angolari (360° / 12). Nella figura seguente, l'eclittica ed i dodici segmenti sono rappresentati in giallo. Il cerchio lilla rappresenta l'Equatore Celeste, ossia la proiezione sulla sfera celeste dell'equatore terrestre. L'intersezione di questa linea con l'eclittica individua i punti equinoziali: in rosso è evidenziato il Punto Vernale, ossia il punto corrispondente all'equinozio di primavera. Il cerchio azzurro rappresenta invece la Via Lattea, definita da Cicerone (102 - 49 A.C.) "Orbis Lacteus", ossia l'intersezione del Piano Galattico con sfera celeste.

Assetto del Sistema Solare

Secondo il modello appena esposto, ciascuna Era Astrologica ha una durata di circa 2.160 anni (25.920 anni / 12) ed è sufficiente sapere quale sia il punto di congiunzione tra due qualsiasi Ere consecutive, per conoscere gli esatti punti di inizio e di fine di ciascuna di esse. Fra i dodici punti di separazione fra le Ere che questa configurazione consente di individuare, se ne può identificare uno particolare, che prende il nome di Punto Zero, e che definisce il punto di inizio dello Zodiaco precessionale.

L'uomo conosce ed utilizza lo Zodiaco da millenni, per scopi molto differenti fra loro: la misura del tempo, l'orientamento, la divinazione. Le prove archeologiche dimostrano che lo zodiaco conosciuto dagli Egizi fosse sostanzialmente identico a quello moderno. Non è tuttavia irragionevole pensare che lo Zodiaco non sia nato in Egitto, ma risalga ad un'epoca molto anteriore, e che fosse conosciuto anche dalle civiltà Babilonese e Sumera. Lo studioso Zecharia Sitchin sostiene esattamente questa ipotesi, asserendo che il meccanismo delle Ere Astrologiche trovi precisi riscontri nelle tavolette Sumere del V millennio A.C.

La definizione di un Punto Zero capace di resistere alla prova del tempo non è una impresa da poco: il punto zero ideale deve rispettare tre condizioni essenziali:
  • deve trovarsi sull'eclittica;
  • deve essere facilmente identificabile, e quindi essere possibilmente un oggetto luminoso;
  • deve muoversi il meno possibile, anche nel corso dei millenni.
Delle tre condizioni l'ultima è la più difficile da soddisfare, poichè nel corso dei millenni, le distanze reciproche tra le stelle variano sensibilmente. Le stelle sono infatti contraddistinte da un "moto proprio", dovuto all'effettivo spostamento della stella rispetto al centro di massa solare. L'effetto del moto proprio è tutt'altro che trascurabile: se da un lato, l'esigenza di rendere il Punto Zero facilmente identificabile porterebbe a porlo in corrispondenza delle stelle più brillanti, il requisito di inamovibilità porta ad escludere innanzitutto proprio quelle stelle, dal momento che la luminosità apparente di una stella è fortemente influenzata dalla sua vicinanza e le stelle più vicine sono contraddistinte da un moto proprio più evidente.

La soluzione che personalmente ritengo che gli antichi devano aver adottato, dopo aver sperimentato numerosi tentativi, è utilizzare come Punto Zero il punto di intersezione tra l'eclittica e la Via Lattea. La Via Lattea è infatti costituita da milioni di stelle molto lontane: la loro luminosità è dovuta non alla loro distanza, che è decisamente elevata, ma al loro numero. La distanza elevata fa sì che gli effetti del moto proprio siano sostanzialmente trascurabili.

La Via Lattea interseca l'eclittica in due punti: tra le costellazioni del Sagittario e dello Scorpione, e tra le costellazioni dei Gemelli e del Toro. Il primo di questi due punti identifica grosso modo la direzione in cui si trova, secondo i modelli astronomici moderni, il Centro Galattico. 

