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lunedì 2 agosto 2021

L'Ascesa di Dioniso


Avete ragione, sono stato un po' "latitante". D'altra parte scrivere è inutile quando non si ha nulla di interessante da dire. Adesso lo spunto viene dalla fine del mese delle "parate" dedicate all'orgoglio omosessuale e tematiche annesse. Un tempo erano fenomeni sporadici, nati dalla volontà di reprimere un dissenso verso alcune consuetudini sociali; adesso sono un fenomeno planetario, protetto e benedetto, quando non apertamente sponsorizzato, dai governi occidentali e potentemente sfruttato dalle multinazionali.

Quest'anno, l'invadenza di tale fenomeno è stata particolarmente invasiva, anche perché le manifestazioni "arcobaleno" sono diventate il teatro dove mettere in scena episodi in grado di dividere l'opinione pubblica e l'elettorato, garantendo al potere la propria sopravvivenza.

Ciò che a noi interessa è l'origine, nobilissima, del fenomeno, che come ogni aspetto della nostra vita obbedisce a schemi opportunamente disegnati attraverso le stelle.

Arcana Ricordo


Le stelle custodiscono i segreti della nostra intera esistenza. Pianificano tempi e modi con cui manifestare certi fenomeni sulla terra, orientano le nostre reazioni e le nostre scelte. No, non sto dicendo che il "Libero Arbitrio" non esiste: sto dicendo che noi siamo chiamati ad utilizzare il nostro Libero Arbitrio all'interno di un corso degli eventi che ha un andamento ciclico e che è in gran parte predeterminato. Le scelte migliori, quelle più alte, le più nobili, hanno la proprietà di spezzare l'incantesimo ed orientare gli eventi verso percorsi nuovi, evitando il ripetersi di esperienze spiacevoli. Questo processo prende il nome di "acquisizione di consapevolezza".


Secondo la teoria che ho esposto in questi scritti e nei video pubblicati sul canale ArcanaRicordo, i cicli evolutivi umani hanno una base che è intrinsecamente connessa al ciclo precessionale, avente durata indicativa di 25.920 anni e legato alla variazione di orientamento dell'asse terrestre. Ogni ciclo si sviluppa nel corso di un emiciclo precessionale, al termine del quale uno "sconvolgimento" di portata planetaria determina un nuovo assetto del pianeta e delle creature che lo popolano.



Secondo Rudolf Steiner il percorso evolutivo umano può essere diviso in sette "razze radicali": Polari, Iperborei, Lemuri, Atlanti, Ariani (la razza attuale), a cui si aggiungono due razze future. Ciascuna razza radicale è suddivisa in sette "sottorazze". Ciascuna razza radice ha caratteristiche molto particolari, sia in termini fisici, sia in termini di intelletto. Le razze nostre antenate erano costituite da creature molto "poco materiali": i loro corpi erano più simili a sostanze gassose, poi liquide. Il tempo ha permesso un progressivo consolidamento verso lo stato solido ed una corrispondente evoluzione delle facoltà: ad esempio, gli Atlanti erano del tutto privi di un intelletto razionale, ma disponevano di una spiccata memoria; facoltà del tutto ignota ai Lemuri, vissuti prima di loro. Per chi volesse approfondire segnalo il suo volume "Cronaca dell'Akasha", pubblicato nel 1953.


Gli scritti teosofici a cui Steiner fa riferimento non riportano una cronologia degli eventi che hanno scandito l'evoluzione umana, sia perché l'ambiente dove i nostri antenati vivevano era profondamente diverso dal nostro, sia perché quegli "uomini" non disponevano ancora di facoltà che consentissero di misurare lo scorrere del tempo. Non essendo chiaro quanto possa vivere una razza, è complicato fare qualunque parallelo con il ciclo precessionale. Tuttavia mi pare interessante che secondo Steiner l'evoluzione da una razza alla successiva non sia avvenuta grazie ad un processo lineare ed omogeneo, ma abbia avuto più che altro le caratteristiche di una speciazione, un mutamento relativamente improvviso verso una razza del tutto diversa dalla precedente, che ha finito poi per soppiantarla. Buona parte degli evoluzionisti moderni sostiene che i processi speciativi siano in realtà quelli più comuni in natura. Nel caso delle razze, la speciazione è stata agevolata, a volte addirittura indotta, proprio da eventi catastrofici avvenuti periodicamente sul nostro pianeta.


Steiner non è particolarmente sensibile al tema delle datazioni. Anzi, ben consapevole del fatto che la Storia che emerge dai "registri akashici" si trovi spesso in contrasto con le evidenze fossili, arriva a dichiarare che:

La scienza e il ragionamento logico non potranno mai, in virtù della loro natura, stabilire che cosa sia possibile o impossibile; il loro compito è soltanto di spiegare quello che l'esperimento e l'osservazione hanno accertato.
[Cronache dell'Akasha, Parte I]

Tuttavia, nell'introduzione al volume ricorda l'idea di Platone che l'Atlantide si sia inabissata nel 9.600 A.C.: a tal proposito scrive:

È di ieri la tappa geologica che determinò la scomparsa dell'Atlantide. Demetrio Merezkovski (Atlantide-Europa), sulla scorta di Fred Finch Strong, di Spence e dello stesso Termier, ricorda che al microscopio è visibile la differenza tra la lava che si solidifica all'aria e quella che si rapprende subito nell'acqua; inoltre, c'è un periodo di tempo, di circa 15.000 anni, dopo il quale i cristalli lavici, sotto l'azione dell'acqua marina, si sgretolano. Latachilite (lava vitrea), pescata nel 1898 al largo delle Azzorre, a circa 900 chilometri dalle isole, risulta formata all'aria, e non sott'acqua, né si è sgretolata.

La sua età è dunque inferiore a 15.000 anni e si può far coincidere con la fine dell'Atlantide che, secondo Platone, risale a 9.600 anni avanti Cristo

[R. Steiner, "Cronache dell'Akasha", Nota all'Introduzione]



La transizione tra Era della Vergine ed Era del Leone, in cui a nostro avviso si è verificato l'ultimo "cataclisma precessionale" (con ogni probabilità quello del diluvio) si situa proprio tra le date indicate, intorno all'anno 11.000 A.C.. Dal punto di vista archeologico, questa datazione combacia con il ritrovamento dei più antichi reperti esistenti al mondo, ritrovati in Turchia nel sito di Gobekli Tepe, che risalgono proprio a quell'epoca.



Ciclo Precessionale
(cliccare per ingrandire)


Diversi fattori quindi concorrono ad identificare l'11.000 A.C. come il periodo storico che potremmo considerare come l'inizio dei "nostri tempi". Del resto, non disponiamo di documenti storici precedenti a questa data. La lettura dei Vangeli in chiave astrologico-precessionale porta una ulteriore conferma, indicando la "Vergine" e la rispettiva Era come un periodo di incubazione che precede la nascita del ciclo che stiamo vivendo. L'Era del Leone è invece il primo vero periodo storico, in cui il pianeta - e l'umanità con esso - ha iniziato il proprio percorso sul piano evolutivo che stiamo tutt'ora sperimentando. Ne abbiamo parlato diffusamente nel ciclo di video "Il Presepe Celeste".


Una lettura basata sui medesimi criteri porta ad identificare il limite superiore del ciclo nella transizione d'Era Pesci-Acquario, che sappiamo essere prossima, se non addirittura in corso. Purtroppo non disponiamo di molti riferimenti astronomici per convalidare questa affermazione, dal momento che come sappiamo non disponiamo di informazioni sufficienti per determinare con sicurezza la posizione del Punto Zero. Tuttavia sappiamo che la durata della transizione d'Era è pari a 40 anni circa, perlomeno dal punto di vista strettamente astronomico; dal punto di vista sociale, le "code" della transizione si possono avvertire anche a diverse centinaia di anni di distanza. D'altra parte, l'equazione "come in Cielo, così in Terra" non è completamente biunivoca: la precedenza data al termine "Cielo" rispetto alla parola "Terra" sembra voler indicare che è necessario del tempo perché ciò che accade in Cielo si possa riflettere sulla Terra.


Il periodo storico che stiamo vivendo è estremamente complesso perché ai cambiamenti dovuti alla transizione Pesci-Acquario, si affiancano quelli derivanti dall'avvicinarsi della fine dell'emiciclo. I cambiamenti d'Era sono sempre traumatici, dal momento che tendono a cambiare gli elementi fondanti delle civiltà che entro i confini di ciascuna Era si sviluppano e prosperano. La transizione tende a sconvolgere usi, costumi e consuetudini perché cambia l'idea di ciò che viene considerato socialmente utile ed accettabile. Tuttavia, le transizioni sono generalmente governate da un sostanziale equilibrio, che permette di vedere sempre un lato positivo nel cambiamento. La conclusione di un emi-ciclo è invece una esperienza totalmente destabilizzante e catartica, che agisce profondamente sia a livello individuale, sia a livello collettivo. La nascita del nuovo ciclo richiede un abbandono completo e totale dei criteri fondanti dell'esistenza stessa, che deve ricostruirsi su principi totalmente nuovi. Indubbiamente, la sovrapposizione di questi due fenomeni ha un effetto dirompente sulla società attuale, che sperimenta una sempre crescente polarizzazione delle posizioni su tutti i temi dell'attualità.



Le ultime tre Ere Astrologiche vissute dall'umanità sono state Toro, Ariete e Pesci. Il Toro, segno di terra, ha visto l'espansione di civiltà territoriali, abili nella costruzione di pesanti edifici in pietra. In Sardegna, lo si ritrova nelle tombe ipogee soprannominate "Domus de Janas", risalenti al 4.000 A.C. Nella Bibbia, quest'epoca è simbolicamente rappresentata dalla prigionia degli Ebrei in Egitto, condannati a costruire mattoni. E' un'epoca di sofferenza, ma di certezze, che gli Ebrei arrivano persino a rimpiangere, durante l'Esodo, quando in assenza di Mosé forgiano ed iniziano ad adorare un Vitello d'Oro, suscitando l'ira del Signore.


L'Ariete è segno di fuoco. Rispetto al periodo precedente, le civiltà di quest'Era attribuiscono maggior valore ai beni mobili, come mobile è il fuoco. L'Oro sfolgorante come fiamma adorna i templi greci, ebraici e babilonesi. Si sviluppano sempre più l'economia ed il commercio. In Egitto le mastodontiche piramidi lasciano il posto ad edifici costruiti per celebrare la Luce: nel tempio di Abu Simbel, un raggio di luce solare illumina anche le stanze più interne in particolari giorni dell'anno; ad Alessandria, una potente luce artificiale segnala la presenza del porto, a naviganti distanti anche parecchie decine di kilometri. Nelle Scritture, l'Agnello impersona la purezza dello Spirito e la disponibilità al sacrificio per la salvezza dei molti.


I Pesci sono segno d'acqua e "acqua" significa "mente". Mai prima d'ora il mare ha rappresentato una frontiera da esplorare, in grado di condurre verso terre lontane. In architettura, le pietre delle cattedrali gotiche, sembrano quasi galleggiare, sospese come sono ad altezza vertiginosa; i nuovi materiali estendono gli edifici verso l'alto, facendoli sembrare più leggeri. Le guerre vengono sempre più combattute non tanto per il territorio, né per le ricchezze, ma per poter sfruttare le risorse, che generano ricchezza in maniera indiretta, attraverso il commercio. Le capacità di astrazione della mente portano ad uno sviluppo senza precedenti delle scienze. In medicina si assiste alla nascita della psicologia: l'indagine della mente, condotta attraverso la mente. Nasce la finanza, che trasforma la ricchezza in un concetto astratto, senza la necessità di un riscontro diretto fatto di beni materiali. Fra i cristiani, il Pesce diventa il Simbolo del Cristo.



