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lunedì 21 agosto 2017

21 Giugno 2020

Il tema da trattare oggi era talmente delicato che è stato necessario creare un video per spiegare tutte le sfaccettature e le particolarità. Per l'occasione ho modificato l'intestazione, dove trova spazio il filmato in versione integrale.

Penso che l'eclissi di Sole degli Stati Uniti d'America, sia una occasione adatta per parlare di quale straordinario evento astronomico sarà la prossima eclissi di Sole, quella del 2020.

Il filmato è diviso in due parti: il link alla seconda parte sarà mostrato al termine della prima.

Buona visione!

Arcana


Parte Prima:

Parte Seconda:


Parte Prima (Full Screen, 1080p):

Parte Seconda (Full Screen, 1080p):



venerdì 13 gennaio 2017

Rogue One - L'Eclissi del 21 Giugno 2020

Come ogni Blockbuster cinematografico degli ultimi anni, Star Wars - Rogue One non è si esime dalla consuetudine di utilizzare immagini e simboli che fanno riferimento a conoscenze di carattere esoterico.

I simboli servono a richiamare l'attenzione dello spettatore, suggerendo l'esistenza di un livello interpretativo più elevato rispetto a quello narrativo. Poichè per spiegare il concetto è necessario rivelare qualche dettaglio relativo alla trama (non molti, per la verità), suggerirei a chi teme gli spoil, di leggere il post soltanto dopo la visione del film.

Nel caso di Rogue One, l'oggetto della nostra attenzione è l'evento astronomico che precede il primissimo collaudo della Death Star: l'eclissi anulare che si verifica quando la stazione spaziale imperiale prepara il colpo destinato a distruggere la città sacra di Jeddah.

Dal punto di vista narrativo, l'eclissi generata dalla Death Star è una inutile complicazione: perchè mai il generale Tarkin, avendo in mente di collaudarne gli armamenti, avrebbe dovuto ordinare l'uscita dall'iperspazio della Stazione Imperiale, proprio nell'istante e nella posizione adatta ad eclissare il Sole? Forse il colpo non sarebbe partito, sparando da una qualsiasi altra posizione? In risposta a queste ipotesi assurde, lo spettatore ipotizza che l'eclissi sia soltanto un espediente scenico ed archivia la questione. Ma forse, e dico forse, non è tutto qui.

L'aspetto che insospettisce è che l'eclissi sia di tipo anulare, che avviene quando la distanza tra l'osservatore e la luna - in questo caso artificiale - è tale per cui il disco solare non viene completamente oscurato, ma ne resta visibile la parte più esterna, un anello, appunto. Sulla Terra, l'eclissi anulare è un fenomeno non troppo raro, ma comunque ben identificabile e distinto dagli altri tipi di eclissi solare: totale, parziale o ibrida. L'eclissi anulare, nel film, è quindi l'evento astronomico che si manifesta sulla città sacra di Jeddah poco prima della sua distruzione.

Il nome Jeddah è una guida, e al tempo stesso un depistaggio, così come lo sono i costumi arabeggianti e le location desertiche, visibili in Star Wars: sono espedienti tecnici, utilizzati per estrarre lo spettatore dalla sua realtà quotidiana, trasportandolo in un mondo di sogno, esotico e distante. Jeddah, sulla Terra, è il nome della seconda città più importante dell'Arabia Saudita, che si trova a pochi chilometri dalla Mecca. Ma l'invito è come sempre, quello di cercare nella propria realtà, ciò che apparentemente avvenne soltanto "tanto tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana" ...

La visione di una eclissi anulare da una città sacra, è un evento che si verificherà il 21 Giugno del 2020, con modalità così particolari che vale a mio avviso la pena approfondire. La città interessata dall'evento è Lalibela, in Etiopia, un tempo appartenente all'antico regno di Aksum. Lalibela era il nome di un re cristiano che nel XII secolo volle trasformare l'antica città di Roha in una "replica" di Gerusalemme: una città sacra, che i pellegrini potessero raggiungere, senza correre i rischi del pericoloso viaggio verso la Terra Santa. Re Lalibela ordinò la realizzazione di 11 chiese monolitiche, che non vennero costruite, bensì scavate nella roccia e diede alla città il proprio nome. Si dice che in questa impresa, fu aiutato e forse finanziato dai Cavalieri Templari, dando origine ad uno dei luoghi più straordinari della Terra, riconosciuto oggi dall'Unesco come patrimonio dell'umanità.

