In più occasioni ho illustrato in questo blog, come gli anni dal 1980 al 2020 siano caratterizzati da un assetto planetario del tutto particolare e come l'evento astronomico che concluderà idealmente questo ciclo - l'eclissi del 21 Giugno 2020 - sia talmente raro da ritenere improbabile una sua ripetizione per diverse centinaia di migliaia di anni. Un evento che non solo ha ripercussioni sui a livello psichico, che si ripercuotono su cambiamenti sociali e culturali.
E' possibile che le Grandi Religioni siano addirittura state elaborate per portare a conoscenza i popoli di ogni tempo dei cambiamenti che stiamo sperimentando. Per questo motivo, in futuro parleremo anche di temi che sul web sono ormai inflazionati, come il Nuovo Ordine Mondiale, anche se lo faremo in un'ottica del tutto particolare. |
Questo video risale al 2012. L'ho scoperto con un certo ritardo, ma credo valga la pena dargli più di una occhiata superficiale. Si tratta di un'opera in grado di concentrare in 7 minuti una notevole mole di informazioni, espresse soprattutto in forma simbolica. Racconta come gli anni che stiamo vivendo sembrino celare la trama di un piano che ha avuto inizio molto tempo fa e che ha come fine ultimo il raggiungimento di un nuovo livello evolutivo.
Il titolo "I, Pet Goat II" (Il fatto che non esista un capitolo "I", porta ad ipotizzare che il "II", vada letto come "too"), che significa "Anche io, cucciolo di capra", fa riferimento al Vangelo di Matteo:
Quando il Figlio dell'uomo
verrà nella sua gloria con tutti gli angeli,
prenderà posto sul suo trono glorioso.
E
tutte le genti saranno riunite davanti a lui
ed egli separerà gli uni
dagli altri,
come il pastore separa le pecore dai capri
[Mt. 25, 31-32]
Come Neo in Matrix, il cui passaporto scade l'11 Settembre 2001 (il film è del 1999!) il capro rappresenta l'uomo inconsapevole, prigioniero di se stesso, che vive in costante ipnosi. Il Risveglio diventa essenziale per l'accesso alla nuova forma di esistenza, che si manifesta con l'arrivo del paraclito celeste, che non mancherete di notare nel video.
Per aiutare il riconoscimento e l'assimilazione dei numerosi simboli presenti nel video (evitando così che abbiano effetto soltanto sull'inconscio) rimando ai laconici commenti presenti sul sito Heliofant e soprattutto al grazioso blog "Di Neve e di Luna", che propone una analisi molto approfondita e ricca di spunti.
Ecco il link:
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Aggiornamento 12/02/2020
Essere il curatore del blog ha l'indubbio vantaggio di poter lavorare direttamente sui post, modificando o integrando i contenuti. Mi spiace che il confronto coi lettori, che possono soltanto proporre commenti, risulti impari ... a mia discolpa posso affermare che mi avvalgo di questo vantaggio competitivo soltanto per avere maggior libertà espressiva: in questo caso la possibilità di pubblicare immagini che confortino i concetti che intendo esporre e ne agevolino la comprensione.
Il tema è la acuta osservazione di Yman, che ha intravisto nelle immagini finali del video "I, Pet Goat II", riferimenti piuttosto precisi alla costellazione dello Scorpione. Per essere precisi, una apparentemente innocua nuvola, richiama la forma dell'aculeo del temibile aracnide:
L'aculeo è rivolto verso la sorgente di luce da cui provengono le meteore che si abbattono sul suolo terrestre polverizzando le piramidi egizie. Mi sono concesso una verifica ed il risultato, esemplificato nell'immagine che segue, è abbastanza sorprendente:
Per prima cosa, ho eseguito uno screenshot di stellarium, che ritrae la porzione di cielo che comprende la costellazione dello scorpione, il giorno 21 Dicembre 2020. Quindi ho ruotato l'immagine, in modo che l'aculeo dello scorpione risultasse orientato nello stesso modo in cui compare nel filmato.
Il primo risultato interessante è che questa operazione mette in evidenza come la linea dell'orizzonte nel filmato venga in questo modo a coincidere con l'equatore galattico. Si tratta di una rappresentazione molto particolare, dal momento che normalmente, l'orizzonte celeste coincide con l'eclittica.
In secondo luogo, un confronto tra le proporzioni delle due immagini evidenzia come la fonte di luce potrebbe non essere il Sole: nel giorno del solstizio d'inverno, la distanza apparente tra il Sole e la coda dello scorpione risulta infatti troppo elevata. E' invece possibile che la fonte di luce si trovi in corrispondenza del centro galattico, la cui posizione nell'immagine qui sopra è indicata dal cerchio rosso.
Comprendere la natura di questa fonte luminosa è tutt'altro che semplice. La gentile Anna, in un commento al post "Chiarimenti", segnala una affermazione comparsa in un articolo di Giuliana Conforto:
In effetti, l'oggetto identificato come Sagittarius A è esattamente il buco nero presente al centro della nostra Galassia, che le antiche popolazioni Maya chiamavano Hunab Ku.
