A differenza di quanto accade nei blog di news in tempo reale, dove il rapido invecchiamento delle notizie fa sì che l'argomento del giorno sia destinato ad essere ben presto archiviato, qui ci muoviamo in maniera differente: i post trattano "argomenti" su cui è possibile riflettere e di cui è possibile discutere: per questo motivo non è raro che un post venga aggiornato, o venga integrato attraverso i commenti degli autori o dei visitatori. L'obiettivo è arrivare alla costruzione di un quadro generale sempre più accurato e sempre più preciso. Un grazie a chi vorrà partecipare con commenti ed osservazioni.
C'è un passo biblico, che vorrei usare come spunto per una considerazione di carattere più generale:
Se in mezzo a te, in una delle città che il SIGNORE, il tuo Dio, ti dà,
si troverà un uomo o una donna che fa ciò che è male agli occhi del SIGNORE tuo Dio,
trasgredendo il suo patto, che segue altri dèi per servirli e prostrarsi davanti a loro, davanti al sole o alla luna o a tutto l'esercito celeste,
cosa che Io non ho comandato,
quando ciò ti sarà riferito e tu l'avrai saputo, fa' un'accurata indagine;
se è vero, se il fatto sussiste, se una tale abominazione è stata realmente commessa in Israele,
farai condurre alle porte della tua città quell'uomo o quella donna che avrà commesso quell'atto malvagio e lapiderai a morte quell'uomo o quella donna.
[Dt. 17, 2-4]
Mi preme particolarmente chiarire che i contenuti che questo blog propone, analogamente ai filmati, non devono e non possono essere confusi per un tentativo di attribuire ai corpi celesti qualità divine. In uno Stato laico, ognuno può vivere la fede, oppure rinunciare a viverla. Oggi va di moda dichiararsi "atei", senza sapere che la questa parola non ha alcun senso, dal momento che secondo la Bibbia, come secondo il credo Cristiano, Dio è in "tutte le cose visibili ed invisibili". Non credere in Dio significa pertanto non credere alla luce del giorno, al pasto che ho appena consumato, ma anche all'emozione che sto provando in questo preciso momento.
Come dice il passo del Deuteronomio, tuttavia, questa permanenza della divinità nelle manifestazioni del cosmo, non autorizza ad assurgere queste ultime al concetto di Dio. Non è raro trovare in rete superficiali interpretazioni astronomiche delle Scritture che si limitano a declamare: "Gesù è simbolo del Sole", o altre "amenità" del genere. A mio avviso, è vero l'esatto opposto: la religione ci aiuta a formarci una immagine mentale di ciò che esiste al di là del percepibile; di ciò che avvertiamo senza poterlo raggiungere, né definire. Quel qualcosa, quella fonte di conoscenza, di intelligenza e di futuro, è parte di noi stessi e noi ne siamo parte. La Bibbia ci aiuta semplicemente a riconoscere quella parte di noi e a darle un nome: Dio.
Ma si dà il caso che quella parte sia anche la sorgente dell'intelletto, delle facoltà creative che hanno dato origine al nostro mondo, e che costantemente ci aiuta a creare il nostro futuro. Non è inevitabile che quella nostra parte, la Bibbia (che la descrive) ed il nostro mondo (in cui essa si riconosce) si assomiglino? Questa somiglianza è precisamente il punto di partenza che ha permesso, a me, ma anche a tanti altri prima di me, di evidenziare alcuni "parallelismi", frutto di intuizioni, tra le Leggi del cielo stellato e le vicende narrate nelle Scritture.
Ora uno potrebbe chiedersi: "da dove nascono queste intuizioni"? Insomma, che bisogno c'era di andare a tracciare nuove correlazioni tra concetti che già di per sé sono autoconsistenti?
Recentemente mi è capitato di ascoltare su youtube una conferenza del filosofo Umberto Galimberti, che parla del "sacro". Pur non riuscendo a sposare interamente il suo punto di vista, mi è parsa illuminante la presentazione che fa del concetto di Sacro. Si tratta di concetti che mi erano già noti, essendo stato un appassionato lettore delle opere di Igor Sibaldi, ma che Galimberti spiega con una cura particolare:
Sacro è una parola indoeuropea che vuol dire "separato" e fa riferimento a potenze che gli uomini avvertono come superiori a loro: in qualche modo le temono e al tempo stesso ne sono attratti, come lo si può essere per l'origine da cui sia provenuti
Che cos'è questo sacro? Il sacro è caratterizzato dalla confusione di tutti i codici: il "sacro" è [la contaminazione del] benedetto e maledetto, del bene con il male, del giusto con l'ingiusto, del vero con il falso: in un certo senso, è la proiezione della nostra follia su un grande schermo.
Attraverso il sacro, l'umanità proietta la follia che ospita dentro di sé.
[...]
Allora succede che per contenerci da questa ambivalenza, da questa polivalenza di significati che è il sacro, abbiamo dovuto inventare la Ragione, la quale si fonda su quel principio cardine che il "principio di non contraddizione", che dice che una cosa e se stessa e non altro.
La Ragione dice la verità? No, la ragione non dice la verità: la verità abita il sacro. Una cosa è se stessa, ma anche altro! Lo sanno bene i bambini, che non essendo arrivati all'età "della Ragione", utilizzano le cose secondo una molteplicità di accezioni e di significati.
Per cui bambini vanno continuamente "curati", perché non essendo arrivati all'età "della Ragione", non stanno al principio di una contraddizione: non dicono "il bicchiere è il bicchiere e non altro"; il bicchiere diventa tante cose, anche pericolose: c'è un' "oscillazione di significati".
Questa fuoriuscita dalla Ragione è una caratteristica anche dai poeti: quando Leopardi dice "dimmi che fai tu Luna in ciel", dal punto di vista logico-razionale si sa benissimo cosa fa la Luna in cielo: gira intorno alla Terra, come la Terra gira intorno al Sole. La domanda non ha nessun senso, però acquista senso alla sola condizione che io faccia "oscillare" la parola "Luna", che prima era "un satellite e nient'altro": ora smargino su questo "nient'altro" e dico che "la Luna è la Luna, ma anche un'interlocutrice". Solo con questa smarginazione, con questa aggiunta di significato si giustifica il testo poetico di Leopardi e soprattutto la sua domanda "dimmi che fai tu Luna in ciel".
Mi sembra evidente che ciò di cui parla Galimberti sia una caratteristica umana: la capacità di confusione di significato che permette di intravedere in qualche cosa anche "altro". L'ultimo paragrafo che ho riportato è quello che dà il senso di ciò che abbiamo cercato di fare qui: dare una risposta alla domanda del Leopardi. Dare cioè un senso, un significato, ai movimenti deterministici della macchina celeste.
A mio avviso questo tentativo di attribuzione di significato è quello che ha determinato anche la nascita delle mitologie e delle religioni di ogni epoca. Dalla iniziale contaminazione dei significati, è nato un nuovo ambito di significati, che è poi affiorato al livello della Coscienza ed infine classificato opportunamente dalla Ragione. Questo secondo me, è esattamente il processo alla base della generazione della conoscenza.
Nel filmato "l'eclissi del 21 Giugno 2020", parte II, ho proposto una interpretazione alternativa dell'episodio della moltiplicazione dei pani e dei pesci, evidenziando come il moto progressivo del Sole attraverso lo Zodiaco abbia consentito all'astro di dividere sia i 5 pani, ossia la costellazione della Vergine, sia i 2 pesci che popolano l'omonima costellazione. L'atto divisorio realizzato dal Sole tramite il movimento viene arricchito di significato dalla coscienza, che intravede in esso il senso stesso del tempo e dell'esistenza. Questo significato costituisce il "nutrimento" per le 5.000 stelle del cielo, "suddivise a gruppi di 100 e di 50", ossia in costellazioni.