Sulla pagina del sito della Nasa dedicata alla descrizione dell'eclissi, si evidenzia come il percorso dell'umbra lunare non si limiti ad attraversare la città di Lalibela ma la tagli esattamente a metà, percorrendo il sentiero che divide in due la zona sacra, chiamato "Giordano", come il fiume che scorre in Terra Santa.

L'Umbra Lunare Attraversa la Città di Lalibela
(Cliccare per Ingrandire)
Lalibela: Percorso dell'Umbra e del "Giordano"
(Cliccare per Ingrandire)

Tra l'altro, l'Umbra lunare dell'eclissi del 21 Giugno 2020 lambisce anche un'altra città sacra, che prende il nome da Gerusalemme: si tratta di Sana'a, la capitale dello Yemen, anticamente capitale del Regno di Saba (alla cui Regina il Re Salomone affidò l'Arca dell'Alleanza). Sembra incredibile, ma gli ultimi 50 discendenti degli abitanti del Regno di Saba, che erano ebrei, sono stati trasferiti negli Stati Uniti il 30 Marzo 2016, dopo oltre due millenni di permanenza in quelle terre.

Capisco che senza ulteriori elementi, questo elenco di eventi possa apparire come una semplice sequenza di coincidenze, pergiunta non completamente allineati con il tema del Blog, che è il Vangelo. Ma la parte interessante deve ancora venire, e purtroppo lo spazio tiranno non consente di affrontarla in questo post. Per il momento mi limito a fornire un richiamo ad un tema già affrontato in passato ed una anticipazione.

Eratostene di Cirene
Il richiamo riguarda Roha, che, come già detto in un post precedente, potrebbe essere una delle due località, insieme ad Alessandria d'Egitto, che Eratostene di Cirene utilizzò per il proprio esperimento relativo alla misura del diametro terrestre. Si tratta soltanto di una ipotesi, ma mi è sempre sembrato curioso che il Vangelo di Marco, generalmente molto povero di dettagli narrativi, abbia dedicato grande cura a fornire le credenziali dell'uomo che aiutò Gesù a trasportare la Croce verso il Calvario, riferendone non soltanto il nome, Simone, ma anche la città da cui proveniva, Cirene, ed il nome dei suoi figli: Alessandro e Rufo. L'ipotesi, purtroppo impossibile da dimostrare, è che i nomi Cirene, Alessandro e Rufo siano riferimenti indiretti alla figura di Eratostene, originario di Cirene, vissuto ad Alessandria e noto per aver condotto, in quella città, oltre che a Roha, l'esperimento che lo avrebbe reso immortale.

L'anticipazione riguarda l'eclissi del 21 Giugno 2020: più volte, in questo blog, abbiamo sottolineato come la vicenda terrena del Cristo, così come è narrata nel Vangelo di Marco, trovando corrispondenze con il ciclo di precessione degli equinozi. In quest'ottica, in cui ogni evento della vita di Gesù corrisponde ad una particolare configurazione degli assi equinoziali e solstiziali, questo evento astronomico corrisponde nientemeno che alla crocifissione di Nostro Signore. Questo secondo aspetto, particolarmente delicato, è la chiave di tutta la nostra ricerca e sarà via via approfondito nei post seguenti.

Nel post relativo alla storia (ipotetica) del Vangelo nelle stelle si è ipotizzato che il testo sacro Cristiano contenga un avvertimento per i posteri circa un evento astronomico in grado di trasformare il mondo. Non è escluso che questo messaggio segreto deva essere inserito in un contesto di conoscenze segrete, note soltanto ad un ristretto gruppo di eletti, a cui forse appartenenvano anche i Cavalieri Templari. E' possibile che questo gruppo di eletti sia riuscito a salvare dalla distruzione gli scritti di Eratostene, inclusi il suo catalogo stellare e gli studi sulla precessione degli equinozi? Ed è possibile che lo studio di questi documenti sia stato determinante ai fini della scelta della posizione della città sacra di Lalibela?

E' presto per ipotizzare delle risposte a questo genere di domande, occorrono approfondimenti ulteriori ...

martedì 13 settembre 2016

La Profezia Babilonese

Nel post relativo all' analisi storica del "Vangelo nelle Stelle" , abbiamo evidenziato come le cognizioni scientifiche degli astronomi del passato, come Ipparco di Nicea ed Eratostene di Cirene , potrebbero essere aver ispirato la ricca simbologia stellare ed astronomica presente nel Nuovo Testamento.