 
Il Punto Zero precessionale, tra le costellazioni dei Gemelli e del Toro
Il secondo punto è quello precessionalmente più prossimo alla nostra epoca, ed è il miglior candidato a fungere da Punto Zero zodiacale. Ciascuno dei due punti di intersezione forma una Croce Celeste, su cui il Sole viene ogni anno a trovarsi. Nel periodo compreso tra il 1980 ed il 2016, i due punti vengono a coincidere con i Solstizi invernale ed estivo, facendo apparire l'eclittica come un monte molto regolare, del tutto simile al Calvario.

giovedì 5 dicembre 2013

L'Allineamento Galattico del 1980 - 2016

Come promesso, ci accingiamo a chiudere l'argomento iniziato nel post a carattere didattico: "Eclittica e Precessione degli Equinozi".

Dopo aver spiegato l'architettura del Sistema Solare, e aver spiegato cosa sia l'Eclittica, e come funziona il moto di precessione degli equinozi, dobbiamo spiegare quale è la posizione che il Sistema Solare occupa nella nostra Galassia, la Via Lattea, quindi andare ad esaminare la configurazione dell'allineamento per i solstizi invernali nel periodo 1980 - 2016.

La Via Lattea è quella porzione del cielo notturno che appare come una striscia biancastra nelle notti limpide e senza Luna. E' un insieme di miriadi di stelle, tanto distanti e tanto numerose da apparire ai nostri occhi come granelli di polvere che insieme costituiscono una specie di nuvola. In realtà la forma di questa nuvola, ci dicono gli scienziati, è molto probabilmente discoidale, con bracci più densi che si avvolgono a spirale attorno ad un nucleo luminosissimo, dove si concentra il maggior numero di stelle. Le loro deduzioni si basano sull'osservazione di altre galassie, diverse dalla nostra.

Via Lattea


La Via Lattea è insomma una Galassia a Spirale. Il Sistema solare si trova all'interno di questa spirale, ad una distanza stimata dal centro della Galassia pari a circa 2/3 del suo raggio. Con ogni probabilità, il Sistema Solare appartiene ad uno dei bracci di questa spirale. Poichè il Sole è immerso in uno dei bracci, la Galassia non è visibile a noi come "disco"; noi la vediamo "di taglio": ecco perchè nei nostri cieli non appare un disco di stelle, ma una striscia.

Configurazione del Sistema Solare
durante l'Allineamento Galattico


Dal momento che la Galassia ha forma discoidale, è possibile individuare un suo "equatore", che coincide con il bordo più esterno. Il piano equatoriale galattico è il piano geometrico che passa per il centro della Galassia e che contiene il suo equatore. Il piano galattico è inclinato di 60° circa rispetto al piano dell'eclittica: proiettando i due piani sulla "volta celeste", ossia su quella sfera centrata sul pianeta Terra e dimensioni sufficienti a contenere l'intero universo, questi individuano su di essa due cerchi, che si intersecano in due punti. Le intersezioni dei cerchi determinano le due croci celesti: una si trova nella costellazione dell'Ofiuco; l'altra si trova nella costellazione dei Gemelli.

Chi fosse interessato può scaricare gratuitamente il modello del Sistema Solare durante l'allineamento, creato con Google Sketchup, ottimo programma free per grafica 3D.

Un osservatore che si trovasse nell'emisfero boreale terrestre il giorno del solstizio d'inverno e che decidesse di osservare il Sole a mezzogiorno esatto, dovrebbe rivolgere il proprio sguardo verso sud. Troverebbe il Sole piuttosto basso sull'orizzonte. Se l'Eclittica fosse visibile, in questo istante apparirebbe in direzione Sud come una curva che si alza dall'orizzonte fino ad attraversare il centro del Sole a mezzogiorno. Questo fenomeno si ripete ad ogni solstizio d'inverno.

Se il nostro osservatore decidesse di guardare il cielo a mezziogiorno in un qualsiasi altro periodo dell'anno, l'eclittica gli apparirebbe come un arco alto nel cielo, che si estende da orizzonte ad orizzonte. Solo durante il solstizio d'inverno l'arco è molto basso.

Allineamento Galattico del 2013
visto dall'Emisfero Boreale

Quello che accade negli anni compresi tra il 1980 ed il 2016(1)(2) è che nel giorno e nell'ora esatta del solstizio d'inverno, il Sole si trova allineato con la croce celeste dell'Ofiuco. Il che accade solo ogni 25.800 anni.