Riconoscendo significato negli astri e nell'universo circostante, l'uomo vi ha proiettato parti di sé e l'analisi di quelle parti riflesse gli ha permesso di conoscere meglio se stesso.
Nella sua presentazione, Galimberti conclude con deciso attacco verso la cultura occidentale, troppo influenzata dal Cristianesimo, che a suo dire ha lavorato per promuovere la Ragione, condannando le manifestazioni di carattere culturale e popolare che costituivano una valvola di sfogo collettiva, ai fini dell'espressione di quel carattere di follia insita nell'essere umano. Mi sto riferendo alle tradizioni del mondo greco come la falloforia in onore del Dio Dioniso o i baccanali di epoca romana, oggi definitivamente scomparse - almeno in forma di manifestazioni religiose - e di cui restano forse alcuni tiepidi ricordi nel carnevale. Le argomentazioni di questo tipo non mi appassionano, specialmente quando sono usate per condannare il Cristianesimo. Ma è pur vero che il Cristianesimo ufficiale non riconoscerebbe mai la validità delle argomentazioni che proponiamo qui. Diciamo che mi piace l'idea di star forse contribuendo al mantenimento in stato "aperto" di una porta che l'ortodossia religiosa e scientista preferisce mantenere chiusa.
Il passaparola mediatico sta facendo aumentare in maniera sensibile il numero degli iscritti al canale youtube e dei lettori del blog (nulla di epocale, siamo nell'ordine delle poche centinaia di persone in tutto), forse perché si cercano risposte concrete ad una incertezza geopolitica, culturale e sociale sempre crescente.
L'invito personale che rivolgo da fondatore del canale e del blog è di dedicare energie alla lettura dei Vangeli, svolta in piena autonomia: sono testi per certi versi più avanzati di tante guide spirituali moderne e offrono risposte inattese, anche se a volte difficilmente interpretabili. Occorre assimilarli, digerirli e avere la pazienza di aspettare che il significato di certe espressioni emerga pian piano al livello della coscienza.
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Ciò detto, mi preme dare una risposta esaustiva ad un lettore, Yesterday's Man, che fra i commenti del suggestivo post di Fabio "Noah: il Diluvio tra le Stelle", ha fatto un certo sforzo analitico, per proporre una serie di idee alternative rispetto a quelle che abbiamo illustrato nel corso del tempo su queste pagine.
E' abbastanza difficile affrontare la sfida di rispondere in maniera esaustiva e completa a Yesterday's Man, perché la conversazione si è mossa in parecchie direzioni. Cerco di riportare tutti i commenti che sono stati postati e poi di dare una risposta puntuale agli aspetti che mi sembrano più interessanti. Fabio mi perdonerà se non ho ripreso anche i suoi, ma mi premeva rispondere sull'aspetto più strettamente simbolico.
Una premessa mi sembra d'obbligo: qui non abbiamo certezze! Per quanto mi riguarda, mi piace di più osservare la consistenza e la bellezza del quadro d'insieme, che non la sua effettiva rispondenza a fatti reali. Mi spiego meglio: tra i commenti che ho ricevuto, ce ne sono stati di piuttosto aspri, per una mia presunta disinvoltura a parlare di "catastrofi" naturali.
La mia personale opinione in questo caso è che noi giudichiamo sempre sulla base dell'esperienza. Intendiamoci, la nostra capacità di osservazione dell'universo che ci circonda - che si esprime nella sua veste più elevata attraverso la scienza moderna - è tutt'altro che trascurabile: l'evoluzione tecnologica ha ampliato i nostri orizzonti percettivi a livelli che fino a pochi anni fa erano impensabili. Eppure, quella stessa scienza che gioca quotidianamente a smontare le nostre certezze, non è sufficiente a rimuovere la nostra convinzione che determinati eventi astronomici debbano necessariamente provocare immani "catastrofi". Lo stesso termine "catastrofe" implica l'espressione di un giudizio, che se eliminato trasformerebbe la parola in semplice "cambiamento". Gli antichi non la pensavano così: tra poco lo vedremo insieme.
Ma torniamo al nostro amico. Ho riportato di seguito i commenti scritti in data 4, 9 e 10 Gennaio. A ciascuna sezione diamo un titolo, per comodità di riferimento.
Sono un ammiratore del Mulino d’Amleto e di conseguenza mi ha fatto molto piacere scoprire il suo blog e sapere che c’è ancora qualcuno che “prosegue ed amplia questo tipo di ricerche.
Anche se ammetto di non essere sempre d’accordo con le sue interpretazioni, in linea di massima concordo con le sue conclusioni. Un esempio in cui non concordo pienamente con le sue conclusioni si trova nel primo significato qui sopra. Il fatto che “il sole sorse due volte dove ora tramonta ecc.” non necessita obbligatoriamente situazioni catastrofiche (e bisognose di energie colossali) quali il ribaltamento dell’asse di rotazione. Continuando a utilizzare la precessione degli equinozi il sole può benissimo sorgere due volte nello stesso punto dopo 25920 anni - necessitando appunto “di un lunghissimo periodo di tempo” come precisa Erodoto.
Partiamo dal testo di Erodoto: il brano completo potrebbe piacere a Fabio, vista la ricchezza di cifre e di conti che riporta.
"Così gli Egiziani ed i loro sacerdoti narrarono. Ed essi mostrarono che vi erano state trecentoquarantuno [341] generazioni di uomini, dal primo re all'ultimo, il sacerdote di Efesto. Ed in quelle generazioni vi erano anche molti altri sacerdoti e re. Ora trecento generazioni [300] di uomini corrispondono a diecimila [10.000] anni, perché tre generazioni di uomini corrispondono a cento anni [3 generazioni = 100 anni]. E nelle quarantuno [41] generazioni che restano da sommare alle trecento, vi sono altri milletrecento e quaranta anni [1.340]. Così dissero che in undicimila trecento quaranta anni [11.340] nessun dio dalla forma umana era stato re. Non solo. Ma negavano che alcunché di simile fosse avvenuto prima e dopo fra i re che continuarono a susseguirsi in Egitto. Aggiunsero che durante questo periodo il sole cambiò quattro volte il suo oriente: levandosi due volte dove ora tramonta e tramontando due dove ora sorge, senza che nell'Egitto avvenisse alcun mutamento: né nella sua vita agricola, né nei suoi fenomeni fluviali, né per le malattie, né per le morti.".
[Erodoto - Le Storie, Libro II, Capitolo 142]
La teoria che ho proposto suggerisce che una alterazione del moto precessionale possa avvenire con frequenza di un emiciclo, avente una durata pari a 13.000 anni. Se i calcoli di Erodoto sono esatti (alcuni commentatori contestano la sua ipotesi di considerare 3 generazioni = 100 anni), gli sconvolgimenti solari sono avvenuti in un periodo inferiore alla durata di un emiciclo precessionale; inoltre, il resoconto ottenuto dai sacerdoti egiziani non specifica in quali tempi avvennero i diversi sconvolgimenti.
