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A differenza di quanto accade nei blog di news in tempo reale, dove il rapido invecchiamento delle notizie fa sì che l'argomento del giorno sia destinato ad essere ben presto archiviato, qui ci muoviamo in maniera differente: i post trattano "argomenti" su cui è possibile riflettere e di cui è possibile discutere: per questo motivo non è raro che un post venga aggiornato, o venga integrato attraverso i commenti degli autori o dei visitatori. L'obiettivo è arrivare alla costruzione di un quadro generale sempre più accurato e sempre più preciso. Un grazie a chi vorrà partecipare con commenti ed osservazioni.

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sabato 20 giugno 2020

Un Saluto Prima dell'Eclissi

Personalmente, tendo ad identificare l'eclissi del 21 Giugno come l'evento conclusivo del periodo di allineamento solstiziale che ha avuto inizio nel 1.980: gli ultimi 40 anni sono stati segnati da trasformazioni radicali, che ci hanno profondamente influenzato. Non c'è molto da dire, solo alcune brevi riflessioni in libertà, aspettando di chiarire bene le idee.


Arcana Ricordo


E fu così che il mondo si accorse del 21 Giugno.

In parte anche grazie ai quotidiani, che hanno creato il caso giornalistico dell'utente twitter (poi sparito) che ha riparametrato il calendario Maya a quello occindentale - ci spiegano - correggendo un errore in cui si è incorsi nel passaggio da calendario Gregoriano a calendario Giuliano. Ed arrivando così alla conclusione che la data reale di conclusione del ciclo Baktun è il 21 Giugno 2020. La storia è talmente surreale che appare ovvio sia stata costruita ad arte.

Ma ci siamo e per una volta, siamo arrivati in tempo. I filmati youtube necessari a comprendere la portata dell'evento sono pronti e visualizzati da 500 persone ogni ora. Chi vuole fare quattro chiacchiere, può visitare la sezione commenti che in queste ore è piuttosto frequentata.

Spero che nessuno sia stato offeso dai contenuti di questi filmati, che non hanno la pretesa di fornire alcun tipo di "interpretazione", ma soltanto di porre in evidenza l'esistenza di correlazioni simboliche tra gli scritti evangelici e gli eventi del cielo. Avendo riscontrato somiglianze a mio avviso tanto potenti e dettagliate, ho cercato di dare una spiegazione della loro esistenza, rifiutando categoricamente le motivazioni scontate di chi sostiene che il Cristianesimo è una forma di Culto Solare (tesi proposta, per esempio, in filmati come il controverso Zeitgeist). Consapevole delle Parole del Signore "neppure un iota o un apice della legge passerà", ho pensato che la soluzione dell'enigma stesse nella formula di Ermete Trismegisto "come in alto, così in alto", che mette in relazione il mondo interiore dello Spirito (l'alto), con il mondo materiale (il basso), evidenziandone le strette somiglianze.

I fedeli potranno immaginare che negli anni del suo percorso terreno, il Cristo abbia compiuto gesti caratterizzati da una forza simbolica straordinaria, che al tempo dei fatti non fu compresa, ma che oggi siamo in grado di riconoscere, osservando gli eventi che capitano nei nostri cieli. I laici potranno convincersi del fatto che gli antichi Cristiani disponessero nel proprio organico di brillanti menti scientifiche, che ereditarono le cognizioni delle tradizioni greca ed ebraica, ma anche egizia e babilonese, e decisero di codificarle nei testi sacri Cristiani. Per gli scettici tutto è molto semplice, dal momento che per loro una coincidenza è frutto di una combinazione casuale, ma 10 coincidenze invece, pure.

In ogni caso, quelle evidenze simboliche e quelle somiglianze sono lì, sotto il naso. In un certo senso, persino la Chiesa ha velatamente ammesso l'esistenza e la validità delle somiglianze che abbiamo evidenziato, rappresentandole nella particolarissima via Crucis della chiesa di "Santa Maria dei Martiri" di Roma, meglio nota come "Pantheon". Nelle 14 formelle bronzee di 80x80 cm. è possibile riconoscere le varie fasi di un fenomeno astronomico molto simile all'eclissi a cui il mondo sta per assistere. L'opera, di cui abbiamo parlato in un post precedente, è stata inaugurata in una data piuttosto rappresentativa: l'11 Settembre 2010.