La statua dell'Atlante Farnese del Museo di Capodimonte (NA)
contiene una raffigurazione del perduto "Catalogo di Ipparco"


E' noto che Ipparco abbia studiato gli scritti di Eratostene e ne abbia proseguito gli studi; ma anche Eratostene, grazie alla sua posizione di direttore della Biblioteca di Alessandria d'Egitto , acquisì moltissime conoscenze attraverso lo studio di documenti scritti da popoli molto più antichi. In epoche tanto remote le conoscenze astronomiche erano inscindibili da quelle astrologiche: il cosmo era una delle manifestazioni naturali attraverso cui l'uomo aveva la possibilità di conoscere sè stesso ed il proprio destino.

Nel libro "Naturales Quaestiones", il filosofo romano Lucio Anneo Seneca , riferisce che Berosso , astronomo e astrologo babilonese, che si ritiene essere vissuto attorno all'anno 300 A.C. circa, avesse individuato un criterio per poter determinare con straordinaria esattezza le date del Diluvio Universale di cui si parla nella Genesi e del Grande Fuoco che avvolgerà ogni cosa alla fine dei tempi. La descrizione di questi due eventi planetari è presente in tutte le culture: in Grecia, il grande incendio della fine era conosciuto col nome di Ecpirosi .




Nella teologia Cristiana, l' Ecpirosi prende il nome di "Grande Conflagrazione"; ne parla diffusamente Tommaso d'Aquino nella propria opera " Summa Teologica ":
"La purificazione del mondo effettuata dal diluvio si riferiva soltanto alla contaminazione del peccato, specialmente del peccato di concupiscenza che allora dominava. Perciò la purificazione allora fu fatta giustamente con l'acqua. Ma la seconda purificazione riguarda e la contaminazione della colpa e l'impurità derivante dalla mistura degli elementi. Per l'uno e per l'altro scopo la purificazione sarà compiuta quindi meglio col fuoco invece che con l'acqua."

[T. d'Aquino, Summa Teologica, Quaestio 74, ART II]

Tommaso d'Aquino
Tommaso d'Aquino, tra l'altro, precisa che il fuoco della conflagrazione " pur essendo specificamente identico al nostro, sarà numericamente diverso ", intendendo forse che avrà una energia estremamente più elevata. Non si tratta dunque di un fenomeno terrestre, ma di una energia esogena al nostro pianeta, che potrebbe avere anche effetti meravigliosamente positivi: non è forse calore la sensazione che si avverte durante un trattamento di reiki o pranoterapia? Anche il Vangelo di Marco parla del fuoco, inteso strumento divino per eliminare le inutili zavorre che affliggono la vera essenza dell'individuo:

Poiché ognuno sarà salato con il fuoco

[Mc. 9, 49]


Le Religioni più diffuse non chiariscono quando si dovrebbe verificare questo evento catartico, di portata planetaria. Secondo Seneca, Berosso individuò invece un criterio di determinazione piuttosto preciso:
Beroso, che si è fatto interprete di Belo, sostiene che questi fenomeni dipendono dal corso degli astri, e lo afferma con tale convinzione da determinare il momento della conflagrazione e del diluvio: dichiara che tutte le cose terrene saranno ridotte in cenere quando tutti gli astri che ora seguono orbite diverse si saranno riuniti nel segno del Cancro , disposti lungo una stessa traccia, in modo tale che una linea retta possa passare per i centri di tutti i globi ; l'inondazione avverrà quando la stessa moltitudine di astri si sarà riunita nel segno del Capricorno. Il Cancro dà luogo al solstizio d'estate, il Capricorno al solstizio d'inverno: sono costellazioni che esercitano un considerevole influsso, dato che intervengono nei cambiamenti dell'anno. "
[L. A. Seneca, Naturales Quaestiones, Liber III, 29.1]

Il brano non è ignoto agli "escatologisti", che hanno già più volte cercato di individuare l'istante esatto in cui i 5 pianeti conosciuti in epoca Babilonese, vale a dire Mercurio, Venere, Marte, Giove e Saturno, oltre naturalmente al Sole e alla Luna, si sarebbero allineati " in modo tale che una linea retta possa passare per i centri di tutti i globi ", nella porzione di eclittica occupata dalla costellazione del Cancro. E si sono tranquillizzati, dal momento che una simile condizione non avviene mai: gli allineamenti planetari più significativi a cui si potrà assistere in un futuro, anche remoto, sono i seguenti:

  • 9 Settembre 2040 : i pianeti Mercurio, Venere, Marte, Giove e Saturno, oltre a Sole e Luna, saranno quasi allineati nel Segno della Vergine;
  • 9 Maggio 2854 : gli 8 pianeti del Sistema Solare, oltre a Sole e Luna, saranno quasi allineati nel segno del Toro.