Tuttavia mi sembra molto interessante il fatto che i sacerdoti abbiano tenuto a precisare che le importanti variazioni all'ordine cosmico non abbiano causato alcuna "catastrofe" in Egitto, lasciando che i cicli naturali potessero procedere inalterati. Si tratta di una precisazione importante, che a mio avviso dimostra come sia Erodoto, sia i Sacerdoti egizi, ritenessero che l'affermazione "il sole cambiò quattro volte il suo oriente: levandosi due volte dove ora tramonta e tramontando due dove ora sorge" non potesse essere riferita a variazioni dei moti celesti di tipo convenzionale, destinate a verificarsi nel lungo periodo, ma a variazioni sostanzialmente improvvise.
D'altra parte, Erodoto non è l'unica fonte in tal senso. Nel "Politico", Platone suggerisce un concetto assolutamente analogo:
[Platone - Il Politico, Capitolo 269]
D'altra parte, mi pare anche che l'interpretazione più conservativa, che interpreta il "luogo" in cui il Sole sorge o tramonta come un riferimento zodiacale, ponga più problemi di quelli che risolve:
innanzitutto, il "luogo" zodiacale dove il Sole sorge cambia - prima che per il moto precessionale - per il normale moto di rivoluzione terrestre; in questa ottica, le osservazioni di Platone ed Erodoto in quest'ottica diverrebbero semplici costatazioni di una quotidianità che non ha alcun motivo per essere ricordata come realtà appartenente ad epoche lontane;
in secondo luogo, leggendo per intero i brani proposti, mi pare evidente che nessuno dei partecipanti alle conversazioni qui riportate si stesse riferendo al cielo stellato: stavano parlando di fenomeni osservabili da chiunque, ed assolutamente extra-ordinari.
Pur con tutte le cautele del caso, necessarie quando si ha a che fare con racconti pseudo-mitologici, sembra che i testi antichi ammettano in effetti la possibilità che una inversione dei moti celesti possa avvenire e soprattutto che non debba necessariamente essere foriera di una catastrofe naturale sulla Terra. Una ipotesi che invece i testi antichi non confermano è che le alterazioni di moto precessionale debbano avvenire periodicamente. In effetti, i Sacerdoti Egizi riferiscono ad Erodoto che questi eventi accadono, senza chiarire tempistiche e periodicità. Per quanto mi riguarda, posso soltanto affermare che in effetti, i testi non forniscono una efficace smentita a questa ipotesi.
Ripartiamo quindi con le interessanti osservazioni di Yesterday's Man.
Il vostro lavoro è impressionante perché andate in dettagli che non avrei neppure immaginato. E le vostre intuizioni sembrano incastrarsi le une nelle altre con una semplicità disarmante.
Ecco perché talvolta resto stupito quando sembrano poter esistere (forse, non ho la pretesa di aver ragione) spiegazioni più semplici di quelle che implicano una catastrofe cosmica, ma vengono ignorate. Attenzione, non nego che una catastrofe possa avere avuto un posto di primo piano nella storia dell’umanità. Anzi la mia teoria è proprio che dovremmo guardare con attenzione quella che secondo gli ultimi studi geologici avrebbe interessato la terra nel Dryas recente.
Controllando le date di questa catastrofe che pose fine all’era glaciale, esse paiono coincidere col periodo in cui i miti posizionano il Diluvio Universale. Nello stesso periodo osserviamo il livello marino salire di 120m in circa 1000 anni: su piane marittime come l’antico Adriatico e l’attuale Camargue francese questo innalzamento rubava un po’ più di 1 m. di spiaggia all’anno!
Come voi, penso anch’io che questa catastrofe (descritta con dovizia di particolari nel mito di Fetonte ed ancor di più nell’Apocalissi di Giovanni), segni un punto importante nel calcolo del ciclo precessionale. E proprio per questo, anche se non escludo che certi indizi precessionali “giochino a prevedere il futuro”, mi sembra che la maggior parte siano piuttosto studiati per ricordare all’uomo del futuro ciò che successe in quel lontano passato.
La mia ipotesi è che queste “profezie” servano a dimostrare il grado di conoscenza della meccanica celeste di queste culture arcaiche, e non a prevedere un non identificato cataclisma prossimo venturo.
I complimenti sono sempre apprezzati, anche se non necessari. In ogni caso grazie! Grazie anche per i preziosi indizi geologici che non conoscevo: in effetti, sembrano confermare l'ipotesi che qualcosa sia avvenuto, in corrispondenza del passaggio da Era della Vergine ad Era del Leone. Nella migliore tradizione materialista, gli articoli segnalati individuano le cause di quelle "catastrofi" in impatti cometari; è possibile, senz'altro, ma io non escluderei cause meno ovvie.
L'ultima affermazione di Yesterday's Man è preceduta da una interessante domanda: "perché esistono queste profezie?"; o per dirla in maniera più completa: "per quale motivo la simbologia evangelica si presta ad una interpretazione in chiave astronomica? ed è possibile che la rilettura dei testi in questa chiave consenta di anticipare eventi di portata planetaria che dovrebbero accadere in un futuro più o meno remoto?".
In parte, ho già risposto a questa domanda in un post precedente. Ma proviamo a seguire il ragionamento di Yesterday's Man. Ok, ammettiamo che sia vero che "queste “profezie” servano a dimostrare il grado di conoscenza della meccanica celeste di queste culture arcaiche"; la mia domanda è: "che gliene importava a queste culture di dimostrarci la loro competenza tecnica?". Dare prova di una approfondita conoscenza del mondo? Ma non c'era proprio altro modo che non fosse quello di seminare indizi simbolici nel più Sacro dei libri Sacri?
Ognuno ha il sacrosanto diritto di esprimere le proprie opinioni e seguire la strada che gli sembra più ragionevole, ma secondo me la simbologia evangelica ha un altro scopo: come il messaggio di Cristo si propone di accrescere l'uomo, rendendolo capace di maggiore consapevolezza di sé e di conoscere meglio se stesso, così la simbologia astronomica ha lo scopo di aiutare il lettore.
Personalmente, interpreto questo aiuto come un supporto concreto rivolto ad una particolare generazione futura che potrebbe interpretare i fatti che si verificano nella propria realtà come causa di grande preoccupazione.
Insomma, se il Sole si spegnesse, quanti rimarrebbero tranquilli? Eppure sono convinto che tutti richiamerebbero alla mente il concetto del Dio che muore, ma che poi risorge. Questo antico messaggio, ripetuto continuamente nei millenni fino a diventare una intima parte di noi stessi, ci sarebbe di enorme conforto. La simbologia astronomica garantisce che tutto era già noto in precedenza (un altro aspetto confortante) e che tutto è destinato a svolgersi in un certo modo.
"E i re sono sette: i primi cinque sono caduti; uno è ancora in vita, l’altro non è ancora venuto e, quando sarà venuto, dovrà rimanere per poco. La bestia, che era e non è più, è l’ottavo re e anche uno dei sette, ma va verso la rovina."
Se ho ben capito la vostra teoria il testo descriverebbe una durata temporale ridotta del passaggio del sole nella casa dell’Acquario a causa di una catastrofe. Anche questa volta siamo quasi completamente d’accordo ;-)
In effetti, mi trovate d’accordo con quasi tutta l’interpretazione: i primi cinque sono i cicli precessionali passati in cui ciascuna costellazione è “re”, il re in vita è il ciclo precessionale in corso, quello che durerà poco invece non penso sia l’Acquario.
Ci ho pensato anche io ... alla possibilità che i Re fossero cicli precessionali, ma ci sono diversi elementi che non tornano, per cui ho dovuto tornare all'ipotesi degli emi-cicli precessionali.
