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A differenza di quanto accade nei blog di news in tempo reale, dove il rapido invecchiamento delle notizie fa sì che l'argomento del giorno sia destinato ad essere ben presto archiviato, qui ci muoviamo in maniera differente: i post trattano "argomenti" su cui è possibile riflettere e di cui è possibile discutere: per questo motivo non è raro che un post venga aggiornato, o venga integrato attraverso i commenti degli autori o dei visitatori. L'obiettivo è arrivare alla costruzione di un quadro generale sempre più accurato e sempre più preciso. Un grazie a chi vorrà partecipare con commenti ed osservazioni.

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venerdì 2 agosto 2019

Heliofant - I, Pet Goat II


In più occasioni ho illustrato in questo blog, come gli anni dal 1980 al 2020 siano caratterizzati da un assetto planetario del tutto particolare e come l'evento astronomico che concluderà idealmente questo ciclo - l'eclissi del 21 Giugno 2020 - sia talmente raro da ritenere improbabile una sua ripetizione per diverse centinaia di migliaia di anni. Un evento che non solo ha ripercussioni sui a livello psichico, che si ripercuotono su cambiamenti sociali e culturali.

E' possibile che le Grandi Religioni siano addirittura state elaborate per portare a conoscenza i popoli di ogni tempo dei cambiamenti che stiamo sperimentando. Per questo motivo, in futuro parleremo anche di temi che sul web sono ormai inflazionati, come il Nuovo Ordine Mondiale, anche se lo faremo in un'ottica del tutto particolare.




http://www.heliofant.com/


Questo video risale al 2012. L'ho scoperto con un certo ritardo, ma credo valga la pena dargli più di una occhiata superficiale. Si tratta di un'opera in grado di concentrare in 7 minuti una notevole mole di informazioni, espresse soprattutto in forma simbolica. Racconta come gli anni che stiamo vivendo sembrino celare la trama di un piano che ha avuto inizio molto tempo fa e che ha come fine ultimo il raggiungimento di un nuovo livello evolutivo.

Il titolo "I, Pet Goat II" (Il fatto che non esista un capitolo "I", porta ad ipotizzare che il "II", vada letto come "too"), che significa "Anche io, cucciolo di capra", fa riferimento al Vangelo di Matteo:



Quando il Figlio dell'uomo 
verrà nella sua gloria con tutti gli angeli, 
prenderà posto sul suo trono glorioso. 

E tutte le genti saranno riunite davanti a lui 
ed egli separerà gli uni dagli altri, 
come il pastore separa le pecore dai capri

[Mt. 25, 31-32]

Come Neo in Matrix, il cui passaporto scade l'11 Settembre 2001 (il film è del 1999!) il capro rappresenta l'uomo inconsapevole, prigioniero di se stesso, che vive in costante ipnosi. Il Risveglio diventa essenziale per l'accesso alla nuova forma di esistenza, che si manifesta con l'arrivo del paraclito celeste, che non mancherete di notare nel video.



Per aiutare il riconoscimento e l'assimilazione dei numerosi simboli presenti nel video (evitando così che abbiano effetto soltanto sull'inconscio) rimando ai laconici  commenti presenti sul sito Heliofant e soprattutto al grazioso blog "Di Neve e di Luna", che propone una analisi molto approfondita e ricca di spunti.

Ecco il link: 


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Aggiornamento 12/02/2020

Essere il curatore del blog ha l'indubbio vantaggio di poter lavorare direttamente sui post, modificando o integrando i contenuti. Mi spiace che il confronto coi lettori, che possono soltanto proporre commenti, risulti impari ... a mia discolpa posso affermare che mi avvalgo di questo vantaggio competitivo soltanto per avere maggior libertà espressiva: in questo caso la possibilità di pubblicare immagini che confortino i concetti che intendo esporre e ne agevolino la comprensione.

Il tema è la acuta osservazione di Yman, che ha intravisto nelle immagini finali del video "I, Pet Goat II", riferimenti piuttosto precisi alla costellazione dello Scorpione. Per essere precisi, una apparentemente innocua nuvola, richiama la forma dell'aculeo del temibile aracnide:

I, Pet Goat II - Scena Finale

L'aculeo è rivolto verso la sorgente di luce da cui provengono le meteore che si abbattono sul suolo terrestre polverizzando le piramidi egizie. Mi sono concesso una verifica ed il risultato, esemplificato nell'immagine che segue, è abbastanza sorprendente:

Cielo Stellato - 21/12/2020

Per prima cosa, ho eseguito uno screenshot di stellarium, che ritrae la porzione di cielo che comprende la costellazione dello scorpione, il giorno 21 Dicembre 2020. Quindi ho ruotato l'immagine, in modo che l'aculeo dello scorpione risultasse orientato nello stesso modo in cui compare nel filmato.

Il primo risultato interessante è che questa operazione mette in evidenza come la linea dell'orizzonte nel filmato venga in questo modo a coincidere con l'equatore galattico. Si tratta di una rappresentazione molto particolare, dal momento che normalmente, l'orizzonte celeste coincide con l'eclittica.