In questo marasma di pensieri, di messaggi e di attesa, voglio semplicemente rivolgere un pensiero di vicinanza e di affetto a tutte le persone che mi hanno scritto, che hanno commentato i filmati su youtube, sia a coloro che hanno condiviso anni di ricerche e di risultati, sia a quelli che hanno fatto una fugace toccata e fuga, magari lasciando un "like". A tutti rivolgo un caloroso abbraccio (alla faccia del covid) e l'augurio di un tempo di pienezza e gioia.


venerdì 22 maggio 2020

La "Cronologia"


L'articolo determinativo indica che ciò di cui parliamo non è la cronologia di un evento qualsiasi, ma dell'Evento, con la maiuscola. Parliamo della cronologia dell'Apocalisse. Ho trovato molto materiale sul web, dal momento che molti si sono prodigati nel fornire le proprie spiegazioni e proposte a tal riguardo e ho capito che può essere il momento di illustrare una teoria che mi passa per la testa da diverso tempo.

Non è un caso se uso il termine "teoria": anche se la costruzione sostanziale mi convince abbastanza, nel momento in cui si cerca di fare riferimento a delle date precise, proiettando la teoria su un determinato arco temporale, iniziano ad emergere le incongruenze. Questo è il motivo per cui la mia natura prudente mi ha finora impedito di esporre i contenuti che seguono.


Arcana Ricordo



Quanto dura un giorno di vita di Gesù?

Ho già illustrato in passato, in particolare nel film "Il Presepe Celeste", la teoria secondo cui la vita di Gesù illustrata nei Vangeli possa avere una corrispondenza con l'ultimo emiciclo precessionale.




Tralasciando aspetti che vengono ben chiariti nel film, qui mi limito a ricordare le relazioni temporali che costituiscono il fondamento della teoria:

  • 1 giorno di vita di Gesù equivale ad 1 anno terrestre
  • 1 anno di vita di Gesù equivale a 360 anni terrestri
  • 6 anni di vita di Gesù equivalgono ad 1 Era Astrologica (2.160 anni)

Queste relazioni spiegano in maniera eccellente gli unici due riferimenti presenti nei Vangeli in cui viene menzionata l'età di Gesù:


La Casa del Pane. La prima delle due indicazioni fa riferimento al periodo intercorso tra la Nascita di Gesù, che nella proiezione astronomica è avvenuta al termine dell'Era della Vergine (segno anticamente chiamato "Casa del Pane", in ebraico Beth-le-hem, cioè Betlemme) e l'ingresso nell'Era dei Gemelli, a cui corrisponde Gerusalemme (nel nome Gerusalemme si riscontra una connessione etimologica con i nomi delle divinità Cananee Shalim e Shahar, che erano appunto gemelli). Questo periodo, avente durata pari a due Ere Astrologiche, è rappresentato nella figura seguente dalla freccia più corta.

La Casa del Pesce. La seconda indicazione fa riferimento al tempo intercorso tra la nascita di Gesù e l'ingresso nell'Era dei Pesci, a cui corrisponde la località "Beth-saeda" - in Italiano "Casa del Pesce" - patria di Simon Pietro e località dove, appena compiuti i trent'anni, Gesù incontra i primi discepoli. Questo periodo, avente durata pari a cinque Ere Astrologiche, è rappresentato dalla freccia più lunga.


Le Età di Gesù: 12 e 30 anni
(La rotazione precessionale è raffigurata in senso antiorario
perché il punto di vista è al di sotto del piano eclittico)

E' utile osservare che i due passi sopra citati sono gli unici in tutti i Vangeli in cui viene menzionata l'Età di Gesù: sembrano proprio dei marcatori inseriti apposta per consentire la convalida della teoria appena illustrata. Ricordiamo anche che la presunta età di 33 anni a cui il Salvatore sarebbe morto e risorto non è presente nei canonici.