Per gli antichi, la sola idea di percorrere interamente un ciclo precessionale pone problemi forse maggiori di quelli che si presentano con una inversione. Il ciclo completo prevede infatti l'attraversamento del quadrante oscuro dello Scorpione, che comprende i tre segni zodiacali corrispondenti ai quattro cavalieri dell'Apocalisse, di cui ho parlato in coda a questo post. Gesù spiega che la protezione divina consente agli uomini di evitare i pericoli di questo oscuro quadrante (come vedremo tra breve, il serpente è una parte della costellazione dell'Ofiuco, accanto allo Scorpione):
Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra serpenti e scorpioni
e su tutta la potenza del nemico; nulla potrà farvi del male.
Parole di conforto, che fanno sicuramente piacere, ma non permettono di capire se ci viene data la possibilità di attraversare il quadrante oscuro senza conseguenze, o se per qualche motivo non avremo bisogno di farlo ...
Anche la vicenda dei Magi evidenzia un percorso emi-ciclico. Ne ho parlato nel video "Il Presepe Celeste - Parte IV", che contiene una inedita interpretazione della famosissima "adorazione dei Magi" di Leonardo da Vinci.
Ci sono anche altri simboli: saranno oggetti di futuri post e video; per ora serve un po' di pazienza ...
Posso sbagliare, ma sono convinto che occorra guardare da un’altra parte della croce precessionale: non una parte a caso, ma quella che si trova a 90 gradi a nord rispetto al percorso odierno del sole: il re del ciclo attuale allora è il Sagittario e non i Pesci.
Dopo il Sagittario c’è una costellazione che nessuno vuol vedere perché sarebbe la tredicesima: l’Ofiuco.
Questa costellazione è più piccola della altre e di conseguenza durerà meno. Solo in questo modo l’ottavo Re (lo Scorpione) può essere nello stesso tempo la ottavo e uno dei sette.
Della precessione sappiamo poco. I libri di astronomia spiegano in dettaglio le cause presunte (è bene dire che non esiste una dimostrazione definitiva in questo ambito) del moto di precessione degli equinozi e si soffermano talvolta a esporre le varie ipotesi circa la sua durata. I volumi di astrologia riferiscono che il riferimento per riconoscere l'Era corrente è il Punto Vernale: per sapere quale sia l'Era Astrologica corrente è quindi necessario capire quale sia il segno zodiacale che si trova "alle spalle" del Sole, durante l'equinozio di primavera. L'Era Astrologica attuale è associata al segno dei Pesci e poiché la rotazione precessionale avviene in moto retrogrado, la prossima Era sarà associata al segno precessionale che precede i Pesci nell'ordine zodiacale, cioè l'Acquario.
In effetti è vero che l'Ofiuco, pur essendo una costellazione immensa, individua sull'eclittica un piccolo settore circolare. Ma l'Ofiuco non è un segno zodiacale e non dà il proprio nome ad un'Era Astrologica. I motivi non sono da ricercarsi in una particolare antipatia per il numero 13, bensì in aspetti molto più "tecnici". Ne evidenzierò un paio.
Il primo, è che l'Ofiuco, nella sua veste moderna, è una costellazione composta dal serpente e dall'uomo che lo tiene fra le mani. La porzione di costellazione che taglia l'eclittica è costituita dalla parte inferiore dell'uomo: nella raffigurazione che segue, la porzione interessata comprende parte delle gambe.
L'Ofiuco Moderno
Ma non è sempre stato così. In epoca egizia, la costellazione era rappresentata come una divinità che naviga sulle acque dell'emisfero australe celeste con una imbarcazione. Questa rappresentazione non tagliava l'eclittica. In questo modo viene per esempio rappresentata nello Zodiaco Egiziano di Dendera, dove l'Ofiuco è ben visibile appena sopra lo Scorpione (qui evidenziato in verde):
Lo Zodiaco di Dendera: 500 A. C.
Il secondo aspetto è che nell'antichità le Ere Astrologiche non potevano essere delimitate dai confini delle costellazioni zodiacali (come erroneamente riporta Wikipedia); se così fosse stato, i confini delle Ere sarebbero stati variabili, dal momento che l'estensione delle costellazioni dipende dalla posizione delle stelle che le compongono. Gli antichi sapevano infatti che le stelle non sono immobili le une rispetto alle altre e che quindi le costellazioni potevano cambiare forma ed estensione nel corso del tempo. Meglio allora impiegare estensioni d'Era di lunghezza fissa, misurate partendo da un punto di riferimento che risulti assolutamente immobile.
La ricerca di riferimenti immobili anche nel lungo periodo ha portato gli antichi sapienti ad identificare le due sole zone dell'eclittica in cui gli effetti del moto stellare sono trascurabili: le due intersezioni con la Via Lattea (rimando al post il Punto Zero, dove parlo diffusamente di questo tema). Partendo da questi due punti, che sono opposti, ragioni di comodità di calcolo e di misura hanno portato alla individuazione di dodici segmenti circolari, che sono in seguito stati associati ai dodici segni.
[...] I segni zodiacali sono suddivisioni SIMBOLICHE della fascia zodiacale in 12 parti uguali e hanno solo preso il nome e l'ordine delle 12 costellazioni principali che da sempre la intersecano, e non tengono conto della loro effettiva posizione lungo l'eclittica e della loro ampiezza, anche gli antichi astrologi sapevano bene che le costellazioni non erano tutte grandi uguali!
Perché dodici segni e non 11 o 13 oppure 8 ??...diciamo che il calendario babilonese al tempo della nascita dell'astrologia prevedeva che un anno solare fosse formato da 12 mesi lunari di 30 giorni e la corrispondenza è già abbastanza significativa, ma è molto più probabile che sia la suddivisione dello zodiaco in 12 segni di 30 gradi che l'anno in 12 mesi di 30 giorni abbiano avuto la stessa origine e cioè la ricerca di una maggiore facilità nei calcoli astrologici e computo del tempo (calendario).
più di 8000 anni fa c’è stato un impatto cometario che ha messo fine all’ultima glaciazione e dato origine al mito/realtà del diluvio universale. Questa catastrofe è stata registrata per i posteri grazie al computo dei cicli precessionali da una società arcaica che ne ha voluto mantenerne il ricordo.
Ogni ciclo precessionale è formato da una croce processionale est-ovest e nord-sud. La stessa su cui è stato e resta inchiodato Gesù/sole per 2160 anni.
La narrativa cristiana ha messo in avanti soprattutto l’asse est-ovest di un Gesù che nasce dalla Vergine (casa del pane; spica/spiga) all’alba e giunge in terra come pesce/pescatore (simbolo delle catacombe) al tramonto.
L’iconografia cristiana invece ha mantenuto entrambi gli assi della croce, ma per indicare il ritorno di Cristo nella prossima croce precessionale: Leone-Acquario, Toro-Scorpione (*)
La prossima era precessionale dell’Acquario non può esistere pienamente prima che sia passata l’era dell’Ofiuco: il tredicesimo incomodo che avrà però “breve” durata.