A parte questo, non saprei come interpretare l'affermazione della Conforto. La scienza, di sicuro non ci viene in aiuto: pur non essendo io un astrofisico, so che in condizioni normali i buchi neri non emettono luce, tranne che nel caso dei quasar. Si pensa che i quasar siano un fenomeno che si verifica in presenza dei più grandi buchi neri conosciuti. La materia attratta da questi oggetti, tende a creare attorno ad essi immensi dischi di accrescimento, i quali, oltre a generare fortissimi campi magnetici, emettono getti di materia e di luce intensissimi ed estremamente focalizzati. Il problema è che il fascio di luce e di particelle che sembra originarsi dal centro del buco nero, è rivolto in direzione perpendicolare al disco di accrescimento.
Di conseguenza, anche ammesso (e non concesso) che il centro della nostra galassia possa celare un quasar, la luce da esso prodotta non sarebbe visibile dalla Terra, dal momento che il nostro pianeta si trova all'interno del disco di accrescimento (la Galassia, appunto).
Tempo fa, mi è capitato di pensare che forse la teoria classica dell'evoluzione delle stelle potrebbe non essere esatta. Forse, le fasi vitali che scandiscono la vita di una stella sono definite da una intelligenza, posta al centro della Galassia, che organizza e coordina l'esistenza di tutti i sistemi stellari. E le stelle, a loro volta, sono intimamente legate alla vita che popola i mondi che orbitano attorno ad esse ...
Aggiornamento 12/02/2020
Essere il curatore del blog ha l'indubbio vantaggio di poter lavorare direttamente sui post, modificando o integrando i contenuti. Mi spiace che il confronto coi lettori, che possono soltanto proporre commenti, risulti impari ... a mia discolpa posso affermare che mi avvalgo di questo vantaggio competitivo soltanto per avere maggior libertà espressiva: in questo caso la possibilità di pubblicare immagini che confortino i concetti che intendo esporre e ne agevolino la comprensione.
Il tema è la acuta osservazione di Yman, che ha intravisto nelle immagini finali del video "I, Pet Goat II", riferimenti piuttosto precisi alla costellazione dello Scorpione. Per essere precisi, una apparentemente innocua nuvola, richiama la forma dell'aculeo del temibile aracnide:
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| I, Pet Goat II - Scena Finale |
L'aculeo è rivolto verso la sorgente di luce da cui provengono le meteore che si abbattono sul suolo terrestre polverizzando le piramidi egizie. Mi sono concesso una verifica ed il risultato, esemplificato nell'immagine che segue, è abbastanza sorprendente:
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| Cielo Stellato - 21/12/2020 |
Il primo risultato interessante è che questa operazione mette in evidenza come la linea dell'orizzonte nel filmato venga in questo modo a coincidere con l'equatore galattico. Si tratta di una rappresentazione molto particolare, dal momento che normalmente, l'orizzonte celeste coincide con l'eclittica.
In secondo luogo, un confronto tra le proporzioni delle due immagini evidenzia come la fonte di luce potrebbe non essere il Sole: nel giorno del solstizio d'inverno, la distanza apparente tra il Sole e la coda dello scorpione risulta infatti troppo elevata. E' invece possibile che la fonte di luce si trovi in corrispondenza del centro galattico, la cui posizione nell'immagine qui sopra è indicata dal cerchio rosso.
Comprendere la natura di questa fonte luminosa è tutt'altro che semplice. La gentile Anna, in un commento al post "Chiarimenti", segnala una affermazione comparsa in un articolo di Giuliana Conforto:
"Nel maggio 2019 il buco nero al centro della nostra galassia Sagittarius A* è improvvisamente divenuto 75 volte più brillante del solito"
In effetti, l'oggetto identificato come Sagittarius A è esattamente il buco nero presente al centro della nostra Galassia, che le antiche popolazioni Maya chiamavano Hunab Ku.
A parte questo, non saprei come interpretare l'affermazione della Conforto. La scienza, di sicuro non ci viene in aiuto: pur non essendo io un astrofisico, so che in condizioni normali i buchi neri non emettono luce, tranne che nel caso dei quasar. Si pensa che i quasar siano un fenomeno che si verifica in presenza dei più grandi buchi neri conosciuti. La materia attratta da questi oggetti, tende a creare attorno ad essi immensi dischi di accrescimento, i quali, oltre a generare fortissimi campi magnetici, emettono getti di materia e di luce intensissimi ed estremamente focalizzati. Il problema è che il fascio di luce e di particelle che sembra originarsi dal centro del buco nero, è rivolto in direzione perpendicolare al disco di accrescimento.
Di conseguenza, anche ammesso (e non concesso) che il centro della nostra galassia possa celare un quasar, la luce da esso prodotta non sarebbe visibile dalla Terra, dal momento che il nostro pianeta si trova all'interno del disco di accrescimento (la Galassia, appunto).