Questi sono soltanto spunti, suggestioni, sicuramente incompleti. Mi sono limitato ad esporre gli effetti visibili, ma è evidente che l'influenza dell'Era si avverte anche e soprattutto nei costumi e nelle convenzioni sociali, nell'economia e nel culto per la divinità. Seguendo tuttavia la direttrice appena tracciata, possiamo dire che l'Acquario è un segno d'aria. Evidentemente, l'influenza dell'Acquario ha contribuito alla nascita dei veicoli volanti, che promettono di diventare un metodo sempre più abituale per spostarsi. Si sviluppa l'esplorazione spaziale anche e soprattutto con nuovi strumenti di osservazione, che permettono di esplorare l'universo come mai in precedenza. Mai come ora gli edifici sono stati tanto grandi e tanto leggeri; leggera è anche la ricchezza, che diventa addirittura virtuale, trasferita com'è nelle memorie dei computer. La medicina si specializza in tecniche sempre meno invasive. Le tecnologie di comunicazione annullano le distanze e portano il mondo dentro casa, senza necessità di spostarsi. Nasce la sensibilità verso l'ambiente. La religione cristiana, offre la possibilità di una nuova vita nel Regno dei Cieli.


I cambiamenti introdotti dall'Era dell'Acquario spostano i valori verso tutto ciò che è etereo e leggero. Tutto tende verso l'invisibile, l'impalpabile, e forse non è un caso che ci troviamo a combattere con un minuscolo virus; è vero, i virus sono sempre esistiti, ma a differenza del passato, adesso siamo portati a temere i portatori asintomatici: coloro che sono infetti, ma non lo sanno e possono propagare l'infezione. Potete lanciare le vostre invettive verso l'Era dell'Acquario se non riuscite ad attivare lo SPID, perché quasi sicuramente, le energie della nuova Era hanno influenzato anche il processo di virtualizzazione della Pubblica Amministrazione.



Ma l'Acquario è anche altro, infatti abbiamo detto che segna il termine dell'emiciclo. Non a caso, nel mito assume un ruolo analogo a quello della Vergine: è addirittura il Segno che genera un Dio. Non stiamo parlando del Dio cristiano, ovviamente, ma di un altro dio, che arriva dalla tradizione greco-romana. Si tratta di Dioniso: il dio


"figlio di Zeus e di una donna mortale, ucciso e risorto, predicatore tra gli umani e gli animali, innamorato più dei mortali che degli Dei, attorniato da discepoli e da donne, amante (anche in questo è simile a Gesù) del vino, inteso come simbolo intensissimo e non solo come bevanda inebriante."
[I. Sibaldi, "Dioniso", Prefazione]



Bacco (Dioniso), Leonardo da Vinci


Igor Sibaldi è uno degli autori che ha dedicato maggior attenzione a questo particolarissimo dio. A costo di una digressione un po' lunga, penso sia utile riportare alcune pagine del suo volume "Il Libro della Creazione", che danno un ritratto secondo me molto esauriente di Dioniso, presentato come "il dio della zōḗ (ζωή)":


"ζωή. Non lo si può tradurre «vita», perché «vita» nelle nostre lingue vuol dire soprattutto «durata di un’esistenza» – e «durata di un’esistenza» è, in greco, bíos; un essere quando muore termina solo il suo bíos. La zōḗ invece è in tutto ciò che vive e che dà vita, ed è una, in ciascun individuo, in ciascuna specie e nell’intero universo; non si sa né si può immaginare quando sia incominciata o quando potrà terminare: semplicemente è e diviene, infinita – o, come la chiama Gesù nei Vangeli, aiṓnios, «eterna», e cioè: appartenente a un’altra dimensione temporale (aiṓn) incommensurabile con il tempo a noi familiare."

[I. Sibaldi, "Il Libro della Creazione", Parte Prima - "Oltremare"]


Ed ecco Dioniso:

"Tratto fondamentale di questo Dio è il suo essere straniero, esotico. [...] Dioniso era estraneo non soltanto alla Grecia, ma a tutto. Fin dalla nascita. Il padre era Zeus, il Dio supremo; la madre era Persefone, Dea dell’Oltretomba. Fu generato nelle profondità dell’Hades, dove non nacque mai nessun altro Dio: Zeus assunse l’aspetto di un serpente per fecondare Persefone, e il parto avvenne in una grotta profonda. Da qui uno degli appellativi di Dioniso: Khthónios, il «Sotterraneo». Ma un altro suo appellativo era Dimḗtōr, «Colui che ha due madri».

C’è infatti un’altra versione secondo la quale la madre di Dioniso fu una donna terrena, Semele (nome d’origine frigia, il cui significato pare fosse, di nuovo, «Sotterranea»). E non lo partorì: le fu tolto dal grembo al sesto mese, quando Semele morì orribilmente, per aver voluto conoscere troppo. Avvenne così: Zeus le si era sempre mostrato sotto l’aspetto di un bellissimo giovane, e Semele desiderò vederlo almeno una volta qual era davvero, in tutto il suo fulgore: insistette, pregò, benché sapesse che la luce irradiata da Zeus era troppo intensa per i mortali. Zeus acconsentì, le si mostrò, e in un attimo lei ne fu incenerita. Solo l’addome di Semele rimase intero, grazie a una pianta d’edera che in quell’attimo era tra lei e il Dio. Zeus vide il feto che si agitava nei resti dell’amante, e decise di portare a termine lui la gravidanza. Si incise una coscia, sistemò il feto nella ferita, la cucì. Riuscì a tener nascosta la cosa alla sua gelosissima consorte, Hera, che di certo avrebbe ucciso il bambino, se l’avesse saputo.

Quale di queste due versioni della nascita di Dioniso sia la più vera, non è domanda da porsi. Scopo dei miti che, nel corso dei secoli, si accumularono intorno a qualunque Dio greco non era costituire una biografia verosimile, tale cioè da soddisfare ai criteri logici che valgono per le biografie umane; scopo dei miti era esprimere con precisione tutto ciò che si era intuito e scoperto di un Dio e di ciò in cui il Dio si manifestava. Qui l’argomento è la zōḗ, che è Dioniso; e i miti della nascita di Dioniso narrano il nascere della zōḗ. La zōḗ ha una gestazione sotterranea: come le energie vegetali che durante l’inverno si preparano, sottoterra, alla nascita primaverile. Ma la sua gestazione può essere anche nei muscoli d’un maschio: perché anche il vigore è zōḗ. E il maschio qui è Zeus, ed è importante che vi sia in lui una ferita perché Dioniso nasca. Zeus è il Dio del potere, della capacità di dominare, ed è anche il più greco degli Dei. La Grecia era allora l’Occidente. E Dioniso è la sua ferita segreta, nascosta, amata.

Ciò valga anche per noi. Di certo, ognuno ama ciò che rimuove. È difficile ammetterlo, ma non basta il timore del cambiamento a spiegare la capacità dei nevrotici di sopportare i danni, il dolore che la rimozione produce. Li sopportano come circostanze di un amore difficile, al quale non vogliono rinunciare ma che non osano confessare. Così anche l’Occidente, in fondo, ha sempre amato in segreto ciò che ha nascosto a se stesso. È importante anche sapere a chi la si debba nascondere: a Hera, che è la Dea dell’ordine costituito, delle norme che regolamentano tutto ciò che già esiste. Hera odierà sempre Dioniso. Hera è – lo vedremo – il contrario di quel bambino. Nel Vangelo di Matteo, questa stessa avversione per un bambino si reincarna in Erode – nome greco, che significa appunto «figlio di Hera» o «consacrato a Hera». E lì la parte di Zeus tocca al falegname Giuseppe, che porta il bambino lontano, in Egitto: va dove Erode non può giungere. Cammina. Il che si connette al fatto che la ferita gestatoria sia proprio nella coscia di Zeus. Anche l’Esodo degli ebrei fu un camminare, per sfuggire all’ordine costituito, che là era il faraone; e quel camminare fu una gestazione di Israele, del nuovo popolo di diversi, di estranei, che stava formandosi.

Appena il bimbo nacque, Hera lo venne a sapere e incaricò i Titani di ucciderlo. I Titani compaiono spesso nei miti greci, in funzione di killer: sono personaggi cupi, ottusi, feroci, più antichi di Zeus e degli altri Dei dell’Olimpo. Rappresentano il passato, o meglio, tutto ciò che nel passato è torpido e distruttivo è i Titani. [...] Di Dioniso, quegli inviati di Hera non ebbero pietà. Il piccolo si era appena guardato allo specchio (molte immagini su vasi e cammei lo raffigurano in quest’atto) quando venne afferrato da dodici Titani, e smembrato. E lo stavano mangiando, quando Zeus piombò loro addosso e li incenerì con le sue folgori. Così, nella prospettiva espressa per la prima volta in Dioniso, accadrebbe ogni volta che riuscissimo a far fare al nostro passato la fine dei Titani. Cogliendolo sul fatto, mentre divora ciò che in noi è vivo, e brucerebbe come bruciano i vampiri alla luce del sole. Dei Titani rimase soltanto fuliggine. E da questa fuliggine presero poi forma gli esseri umani. Olimpiodoro, filosofo e alchimista del V secolo d.C., la commentava così: Il nostro corpo è dionisiaco. Siamo comunque una parte di lui, poiché siamo nati dalla fuliggine dei Titani che avevano mangiato la sua carne. [...] Vennero cioè sublimati anche loro, e diventarono individui nuovi e «corpo di Cristo».

Ma il corpo del piccolo Dioniso non venne divorato per intero. Si narra che un’altra figlia di Zeus, Atena, si avvicinò di soppiatto ai Titani intenti a sbranarlo, e riuscì a portarne via qualcosa – i più dicono il cuore – nascosto in un cesto per il frumento. [...] Tra quel cuore e il fallo perduto di Osiride il legame è più stretto di quel che sembra. Il «cuore» di Dioniso era soltanto una metafora pudica: una delle cerimonie principali sia del culto di Dioniso sia del culto di Osiride era la falloforia, cioè la processione durante la quale veniva mostrato il fallo del Dio, scolpito in legno; nelle processioni greche lo si portava in un cesto per il frumento. Anche il significato del fallo perduto di Osiride è lo stesso di quello del «cuore» ritrovato dopo lo scempio del piccolo Dioniso. Nel mito dionisiaco gli uomini nascono dalla «fuliggine» di Titani che si sono cibati del corpo del Dio, ma non del suo cuore-fallo: e ciò significa che nelle fibre dell’umanità vi è qualcosa di Dioniso, ma non la sua potenza generativa, il «cuore» stesso della zōḗ. Quel «cuore» è tornato nella terra, e ha prodotto la vite: nel succo della vite, nel vino, lo si può ritrovare e reintegrare. Nel mito egiziano, Iside riesce a ricostituire il corpo di Osiride: ma il suo fallo è nel Nilo, le cui piene costituivano una manifestazione colossale della zōḗ; e la potenza di quel fallo assimilato al Nilo è ciò che feconda Iside, così come le piene del fiume fecondavano ogni anno l’Egitto. Sia in un caso sia nell’altro, perché il ritrovamento del Dio sia completo occorre che qualcuno – gli uomini o Iside – si aprano alla zōḗ, siano in grado di accoglierla. Così ritrovano ciò che in loro manca di Dioniso o di Osiride, e in tal modo annientano del tutto l’azione distruttrice di Hera e di Seth.