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(*) in moltissime chiese e altari Gesù è raffigurato in compagnia dei 4 evangelisti rappresentati simbolicamente da un:
Leone
Toro
Aquila (la coda dello Scorpione era anche raffigurata come la testa di un’aquila)
Angelo o uomo (l’uomo con la brocca, l’Acquario)
Sono gli stessi quattro personaggi che aprono il libro di Ezechiele e che gli ufologi confondono con gli alieni. Eppure Ezechiele mette ben in chiaro che essi appaiono quando si aprono i cieli, hanno gambe dritte di bronzo (spade), procedono insieme in avanti senza mai tornare indietro, le ruote che li muovono (meccanismo celeste) sono tappezzate di occhi/stelle, e tutti e quattro si stagliano su un firmamento di cristallo...
La conclusione è coraggiosa: denota spirito di osservazione e voglia di capire. Purtroppo non sono sicuro di capirla e se devo essere sincero, quel che ne capisco non mi convince ...
Per quanto riguarda la geometria delle croci:
2.160 anni è la durata approssimativa di un'Era Astrologica, non di una condizione di allineamento con una croce. Il tempo che il Sole precessionale impiega per superare un singolo punto sull'eclittica è pari a 36 anni, pertanto l'allineamento con una croce celeste non può essere maggiore.
La "Croce eclittica" è centrata sulla Terra e ha quattro bracci che puntano verso i 4 segni fissi: Leone, Toro, Scorpione e Acquario (ne parlo nel filmato "Il Presepe Celeste - Parte IV", oltre che in un breve accenno verso la fine di questo post). In un certo senso, essa può essere identificata con il ciclo precessionale completo, la cui durata è pari a 25.920 anni.
Forse il nostro lettore intendeva dire che l'evento predetto dal Vangelo è semplicemente il naturale completamento del ciclo precessionale, al termine del quale il Sole (equinoziale e solstiziale) avrà toccato tutti e quattro i bracci della croce eclittica. Si tratta certamente di una ipotesi, che non mi trova d'accordo per i motivi esposti in precedenza.
L'espressione "La prossima era precessionale dell’Acquario non può esistere pienamente prima che sia passata l’era dell’Ofiuco" credo sia inesatta, dal momento che la costellazione dell'Ofiuco interseca l'eclittica tra Scorpione e Sagittario, ben lontano dall'Acquario. Dunque, se esistesse una "Era dell'Ofiuco", essa non potrebbe precedere quella dell'Acquario, ma sarebbe molto successiva.
Per concludere: la maggiore difficoltà nel trovare costruzioni alternative è che esiste una correlazione profonda tra elementi simbolici diversi, che sembra puntare sempre alla stessa conclusione. Smontare un frammento significa dover rivedere tutto il castello, il quale si dovrebbe adattare integralmente alla nuova ipotesi. Tuttavia, l'esercizio interpretativo è sempre utile e sempre apprezzato quindi ... grazie!
Ho pubblicato oggi il nuovo video "Acquario: L'Era di Giuda", che illustra in che modo la vicenda di Giuda Iscariota raccontata dai Vangeli possa essere interpretata come una "profezia" di eventi astronomici che devono ancora avvenire.
Il termine profezia è funzionale soltanto a indicare che tali eventi dovrebbero avere luogo nell'Era dell'Acquario, che non è ancora formalmente incominciata (ho già evidenziato come a mio modesto avviso, la transizione Era dei Pesci - Era dell'Acquario è iniziata nel 1980 e dovrebbe concludersi nel 2020). Gran parte della vicenda di Giuda, serve ad inquadrare adeguatamente il contesto: è necessaria e funzionale alla generazione di una simbologia che consenta di identificare il fenomeno astronomico a cui il Vangelo fa riferimento e a definire adeguatamente delle tempistiche.
Nel video appena uscito, così come nel/nei seguito/i (non so ancora quanti ne serviranno) vedremo in che modo i 30 denari, il boccone intinto, il bacio del tradimento, non siano "simboli", nel reale senso etimologico della parola: sono frammenti di un quadro pià complesso; elementi di un grande indovinello, che trova soluzione nel cielo stellato. Non mi resta che augurare Buona Visione!
Una nuovissima animazione in CGI, che mostra il Punto Vernale (cioè la posizione occupata dal Sole durante l'Equinozio di Primavera) muoversi a ritroso attraverso le costellazioni zodiacali dell'ultimo emiciclo precessionale, fino a dare inizio all'imminente Era dell'Acquario.
La durata di un ciclo precessionale completo è stimata in 25.920 anni: un periodo conosciuto con il nome di "Grande Anno" platonico. Come l'anno terrestre, il Grande Anno è suddiviso in 12 "mesi", aventi la durata di 2.160 anni (30 gradi angolari sull'eclittica), chiamati "Ere Astrologiche", o "Eoni". La suddivisione delle Ere è ben evidenziata nel video, e la loro estensione temporale può essere verificata attivando i sottotitoli.
La posizione del Punto Vernale è la lancetta dell'orologio cosmico che indica l'Era Corrente. Sebbene le Ere prendano il nome dai segni zodiacali, le costellazioni zodiacali spesso si estendono oltre i confini dell'Era corrispondente: questo avviene a causa delle differenti dimensioni delle costellazioni.
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L'animazione mostra la porzione di ciclo precessionale corrispondente alla vita di Gesù. La parte più anica dell'ultimo emiciclo è correlata con la vita di Gesù Bambino.
Era della Vergine: 13.120 A.C. - 10.960 A.C. "Gesù nacque a Betlemme, in Giudea" [Mt. 2.1] (Beth-le-hem = "Casa del Pane", è un antico riferimento al segno della Vergine)
Era del Leone: 10.960 A.C. - 8.800 A.C. "Dov'è il re dei Giudei che è nato?" [Mt. 2.2] (la più brillante stella del Leone, che si trova sull'eclittica, si chiama "Regulus", che in latino significa "re bambino")
Era del Cancro: 8.800 A.C. - 6.640 A.C. "Andarono in fretta, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia." [Lc. 2.16] (il più importante ammasso stellare nel Cancro è chiamato "Praesepe", che in latino significa "mangiatoia")
Era dei Gemelli: 6.640 A.C. - 4.480 A.C. "passati i giorni della festa, mentre tornavano, il bambino Gesù rimase in Gerusalemme all'insaputa dei genitori." [Lc. 2.43] (il nome "Gerusalemme" potrebbe derivare da una antica coppia di divinità canaanee: "Shalim" e "Shahar", che erano, appunto, gemelli)
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Dopo il Suo incontro con i Maestri del Tempio, Gesù scompare dal Vangelo come bambino. Ripapparirà come uomo matura, parecchi anni più tardi. Tuttavia, la più recente porzione dell'ultimo emiciclo precessionale appare frequentemente nelle Scritture.
Era del Toro: 4.480 A.C. - 2.320 A.C. il Nuovo Testamento non include alcun riferimento al Toro, ma l'Antico riporta numerosi riferimenti.