In entrambi i casi il " quasi " è d'obbligo, in quanto si tratta di eventi in cui non si verifierà una vera e propria sovrapposizione ottica, ma i pianeti saranno semplicemente raccolti entro un certo angolo di osservazione. Ma ... c'è un ma. Il fatto è che non sono certo che Berosso intendesse "verificate in quale istante tutti i pianeti conosciuti saranno allineati lungo un'unica retta".

Il testo originale Babilonese è andato perduto, pertanto Seneca resta l'unica fonte disponibile per capire che cosa avesse scoperto Berosso. E' ragionevole pensare che Seneca, non disponendo di cognizioni astronomiche ed astrologiche al livello di quelle della sua fonte, possa aver commesso qualche lieve errore interpretativo? Per scoprirlo è necessario esaminare il testo latino originale del brano scritto in grassetto, poche righe sopra:
" ... quandoque omnia sidera , quae nunc diuersos agunt cursus, in Cancrum conuenerint, sic sub eodem posita uestigio, ut recta linea exire per orbes omnium possit "



In effetti la condizione posta da Berosso, se rapportata alle cognizioni astronomiche attuali, sembra indicare un evento semplicemente impossibile. Tuttavia, se torniamo alle cognizioni astronomiche dell'Età Babilonese e le integriamo con alcune ipotesi plausibili, otteniamo un risultato possibile:
  1. i Pianeti . Per indicare gli astri che dovranno risultare allineati, Seneca non usa l'espressione propria utilizzata per indicare i pianeti, ossia asteres planetes , ma un più generico sidera , plurale di sidus , sideris , che significa "stella". Forse questo significa che non sono soltanto i pianeti che devono essere allineati, ma tutte le stelle, ossia il cosmo. Dalle analisi condotte nei post precedenti sappiamo che anche le stelle "fisse" seguono un proprio "corso", determinato dal moto precessionale, e che la sfera celeste è dotata di assi che possono essere soggetti a particolari allineamenti . Pertanto la frase potrebbe significare che oggetto dell'allineamento non sono i pianeti, o perlomeno non tutti, ma la stessa sfera celeste, ed in particolare l'asse congiungente i due punti in cui l'equatore galattico interseca la via lattea.
  2. le Costellazioni di riferimento. Seneca non specifica che gli astri si devono raccogliere "nel segno del Cancro" come proposto dalla traduzione italiana: si limita a segnalare un "congiungimento in Cancro". Il Cancro era, per Berosso, il segno nel quale si verificava il Solstizio d'estate: ancora oggi, il parallelo terrestre in cui il Sole si trova allo zenit nel giorno del solstizio d'estate prende il nome di tropico del Cancro . L'indicazione potrebbe quindi significare soltanto che l'allineamento si deve verificare nel giorno del solstizio.
  3. la Retta . Il fatto che i globi allineati devano esserlo con precisione tale che i rispettivi centri si trovino sulla medesima retta implica che gli astri coinvolti nell'allineamento non possano essere tanto distanti da apparire puntiformi: ne consegue che l'allineamento deve avvenire tra i soli quattro oggetti celesti per cui è identificabile un centro osservandoli ad occhio nudo, vale a dire la Terra, il Sole, la Luna e la sfera celeste. L'allineamento tra la Terra, il Sole e la Luna si verifica durante le eclissi.
In sostanza, la condizione descritta da Berosso può essere tradotta nel modo seguente:
"... quando, durante un'eclissi verificatasi il giorno del solstizio, la retta che congiunge le intersezioni tra eclittica ed equatore galattico, attraverserà i centri della Terra, della Luna e del Sole"
Il concetto può essere spiegato in maneira più efficace facendo uso di una immagine. Secondo l'interpretazione proposta, l'allineamento di cui parla Berosso, consiste nella disposizione di Terra, Sole e Luna lungo la retta che congiunge le due intersezioni tra eclittica ed equatore galattico:




Berosso sapeva, evidentemente che a causa della precessione degli equinozi questo fenomeno si sarebbe verificato in una epoca molto lontana dalla sua, quando l'asse solstiziale si fosse spostato in corrispondenza dell'intersezione tra eclittica ed equatore galattico. Berosso aveva certamente ipotizzato quanto tempo doveva ancora trascorrere: più o meno 2300 anni, ancora. 