Anche quest'anno, quindi, la configurazione che gli astri assumono durante il solstizio d'inverno, è quella della Santa Croce: sono riconoscibili il Golgota (l'Eclittica), il Cristo (il Sole), la croce (formata dalla stessa Eclittica e dal Piano Galattico) e i due ladroni (i pianeti: quest'anno Saturno e Venere). La stessa configurazione si ripeterà, come abbiamo più volte sottolineato, soltanto fino al 2016.
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(1): Jean Meeus, Ecliptic and galactic equator in Mathematical Astronomy Morsels, Richmod, Virginia, Willmann-Bell, 1997, Pp. 301-303. ISBN 978-0-943396-51-4

(2): è mia personale convinzione che Ipparco di Nicea e gli astronomi che lo precedettero fossero a conoscenza di questo fenomeno e che ne avessero stimato la durata in 40 anni circa (dal 1980 al 2020). Questo potrebbe spiegare la ricorrenza del numero 40 nelle Scritture.

lunedì 2 dicembre 2013

Eclittica e Precessione degli Equinozi

Per spiegare l'importanza dell'Allineamento Galattico in corso in questi 36 anni (dal 1980 al 2016), già evidenziato dal matematico Jean Meeus nel volume "Mathematical Astronomy Morsels" pubblicato nel 1997, abbiamo deciso di realizzare due post a carattere scientifico, che speriamo possano fornire al lettore tutti gli elementi utili a comprendere in dettaglio la natura straordinaria del fenomeno.

Precessione degli equinozi
 
Per illustrare cosa sia la precessione riportiamo l'efficace spiegazione che ne offre Wikipedia:

"Moto di Precessione

In fisica la precessione è la rotazione dell'asse di rotazione di un corpo attorno ad un asse. Esistono due tipi di precessione, precessione torque-free e precessione giroscopica (o torque-induced).

La dimostrazione più immediata della precessione si osserva nel moto della trottola. Una trottola è un oggetto avente simmetria rotazionale e dotato di un puntale di appoggio nella parte inferiore, al quale si imprime un rapido moto di rotazione intorno all'asse di simmetria.

Precessione di una trottola
La trottola è soggetta a due forze: la forza di gravità, che si applica nel suo centro di massa, diretta verticalmente verso il basso e la reazione vincolare, diretta verso l'alto, che si esercita nel punto in cui il puntale della trottola tocca il piano su cui essa è appoggiata. La somma di queste due forze è nulla. Poiché l'asse della trottola non è mai perfettamente verticale, la torsione t di questa coppia di forze non è nulla, in quanto il centro di massa non si trova esattamente sopra il punto di appoggio. Quando la trottola non è in rotazione, l'effetto di questo momento è semplicemente quello di far cadere la trottola.

Quando invece la trottola ruota, essa possiede un momento angolare l diretto lungo l'asse di rotazione: poiché t è ad esso perpendicolare, il suo effetto è quello di cambiarne la direzione, non l'intensità. La variazione è nella direzione di t, che è orizzontale: perciò l'asse di rotazione della trottola ruota intorno alla verticale, ma la trottola non cade finché la sua rotazione non si esaurisce per l'attrito.

In effetti, per un calcolo preciso, occorre considerare che il momento angolare della precessione si aggiunge a quello della rotazione: perciò il momento angolare risultante non è esattamente diretto lungo l'asse di simmetria della trottola. Questo provoca un'oscillazione della trottola trasversalmente al moto di precessione, chiamata nutazione. L'ampiezza della nutazione è molto piccola quando la velocità angolare di precessione è trascurabile rispetto a quella di rotazione; man mano che la trottola rallenta, le oscillazioni diventano sempre più forti fino a che il puntale scivola o la trottola tocca il piano di appoggio e quindi "cade".