Era dell'Ariete: 2.320 A.C. - 160 A.C. Nonostante il Vangelo non riferisca mai direttamente nulla in proposito, per i Cristiani, Gesù è l'"Agnus Dei", cioè l'"Agnello di Dio"; Era dei Pesci: 160 A.C. - 2.000 D.C. "Gesù disse loro: «Seguitemi, e io farò di voi dei pescatori di uomini»." [Mc 1.17]
Era dell'Acquario: inizia attorno al 2.000 D.C. "Egli mandò due dei suoi discepoli e disse loro: «Andate in città, e vi verrà incontro un uomo che porta una brocca d'acqua; seguitelo; dove entrerà, dite al padrone di casa: - Il Maestro dice: 'Dov'è la stanza in cui mangerò la Pasqua con i miei discepoli?' - " [Mk 14.13-14] (L'"uomo che porta una brocca d'acqua" è appunto l'Acquario; il "padrone di casa" è il Sole, ossia Gesù stesso, che entra nella casa - cioè nell'Era - dell'Acquario)
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Info aggiuntive sulla Precessione:
Nozioni Generali sulla Precessione degli Equinozi: https://profezieevangeliche.blogspot.it/2013/12/eclittica-e-precessione-degli-equinozi.html
Calcolo del Punto Zero precessionale: https://profezieevangeliche.blogspot.it/2015/01/il-punto-zero-precessionale.html
Il Sole è la lancetta di un immenso orologio cosmico, che ha per quadrante l'intero Zodiaco. Questo è vero per il ciclo annuale, scandito dal moto di rivoluzione terrestre, che fa sì che Sole sembri muoversi in senso antiorario rispetto allo Zodiaco, percorrendo all'incirca un grado ogni giorno. Ma è altrettanto ver per il ciclo precessionale, dovuto alla precessione degli equinozi. Per effetto della rotazione precessionale, i punti equinoziali e solstiziali, in corrispondenza dei quali il Sole viene a trovarsi in occasione di equinozi e solstizi, si spostano lungo l'eclittica a ritroso, ossia in senso orario di circa un grado angolare ogni 72 anni.
La durata stimata di un ciclo precessionale completo è pari a 25.920 anni (72 (anni/grado) x 360 (gradi)). Questo lungo periodo di tempo veniva anticamente chiamato "Grande Anno", o "Anno Platonico", in memoria del filosofo greco Platone, che ne farebbe menzione nel dialogo "Timeo". In realtà, ciò che nel Timeo Platone definisce "anno perfetto", non è l'anno precessionale, ma il periodo di tempo necessario affinchè si riproponga una specifica configurazione astronomica, ossia il Sole, la Luna ed i pianeti occupino nel cielo le medesime posizioni.
Come l'anno solare, che è suddiviso in 12 mesi, anche il Grande Anno è suddiviso in dodici periodi, che prendono il nome di Ere Astrologiche o Eoni, ciascuna delle quali è associata ad un segno zodiacale. E' noto che, osservando la posizione attuale del Sole rispetto allo Zodiaco, è possibile sapere quale sia il mese corrente: analogamente, la determinazione misura dell'Era Astrologica corrente può essere effettuata verificando la posizione assunta rispetto allo Zodiaco dal Punto Vernale, ossia dal punto dove il Sole viene a trovarsi, durante l'equinozio di primavera.
Le Ere Astrologiche (cliccare per ingrandire)
Contrariamente a quanto comunemente ritenuto, la durata delle Ere Astrologiche non è legata all'estensione astronomica delle corrispondenti costellazioni zodiacali, ma è per tutte uguale a 2.160 anni (25.920 / 12) circa. In questo periodo, il Punto Vernale percorre un arco eclittico di ampiezza pari a 30°.
Nel Vangelo si trovano numerosi luoghi-simbolo che richiamano le costellazioni dello Zodiaco, lo scorrere delle Ere e l'avanzamento retrogrado del Punto Vernale lungo l'eclittica. Ne citiamo alcuni, ma ve ne sono numerosi altri:
) utilizzata come culla del piccolo Gesù, richiama l'ammasso del Presepe (in latino Praesepe significa appunto "mangiatoia") presente nella costellazione del Cancro.
) che incontra i discepoli incaricati di andare in città a preparare la Pasqua del Signore allude alla costellazione dell'Acquario.
Raccogliendo tutti i riferimenti in un unico quadro d'insieme, si ottiene la rappresentazione dell'avanzamento del Punto Vernale lungo un emi-ciclo precessionale, come mostrato nell'immagine seguente. I 12.960 che compongono questo emiciclo corrispondono all'evoluzione della civiltà umana, dall'età della pietra al mondo globalizzato.
Avanzamento del Punto Vernale lungo l'Eclittica dalla Nascita di Gesù alla Sua Ascesa al Cielo
La storia di Gesù raccontata nel Vangelo è anche, quindi, la storia dell'attuale civiltà umana, nata al termine dell'Era della Vergine e progredita per quasi tredicimila anni, fino ai nostri giorni, che corrispondono al termine dell'Era dei Pesci. Qui la disputa tra evoluzionismo e creazionismo non c'entra nulla: l'uomo ed il mondo c'erano prima di questo periodo e ci saranno anche dopo: con ogni probabilità questo emicilo rappresenta una delle fasi evoluzionistiche dell'umanità che nei
, ma soprattutto nei Vangeli gnostici, prendono il nome di "generazioni". Questa interpretazione è anche coerente con quanto riportato nel Vangelo di Luca (
), dove si afferma che quando cominciò a predicare, Gesù aveva "circa trent'anni".
I trenta anni di cui parla il Vangelo non sono probabilmente anni terrestri: si tratta del numero di anni astrologici, ognuno composto da 360 anni terrestri, trascorsi dalla nascita della civiltà (evento simboleggiato dalla nascita di Gesù a Beth-le-hem) alla comparsa del Vangelo sulla Terra (evento simboleggiato appunto, dall'inizio della predicazione di Gesù). L'indicazione dei trenta anni significa quindi che la storia umana ha visto l'inizio della diffusione del messaggio evangelico a 5 Ere (ogni Era si compone di 6 anni astrologici) di distanza dalla sua nascita. In effetti è noto che il Vangelo apparve sulla Terra all'inizio dell'Era dei Pesci, circa 2.000 anni fa.
Da sempre, tutte le religioni del Pianeta, considerano il Sole come una delle più importanti, se non la più importante manifestazione della Creazione. Il motivo di questa elevatissima considerazione non è solamente legato al fatto indiscutibile che il Sole è la principale fonte energetica per il pianeta Terra. Esiste anche un altro motivo, decisamente più sottile, legato alla più intima struttura dell'uomo, che le religioni hanno soltanto intuito, senza mai realizzarne completamente le implicazioni. Si tratta del fatto che il Sole è la sede dell'io.
L'io è l'entità osservatrice e silenziosa che sottende la realtà e permea la vita di ogni singolo individuo. E' l'entità che è in grado di porsi la domanda "che cosa sono io?", oppure, "quando chiedo 'chi sono io', chi è che sta parlando?". Per millenni i filosofi, e più recentemente i neuroscienziati, si sono chiesti dove l'io risieda fisicamente, sperando di trovargli una collocazione spazio-temporale da qualche parte, possibilmente non lontano dal corpo fisico dell'individuo che avverte quell'io come proprio. Nessuno è mai riuscito veramente nell'impresa ed attualmente sta prendendo forma l'idea che in realtà l'io preceda la materia in cui l'individuo si trova immerso ed in qualche modo le dia forma.
Ebbene, il Sole è una fonte importante non soltanto di energia elettromagnetica, ma anche di quella che potremmo chiamare energia coscienziale, intendendo con questo neologismo la sostanza di ciò che alimenta l'io, dandogli la forza di contrapporsi, all'interno dell'individuo, alle risposte preconfezionate del condizionamento. Il Sole è la fonte energetica di ciò che un individuo avverte come il "senso interiore della verità", che si manifesta in forma di fulminee intuizioni, di "lampi di genio". L'azione solare è particolarmente importante nei bambini, il cui cranio, non ancora ben sviluppato, presenta un piccolo foro chiamato "fontanella", che si chiude normalmente al secondo anno di vita.