In secondo luogo, un confronto tra le proporzioni delle due immagini evidenzia come la fonte di luce potrebbe non essere il Sole: nel giorno del solstizio d'inverno, la distanza apparente tra il Sole e la coda dello scorpione risulta infatti troppo elevata. E' invece possibile che la fonte di luce si trovi in corrispondenza del centro galattico, la cui posizione nell'immagine qui sopra è indicata dal cerchio rosso.

Comprendere la natura di questa fonte luminosa è tutt'altro che semplice. La gentile Anna, in un commento al post "Chiarimenti", segnala una affermazione comparsa in un articolo di Giuliana Conforto:
"Nel maggio 2019 il buco nero al centro della nostra galassia Sagittarius A* è improvvisamente divenuto 75 volte più brillante del solito"

In effetti, l'oggetto identificato come Sagittarius A è esattamente il buco nero presente al centro della nostra Galassia, che le antiche popolazioni Maya chiamavano Hunab Ku. 

A parte questo, non saprei come interpretare l'affermazione della Conforto. La scienza, di sicuro non ci viene in aiuto: pur non essendo io un astrofisico, so che in condizioni normali i buchi neri non emettono luce, tranne che nel caso dei quasar. Si pensa che i quasar siano un fenomeno che si verifica in presenza dei più grandi buchi neri conosciuti. La materia attratta da questi oggetti, tende a creare attorno ad essi immensi dischi di accrescimento, i quali, oltre a generare fortissimi campi magnetici, emettono getti di materia e di luce intensissimi ed estremamente focalizzati. Il problema è che il fascio di luce e di particelle che sembra originarsi dal centro del buco nero, è rivolto in direzione perpendicolare al disco di accrescimento.

Di conseguenza, anche ammesso (e non concesso) che il centro della nostra galassia possa celare un quasar, la luce da esso prodotta non sarebbe visibile dalla Terra, dal momento che il nostro pianeta si trova all'interno del disco di accrescimento (la Galassia, appunto).

Tempo fa, mi è capitato di pensare che forse la teoria classica dell'evoluzione delle stelle potrebbe non essere esatta. Forse, le fasi vitali che scandiscono la vita di una stella sono definite da una intelligenza, posta al centro della Galassia, che organizza e coordina l'esistenza di tutti i sistemi stellari. E le stelle, a loro volta, sono intimamente legate alla vita che popola i mondi che orbitano attorno ad esse ... 

lunedì 14 novembre 2016

Piatta!

La moda del momento è la corsa alla negazione delle scoperte scientifiche più significative della Storia. C'era da aspettarselo, del resto, il numero di bugie che circolano nel mondo moderno è ormai insostenibile e le possibilità a disposizione del singolo individuo per assicurarsi della veridicità di ogni affermazione, sono sempre più limitate.

La sfericità della Terra è un concetto estremamente antico, ne parlò Aristotele, il quale osservò come le costellazioni cambino osservando il cielo da luoghi diversi e come le eclissi di Luna siano caratterizzate dalla formazione di una zona d'ombra, avente i confini leggermente incurvati.

Eclissi di Luna

Il modello geocentrico, utilizzato per millenni dagli studiosi di ogni epoca, fino all'avvento di Keplero, è alla base di tutte le nostre cognizioni non soltanto scientifiche, ma come evidenziamo nei post di questo blog, anche religiose. Inoltre, la sfericità della Terrà ha una precisa valenza simbolica: in molti sostengono che la Terra sia la matrix divina, ricollegandosi all'idea, ben espressa nel film Matrix, della virtualità del mondo in cui viviamo, che sembrerebbe essere stato creato apposta per consentire all'umanità di intraprendere il proprio percorso evolutivo in un ambiente, diciamo controllato.

Il "Caduceo" di James Muir

In latino, matrix significa anche "utero", oltre che "matrice": la Terra, la nostra realtà, è in effetti un incubatore, un uovo, nel quale la specie umana evolve come un unico essere, formato da cellule che sono i singoli individui. Al termine della gestazione, l'essere completamente formato è destinato a liberarsi e a manifestarsi all'universo. Il parto non sarà semplice, ed è per questo che i sapienti di ogni epoca hanno studiato formule più o meno efficaci per guidare gli uomini negli ultimi istanti di questo processo evolutivo: gli anni che stiamo vivendo.

Ma tutto ciò non sembra essere interessante per i sostenitori dell'ultima conspiracy theory: quella della Terra Piatta, per cui la forma discoidale della superficie terrestre potrebbe essere la soluzione a tanti interrogativi irrisolti, antichi e moderni.

Il tema della flat Earth non è privo di fascino, soprattutto quando accostato ad una serie di tematiche che, ad una indagine smaliziata, non cessano di destare perplessità, come ad esempio le missioni "Apollo" della NASA. Le argomentazioni fornite nel documentario sono un invito ad osservare il mondo che ci circonda e a porsi delle domande e anche solo per questo vale la pena spendere il tempo necessario per guardarlo.