Proprio così: la condizione astronomica predetta da Berosso - al netto delle osservazioni fatte poc'anzi - si verificherà il 21 Giugno 2020 , durante uno degli eventi astronomici più rari che l'umanità abbia mai conosciuto. Nei prossimi post vedremo che questa particolare eclissi trova una corrispondenza molto ben precisa nel Vangelo, che non mancherà di sorprendere.

venerdì 5 agosto 2016

Storia (ipotetica) del Vangelo nelle Stelle

L'esistenza di corrispondenze tra il testo evangelico ed eventi astronomici è stata per lungo tempo scartata dai critici letterari. Ancora adesso viene demonizzata, spesso senza aver indagato realmente le possibilità che questa nuova visione è in grado di aprire.

Dal punto di vista storico, esiste una sottile linea che consente di ricostruire la genesi del Vangelo astronomico, che ha inizio in tempi remotissimi. Tracce di antiche conoscenze sono riscontrabili nei miti, come quello di Ercole, la cui vita può essere interpretata come una allegoria di un intero ciclo precessionale.



Ma non è l'unico: anche Dioniso, il Dio greco della vita e della spontaneità, della creatività del riso, ha una genesi stellare. Nasce dall'unione di Zeus e Semele ed in alcune versioni del mito, in seguito alla morte prematura della sua giovane madre, avvenuta prima che Dioniso nascesse, il piccolo viene salvato da Zeus, che lo nasconde nella propria coscia, consentendo al feto di svilupparsi ed in seguito di nascere.

A mio avviso è estremamente significativo che la forma della costellazione dell'Acquario assomigli ad una figura umana che tiene in un braccio un oggetto segmentato, simile ad una saetta, facendo assomigliare l'Acquario al Sovrano degli Dei, domatore di saette. Ed è ancora più significativo che l'eclittica, ossia il percorso celeste del Sole, tagli la costellazione dell'Acquario-Zeus, esattamente all'altezza della coscia, permettendo di intravedere anche nel mito di Dioniso, un antico evento di "genesi", o meglio "rigenerazione solare". Non a caso, alcune versioni del mito chiariscono come, al pari di per Ercole, anche Dioniso nacque durante un temporaneo oscuramento del Sole.

Il Sole in Acquario - l'Incubazione di Dioniso


Un personaggio storico che non poteva non conoscere i miti e le loro correlazioni astronomiche è sicuramente Eratostene di Cirene: astronomo di fama mondiale, vissuto nel II - III sec. A.C., è noto soprattutto per essere stato il primo uomo a documentare un metodo per stimare la lunghezza del meridiano terrestre. Nato a Cirene, nell'odierna Libia, era un animo dal multiforme ingegno e dagli infiniti interessi: studiò astronomia, fisica, matematica, geografia, scrisse poesie e si interessò, appunto di mitologia stellare, documentando alcune proprie scoperte nei suoi "catasterismi".

Mi sembra che attorno ad Eratostene possa essere ricostruita una storia, forse fantastica, ma sicuramente affascinante, che ha portato alla nascita del Vangelo astronomico. Nel seguito provo a proporre una ricostruzione storica, utilizzando il corsivo, per evidenziare le frasi che sono frutto di ipotesi, e mantenendo i caratteri tradizionali per i fatti storici documentati.



Eratostene divenne Direttore dell'istituzione culturale più importante e più ricca del suo tempo: l'antica Biblioteca di Alessandria, la quale gli diede accesso a conoscenze tramandate da civiltà molto più antiche, oggi in gran parte andate perdute, in seguito all'incendio che devastò la biblioteca nei primi secoli dopo Cristo. Personalmente, ritengo che l'interesse reale che portò Eratostene a studiare le scienze astronomiche fu ciò che nel Vangelo di Giuda viene chiamato "l'Errore delle Stelle":

Gesù rispose dicendo: 

“Giuda, [...] io ti ho spiegato 
i misteri del regno 
e insegnato ciò che riguarda 
l’errore delle stelle 
e la verità sui dodici Eoni.”