Come non riconoscere l’attendibilità psicologica, la precisione di questi miti? Il fallo eretto è ancor oggi il tabù principale nelle arti figurative dell’Occidente. Nessun altro aspetto del corpo umano è tanto nascosto; e non compare se non in pornografia, cioè in contesti marchiati da ossessione, perversione, e dunque per principio sconfitti. Che cosa è temuto a tal punto nel fallo eretto? Forse il fatto che l’erezione non possa fingersi in alcun caso. E che sia semplice; ed esultante; e individuale. E perciò temibile più di ogni altra cosa, nella civiltà occidentale. Nelle falloforie veniva mostrato, come a dire: «Perché lo temete in voi stessi? Quanto state nascondendo di voi come nascondete questo?» E oggi avrebbe il medesimo senso: come immagine della potenza festosa dell’individuo, che i «noi» trovano inguardabile, proprio perché per loro anche l’individuo lo è. Così le due sorellastre volevano che fosse inguardabile Cenerentola, perché troppo bella, e la trovavano oscena.

La vite, poi, congiunge strettamente Dioniso a Mosè e a Gesù. [...] Nella Genesi, Noè si diede alla coltivazione della vite, subito dopo il Diluvio, distillò il vino e «ne bevve fino a ubriacarsi». Mentre Gesù diceva di sé: Io sono la vera vite. Io sono la vite e voi i tralci. Rimanete in me e io in voi. Chi rimane in me e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete fare nulla. Dioniso avrebbe potuto dire la stessa cosa. La vite è emblema della zōḗ. La raffigura, nel suo salire dalla terra aderendo a ogni superficie, abbracciando tutto ciò che tocca, tenace; dal suo frutto si ottiene il vino, che inebria, libera e conduce la mente altrove, via dalle sue regole e limiti consueti, cari a Hera. [...]

Inoltre la fermentazione del vino chiuso nelle botti (ma anticamente in recipienti di pietra, o in otri) ricorda sia la gestazione sotterranea di Dioniso, sia la sua gestazione nella gamba di Zeus, cucita come un otre. Ma nel leggere i miti conviene diffidare delle interpretazioni naturalistico-alimentari – poiché rischiano di finire in un «nient’altro che». La vite è anche un simbolo di sapienza. Dioniso, nelle sue immagini più celebri, ha la fronte adorna di tralci, oltre che dell’altra sua pianta prediletta, l’edera. Anche le sapienze, le dottrine – espressioni di una zōḗ dello Spirito – crescono aderendo alla realtà e ramificandosi di luogo in luogo. La zōḗ si esprime, anche nella vitalità dei movimenti spirituali. Così fu per i culti dionisiaci, che si diffusero lungo le coste del Mediterraneo, rampicando nelle menti e nelle anime.

Strettamente associata alla vite, nel culto di Dioniso, è l’immagine del serpente. Secondo alcuni miti, fu da un serpente che Dioniso apprese la bontà dell’uva: e, con tutto ciò che stiamo scoprendo, se ne potrebbe dedurre che, più della mela, il grappolo d’uva avrebbe avuto diritto di apparire nell’immagine popolare come il frutto proibito dell’Eden, che un serpente insegnò a cogliere. E siate saggi come serpenti, raccomandava Gesù, intendendo il serpente come un maestro. Nella pittura vascolare o parietale, e su medaglie e monete cretesi e greche, i serpenti compaiono spesso attorcigliati alle braccia delle seguaci di Dioniso, oppure accanto a loro, sulla terra, su alberi, o addirittura librati in aria. Rappresentano anch’essi immagini di una conoscenza che si diffonde: sono simboli di vie, di itinerari, agilissimi, cauti serpenti-strade – e vanno immaginati molto lunghi, come ora vedremo.

Benché ucciso e divorato da bambino, Dioniso riappare adulto in miti densissimi. Ciò non è meno paradossale del fatto che Gesù, dopo essere morto sulla croce, insegnasse ancora ai discepoli: i teologi cristiani provarono a giustificare il paradosso costruendo l’idea, abbastanza complicata, di una resurrezione di Gesù a breve distanza dalla morte, invece che nell’Ultimo Giorno del mondo. Nei miti greci non sembrò indispensabile giustificare la ricomparsa di Dioniso. Il senso ne era già abbastanza chiaro di per sé: ciò che di Dioniso è bambino, viene ucciso dai Titani del passato; poi Dioniso compie molte imprese memorabili, perché vi è in lui qualcosa che i Titani del passato non possono uccidere. Non è poi così paradossale; è una cosa che avviene, in realtà, a chiunque compia imprese memorabili. Proprio perché da bambini si è stati uccisi, divorati dal passato, e si ha nell’anima tale dolore, e lo si è superato, si può trovare in se stessi la forza di compiere imprese memorabili, nelle quali in realtà (come non accorgersene?) è sempre quel nostro bambino interiore ad agire di nuovo. Chi invece ha dimenticato, chi non sa più di essere stato divorato da bambino, è divenuto soltanto un titano qualunque, divoratore di altri bambini.

Da adulto, Dioniso è raffigurato con barba e lunghi capelli neri, ricciuti, gesti morbidi, sguardo incuriosito. Dioniso viaggia molto – come Mosè e Gesù. Il suo viaggiare si doveva ancor sempre all’ostilità di Hera: stizzita al vederlo ancora vivo e vegeto, la Dea dell’ordine costituito lo colpì con la follia – cioè con una ferita alla mente, dopo aver spinto i Titani a colpirlo nel corpo. Ed era la follia, a spingerlo a vagare. Mainoménos Diōnýsos, « Dioniso il folle », lo chiama Omero, ed è un altro suo famoso appellativo. Il senso di tale manía («follia», in greco) è ben chiaro: per Hera, per tutto ciò che nel mondo è herodiano, Dioniso è follia e la follia è Dioniso, il quale viene perciò emarginato, respinto lontano.

È, tra gli Dei greci, l’outsider per eccellenza: il Dio degli outsider."

[I. Sibaldi, "Il Libro della Creazione", Parte Prima - "Dioniso"]




In buona sostanza, Dioniso è il dio che riconcilia l'esistenza con il senso della vita. Al pari di Gesù, Dioniso rappresenta un rinnovamento dello spirito che segue un percorso imprevisto e come Lui può suscitare una notevole avversione in chi non ha ancora familiarizzato con il suo messaggio. Come Gesù, Dioniso è annunciatore e portatore di una nuova libertà, innanzitutto di pensiero; di un nuovo modo di essere, che va oltre le regole del mondo costituito e come Gesù, è pronto a sovvertire tale ordine agendo financo nei fondamenti della società, mettendo in discussione usanze, consuetudini, regole e leggi. Gesù propone un approccio alla vita fondato sull'amore per il prossimo, un termine che identifica innanzitutto le persone con cui entriamo in contatto, indipendentemente dal fatto che quel prossimo si presenti come "amico" o "nemico"; Dioniso sembra dare compimento a questa proposta, invitando tutti quanti, amici e nemici, alla celebrazione festosa della vita.


La figura di Dioniso è totalmente incompatibile il carattere competitivo delle ultime Ere Astrologiche: questo Dio vive la virilità in modo gioioso e spontaneo, in armonia con il creato. La falloforia celebra il maschile in quanto attore della Volontà celeste, laddove il femminile rappresenta la purezza dell'accettazione dell'atto, che dà luogo alla sua realizzazione e completa il processo di Creazione divina. Nell'unione sublime dei due aspetti si potrebbero risolvere parecchi traumi di una umanità eccessivamente immersa nell'illusione della separazione, riequilibrando le disarmonie interiori individuali, che si riflettono nei numerosi squilibri sociali che stiamo vivendo. Ma un epilogo di questo tipo non è sufficiente per dare pieno compimento alla Volontà divina. La nuova società nascente da questa "piccola rivoluzione" affonderebbe ancora le proprie radici nell'attuale "generazione malvagia e perversa", che popola il pianeta dall'ultimo sconvolgimento precessionale, avvenuto nell'Era della Vergine.



Come abbiamo già avuto modo di spiegare, Dioniso è esattamente il dio che viene portato in gestazione durante la breve Era dell'Acquario. La costellazione dell'Acquario è l'uomo zodiacale, contrapposto alla Vergine che è la figura femminile. All'inizio dell'attuale emiciclo precessionale, il segno della Vergine mantenne in gestazione il nuovo Sole precessionale (precisamente il punto vernale) in attesa della sua nascita, avvenuta in corrispondenza dell'inizio dell'Era del Leone. Tracce di questa gestazione sono presenti nel nome della città natale di Gesù Cristo, Bèth-le-hèm, che in ebraico significa "casa del pane": un appellativo comunemente attribuito alla casa astrologica della Vergine.


Il Sole Equinoziale durante l'Era della Vergine


In maniera del tutto analoga, l'Acquario si appresta ad avviare la gestazione del nuovo Dio: l'astro il cui movimento scandirà le Ere future. La costellazione dell'Acquario rappresenta un uomo in posizione eretta che riversa l'acqua contenuta in una anfora. In epoche passate, questa costellazione ha rappresentato anche Zeus, intento a scagliare un dardo verso la Terra: la forma a zig-zag in cui noi vediamo lo scroscio dell'acqua riversata dall'anfora (si vede meglio qui), ben si presta a rappresentare anche una saetta.


Il Sole Equinoziale durante l'Era dell'Acquario
- si noti come l'eclittica attraversi esattamente la coscia della costellazione -


Come abbiamo cercato di spiegare anche nei filmati disponibili sul canale youtube, quella che chiamiamo "Era della Vergine" è un periodo di tempo che in realtà non è mai trascorso compiutamente. Al pari di quando è in procinto di avvenire nell'imminente Era dell'Acquario, questi due segni marcano i confini di un emiciclo precessionale composto dai segni Leone, Cancro, Gemelli, Toro, Ariete e Pesci. Nel corso dei millenni, il punto vernale percorre questi sei segni soltanto, avanti e indietro, avanti e indietro. La Vergine e l'Acquario costituiscono quindi soltanto i punti di arrivo e ripartenza del punto vernale, ma non danno luogo a vere e proprie Ere. Nel libro dell'Apocalisse, ciascun emiciclo viene chiamato con il nome di Bestia: non a caso, ogni bestia ha sette teste (o sette corna): una per ogni Era completa più una testa (corno) per l'Era di inversione. Come abbiamo visto in post precedenti, le inversioni precessionali sono testimoniate da testi molto antichi, che riportano come in epoche molto remote, il Sole sorgesse ad Ovest e tramontasse ad Est.



Emiciclo Precessionale Corrente - I Vangeli d'Infanzia
(cliccare per ingrandire)



Emiciclo Precessionale Corrente - 
Conclusione del Ciclo
(cliccare per ingrandire)


Questo continuo palleggio ha caratterizzato l'ultimo centinaio di migliaia di anni ... ma non è detto che debba procedere ulteriormente!



Con ogni probabilità, i tempi sono maturi per una rivoluzione molto più radicale, che punti a ridefinire l'illusione della separazione. La "separazione" è la condizione in cui il divino è venuto a trovarsi appena era stato intrapreso il percorso di acquisizione di coscienza, ben raccontato, seppur in forma simbolica, nel libro della Genesi. A quel tempo l'umanità viveva in una condizione di sublime inconsapevolezza, in comunione con tutto il creato. Nulla era necessario chiedere e nulla si poteva desiderare, in quanto l'universo provvedeva a tutti i possibili bisogni. Ma una simile, idilliaca condizione, non era adatta all'instaurazione di un processo di crescita; per questo motivo la Bibbia racconta che Adamo ed Eva decisero di nutrirsi del frutto della conoscenza del bene e del male. L'assimilazione del frutto, e la conseguente cacciata dal "paradiso terrestre", è ciò che nei miti orientali corrisponde alla creazione dei "sette veli" che rivestono Maya, cioè la realtà in cui siamo immersi. Il mito suggerisce che i veli furono creati per nascondere lo splendore divino ai nostri occhi; una descrizione che meglio si adatta ai nostri scopi è che i veli ricoprono in realtà la scintilla divina presente in ciascuno di noi e fanno sì che ciascuno di noi possa percepire gli altri come esseri separati. Di questi veli, il più interessante è il tempo cronologico: la dimensione che consente di separare la verità dalla coscienza, favorendo l'instaurazione del processo di assunzione di consapevolezza.