Tuttavia, a mio avviso, la soluzione proposta, crea più problemi di quelli che risolve. E' possibile che i sostenitori della teoria "terra piatta" non abbiano ancora tutte le risposte ai propri quesiti e siano pertanto in attesa di perfezionare il proprio modello, ma alcune tra le spiegazioni fornite sono decisamente insoddisfacenti. Tanto per dirne una, il modello illustrato al tempo 39:24 del filmato, non spiega come mai il Sole non sia visibile in ogni istante da ogni punto della Terra, e come mai la sua luce risulti concentrata soltanto su una porzione della superficie terrestre. Non spiega come mai la porzione di cielo visibile cambi sostanzialmente spostandosi sulla superficie terrestre (alle latitudini europee, ad esempio, la costellazione dello Scorpione non è mai interamente visibile, ai nostri giorni), nè il motivo per cui la luce che rischiara la parte illuminata della Luna sembra sempre provenire dal basso ...

E' inoltre abbastanza degradante realizzare che questo incomprensibile modello del cielo, sostanzialmente statico e dipinto su una cupola, con il Sole che compie il girotondo attorno al polo nord, è mutuata da idee sviluppate negli Stati Uniti, che sono state assimilate acriticamente, senza alcun tentativo di perfezionamento, in maniera del tutto analoga al modo in cui le "masse" accettano il modello eliocentrico tradizionale. Il tutto, sembrerebbe, nel tentativo di recuperare la visione "biblica" dell'universo.

Il passo biblico a cui i terrapiattisti si ispirano per corroborare la propria idea è il seguente:

Il diavolo lo condusse in alto, 
gli mostrò in un attimo 
tutti i regni del mondo e gli disse: 

«Ti darò tutta questa potenza 
e la gloria di questi regni; 
perché essa mi è stata data, 
e la do a chi voglio. 

Se dunque tu ti prostri ad adorarmi, 
sarà tutta tua».



L'argomentazione è che Gesù non avrebbe potuto vedere tutti i regni del mondo insieme, se la Terra non fosse stata piatta. Ma abbiamo già visto che l'elemento naturale che corrisponde a Gesù nella realtà materiale è il Sole, che dal suo "alto monte", vale a dire l'Eclittica, osserva con compassione i regni del mondo. La rotazione terrestre permette l'osservazione contemporanea di tutte le terre emerse, nel corso del tempo.

Gesù non è certo stato il primo Dio a fare "alpinismo": uno degli appellativi del Dio della Bibbia, El Shaddai, può essere tradotto con "Dio della montagna". Anche a Sumer, il Dio supremo amava le altitudini e veniva spesso ritratto tra due monti, espressioni delle due vette impervie formate dall'eclittica durante i solstizi, destinate ad essere scalate, la prima dal Sole (che nel solstizio estivo raggiunge la sua massima elevazione) e la seconda dalla Luna (che quando è piena, raggiunge la sua massima elevazione nel solstizio invernale). Dunque mi pare che l'appiattimento della Terra e la conseguente deformazione del cielo costituisca un allontanamento dalla visione biblica, anche quando il testo viene interpretato in maniera non convenzionale, come sono solito fare in questo spazio.

Il Dio di Sumer si manifesta ai contadini tra i due monti

Insomma: Terra Piatta, tutto da rifare. Tuttavia, a parte le numerose incongruenze, anche questa idea deve nascondere un fondo di verità, altrimenti non sarebbe (ri)diventata così rapidamente tanto popolare. E non è un caso se diversi blockbuster cinematografici la ripropongano, con una certa frequenza, in maniera piú o meno velata. Francamente, credo che il nocciolo del problema non sia la forma della Terra, quanto l'esistenza di un suo limite, di un confine, che bisogna varcare per accedere a quella realta piú grande e completa, che a volte riusciamo a percepire interiormente, di cui il nostro mondo é soltanto l'ombra.

Io mi annovero tra quei sognatori che pensano ancora che questo confine esista anche nel mondo materiale; portebbe essere la porta di Shamballa o di Agharta, o un varco inter-dimensionale, o chissá che altro. Il Vangelo descrive questo limite come il velo del tempio, destinato a nell'ora della morte di Gesú, che avverrá - si badi bene, "avverrá", al futuro - nell'ultimo giorno, rivelando la natura nascosta dello spazio-tempo.

Ma per credere all'esistenza di questo confine, non é necessario appiattire la Terra! Forse il tentativo di ridurre la realtá ad un piano è connesso con il recupero del punto di vista personale e soggettivo dell'individuo, in opposizione ai tanti punti di vista one pax, pronti all'uso, che vengono proposti, quando non imposti, dall'esterno. E d'altra parte, ridurre il cielo ad una vasca capovolta, nel modo piú letterale possibile, è forse connesso alla necessità di riportare ad una dimensione più umana l'universo, inutilmente sconfinato, della scienza ufficiale, recuperando un certo grado di familiarità col proprio ambiente.