[Vangelo di Giuda]

L'"Errore delle Stelle" è una irregolarità ciclica del moto precessionale, capace di alterare la sequenza ordinaria di avvicendamento delle Ere Astrologiche (i dodici Eoni), causato da un evento di "rigenerazione solare".


Secondo i testi gnostici, così come nei miti, gli eventi di "rigenerazione solare" sono connessi strettamente ad una fase di rinnovamento dell'umanità: le possibilità che gli uomini hanno di poter superare questa difficile prova, sono legate alle capacità che ogni individuo ha di approfondire la conoscenza di Sè stesso, affrontando e risolvendo i propri traumi interiori. Questi aspetti, tramandati da tutte le religioni del mondo e recepiti anche dalle recenti correnti new-age, sono in realtà estremamente antichi, e vista la loro diffusione in tutte le culture di ogni epoca, potrebbero non essere stati ignoti anche ad Eratostene e ai suoi contemporanei.

Eratostene comunque approfondì gli aspetti legati alla natura cosmica e ciclica dell'evento di oscuramento e successiva "rigenerazione solare" e si industriò per scoprire quando avrebbe dovuto ripresentarsi. Avendo scoperto che la frequenza di tale evento era legato al moto precessionale e che sarebbe stato anticipato da una eclissi, egli studiò la meccanica celeste determinando le condizioni in cui tale evento avrebbe potuto verificarsi. Stimò il diametro lunare, la distanza Terra-Luna e Terra-Sole, con metodi basati su un intelligente uso delle ombre. Con queste informazioni, è possibile che Eratostene sia arrivato addirittura a costruire il primo rudimentale calendario delle eclissi.



Non è noto se Eratostene conoscesse il moto di precessione: la Storia ufficiale suggerisce che lo scopritore ufficiale sia stato Ipparco di Nicea, vissuto nel II sec. D.C., realizzatore, tra l'altro, del primo catalogo stellare della Storia giunto fino a noi. E' invece possibile che Ipparco abbia proseguito le ricerche di Eratostene, studiando la precessione con l'obiettivo di determinare in maniera più esatta la data dell'evento. Soltanto disponendo di una misura esatta del moto precessionale, sarebbe stato possibile datare l'evento di rigenerazione cosmica.

Le conoscenze raccolte da Eratostene ed Ipparco, oltre alle scoperte realizzate da altri insigni scienziati dell'antichità, furono raccolte con grande scrupolo da un importante vescovo cristiano, Eusebio di Cesarea, vissuto nel III sec. D.C., all'epoca dell'imperatore romano Costantino. Eusebio contribuì a modo proprio alla diffusione dell'opera di Eratostene, ma tenne per sé le ipotesi più coraggiose circa all'evento di rigenerazione cosmica. Avendo compreso che la divulgazione dell'incombenza di tale evento avrebbe da un lato depresso le coscienze, evidenziando il rischio di un possibile trauma planetario nel futuro e dall'altro avrebbe impedito una reale opera di preparazione, fondata sull'approfondimento delle qualità interiori.



Eusebio decise quindi di tramandare ai posteri il messaggio del futuro evento di rigenerazione, in forma allegorica, nascondendolo accuratamente in quelli che sarebbero divenuti i testi sacri della nascente Religione Cristiana. Indisse così il primo, importantissimo, Concilio Ecumenico della Storia della Chiesa, che si tenne nell'anno 325 D.C. a Nicea, città natale di Ipparco. La scelta di organizzare il Concilio proprio a Nicea, in Turchia, sottolinea l'esistenza di una linea di conoscenze che, avendo radici nelle discipline scientifiche del mondo greco antico, si sarebbero tramandate nel futuro Occidente cristianizzato.

Durante il Concilio, vennero attentamente esaminati tutti i Vangeli allora esistenti e vennero selezionati i quattro cosiddetti "Canonici", che divennero allora il fondamento della futura cultura cristiana. Tutti gli altri testi furono scartati e dichiarati eretici. Una caratteristica comune ai testi "ufficiali" è che includevano il racconto della morte e resurrezione del Cristo: una vicenda che gran parte dei testi gnostici allora esistenti, come ad esempio il Vangelo di Tommaso, non riportavano. Per la prima volta, la crocifissione di Cristo veniva ad assumere una importanza straordinaria, ben superiore all'insegnamento interiore che lo stesso Gesù aveva tramandato, proprio perché essa rappresentava il modo in cui in un lontano futuro il Sole sarebbe stato "crocifisso".