Il tempo è rappresentato nei Vangeli dall'albero di fico, che Gesù maledice poco prima di offrirsi alla propria passione. Avvicinandosi il momento del proprio sacrificio, Gesù constata come il tempo non sia più uno strumento utile all'acquisizione di consapevolezza (l'albero non dà più frutto) e pone le basi per un nuovo assetto della realtà, che dovrebbe rivoluzionare non soltanto l'assetto planetario, ma addirittura il modo in cui noi possiamo percepire l'universo. Questa grande rivoluzione comporta una prova pesantissima, ben descritta nei capitoli 12 e 13 dell'Apocalisse, dove si parla delle due "bestie" e della persecuzione della "donna inondata di Sole", che si dice essere prossima al parto. La nascita del bambino, corrispondente all'avvento della nuova realtà, viene ferocemente osteggiata dalle bestie, che rappresentano le energie che devono il proprio potere all'esistenza della separazione e della attuale modalità di scorrimento del tempo. Lo scontro, eccezionalmente potente, si risolve a favore della donna e del nascituro: la sua venuta al mondo non corrisponde alla sparizione totale del tempo e della separazione, ma ad una loro decisa ridefinizione.


Questo processo si sovrappone all'avvento dell'Era dell'Acquario ed in un certo senso lo soppianta, pur venendone influenzato. Il carattere mite e festoso di Dioniso è chiaramente presente nella "generazione grande e santa" che vive al di là di questo profondo trauma planetario, ma è allo stesso tempo "trasfigurato" al suo più elevato livello simbolico. In questa nuova condizione, che la Vergine Maria non si stanca di descrivere ai veggenti che canalizzano i Suoi messaggi in varie parti del mondo, l'uomo viene messo in condizioni di percepire "nuovi cieli e nuova terra": un universo di meraviglie che i nostri sensi attuali sono inadatti anche soltanto ad immaginare. E' evidente che il processo per giungere ad una simile condizione non può limitarsi a quanto già avvenuto in passato, durante le precedenti transizioni d'Era: è necessario minare profondamente ogni aspetto dell'esistenza materiale, in modo che l'uomo sia pronto ad abbandonarla senza rimpianto e a proiettarsi carico di energia verso la nuova realtà. Ecco perché nell'Apocalisse si fa riferimento ad una potente azione distruttrice, che viene manifestata durante gli ultimi giorni.



Proprio la distruzione è ciò che da tempo pervade ogni aspetto della nostra vita, contaminando sia lo splendore dei risultati che abbiamo raggiunto, sia la purezza delle nostre possibilità future. Nelle manifestazioni l.g.b.t. troviamo importanti tracce della presenza di Dioniso: i continui accenni alla gestazione maschile sono il carattere più marcatamente dionisiaco, ma lo sono anche le manifestazioni "gay-pride", caratterizzate - dicono i partecipanti - sia da un eccezionale livello di "inclusività", sia da un clima di festante riconciliazione con la sessualità, che viene in queste occasioni viene non soltanto vissuta, ma esibita ed ostentata, proprio come accadeva durante le antiche falloforie.


Purtroppo, la dissoluzione legata all'inversione precessionale altera fortemente il carattere liberatorio della festa dionisiaca. Cessata l'epoca in cui le bandiere arcobaleno simboleggiavano la "pace" tra i popoli e un invito a porre fine ad ogni forma di discriminazione, ora le stesse bandiere rappresentano il moto di orgoglio di chi le porta, in spregio a tutti gli altri. A proposito delle falloforie e altre celebrazioni molto simili, come i baccanali, gli antichi latini dicevano: "semel in anno licet insanire" (a volte, nel corso dell'anno, è legittimo fare follie). Ora l'orgoglio omosessuale pretende di estendere l'ostentazione dei propri eccessi a tutte le fasi della quotidianità ordinaria: toglie legittimità ai principi fondanti della società attuale, chiede l'inserimento di didattica specifica nelle scuole, pretende di sanzionare il dissenso nei suoi confronti. Ciò che era in origine un principio liberatorio diventa uno strumento vessatorio.


La meravigliosa simbologia dionisiaca di riconciliazione dei sessi era stata concepita per riportare equilibrio nell'essere umano: uomini capaci di riscoprire la propria dolcezza e passività femminile, insieme a donne capaci di riconoscere la propria forza e volontà maschile, avrebbero potuto portare alla risoluzione di parecchi traumi individuali e sociali, con un sensibile miglioramento delle condizioni di vita. Ma questo principio di riconciliazione dei sessi è stato completamente frainteso e stravolto: reinterpretato come la necessità immediata di manifestare una differente sessualità sul piano materiale, ricorrendo alla chirurgia. La follia festante della manifestazione carnevalesca di Dioniso, che in antichità costituiva una valvola di sfogo rispetto alle tensioni della quotidianità, viene prolungata indefinitamente: il gay-pride permanente promette di trasformare il mondo in un perenne "paese dei balocchi", dove dimenticare una volta per tutte disciplina e senso di responsabilità. Ma sappiamo bene che fine ha fatto Pinocchio ...


L'inversione precessionale ed la conseguente dissoluzione esistenziale che stiamo iniziando a vivere non fagocita ovviamente solo la rivoluzione dionisiaca. La medicina, arrivata a fornire cure specialistiche avanzate per quasi ogni malattia esistente, si rifugia in protocolli collettivi eccessivamente astratti (altro carattere acquariano), che prescindono dalla reale condizione psico-fisica del soggetto, ed in ultima analisi dalla necessità di guarirlo. La finanza escogita strumenti sempre più efficaci di estrazione pneumatica di ricchezza dalla povertà e dal debito, mentre la tecnologia, che prometteva di liberare l'uomo da una serie di vincoli spazio-temporali, si sta lentamente trasformando nel più efficiente strumento di controllo e privazione mai progettato.


Il futuro che stiamo per vivere potrebbe essere caratterizzato da controlli spasmodici su ogni nostra attività e tassazione sistematica di ogni azione, come del resto avviene già in Cina. Le monete, le valute nazionali ed internazionali, potrebbero ben presto sostituite da criptovalute globali, definitivamente scollegate dalla ricchezza materiale delle aree di loro diffusione (teoria delle aree valutarie ottimali), creando zone di straordinario accentramento di ricchezze, a discapito di vaste sacche di povertà. Le cure, ma più in generale le risorse, potrebbero restare appannaggio di pochi. Il pensiero sistematicamente controllato e sanzionato. L'ideologia gender assurta a principio fondante del diritto.



Si dice che uno dei mantra che testimoniano l'avvento dell'Anticristo sia la frase latina "adveniat regnum viri", che, contrapposta all'"adveniat Regnum Tuum" (venga il Tuo Regno) del Padre Nostro, auspica l'avvento del dominio dell'uomo sulla realtà. Nel 1993 la Repubblica di San Marino ha dedicato una moneta a tiratura limitata a questo motto:


Repubblica di San Marino - £ 500 - 1993



La frase impressa sulla moneta è intrinsecamente connessa al tema di cui parliamo in questo post, cioè il simbolismo dell'Era dell'Acquario. Per riuscire ad interpretarla, occorre ricordare l'episodio del vitello d'oro a cui si è accennato poco sopra. Il vitello era semplicemente un feticcio che simboleggiava l'era corrente (anche se secondo gli storiografi l'episodio avvenne nel 1.500 A.C. circa, cioè in piena Era dell'Ariete), erroneamente divinizzata dagli Ebrei in fuga dall'Egitto. Allo stesso modo, il "vir" titolare del regno auspicato dal motto in questione non è l'uomo inteso come essere umano, ma l'uomo-feticcio zodiacale corrispondente al Toro, cioè l'Acquario!


L'auspicio, è che il processo di speciazione in corso (che sulla moneta è ben rappresentato dalla nascita del nuovo germoglio, che si origina dal tronco reciso dell'albero che rappresenta la generazione attuale), dia origine ad una nuova umanità che vive una ritrovata pace ed abbondanza, in armonia con il proprio ambiente e con la natura. Apparentemente, si tratta di un obiettivo auspicabile, peraltro riscontrabile anche nella canzone "Imagine" di John Lennon, che auspica l'avvento di un mondo nuovo dove "there's no Heaven", e dove non esiste "nothing to kill, or die for". Tuttavia, si tratta di un obiettivo falso: la Pace non può esistere nel mondo se non viene prima coltivata come stato interiore. Non a caso, nel dire ai Suoi Apostoli "vi lascio la pace, vi dò la mia pace [Gv. 14, 27]", Gesù promise a tutti la possibilità di raggiungere la pace interiore in ogni istante, indipendentemente da ciò che accade nel mondo esterno.


Nel nostro mondo esistono senz'altro motivi per cui uccidere o per cui morire, ma nulla può impedire ad ognuno di raggiungere uno stato interiore di Pace e di trasmetterla ai propri simili, in quanto questa è una condizione ed una qualità dell'anima. L'"Abominio della Desolazione" consiste nel fare proprio il nuovo messaggio di cura per l'ambiente, di rispetto per i nostri simili, di attenzione alla vita nostra e dei nostri simili, portato dal "vir" zodiacale, aderendo all'idea che il "Novus Ordo Seclorum", cioè il portare ordine nel mondo esterno, sia una pre-condizione per fare ordine nella propria anima. Mentre è vero l'esatto contrario! Nella nostra vita, occorre quindi fare attenzione a ciò a cui diamo importanza: a ciò a cui tendiamo ad offrire il nostro "sacrificio quotidiano". Nulla ha più valore dell'anima, perché quella è la nostra più intima essenza: non vale tanto l'ambiente, non vale tanto il male che possiamo fare o subire.


Non bisogna perdere lucidità, né speranza. Il percorso non è ancora tracciato e non sappiamo quanto potrebbe essere aggressiva la trasformazione in corso. Meglio non condannare nessuna manifestazione a priori, perché scintille di luce si celano anche nella più oscura delle notti. L'augurio è di poterci svegliare un giorno, capaci di vivere una profonda pace, interiore ed esteriore, felici e festanti, sereni e finalmente liberi. Allora potremo anche ringraziare lo spirito di Dioniso, che dopo averci accompagnato in questo difficile passaggio, ci saluterà, per portare il proprio messaggio liberatorio a chi allora avrà ancora bisogno di lui.

martedì 5 gennaio 2021

Messaggi, Lettere e Commenti (aggiornato)


Il tempo passa! Sono stato un po' assente dal blog perché avevo l'urgenza di pubblicare in lingua inglese il film "Il Presepe Celeste", dal momento che contiene la base della teoria che qui proviamo ad esporre. Sembra che l'iniziativa sia stata premiata, dal momento che il numero di visualizzazioni di questi quattro capitoli nel primo mese è stato buono: arriviamo a quasi 250 per il capitolo IV, quelli che ritengo il più interessante. Un altro parametro che ritengo interessante è che circa il 40% degli utenti che apre il video lo riproduce fino alla fine: non è una percentuale bassa.


Ovviamente ricambio i calorosi auguri ricevuti da molti lettori, arrivati tramite commenti, email, contatti diretti, ecc. Proprio ai messaggi dei lettori vorrei dedicare questo post, andando a raccogliere le osservazioni e le domande più interessanti che ho ricevuto via youtube e tramite email, oltre alle relative risposte. Non si sentano messi da parte i lettori affezionati del blog, se non troveranno i propri scritti inclusi in questo spazio: le pagine del blog sono testimoni della loro partecipazione, che spero possa nuovamente manifestarsi in risposta a quanto stanno per leggere.