Attraverso quel foro, i bambini possono ricevere in maniera decisamente più forte rispetto agli adulti la forza vitale del Sole. La capacità di ricevere energia dal Sole, alimentando l'io interiore, è naturalmente indispensabile nelle primissime fasi della vita, dove l'individuo ha necessità di apprendere il più possibile nel più breve tempo possibile. Questa capacità si affievolisce con l'età, nel corso di un processo che implica il triste abbandono dell'esperienza intuitiva, quindi l'adeguamento alle idee ricevute dall'esterno ed infine il consolidamento dei condizionamenti.
I bambini sarebbero proprio le primissime vittime a soffrire di una eventuale alterazione del campo energetico solare. Una eventualità dal genere, sebbene remota, è presa in seria considerazione nelle Scritture e descritta in due eventi particolari: la
, ordinata dal re Erode al tempo della nascita di Gesù. In effetti, poco prima della sua crocifissione, Gesù ammonisce i popoli, profetizzando la venuta di un periodo di gravi difficoltà per chi è genitore (
Altra grande vittima sarebbe la verità, dal momento che in assenza del Sole, il senso interiore di verità degli individui potrebbe essere alimentato soltanto dalla "luce" accumulata nel cuore, senza ausili esterni. Senza dubbio sarebbe una condizione di profonda crisi spirituale, che si rifletterebbe in una profonda crisi anche nella
Il Sole è quindi nell'universo fisico, il portale di connessione tra le principali forme di realtà con cui l'uomo ha occasione di interagire nel corso della propria esistenza:
la realtà della Vita quotidiana e materiale (la realtà uomo), che viene alimentata e nutrita dall'energia elettromagnetica che percepiamo in forma di luce e calore;
la realtà della Via storica ed evolutiva umana (la realtà mondo) che il Sole, segnatempo del corso delle Ere, consente di osservare, verificandone la posizione all'equinozio di primavera;
la realtà della Verità interiore (la realtà Dio), che il Sole nutre ed alimenta, stimolando e sostenendo lo sviluppo della coscienza, in maniera sottile ed impercettibile.
Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita»
Tempo fa, avevo pubblicato un post re/lativo alla profezia di Malachia, in cui concludevo che l'attuale pontefice, Mario Bergoglio, poteva essere identificato con l'ultimo vicario terreno di Cristo, identificato dalla profezia, come "Petrus Romanus". Approfondendo gli studi relativi all'interpretazione astronomica delle Scritture, sono arrivato ad un cambio di opinione, che mi ha indotto a rimuovere il post su Bergoglio e a fornire una diversa chiave di lettura dell'ultimo motto della profezia.
Come forse i lettori sapranno, il testo conosciuto come "profezia di Malachia" è un documento che San Malachia dovrebbe aver scritto nell'anno 1140, contenente un elenco di 111 motti in latino, corrispondenti ai 111 futuri pontefici. Il condizionale è dovuto al fatto che storicamente, il testo fece la sua comparsa nel 1595 e numerosi osservatori evidenziano come i motti latini siano estremamente precisi per i Papi precedenti quell'epoca e descrivano quelli successivi con maggiore approssimazione.
Tra le critiche più interessanti ed argomentate sollevate a questo testo, segnalo l'eccellente volume "La Profezia di Malachia" di Natale Lanza, curatore del blog "CodiceNostradamus". Personalmente non condivido le conclusioni di Lanza, pur avendo grande considerazione del suo lavoro. Riconosco che i motti siano ben lontani dal qualificare ciascun pontefice in maniera esaustiva, tuttavia trovo che ogni motto ponga in evidenza una caratteristica che può essere attribuita soltanto al Papa a cui essa è riferita.
Una semplice verifica può essere fatta esaminando i papi vissuti in epoca più recente:
107°) Giovanni XXIII (1958-1963): "Pastor et Nauta"
Egli (n. 25/11/1881 m. 3/6/1963) fu patriarca di Venezia prima di diventare Papa, donde "pastore e marinaio".
108°) Paolo VI (1963-1978): "Flos florum"
Papa Montini (n. 26/9/1897 m. 6/8/1978) era il "fiore dei fiori", e infatti la famiglia Montini aveva tre gigli nel proprio stemma.
109°) Giovanni Paolo I (1978): "De medietate lunae"
La Profezia di San Malachia ("della metà della luna") sembra aver previsto in modo impressionante, anche nel caso di Papa Luciani (n. 17/10/1912 m. 28/9/1978), il fatto che il suo brevissimo pontificato (che durò appena 33 giorni) iniziò e terminò quando la Luna era visibile esattamente a metà.
110°) Giovanni Paolo II (1978-2005): "De labore solis"
Il motto attribuito a Papa Wojtyla (n. 18/5/1920 m. 2/4/2005), "della fatica del Sole", è un riferimento al fatto che egli nacque del giorno di un'eclisse solare: un evento astronomico che si verificò anche nel giorno suo funerale.
111°) Benedetto XI (2005-regnante): "De gloria olivae"
Il motto di Papa Ratzinger (n. 16/4/1927), "la gloria dell'olivo", sembra un chiaro riferimento al nome Benedetto, poiché i membri dell'ordine benedettino sono anche noti come gli Olivetani, il cui stemma è proprio un ramo d'olivo. Inoltre, egli è nato nel Sabato Santo del 1927, il 16 aprile, al culmine del periodo Pasquale, e tutto il periodo è notoriamente sotto il segno dell'ulivo.
L'elenco di 111 motti si conclude con quello dedicato a Benedetto XVI, che dunque secondo la profezia dovrebbe essere l'ultimo Papa. Il documento tuttavia non termina con l'ultimo motto, ma riporta una considerazione finale, avente un carattere marcatamente escatologico, contenente un riferimento ad un certo "Petrus Romanus", identificabile come il Papa degli Ultimi Tempi:
In persecutione extrema Sanctae Romanae Ecclesiae sedebit Petrus Romanus, qui pascet oves in multis tribulationibus; quibus transactis, civitas septis collis diruetur, et Judex tremendus iudicabit populum suum. Finis.
"
Nell'estrema persecuzione della Santa Chiesa Romana siederà Pietro Romano, che pasce gli agnelli in molte tribolazioni; passate queste, la città dei sette colli sarà distrutta, ed il tremendo Giudice giudicherà il suo popolo. Fine ."
All'epoca dell'elezione di Mario Bergoglio, molti commentatori indipendenti - me compreso - identificarono il nuovo pontefice con Petrus Romanus: a tal proposito, furono particolarmente significative le parole "Hanno preso il vescovo Roma alla fine del mondo" con cui Francesco si presentò ai fedeli. Oggi l'accostamento tra Petrus Romanus e Papa Bergoglio mi pare improprio per diversi motivi, anche se è sotto gli occhi di tutti l'"estrema tribolazione" che la Chiesa sta attraversando, testimoniata dalle polemiche suscitate da diversi provvedimenti presi dal pontefice in carica.
Chi conosce un minimo di storia della Chiesa, sa che dopo San Pietro nessun pontefice ha mai adottato il suo nome: è legittimo attendersi che l'ultimo Papa debba chiamarsi come il primo pontefice della Storia? E' questo il motivo per cui il nome di questo papa è riportato per esteso? E nel caso, come mai l'ipotetico Pietro II viene definito Romanus? E ancora: come mai il motto si concentra più sulla sua opera (pasce gli agnelli in molte tribolazioni), piuttosto che non delinarne le caratteristiche come avviene per tutti i motti precedenti?