Nel Vangelo di Marco, il testo che più degli altri privilegiava la narrazione simbolica a sfondo astronomico, vennero addirittura inseriti riferimenti aventi lo scopo di aiutare i posteri a ricostruire il significato allegorico del testo e la sua genesi:

Costrinsero a portare la croce di lui 
un certo Simone di Cirene, 
padre di Alessandro e di Rufo, 
che passava di là, tornando dai campi.

[Mc. 15, 21]

Durante l'eclissi, il Sole crocifisso sarebbe stato "aiutato", ossia affiancato dalla Luna, che viene qui chiamata "Simone di Cirene". Simone è il nome originale di Pietro, che rappresenta l'Era dei Pesci, la generazione di uomini che assisterà all'oscuramento solare:


«Una generazione perversa 
e adultera pretende un segno! 
Ma nessun segno le sarà dato, 
se non il segno di Giona profeta. 
Come infatti Giona rimase tre giorni 
e tre notti nel ventre del pesce, 
così il Figlio dell'uomo resterà tre giorni 
e tre notti nel cuore della terra.

[Mt. 12, 39-40]

Cirene è la città natale di Eratostene, che tanto si dedicò allo studio degli astri e delle eclissi. I figli del Cireneo, Alessandro e Rufo, potrebbero costituire dei riferimenti alle città di Alessandria d'Egitto e Roha, le due località dell'antico Egitto che Eratostene utilizzò per condurre il proprio esperimento di misura della lunghezza del meridiano terrestre (si tratta di una mia ipotesi, in quanto, benché non esistano prove documentali certe, la tradizione vuole che la seconda località scelta da Eratostene non fosse Roha, bensì la città di Siene, vicino all'attuale Assuan).

Gli eventi della vita di Gesù, vennero adeguatamente reinterpretati e raccontati in modo da arrivare ad assomigliare sempre più a ciò che si sarebbe verificato nei cieli, in occasione della "rigenerazione solare". La vicenda del Dio incarnato in un corpo mortale, che operò il bene e che per questo subì una terribile passione, che lo portò a morire sulla croce per poi risorgere miracolosamente, si è radicata profondissimamente nelle coscienze e negli animi di tutte le civiltà del mondo, arrivando a costituire un nuovo archetipo.



La speranza di Eusebio era che arrivati nel difficile giorno in cui il Sole avrebbe cessato di illuminare la Terra, gli uomini avrebbero istintivamente richiamato alla mente quell'antico racconto, riconoscendo nel proprio astro il Dio che in capo a tre giorni sarebbe rinato. Questa consapevolezza istintiva, avrebbe dovuto, secondo Eusebio, aiutare gli uomini a non perdere le speranze nel momento più terribile e più buio. Per ottenere questo scopo, Eusebio e gli altri partecipanti al Concilio di Nicea indussero l'Imperatore Costantino, di religione pagana, ad adottare il Cristianesimo come Religione ufficiale dell'Impero Romano.

A mio avviso, Costantino non avrebbe mai accettato di introdurre la religione cristiana a Roma se non avesse intravisto delle ragioni di sicurezza nazionale. Forse, messo al corrente da Eusebio dei risultati delle ricerche di Eratostene ed Ipparco, Costantino valutò che un possibile oscuramento solare, ancorché temporaneo, avrebbe potuto causare la fine della civiltà e di Roma ed accettò di contribuire attivamente al piano di Eusebio per scongiurarne la distruzione. Nel corso dei secoli ,i prosecutori del piano di Eusebio fecero sì che il Cristianesimo venisse diffuso in ogni angolo del globo, con l'obiettivo del tutto particolare di mettere a conoscenza quante più persone possibile dei fondamenti della religione cristiana. Oggi quei fondamenti sono noti anche alla maggior parte della popolazione mondiale: una condizione che rientra chiaramente nel piano originale:

E prima bisogna che il vangelo
sia predicato fra tutte le genti

[Mc. 13, 10]

Se questa favola si rivelasse vera, forse si potrebbe trovare mille argomentazioni contro i metodi adottati da Eusebio e dalle più alte gerarchie della Chiesa, ma di certo non si potrebbe provare una profondissima ammirazione per il senso di responsabilità che questa istituzione ha sentito di voler sostenere, portando a compimento un piano di altissimo valore, in difesa dell'umanità e della vita.