Arcana Ricordo



Elenco degli Interventi:




Teoria estremamente affascinante.
Sarei curiosa di sapere se ha qualche ipotesi in merito all'imminente congiunzione Giove-Saturno.

Grazie, più che formulare una teoria, mi limito ad osservare ed evidenziare delle "somiglianze". In effetti non ho idee sulla congiunzione Giove/Saturno del 21/12 ... perlomeno nulla che possa essere in qualche modo correlato ai Vangeli. Certo, la concomitanza con il solstizio e la precisione dell'allineamento rendono il fenomeno davvero interessante. Grazie per il commento!


Email

(Lettera firmata)

Sperando di non essere stressante Le chiedo un'altra domanda: l'allineamento dei pianeti Giove e Saturno del 21 Dicembre è un evento importante?

Sinceramente non sono mai riuscito ad inquadrare i pianeti nella simbologia dei Vangeli, quindi non sono in grado di fare pronostici. Però è un evento raro; molto raro ...


In effetti avevo dedicato un tweet a questo evento celeste, ritenendolo più "curioso" che interessante. Ho avuto la prova della relativa importanza dell'evento quando la stampa vi ha dedicato interi servizi nei telegiornali in prima serata. Non altrettanto era avvenuto con l'eclissi del 21 Giugno 2020, che come più volte abbiamo avuto modo di ribadire, è stato un evento ben più raro e ben più significativo, sotto ogni punto di vista.

Non c'è da stupirsi, purtroppo. Da un lato, la precessione degli equinozi è tabù per la maggior parte delle persone: abituati come siamo a vivere istante per istante, abbiamo perso la capacità di stupirci di fronte a fenomeni che hanno una durata temporale molto elevata. Dall'altro, se noi stessi siamo talmente deteriorati da provare vergogna di fronte al simbolo del Crocifisso (al punto che c'è chi addirittura ritiene opportuno rimuoverlo dalle aule scolastiche), evidentemente non siamo pronti ad osservarlo quando si manifesta, più o meno velatamente, nei nostri cieli.




In realtà non ha mai usato i pesci, ma nel secondo secolo vengono aggiunti i pesci. In realtà secondo testimonianze di padri della chiesa del primo secolo, si afferma che Gesù moltiplicò 5 pani e due frutti della vite. Esiste tra l'altro un apocrifo in aramaico che ne parla. Perciò i 4 canonici sono stati manomessi almeno il 30 %

Non credo che la vite possa essere stata sostituita dal pesce. Vite e pesce appartengono a due quadri simbolici differenti, che rappresentano rispettivamente la materialità e la spiritualità umana.

Il pesce si accompagna col pane e richiama il cibo, la vita terrena e i cicli celesti.

Il vino é una delle quattro fasi "alchemiche" di trasformazione dello spirito, descritte nel Vecchio e Nuovo Testamento: roccia-acqua-vino-sangue.

Questi due costrutti simbolici si incontrano solo nell'ultima cena, dove il pane e il vino si uniscono a rappresentare la natura umana, materiale e al contempo spirituale. Ma l'ultima cena avviene ben più tardi della cosiddetta "moltiplicazione". Non darei credito a coloro che affermano che i testi sono in gran parte manipolati. I testi vanno letti e meditati, perché c'è un sorprendente equilibrio nella loro costruzione. Grazie del commento, molto apprezzato.


Non illudiamoci: è assolutamente evidente che interessi di vario genere (culturali, economici, di potere, ecc.) hanno nel tempo portato alla sistematica distruzione, alterazione o manipolazione dei testi originali. Personalmente, il caso che mi incuriosisce - per non dire "sconvolge" - di più è quello del "Vangelo di Giuda": il testo era incluso in un manoscritto, chiamato "codice Tchacos", che venne ritrovato ad El Minya (Egitto) nel 1978, in eccezionale stato di conservazione. La storia del manoscritto è travagliata e contrassegnata da diversi passaggi non chiari. Tuttavia, secondo la ricostruzione attuata dagli storici del National Geografic, nel 1983 lo stato del manoscritto era ancora buono. Il reale deperimento - tanto grave da rendere alcune pagine totalmente irrecuperabili - avvenne nel periodo compreso tra il 1983 ed il 2001, quando il manoscritto venne conservato nella cassetta di sicurezza della filiale Citibank di Hicksville, nello stato di New York, dove l'umidità lo danneggiò irreparabilmente. Le pagine che non è stato possibile ricostruire - neanche a farlo apposta - sono quelle che spiegano che cosa sia l'"Errore delle Stelle".


Tuttavia mi sento di confermare la risposta che ho fornito al commento ricevuto. Chi manomette i testi non ha la più pallida idea di quale livello possa raggiungere la stratificazione dei significati in essi presente. Le manomissioni avvengono modificando o distruggendo espressioni letterali, a volte interi concetti, che tuttavia possono riapparire in maniera chiara e lampante. A tutela del mantenimento dei significati, i Vangeli sono infatti scritti in maniera "frattale": ogni evento è correlato ad altri secondo schemi simbolici non immediatamente percepibili. Se si riesce ad individuare la chiave simbolica, ecco riapparire tutto il quadro d'insieme. Ne parlo nel video "Acquario: l'Era di Giuda".




Caro, ti ho già lasciato i complimenti sul primo video. Mi sono riservato il terzo per questa sera, sto a metà, e già ho capito cosa voglio dirti. L'evento all'incedere dell'Era dell'Acquario è nel 2025, probabilmente fine maggio inizio giugno. Lo chiamano "i tre giorni di buio".

Sarà un'era senza tempo, ovvero, i due mondi si fonderanno in uno, rimarrà lo spazio ma non il tempo.

Nel dettaglio, nelle persone, conscio e inconscio faranno una fusione, e chi non avrà portato a galla gran parte del proprio iceberg, probabilmente cesserà le sue funzioni vitali prima ancora di 5 giorni. Poco importerà, perché l'al di la e l'"al di qua" saranno una sola cosa.

Il sole sarà oscurato dalle radiazioni dell'astrale, e prima di stabilizzarsi, queste radiazioni saranno tali che sarà effettivamente buio, ma dopo quei giorni, tutto avrà luminescenza, anche una grotta profonda. Non ci saranno ombre (ne fisiche, ne inconsce). Le radiazioni di Alcione non lo permettono.

Ti posso anche dire che il sistema tridimensionale che hai usato per il modello eliocentrico è errato, perché la Terra è un piano ed è l'unico posto fisico che esista. In pratica, in quegli istanti la "mente" del nostro mondo, sarà svuotata, e per chi non avrà imparato a svuotarla prima di quei giorni, sarà molto doloroso, per i più letale. L'interazione con la materia sarà rara. L'evento sarà concretamente causato dall'azzeramento del magnetismo terrestre.



Bellissimo, questo commento mi è piaciuto moltissimo, al punto tale che non sono stato in grado di dare una risposta soddisfacente. So che molti potrebbero non condividere il mio entusiasmo, sia per il contenuto profetico-apocalittico, sia per il modello terra piatta, per molti inaccettabile. Partiamo da questo secondo punto:

Terra piatta

Quando parliamo di "terra piatta", "terra sferica", "sistema geocentrico", "sistema eliocentrico", ecc., stiamo parlando di "modelli", ossia di nostre rappresentazioni della realtà fisica. Alcuni di questi modelli consentono di spiegare in maniera più semplice ed immediata i fenomeni che osserviamo: osservato dalla Terra, il moto dei pianeti è caratterizzato da una temporanea retrogradazione  che si presenta ciclicamente. Se noi utilizziamo un modello geo-centrico del sistema solare, facciamo fatica a giustificare l'esistenza di quei periodi di retrogradazione; siamo pertanto costretti ad inventare la teoria degli "epicicli". Se invece ci affidiamo ad un modello eliocentrico, la retrogradazione appare un effetto scontato del moto relativo del nostro pianeta rispetto agli altri. Il modello eliocentrico quindi descrive cioè la realtà in maniera più semplice ed efficiente.

Benissimo. Domanda: il modello eliocentrico è la realtà? Possiamo davvero essere totalmente sicuri che in realtà gli epicicli non esistono e che la Terra non è il centro dell'universo? Risposta: no! Fino all'ennesima prova contraria (con n che tende ad infinito), non potremo mai escludere che la realtà fisica sia diversa dal miglior modello che utilizziamo per descriverla: in altre parole, nessuno può mai garantire che il modello più semplice ed efficiente sia il modello più veritiero. Detto ciò, l'idea che la Terra sia piatta è a mio avviso rozza e grossolana.

Il Buio

Ma il punto interessante è l'altro, quello relativo ai giorni di buio. Concordo con il lettore (o meglio, con lo "spettatore", dal momento che commenta su youtube!) per quanto riguarda le tempistiche di manifestazione del fenomeno dei "tre giorni di Buio": dovrebbe aver luogo prima del termine ultimo dell'Era dei Pesci. Il motivo è che il rinnegamento di Pietro avviene poco prima della condanna di Gesù: il fatto che Pietro, che rappresenta l'Era dei Pesci, abbia ancora un preciso ruolo nella vicenda significa che quell'Era non è ancora terminata al momento degli eventi. La struttura frattale del racconto evangelico porta a sovrapporre gli eventi del rinnegamento di Pietro con quello della morte di Nostro Signore: eventi che sono strettamente legati, in termini di causa-effetto.

Più complicato invece fare ipotesi circa la durata del fenomeno: anche qui il nostro spettatore fornisce un punto di vista interessante. Nel film "Il Presepe Celeste", precisamente nella "Parte II - La Scienza Antica" abbiamo ipotizzato l'esistenza di una precisa correlazione tra la durata del giorno nei resoconti evangelici e l'anno terrestre: tale correlazione consente di mappare con sorprendente precisione la vita di Gesù sull'ultimo emiciclo precessionale. L'esistenza di tale correlazione porterebbe a mappare la Passione di Cristo su un periodo di circa tre anni: tale dovrebbe essere la durata approssimativa del periodo di "buio", il che è abbastanza inquietante. Però alcune considerazioni portano ad ipotizzare che questo intervallo temporale abbia una durata relativa ... 

La prima considerazione riguarda la causa del presunto "spegnimento" solare a cui dovremmo assistere durante i tre giorni. L'astronomia insegna che le trasformazioni stellari richiedono molto tempo: gli astronomi sostengono che il Sole debba rimanere nello stato attuale per almeno 4/5 miliardi di anni. Come è dunque possibile che si possa spegnere? L'idea è che lo "spegnimento" non debba avvenire affatto: ciò che potrebbe avvenire invece è che noi potremmo percepire il Sole come spento. Alcuni ricercano la causa del temporaneo oscuramento in un inverno nucleare, caratterizzato dalla presenza di dense nubi. Tuttavia, questa ipotesi non dà ragione di una precisa indicazione evangelica: "Subito dopo la tribolazione di quei giorni, il sole si oscurerà, la luna non darà più il suo splendore, le stelle cadranno dal cielo e le potenze dei cieli saranno sconvolte" (Mt. 24, 29). Nessuna nube potrebbe far "cadere" le stelle dal cielo.

Tutti sappiamo cosa siano le "stelle cadenti": meteoriti che attraversando l'atmosfera, si incendiano lasciando una scia visibile. Ma in questo caso si tratta di una "caduta" differente: nei Vangeli viene chiarito che quando il Signore rese l'anima a Dio, il "velo del Tempio si squarciò si squarciò in due, dall'alto in basso" (Mt. 27, 51). Il Tempio è esattamente il nostro mondo, creato per glorificare il Signore nel ciclo della vita: la "cortina" è la volta celeste, che nell'immagine dei Vangeli sembra destinata ad aprirsi in due e scivolare a Terra trascinandosi dietro le stelle. Questo evento determina l'inizio del "Salto dell'Era dell'Acquario" di cui si è parlato nel filmato "Acquario: l'Era di Giuda".