Precessione degli equinozi

La Terra possiede un moto di precessione: il suo asse di rotazione ruota lentamente (con un ciclo di 25.800 anni circa) intorno alla perpendicolare al piano della sua orbita, rispetto alla quale è inclinato di circa 23°27'. Questo fenomeno è dovuto all'attrazione del Sole e della Luna, e al fatto che la sua forma non è esattamente sferica. Si parla di "precessione degli equinozi", in quanto tra gli effetti della precessione vi è quello di spostare lentamente i punti equinoziali lungo la volta celeste. Questo fenomeno fa sì che la linea degli equinozi (cioè il segmento congiungente i due punti dell'orbita terrestre in cui si verificano gli equinozi) ruoti. Tale rotazione avviene in senso antiorario, proprio come quello della precessione terrestre. In base a questo fatto, ogni anno gli equinozi si verificano con un anticipo di venti minuti rispetto all'anno precedente. La linea degli equinozi, infatti, ruota in senso contrario a quello della rivoluzione terrestre, andando, per così dire, "incontro" alla Terra lungo la sua orbita."

Per effetto del moto precessionale, l'asse terrestre, che in questo momento "punta" verso la stella "polare" (che come è noto è stata chiamata così perchè in passato indicava ai naviganti la direzione del nord), si sposterà arrivando a puntare, a metà del prossimo ciclo, la stella Vega.



Essendo il moto precessionale un moto essenzialmente rotatorio, è possibile misurarlo in gradi: se un intero ciclo di precessione, avente durata di 25.800 anni, consente all'asse terrestre di ruotare di 360 gradi, possiamo stimare che il tempo che l'asse terrestre impiega per ruotare di un grado sia pari a 25.800 / 360 = 71 anni. Il che significa che un uomo nel corso della propria vita terrena può assistere ad un movimento significativo, anche se difficilmente percepibile, dell'asse terrestre.

Eclittica
 
Come abbiamo visto, una diretta conseguenza del moto di precessione terrestre è lo spostamento delle posizioni degli equinozi e dei solstizi sulla volta celeste. Cerchiamo di definire bene in che cosa consistano questi eventi. Per farlo occorre prima definire un altro elemento astronomico fondamentale: l'eclittica.

Gli antichi definivano l'eclittica come il "percorso apparente che il Sole compie in un anno rispetto allo sfondo della sfera celeste". Dante ne parla come "la strada che mal non seppe carreggiar Fetòn (Purgatorio IV, 71-72)". Tale percorso appariva agli antichi - e appare ancora tutt'oggi - come avente la forma di un cerchio al cui centro si trova la Terra.

Gli antichi provarono a tracciare nel cielo notturno il percorso dell'Eclittica e notarono che questa attraversava una serie di 12 (in realtà 13) costellazioni, alle quali fu dato il nome di "Zodiaco", un nome che richiama la parola "Zoo", dal momento che gran parte delle costellazioni dello Zodiaco rappresentano animali.

Percorso dell'Eclittica sulla volta celeste

Gli antichi notarono che su tale cerchio, si potevano individuare dei curiosi corpi celesti, spesso molto luminosi, che si spostavano rispetto alle "stelle fisse", le quali apparivano eterne ed immutabili, e diedero a tali corpi il nome di "pianeti": (in greco antico plànetes astéres, stelle vagabonde).

Il cambio di prospettiva da sistema Tolemaico (che assegnava alla Terra il ruolo di centro dell'universo, attorno al quale ruotano il Sole e i pianeti) a sistema Copernicano (che ipotizza che la Terra e i pianeti ruotino attorno al Sole), non ha stravolto il senso delle osservazioni degli antichi, ma ne ha solamente fornito una nuova interpretazione: il percorso tracciato dal Sole non è un percorso che l'astro compie realmente, ma un moto apparente dovuto al moto di rivoluzione della Terra attorno alla nostra stella. Sia come sia, il nome ed il concetto stesso di Eclittica sono rimasti perfettamente validi. L'impiego del nuovo modello geometrico ha indotto gli astronomi a definire "piano eclittico" o "piano dell'eclittica", il piano che contiene le orbite dei pianeti, e quindi anche l'orbita terrestre. Semplicemente, il centro del sistema di riferimento adottato si è spostato dal centro della Terra, al centro del Sole: due punti che, se non fosse ancora chiaro, giacciono entrambi sul piano eclittico.

Le orbite dei pianeti sono complanari e giacciono sul piano eclittico.