A mio avviso, l'appellativo "Romanus" serve ad informare il lettore che la persona di cui si sta parlando è proprio San Pietro, il primo Papa, vissuto in epoca romana e deceduto a Roma, perlomeno secondo la tradizione. Il riferimento è tanto più preciso, se si ricorda che l'Apostolo Pietro è colui al quale il Cristo ha affidato l'incarico di "pascere gli agnelli":
Quand'ebbero fatto colazione,
Gesù disse a Simon Pietro: «Simone di Giovanni, mi ami più di questi?»
Egli rispose: «Sì, Signore, tu sai che ti voglio bene».
Gesù gli disse: «Pasci i miei agnelli».
Gli disse di nuovo, una seconda volta: «Simone di Giovanni, mi ami?»
Egli rispose: «Sì, Signore; tu sai che ti voglio bene».
Gesù gli disse: «Pastura le mie pecore».
Gli disse la terza volta: «Simone di Giovanni, mi vuoi bene?»
Pietro fu rattristato che egli avesse detto la terza volta: «Mi vuoi bene?»
E gli rispose: «Signore, tu sai ogni cosa; tu conosci che ti voglio bene».
Gesù gli disse: «Pasci le mie pecore».
Per tre volte il Signore chiede a Pietro se riesce a ricambiare il Suo amore e per tre volte Pietro confessa la propria incapacità a provare un sentimento cristallino. Di fronte ad una tale povertà di cuore, che Pietro ha se non altro il coraggio di riuscire ad ammettere, il Signore si dimostra benevolo ed assegna a Pietro l'incarico di "sorvegliare il gregge". E' senz'altro un incarico delicato, ma non di grande prestigio: non si tratta di glorificare l'unione tra Spirito e Materia a cui Gesù aspirerebbe, ma "soltanto" di prendersi cura dell'umanità fino al ritorno del Cristo.
Nella trasposizione astronomica dei Vangeli, Pietro rappresenta l'Era dei Pesci, iniziata nel 160 A.C. circa e prossima alla conclusione. Pietro è quindi un lungo periodo di tempo, iniziato all'epoca di Cristo e che perdura tutt'oggi, in cui l'Umanità ha vissuto in attesa dell'avvento dell'Era messianica e del ritorno del Cristo.
Il paragrafo successivo "Richiami di Astronomia" fornisce alcuni riferimenti utili per comprendere meglio questa affermazione. Chi invece ritiene di disporre già di tutte le cognizioni necessarie, o preferisce semplicemente saltare alle conclusioni, può procedere speditamente verso il paragrafo "L'Era dei Pesci"
L'esegesi astronomica del Vangelo porta ad identificare Pietro, così come i dodici Apostoli, come un Eone, o Era Astrologica, vale a dire i dodici periodi di uguale durata, in cui è suddiviso il Grande Anno, o Anno Platonico, determinato dal ciclo precessionale:
Gli estimatori dello studioso Zecharia Sitchin, generalmente utilizzano un criterio di ripartizione delle Ere che lo studioso riporta nel libro "Il Pianeta degli Dei", dove è riportata la seguente mappa cronologica, basata sull'assunto che l'Anno Platonico duri 25.920 anni:
Calendario precessionale secondo Z. Sitchin ed Altri
(cliccare per ingrandire)
Purtroppo, il prof. Sitchin non precisa quali siano le fonti a cui attinge per generare il proprio calendario:
"[...] anche se non è possibile, oggi, accertare dove esattamente i Sumeri ponevano l'inizio di una casa zodiacale, possiamo comunque basarci sulla seguente tabella, considerata generalmente attendibile:
10860 a.C. - 8700 a.C. - Era del Leone."
[Z. Sitchin, "Il Pianeta degli Dei", cap. XIV]
Il problema dell'identificazione del punto di "inizio di una casa zodiacale" accennato da Sitchin nasconde il problema dell'identificazione del "Punto Zero precessionale", ossia del punto a partire dal quale sono state definite le 12 porzioni di eclittica corrispondenti alle 12 Ere.
Nel post "il Punto Zero Precessionale" espongo una nuova teoria relativa all'identificazione del "Punto Zero".
Secondo la nuova teoria, il Punto Zero si trova tra le costellazioni di Toro e Gemelli, nel punto esatto in cui si intersecano eclittica ed equatore galattico. La misura esatta del cambio d'era è avvenuta pertanto nel Maggio del 1998, quando secondo l'astronomia ufficiale, è avvenuto l'allineamento tra l'asse solstiziale e l'Equatore Galattico:
L'ipotesi di identificazione del Punto Zero ricavata attraverso la nuova teoria porta alla generazione di una mappa leggermente differente da quella proposta da Sitchin. Lo scostamento tra le due mappe è pari a 100 anni, corrispondenti a poco più di un grado angolare:
Calendario Precessionale realizzato utilizzando la nuova ipotesi relativa alla posizione del "Punto Zero" (cliccare per ingrandire)
Dal punto di vista astronomico, il periodo di transizione tra ciascuna Era e la successiva dura 36 anni, la transizione tra Era dei Pesci ed Era dell'Acquario ha avuto inizio nel 1980 e si conclude nel 2016. Viceversa, le Scritture sembrano suggerire che la transizione tra le Ere duri 40 anni e l'ingresso nell'Era dell'Acquario, iniziato nel 1980, deva terminare nell'anno 2020.
Le considerazioni precedenti portano ad una serie di osservazioni di sicuro interesse.
Che informazioni possiamo ottenere dalla "profezia di Malachia", se rileggiamo l'ultimo motto alla luce del fatto che Pietro non è soltanto il primo pontefice, ma è anche un Eone, un periodo di tempo, che ha "pasciuto gli agnelli" dai tempi di Cristo ai nostri giorni? La prima e più importante conclusione è che nei tempi finali, ci dice Malachia, Petrus Romanus sarà ancora "in carica" (sedebit): il che significa che la Fine dei Tempi deve avvenire prima della conclusione dell'Era dei Pesci.
"Nell'epoca dell'estrema persecuzione della Santa Chiesa Romana
sarà ancora in corso l'Era dei Pesci,
che pasce gli agnelli in molte tribolazioni."
Questo fatto non ci sorprende completamente, anzi risulta più che altro una conferma. Se Petrus Romanus è l'Era dei Pesci, allora ha senso identificare in lui il "Papa Santo" delle profezie, che durante il periodo di transizione d'Era, "governa" il mondo insieme al "Grande Monarca": colui che "in pace e in vita non sarà a lungo", cioè l'Era dell'Acquario.
Dall’universo sarà fatto un Monarca, Che in pace e vita non sarà a lungo: Allora si perderà la barca del pescatore, Sarà retta nel più grande detrimento.
[Nostradamus, Centurie, I-IV]
Al momento in cui scrivo il presente aggiornamento al post, nell'Agosto del 2021, Papa Benedetto XVI sta conducendo una vita ritirata entro le mura vaticane, in difficili condizioni di salute. La profezia di Malachia non chiarisce chi guiderà la barca del pescatore quando il Signore lo chiamerà a Se: conferma soltanto l'avvento di un tempo di grande tribolazione. Tuttavia, la chiave di lettura che abbiamo proposto, inevitabilmente porta a concludere che "Petrus Romanus" non abbia mai cessato di "pascere gli agnelli", affrontando numerose tribolazioni: se fosse così, significherebbe che le difficoltà degli ultimi tempi potrebbero assomigliare a quelle che gli agnelli hanno affrontato sin dall'inizio dell'Era ... il che è in un certo senso confortante.