No, non sto dicendo che la Terra è piatta ed il cielo un un immenso tendone da circo: sto parlando di relatività generale e di distorsione dello spazio-tempo. In un imprecisato istante iniziale, ogni cosa sembra normale, ma una strana anomalia spazio-temporale, forse un minaccioso black hole, punta dritto sul sistema solare: non lo vediamo, ma si avvicina molto velocemente "alle spalle del Sole": l'oggetto, il Sole e la Terra sono cioè momentaneamente allineati. L'oggetto è caratterizzato da un potente quanto esteso campo gravitazionale, che trascina con sé una moltitudine di oggetti minori come asteroidi, pianetini, comete: alcuni di essi si schiantano sul Sole dando luogo al fenomeno della "flagellazione" (abbiamo visto qualcosa di simile quando nel 2011 la cometa ISON si è disintegrata raggiungendo il Sole).

L'Avvertimento. Quando l'anomalia è sufficientemente vicina, il Sole inizia a spostarsi a velocità relativistiche verso il buco nero. Il tempo, per chi si muove alla velocità della luce, si dilata. Così, se dal punto di vista del Sole la "caduta" nel buco nero è quasi istantanea, dal punto di vista della Terra ancora distante dall'orizzonte degli eventi, lo spegnimento solare sembra protrarsi per qualche decina di minuti.



Messaggio della Madonna di Trevignano Romano, 26 Maggio 2020


La presenza del black hole (o comunque della deformazione locale dello spazio tempo), da luogo a forti maree sulla superficie di tutti i corpi celesti del sistema solare (e del Sole in primis), inoltre genera vistosi effetti di lente gravitazionale. Queste due concause fanno dapprima apparire la Corona, anche in assenza di una eclissi (Gv. 19, 2). A poco a poco il disco solare si trasforma in una croce luminosa, che si estende lungo le direzioni parallela e perpendicolare al disco di accrescimento del buco nero. Il Vangelo fa espressamente riferimento alle candide "vesti" del Cristo, che i soldati suddividono in quattro parti (Gv. 19, 23). L'apparizione della croce coincide con la manifestazione dell' "Avvertimento" di cui parlano le profezie.

In effetti, l'immagine mentale che ci si può creare leggendo il resoconto degli ultimi eventi che sto fornendo, coincide fin troppo chiaramente con le tavole della via crucis installata nell'anno 2011 nella Basilica di Santa Maria ad Martyres, meglio conosciuta come "Il Pantheon" di Roma. La formella corrispondente alla prima caduta rappresenta una croce latina reclinata, al cui centro compare il volto del Cristo, circondato da una Corona che non poggia sul capo, ma lo circonda come un alone. Il Corpo di Nostro Signore non è visibile, mentre nell'angolo in basso a destra compare un agnello, che oltre a rappresentare l'innocenza del Cristo, costituisce anche un riferimento al segno dell'Ariete, a confermare il fatto che uno dei due bracci della Croce è l'eclittica.




A volte capita che gli artisti esprimano in maniera non completamente consapevole verità ancora sconosciute ai più ...

Le formelle installate nel Pantheon sono realizzate in bronzo di colore rosso bruno, forse a rappresentare il fatto che durante l'avvicinamento al centro dell'anomalia gravitazionale, gli effetti relativistici spostano lo spettro solare verso il rosso (Mt. 27, 45). Quando il campo gravitazionale inizia a trattenere la luce solare, impedendole di raggiungere la superficie terrestre, ogni cosa accelera. Gli effetti gravitazionali generano forti terremoti su tutto il pianeta (Mt. 27, 51), quindi anche la Terra supera l'orizzonte degli eventi, che impedisce a chi sta sulla superficie del pianeta di percepire la luce delle stelle: davvero, il cielo sembra aprirsi e scivolare giù, fino a terra.

I Vangeli sono piuttosto chiari circa il fatto che questo evento sia destinato a realizzare sul nostro mondo una profonda trasformazione (Mt. 13, 2), tuttavia è altrettanto chiaro che esso, per quanto traumatico, non coincida con la fine della vita sulla Terra: il Cristo (Gv. 16, 21), ma anche San Giovanni nell'Apocalisse (Ap. 12, 4), assimilano questo evento ad un "parto", doloroso soltanto fino all'istante immediatamente precedente alla nascita.

Non sappiamo esattamente cosa accada all'interno di un buco nero, ma le teorie più recenti sembrano fornire ipotesi confortanti. Innanzitutto, sembra che l'informazione si mantenga; il che ci consente di ipotizzare che l'eventualità che ho appena illustrato non debba necessariamente costituire la fine di ogni forma di vita. Inoltre, la scienza, che solo da pochissimo è stata in grado di osservare un buco nero, trasformando questo misterioso oggetto da ipotesi teorica ad entità fisica osservabile, sta ora cercando di approfondire il ruolo dei "buchi bianchi": quegli oggetti che, anziché attrarre tutto a sé, emettono in continuazione ciò che i buchi neri hanno assorbito.

E' possibile che all'interno del buco nero avvenga esattamente ciò che lo spettatore spiega nel suo commento. La distorsione dei tempi che si può sperimentare all'interno del back hole, accentua la percezione soggettiva del trascorrere del tempo, eliminando riferimenti certi: ecco perché non è possibile quantificare la durata del periodo di "buio", che potrebbe durare 3 minuti, 3 giorni o 3 anni. Il nostro spettatore ci esorta a ripulire il karma prima di arrivare a questa difficile prova, lasciando intendere che il buio si risolva in un confronto con le parti di noi stessi che chiamiamo "inconscio". La ripulitura avviene andando a vedere cosa si nasconde nell'inconscio, nel buio di noi stessi: sono soltanto antichi traumi, che abbiamo paura di affrontare. Il buio permette di vederli nitidamente e di risolverli una volta per tutte: il "buio" è a tutti gli effetti una potente iniziazione, che viene officiata al solo scopo di renderci finalmente liberi: attraversato quel "tunnel", ci aspetta una meravigliosa e splendente rinascita, ben descritta dalle escatologie di tutte le religioni del pianeta. Del resto, non abbiamo i mezzi e le conoscenze per spiegare ogni cosa. Sicuramente, una idea a cui dovremmo abituarci è che, se mai dovessimo assistere ad uno spettacolo del tutto inconsueto come quello che ho appena descritto, dovremmo essere grati per la nostra rinascita.



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Lettera Firmata

Ciao complimenti per il tuo canale YouTube, ricco di contenuti inediti e interessanti. Volevo esporti una mia ipotesi sul personaggio Giuda Iscariota. Credo che fosse l'incarnazione dell'Arcangelo Samael (il serpente biblico che consegnò la mela) per i motivi che ora ti espongo.

In primo luogo lo si evince dalla frase di Gesù: non vi ho scelti io i dodici? Ma uno di voi è il diavolo! Ciò lascia supporre che si tratti di un diavolo vero e non semplicemente di una persona malvagia. Infatti Samael è l'angelo caduto che ha ruolo di giustiziere ovvero sicario (vedi G. Iscariota il cui nome significa appunto "sicario lodato"). Giuda viene chiamato da Gesù "amico", e il Buddha atteso per l'Era dell'Acquario ovvero Maitreya sappiamo che ha il nome che significa "amico". Secondo alcune tradizioni il Maitreya atteso è Samael.

Ora nell'apocalisse di Giovanni è scritto "Il grande drago, il serpente antico, colui che chiamiamo il diavolo e satana e che seduce tutta la Terra, fu precipitato sulla Terra e con lui furono precipitati anche i suoi angeli". Il falso profeta (Maitreya) è dunque il serpente antico (Samael/Giuda) ed è attualmente incarnato sulla Terra. Cosa ne pensi?

L'universo è multi livello, e ogni cosa è simbolo di qualcos'altro. Giuda simboleggia senz'altro un "diabolos", anche se il termine andrebbe probabilmente considerato al di là di ogni giudizio di bene o di male.

Per gli Gnostici, il creatore dell'universo è l'Uno, l'Incorruttibile e l'Inesprimibile. Egli è entità sempiterna e a-temporale. E' Assoluto e Signore incontrastato del Tutto. Gli Ebrei sostengono che Dio, nel creare il Tutto, con un sublime gesto d'amore ha deciso di "ritirarsi", attraverso una particolare operazione che loro chiamano "tzim-tzum", dando vita alla prima (apparente) separazione. Questo gesto corrisponde nella nostra tradizione al primo atto creativo, che nel Vecchio Testamento è descritto dalla primissima frase: "In principio, Dio creò il Cielo e la Terra".

L'Uno continua a regnare sul tutto, ma noi lo percepiamo come Signore dei Cieli, del Regno dello Spirito, cioè della dimensione atemporale. Sulla Terra, nel Regno della Materia, c'è il tempo cronologico. Gli gnostici raccontano che qui si insediò Yaldabaoth: costui naque dalle entità dei mondi dello Spirito, ma cadde per la propria superbia e finì nell'universo materiale, dove rinnegò l'esistenza dei mondi superiori e si autodichiarò "Dio Creatore". Ma appena ebbe proferito questa bestemmia, sua madre, la Divina Sapienza (la "Pistis Sophia"), gli mandò una voce dal cielo che diceva "ti stai sbagliando, Samael" (questa cosmogonia è raccontata anche nel libro "Ipostasi degli Arconti", scaricabile liberamente a questo link).

In effetti, per gli gnostici Samael è un Eone, cioè un'entità che in certi casi può essere assimilata ad un'Era Astrologica: in questo senso, si potrebbe confermare il parallelo che tracci tra Giuda, il Diavolo e l'Era dell'Acquario ... tuttavia io sul diavolo ho una opinione differente ...

Nei Vangeli, Gesù viene tentato da Satana nel deserto (Mc. 1, 12-13) e mette in guardia i discepoli da lui, avvertendoli che egli è padre della menzogna (Gv. 8, 44).

La menzogna è resa possibile dalla separazione, che consente di occultare la verità: più precisamente, lo strumento che più di ogni altro consente di creare una separazione tra la verità e la coscienza che la osserva (offrendo la possibilità di introdurre tra essi una menzogna) è il tempo cronologico, che non a caso è una prerogativa del solo universo materiale. Una menzogna esiste solo perché esiste il tempo che consente di separare l'istante in cui viene creata la menzogna dall'istante in cui emerge la verità: se noi potessimo estenderci infinitamente attraverso il tempo, non esisterebbe più la possibilità di mentire, dal momento che la scoperta della verità sarebbe co-presente con la creazione della menzogna.

Mi pare che la più convincente conferma di questa idea si possa trovare nel canto XXXVI dell'Inferno, dove Dante descrive lo "'mperador del doloroso regno", cioè Lucifero. Innanzitutto, mi pare che sia piuttosto significativo il fatto che Dante, che nel canto IX tremava di paura alla vista delle Erinni che si ergevano a guardia delle mura della città di Dite, ora, al cospetto del Diavolo in persona, si limiti a provare "meraviglia" ... in secondo luogo, a mio avviso è decisamente sorprendente che tutto ciò che Dante riesce a dire riguardo a Lucifero è come è fatto e come si muove: sembra la descrizione di una macchina, un robot o una catena di montaggio!