Per completezza, vogliamo qui riferire anche che il termine Eclittica deriva con ogni probabilità dal fatto che le eclissi, di Sole o di Luna, possono avvenire solamente quando i tre corpi, Sole, Terra e Luna, sono allineati lungo una retta che giace proprio sul piano dell'Eclittica. Questa condizione si realizza con una certa rarità, dal momento che la Luna, a differenza dei pianeti, orbita su un piano inclinato di 5° circa rispetto all'Eclittica.

Orbita della Luna e sue posizioni durante le eclissi

Equinozi e solstizi 

Possiamo ora tornare alla definizione di Equinozi e Solstizi: questi sono punti dell'orbita terrestre un po' "speciali", dal momento che in corrispondenza di questi avvengono fenomeni astronomici di una certa rilevanza.

Sempre secondo wikipedia:

"L'equinozio (dal latino æquinoctium, ovvero «notte uguale» in riferimento alla durata del periodo notturno uguale a quello diurno) è quel momento della rivoluzione terrestre intorno al Sole in cui quest'ultimo si trova allo zenit dell'equatore. Esso occorre due volte durante l'anno solare e, in tale momento, il periodo diurno (ovvero quello di esposizione alla luce del Sole) e quello notturno sono uguali, giungendo i raggi solari perpendicolarmente all'asse di rotazione della Terra."

All'equinozio, e in nessun altro momento dell'anno, l'asse terrestre giace esattamente su un piano perpendicolare all'eclittica, e perpendicolare alla congiungente Terra-Sole. 

"Il solstizio in astronomia è definito come il momento in cui il Sole raggiunge, nel suo moto apparente lungo l'eclittica, il punto di declinazione massima o minima. Il fenomeno è dovuto alla inclinazione dell'asse di rotazione terrestre rispetto all'eclittica; il valore di declinazione raggiunta coincide con l'angolo di inclinazione terrestre e varia con un periodo di 41 000 anni tra 22,1° e 24,5°. Attualmente è di 23°27' e l'angolo è in diminuzione."

Al solstizio, e in nessun altro momento dell'anno, l'asse terrestre giace esattamente su un piano che è perpendicolare all'eclittica, e che comprende la congiungente Terra-Sole.

Equinozi e solstizi: in realtà la loro posizione non coincide
necessariamente con gli estremi degli assi dell'orbita.

Ere ed Eoni 

Poichè i punti di Solstizio e di Equinozio si trovano sull'orbita terrestre, la quale a sua volta si trova sul piano eclittico, tali punti appaiono ad un osservatore terrestre come posizionati sull'eclittica. La loro posizione può quindi essere misurata prendendo come riferimento le costellazioni dello Zodiaco. Chi avesse la pazienza di osservare di anno in anno la posizione dei punti di equinozio o di solstizio, noterebbe che la posizione di questi punti "speciali" si move lungo l'Eclittica di un grado ogni 71 anni, proprio in virtù del movimento di precessione.

Spostamento dell'equinozio di primavera negli ultimi 2.000 anni

Ne consegue che nel corso dei millenni l'equinozio si è spostato di parecchi gradi. Precisamente, lo spostamento è pari a 30° ogni 2.160 anni circa. Questo periodo di tempo era indicato dagli antichi con il nome di "era astrologica", dal momento che ogni 2.160 anni l'equinozio si sposta da una costellazione dello zodiaco a quella adiacente.

Gli antichi erano soliti misurare lo scorrere dei secoli rilevando la posizione dell'equinozio di primavera. Quando all'equinozio il sole era allineato con una costellazione, ad esempio quella del Toro, erano soliti dire: "ci troviamo nell'Era del Toro". Gli gnostici erano soliti indicare le Ere astrologiche anche con il termine Eoni, che tuttavia era assegnato anche ad altre entità. Il periodo di tempo che ha avuto inizio più o meno con la nascita di Cristo e che sta per concludersi ai giorni nostri è chiamato "era dei Pesci".

Ogni Eone veniva ritenuto capace di far avvertire la propria influenza sulle vite degli uomini nel proprio periodo di "reggenza". Così la misura del tempo diventava uno strumento indispensabile per conoscere i destini dei popoli.

Ora abbiamo tutti gli elementi per comprendere a fondo la natura dell'allineamento galattico in corso in quesi anni, un tema che affronteremo nel prossimo post.