Oh quanto parve a me gran maraviglia
quand’io vidi tre facce a la sua testa!
L’una dinanzi, e quella era vermiglia;

l’altr’eran due, che s’aggiugnieno a questa
sovresso ’l mezzo di ciascuna spalla,
e sé giugnieno al loco de la cresta:

e la destra parea tra bianca e gialla;
la sinistra a vedere era tal, quali
vegnon di là onde ’l Nilo s’avvalla.

Sotto ciascuna uscivan due grand’ali,
quanto si convenia a tanto uccello:
vele di mar non vid’io mai cotali.

Non avean penne, ma di vispistrello
era lor modo; e quelle svolazzava,
sì che tre venti si movean da ello:

quindi Cocito tutto s’aggelava.
Con sei occhi piangëa, e per tre menti
gocciava ’l pianto e sanguinosa bava.

Da ogne bocca dirompea co’ denti
un peccatore, a guisa di maciulla,
sì che tre ne facea così dolenti.


Tutto ciò che Lucifero esprime è movimento. Solo forma e movimento. Nient'altro. Perchè sembra così "meccanico"? Perchè il tempo cronologico è l'espressione massima del "male", contrapposto all'a-temporalità dell'anima. Una "macchina" è qualcosa che esprime il proprio scopo nel tempo: via via che il tempo passa, la macchina cambia stato, e stato dopo stato, descrive un movimento. Realizzare quel movimento è lo scopo per cui è stata progettata e costruita: cosa resta di una macchina se le togli il tempo? ... nulla! Diventa un corpo inerte, privata per sempre del proprio scopo.

L'uomo è la figura chiave della Creazione: è fatto di materia e vive nel tempo, ma reca dentro di Sè lo Spirito divino, a-temporale. Inoltre, vive sulla superficie della Terra, con il Cielo sopra la propria testa e la Terra sotto i propri piedi, fungendo da elemento di congiunzione e possibile anello per la riunificazione del Tutto. I due mondi sono nati dalla separazione iniziale per consentire la realizzazione di un progetto evolutivo di acquisizione di consapevolezza. Si potrebbe dire che Dio all'inizio Sapeva tutto, ma non Conosceva nulla e che la creazione della dualità e dell'uomo permette a Dio di fare l'esperienza, maturando finalmente Conoscenza di Sé.

Ciò che non mi torna nell'accostamento Giuda/Diavolo è che Giuda è un'Era Astrologica, ossia un periodo temporale limitato. Il Diavolo invece è l'espressione stessa del tempo: permea il tempo e lo pervade; dove il tempo è presente, lì il Diavolo è presente.


Anche senza bisogno di ricorrere ai testi gnostici, ed in particolare al Vangelo di Giuda, la decodifica della simbologia evangelica in chiave astronomico/astrologica presenta Giuda come l'ingranaggio di un meccanismo ben più grande di lui. Il tradimento e gli eventi che ne seguono sono pianificati e messi in moto dai Maestri e dagli Scribi che offrono a Giuda il compenso per il tradimento: nella nostra visione, costoro sono i custodi dei meccanismi della macchina celeste. Ma nessuno di loro sembra essere l'architetto della complessa manovra che porta al "Salto dell'Era dell'Acquario": tutti sembrano eseguire un piano architettato da entità ben superiori a loro, probabilmente superiori anche al loro stesso signore: colui che gli gnostici chiamavano Yaldabaoth. Anche per questo motivo tendo a non identificare Giuda con il male assoluto rappresentato dal Diavolo, ma a considerarlo come un attore che ha recitato la parte del villain, come gli era stato chiesto di fare ...


Ma è importante fare anche una ulteriore considerazione rispetto al tempo: il "tempo cronologico" è sì uno strumento del "male", poiché consente di separare la coscienza osservante dalla verità, ma si rivela anche uno strumento molto utile. La possibilità di occultare la verità permette infatti di far esistere il senso della "scoperta": il processo attraverso cui la coscienza riscopre e finalmente conosce il proprio ambiente ed in ultima analisi se stessa. L'antica massima "Nosce Te Ipsum", assume un senso soltanto quando l'uomo ammette con estrema umiltà di non conscere se stesso: di non sapere quali processi psichici prendono il sopravvento all'interno di lui, scatenando in lui reazioni che poi si manifestano nelle sue risposte agli stimoli che riceve dall'ambiente. Molti maestri del presente e del passato - Gurdjeff in primis - insegnano che questo processo avviene nel 99,99% dei casi in maniera assolutamente automatica, cioè senza che la cosciente presenza del soggetto si renda conto di ciò che sta accadendo al proprio interno. Viceversa, l'attenta osservazione di tali processi, permette di riconoscerli e di arrivare a saper distinguere ciò che nell'uomo è frutto della sua autentica "volontà" e ciò che in lui è scatenato dalle sue "reazioni" automatiche. In assenza di tempo, la coscienza potrebbe avere accesso immediato alla Volontà, mentre riuscire a riconoscerla e ad attuarla in un contesto dominato dal tempo è un'impresa degna di gloria.




Le faccio i miei complimenti. Ho apprezzato davvero tanto questa serie di video.
Vorrei sottoporle il seguente quesito: potrebbero essere messi in relazione il taglio dell'orecchio di Malco e il ferimento di una delle teste della “bestia che sale dal mare”, di cui si parla nel 13° capitolo dell'Apocalisse di Giovanni?

Domanda intrigante, complimenti! Ci rifletteró e le faró sapere.


Ho colto l'occasione dell'esistenza di questo post per dare una risposta più esauriente alla nostra lettrice, che pone una domanda davvero interessante. Premetto che l'Apocalisse è il libro in assoluto meno chiaro tra tutti quelli profetici, perché la simbologia è estremamente complessa: a differenza di quanto accade nei Vangeli, dove la vita del Cristo fornisce una guida, un criterio di ordinamento con cui disporre i vari simboli celesti e non, nell'Apocalisse il veggente riferisce di visioni spesso scorrelate tra loro, accomununate da alcuni dettagli e differenti per altri. Mi pare comunque che sia legittimo creare una comparazione tra la "Bestia che Viene dal Mare" di Apocalisse 13 ed il "Drago Rosso" di Apocalisse 12. Vediamoli in dettaglio, evidenziando le analogie in rosso e le differenze in blu:


Un segno grandioso apparve nel cielo: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e, sul capo, una corona di dodici stelle. Era incinta, e gridava per le doglie e il travaglio del parto. Allora apparve un altro segno nel cielo: un enorme drago rosso, con sette teste e dieci corna e sulle teste sette diademi; la sua coda trascinava un terzo delle stelle del cielo e le precipitava sulla terra. Il drago si pose davanti alla donna, che stava per partorire, in modo da divorare il bambino appena lo avesse partorito. Essa partorì un figlio maschio, destinato a governare tutte le nazioni con scettro di ferro, e suo figlio fu rapito verso Dio e verso il suo trono. La donna invece fuggì nel deserto, dove Dio le aveva preparato un rifugio perché vi fosse nutrita per milleduecentosessanta giorni.



Poi vidi salire dal mare una bestia che aveva dieci corna e sette teste, sulle corna dieci diademi e sulle teste nomi blasfemi. La bestia che io vidi era simile a un leopardo, i suoi piedi erano come quelli dell'orso e la bocca come quella del leone. Il dragone le diede la sua potenza, il suo trono e una grande autorità. E vidi una delle sue teste come ferita a morte; ma la sua piaga mortale fu guarita; e tutta la terra, meravigliata, andò dietro alla bestia; e adorarono il dragone perché aveva dato il potere alla bestia; e adorarono la bestia dicendo: «Chi è simile alla bestia? e chi può combattere contro di lei?» E le fu data una bocca che proferiva parole arroganti e bestemmie. E le fu dato potere di agire per quarantadue mesi.



Poi vidi un'altra bestia, che saliva dalla terra, e aveva due corna simili a quelle di un agnello, ma parlava come un dragone. Essa esercitava tutto il potere della prima bestia in sua presenza, e faceva sì che tutti gli abitanti della terra adorassero la prima bestia la cui piaga mortale era stata guarita. E operava grandi prodigi sino a far scendere fuoco dal cielo sulla terra in presenza degli uomini. E seduceva gli abitanti della terra con i prodigi che le fu concesso di fare in presenza della bestia, dicendo agli abitanti della terra di erigere un'immagine della bestia che aveva ricevuto la ferita della spada ed era tornata in vita. Le fu concesso di dare uno spirito all'immagine della bestia affinché l'immagine potesse parlare e far uccidere tutti quelli che non adorassero l'immagine della bestia. Inoltre obbligò tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e schiavi, a farsi mettere un marchio sulla mano destra o sulla fronte. Nessuno poteva comprare o vendere se non portava il marchio, cioè il nome della bestia o il numero che corrisponde al suo nome. Qui sta la sapienza. Chi ha intelligenza, calcoli il numero della bestia, perché è un numero d'uomo; e il suo numero è seicentosessantasei.



Le due entità, la Bestia ed il Dragone, hanno parecchio in comune: sembrano occupare i medesimi spazi e svolgere i medesimi ruoli. Tuttavia, il libro chiarisce che mentre il Drago - che viene chiamato "Satana" - esercita il potere in condizioni "normali", la Bestia "che viene dal Mare" prende il suo posto in un periodo di tempo molto particolare, avente una durata approssimativa di 42 mesi. Durante quei 42 mesi, il Drago si ritira e lascia il proprio trono alla Bestia; nello stesso periodo, la "donna vestita di Sole" viene nascosta in un rifugio, riuscendo così a sottrarsi alla minaccia della Bestia. Ma che cosa fanno di preciso queste due entità?


Il compito del Drago è definito abbastanza chiaramente: "la sua coda trascinava un terzo delle stelle del cielo". Questa espressione costituisce a mio avviso un riferimento al moto di precessione degli equinozi. Ciò che noi chiamiamo "precessione degli equinozi" è in infatti una lenta variazione di orientamento dell'asse terrestre. Nel corso di svariati millenni l'asse terrestre ruota, generando una figura a doppio cono centrata sul centro della Terra. Dal punto di vista dell'osservatore a terra, il moto precessionale fa sì che nel corso dei secoli, le stelle "sembrino migrare", lentamente ma inesorabilmente, da occidente verso oriente.




Naturalmente, il movimento esemplificato nel video non può essere percepito ad occhio nudo, ma soltanto avendo la cura di registrare e confrontare la posizione delle stelle ogni anno, in un preciso giorno dell'anno e per diversi secoli. Poiché la volta celeste ci appare come sferica, il moto precessionale è più evidente per le stelle più vicine all'eclittica ed è minima vicino ai poli eclittici. Diciamo che nel corso di una vita umana media, è quindi possibile percepire lo scostamento di circa 1/3 delle stelle: quelle appartenenti alla fascia zodiacale. Nelle Scritture, che trasformano rilevazioni oggettive dei moti celesti in immagini poetiche ed evocative, lo scostamento delle stelle nella fascia zodiacale viene ascritto al moto vorticoso di un drago, che trascina con sé proprio un terzo delle stelle. Il Drago è quindi l'immagine indiretta del tempo, che come evidenziato nel paragrafo precedente, ha lo scopo di separare la coscienza dalla verità, permettendo l'esistenza della scoperta: il processo grazie al quale la coscienza può assumere consapevolezza.



La Bestia che viene dal Mare sembra simboleggiare una modalità "alterata" di scorrimento del tempo cronologico.Durante il moto ordinario di scorrimento del tempo, la precessione degli equinozi fa si che la volta celeste ruoti rispetto alla posizione del Punto Vernale di 1 grado ogni 72 anni circa; nel moto alterato la velocità di questa rotazione appare molto accelerata. Nel video "Acquario, l'Era di Giuda - Parte III abbiamo in effetti evidenziato come i 30° gradi di rotazione precessionale corrispondenti all'Era dell'Acquario, vengono percorsi in un tempo estremamente ridotto: l'Apocalisse di San Giovanni riferisce che questo tempo (reale o percepito che sia) corrisponde a circa 42 mesi. Le motivazioni scientifiche che portano a questa variazione non sono note: potrebbero essere dovute ad una improvvisa variazione della velocità di rotazione dell'asse terrestre, oppure ad una anomalia spazio-temporale che stravolge lo scorrimento del tempo a livello locale. Resta il fatto che l'Era dell'Acquario trascorre con una velocità del tutto straordinaria ed il punto vernale raggiunge entro pochi anni i territori dell'Era del Capricorno.



L'Apocalisse di San Giovanni non spiega che cosa avvenga a questo punto; riferisce soltanto che la Terra (la donna rivestita di Sole che ha partorito il figlio maschio), viene nascosta nel "deserto": un rifugio sicuro, in attesa che le profezie si compiano. Sta di fatto, che il termine dei 42 mesi rappresentati dalla fine del regno della prima bestia rappresentano soltanto la metà del guado. Alla prima bestia ne segue infatti una seconda: la "bestia che viene dalla Terra". Anche questa bestia esercita le medesime funzioni del dragone ("parla come un dragone") e della prima bestia, alla quale ordina che venga eretta una immagine a cui in seguito "darà spirito": anch'essa rappresenta una modalità, sempre alterata, di scorrimento del tempo. Ma cosa è avvenuto tra la fine del regno della prima bestia e l'inizio del regno della seconda? Cos'è avvenuto esattamente all'inizio dei territori dell'Era del Capricorno?


E' avvenuta l'inversione precessionale. I moti celesti: precessione, rotazione terrestre, forse anche rivoluzione, si sono invertiti ed hanno iniziato a scorrere in senso opposto. L'Era dell'Acquario, che era trascorsa nell'arco dei 42 mesi di regno della prima bestia, scorre di nuovo, in senso inverso, dando origine ad un nuovo emiciclo. Diviene ora chiaro il senso dei nomi delle due bestie: la "bestia che viene dal Mare" rappresenta l'Era dell'Acquario in senso diretto, che scorre dal segno dei Pesci (segno d'acqua, cioè "mare", in direzione del Capricorno); la "bestia che viene dalla Terra" rappresenta l'Era dell'Acquario in senso inverso, che scorre dal segno del Capricorno (segno di Terra), in direzione dei Pesci. La durata di questa seconda bestia non è definita: ci si potrebbe aspettare che sia simmetrica rispetto alla prima, cioè 42 mesi. Tuttavia, i Vangeli ed i messaggi mariani assicurano che "a motivo degli eletti, quei giorni saranno abbreviati" [Mt. 24, 22].



Al termine del regno della seconda bestia, ha inizio il periodo conosciuto come "il regno dei 1.000 anni", quello in cui Satana sarà rinchiuso, garantendo un periodo duraturo di pace, prima della battaglia finale. L'avvicendamento delle bestie determina quindi uno schema di scorrimento del tempo in quattro fasi: partendo dal tempo attuale ordinario, rappresentato dal Dragone, all'inizio dell'Era dell'Acquario hanno inizio gli anni della Grande Tribolazione, che avviene durante l'Era dell'Acquario. I primi tre anni e mezzo rappresentano la progressione diretta; i successivi la progressione inversa, al termine della quale ha inizio il Regno dei Mille Anni.

FASE         :   Dragone   |  1a bestia  |  2a bestia  |  Mille anni
------------- -------------+-------------+-------------+--------------
DURATA       :    tempo    |   42 mesi   | 42 mesi (?) |    tempo 
                ordinario  |             |             |   inverso
------------- -------------+-------------+-------------+--------------
ROTAZIONE    :    oraria   |   oraria    |  antioraria |  antioraria
PRECESSIONALE              |             |             |
------------- -------------+-------------+-------------+--------------
FISICA       :  ordinaria  |     non convenzionale     | ordinaria (?)  
------------- -------------+-------------+-------------+--------------
ERA          :    pesci    |  acquario   X   acquario  |    pesci


Il punto contrassegnato con una "X" rappresenta il punto di inversione dei moti celesti.



Nei Vangeli, il principale simbolo del tempo è la pianta di fico, che segue attentamente e pazientemente le leggi naturali, manifestando in maniera chiara ed inequivocabile lo scorrere del tempo (non a caso, quando ad Adamo ed Eva viene consentito di valicare il "Gan Eden", ossia il "recinto che delimita la zona iso-crona", si coprono con una foglia di fico, cioè si nascondono dietro ad un frammento di tempo):


Ora imparate dal fico questa similitudine:
quando i suoi rami si fanno teneri e mettono le foglie,
voi sapete che l'estate è vicina.


Tuttavia, Gesù non è un grandissimo "fan" del tempo cronologico: lo ritiene una invenzione inopportuna, forse non adatta al raggiungimento di uno scopo che poteva essere ottenuto anche con mezzi più efficienti. Del resto, a Gesù sta a cuore tutto ciò che è autentico, mentre il tempo è la dimensione propria della menzogna. Nell'universo che ha in mente Lui, e che Lui intende realizzare attraverso il Proprio sacrificio, la menzogna non può semplicemente esistere. Quindi, poco prima di affrontare la Sua prova più difficile, decide di rottamare il tempo una volta per tutte:


Il giorno seguente,
quando furono usciti da Betania, egli ebbe fame.

Veduto di lontano un fico, che aveva delle foglie,
andò a vedere se vi trovasse qualche cosa;

ma, avvicinatosi al fico, non vi trovò niente altro che foglie;
perché non era la stagione dei fichi.

Gesù, rivolgendosi al fico, gli disse:
«Nessuno mangi mai più frutto da te!»

E i suoi discepoli udirono.


A mio avviso, dovremmo attribuire il medesimo significato, vale a dire un "annuncio dell'imminente fine dei tempi" ad un altro celebre episodio del Vangelo di Luca, quello del "Basta!", pronunciato da Gesù durante il rito di presentazione delle spade allestito dai dodici. Quel che è certo è che la "Fine dei Tempi" non è un processo indolore, perché la realtà 3D+1 è intrinsecamente permeata dal tempo: le stesse coscienze sono incarnate in organismi biologici che presentano molti punti di somiglianza con le "macchine" propriamente dette, ossia quei dispositivi il cui stato attuale è determinato unicamente dagli stati precedenti e dagli stimoli esterni. Inoltre, le più importanti fonti di sostentamento di tali organismi sono connessi a fenomeni vibratori (luce, calore, energia, ecc.), ossia direttamente connessi all'esistenza del tempo.


Con ogni probabilità, l'universo che Gesù ha in mente non è "a-temporale" (cioè cristallizzato in un preciso istante del tempo), ma "iso-crono" (cioè dove tutti gli eventi sono co-presenti), esattamente come iso-crona doveva essere l'area delimitata dal "Gan Eden". L'iso-cronia permette infatti di muoversi senza sforzo attraverso il tempo, agevolando la verifica delle correlazioni tra cause ed effetti; il che dovrebbe rendere istantanea l'acquisizione di auto-coscienza. Tuttavia, l'universo isocrono ha il grosso svantaggio di mettere a disposizione energia infinita (l'energia è infatti inversamente proporzionale al quadrato del tempo): è possibile che la coscienza individuale non sia pronta per un "salto quantico" di tale portata. Per questo motivo, potrebbero essere necessari passaggi intermedi, che prevedano il transito attraverso universi in cui il tempo esiste ancora, ma scorre in maniera estremamente più veloce.


In fisica delle particelle, perlomeno in quella classica, si ipotizza che un elettrone riesca a fare un "salto quantico" di stato energetico, grazie all'energia ricevuta da un fotone. Le leggi fisiche sono stabili soltanto nello stato di partenza ed in quello di arrivo, ma non consentono di descrivere lo stato "intermedio" assunto dall'elettrone durante la transizione. Cosa accade ad un elettrone che sta compiendo un salto quantico? Percepisce ancora il tempo? E' possibile che dal suo punto di vista, il salto quantico corrisponda ad un istante in cui il tempo si ferma? Oppure lo percepisce in maniera alterata? La fisica ci assicura che i fenomeni quantistici non sono percepibili su grande scala, eppure le Scritture sembrano descrivere in forma simbolica eventi che assomigliano proprio a fenomeni di questo tipo.


Nel paragrafo precedente, ho provato ad immaginare che cosa potrebbe accadere se il nostro mondo dovesse essere inghiottito da una anomalia gravitazionale, in grado di generare una bolla a-temporale, in linea di principio simile a ciò che sperimenta l'elettrone in fase di salto. La "Bestia che viene dal mare" penso rappresenti la fase successiva: un periodo, che le Scritture quantificano in tre anni e mezzo circa (ma si tratta di tempo "percepito"), in cui il tempo scorre in maniera differente. Il Drago precessionale è stato spodestato e al suo posto si è insediata la Bestia: significa che i moti celesti possono essere ancora percepiti, ma evolvono in tempi differenti.



Come abbiamo evidenziato nel post SeicentoSessantaSei, il numero della Bestia rappresenta il rapporto tra la dimensione apparente del sole (il suo diametro angolare) e la dimensione dell'eclittica (l'angolo giro, di 360°). Poiché la distanza Terra-Sole non è costante, il disco solare appare più grande quando la Terra è più vicina al Sole (nel periodo invernale) e più piccolo quando la Terra è più distante (nel periodo estivo). Nel punto di massimo avvicinamento (perielio), che si verifica intorno al 4 Gennaio, il disco solare può essere iscritto nell'eclittica circa 664 volte. Quando la distanza è massima, questo numero cresce fino a 686. I giorni in cui il diametro angolare solare misura esattamente 1/666 dell'angolo giro sono l'8 Febbraio ed il 29 Novembre: il fatto che questo rapporto possa essere osservato soltanto dalla Terra (visto da Marte il Sole sembrerebbe molto più piccolo), spiega come mai il 666 venga definito un "numero d'uomo", ossia un numero che ha valore "dal punto di vista dell'uomo". Il fatto invece che il rapporto richieda un confronto tra la dimensione apparente del Sole (la "lancetta" dell'orologio precessionale) e l'eclittica (il quadrante del medesimo orologio), conferma che il 666 è davvero il "numero della Bestia", cioè il numero che esprime il rapporto tra le due misure più significative della macchina precessionale, che il drago rosso e la bestia presiedono.


L'evento che delimita l'uscita dal tempo ordinario e l'ingresso nel tempo-della-Bestia è proprio il "salto dell'Era dell'Acquario": un apparente arresto del tempo, che potrebbe verificarsi in corrispondenza dell'ultimo lembo dell'Era dei Pesci. Correttamente, la lettrice individua un parallelo tra il ferimento di una delle teste della Bestia ed il taglio dell'orecchio di Malco. La logica "frattale" dei racconti evangelici, che raccontano i medesimi eventi con simboli sempre diversi e con differenti livelli di dettaglio, porta a sovrapporre l'evento corrispondente al taglio dell'orecchio con il "salto" vero e proprio dell'Era dell'Acquario, che ne determina il termine anticipato. Ciò che è interessante è che l'alterazione del moto precessionale avviene soltanto quando il Dragone ha già ceduto il trono, ossia quando il corso del tempo è già stato definitivamente alterato.


Da un certo punto di vista, il racconto dell'Apocalisse porta grande conforto, perché anche se paventa un futuro di difficoltà, garantisce che è possibile superare anche il più spaventoso degli eventi, a patto di conservare la fede nel Signore e avere il coraggio di "affidarsi". Si tratta di un passaggio necessario, spaventoso soltanto perché altamente insolito, ma strettamente funzionale alla transizione che è stata annunciata da tutte le escatologie esistenti.