E' abbastanza noto che al tempo di Gesù, i Romani suddividevano il giorno in 12 ore e la notte in quattro periodi di tre ore ciascuno, chiamati "vigilie". Anche le ore diurne erano accorpate in quattro periodi di tre ore ciascuno, chiamati rispettivamente "Primo Mane", "Multo Mane", "Meridianus Tempus" e "Post-Meridianus Tempus". Le quattro vigilie notturne, oltre ad essere chiamate I, II, III e IV Vigilia, prendevano anche i nomi "Vesper", "Prima Nox", "Multa Nox" e "Suprema Nox":



Ripartizione Oraria del Giorno e della Notte ai Tempi di Gesù


C'è una differenza sottile rispetto alle convenzioni a cui siamo abituati. Noi utilizziamo i marcatori orari come "delimitatori" dei diversi intervalli temporali aventi la durata di un'ora, affidando poi al calcolo dei minuti la specificazione del tempo trascorso dallo scatto dell'ultimo marcatore. Se diciamo "sono le 18 e 34", intendiamo dire che sono trascorsi 34 minuti dalle ore 18.00. Se diciamo invece "sono le ore 18.00", intendiamo che all'istante presente è in corso la transizione dall'ora identificata dal numero 17.00 all'ora identificata dal numero 18.00. I romani al contrario utilizzavano l'hora come un marcatore essa stessa: l'espressione "hora IV" identificava - a rigore - tutto il periodo per noi compreso tra le 9.00 e le 10.00 del mattino. Nei ragionamenti che seguono, ho inteso l'espressione "hora IV" come una indicazione dell'istante di termine dell'ora IV, cioè le 10.00 del mattino. Il motivo sta in considerazioni di simmetria: la narrazione evangelica chiarisce che gli eventi più significativi avvengono all'ora terza, sesta e nona e mi è parso più "elegante" stilisticamente, identificare questi orari rispettivamente con le ore 9.00, 12.00 e 15.00. Del resto, per secoli questa stessa regola è stata usata anche dalla Chiesa.

Il giorno ordinario della figura evangelica di Gesù, può essere proiettato sull'anno solare, tenendo conto che la cultura cristiana è fortemente radicata nell'emisfero australe, dove il Sole è "debole" e "pallido" durante il solstizio d'inverno ed è "forte" e "vigoroso" durante il solstizio estivo. L'aumento della luminosità e del calore del sole nei periodi invernale e primaverile, corrispondono alle fasi dell'infanzia e della giovinezza della vita; mentre il ritorno al freddo e all'oscurità dei periodi estivo ed autunnale, corrispondono alle fasi della maturità e della vecchiaia. Ogni anno, il Sole rinasce a nuova vita, sperimentando, nel corso della propria "giornata", tutte le fasi che l'uomo sperimenta durante la propria esistenza.


Proiezione del Giorno di Gesù sull'Anno Solare



Anche per questi aspetti il filmato segnalato all'inizio del post può fornire adeguati approfondimenti e spunti di riflessione.



Sono certo che i lettori più attenti non abbiano mancato di osservare come la Passione di Cristo sembri durare in effetti meno di tre giorni. Avendo collocato temporalmente la cattura alla sera del giovedì e la resurrezione alla Domenica mattina, è lecito ritenere che l'intera vicenda si esaurisca in poco più di due giorni. Tuttavia, lo stesso Gesù è molto esplicito relativamente alla durata di questa complessa transizione:

Poi cominciò a insegnare loro che era necessario
che il Figlio dell'uomo soffrisse molte cose,
fosse respinto dagli anziani, dai capi dei sacerdoti,
dagli scribi, e fosse ucciso

e dopo tre giorni risuscitasse.


Come si spiega questa contraddizione sulle durate? In realtà la contraddizione non c'è, per due motivi. Il primo, è che l'inizio della Passione dovrebbe essere collocato non al momento della cattura, ma al momento della celebrazione che la precede e che riveste di sacralità tutti gli eventi seguenti: l'Ultima Cena. In secondo luogo, il Vangelo di Marco (che secondo gli esegeti è il più antico e dunque forse il più affidabile) riferisce che gli eventi che seguirono la Resurrezione di Gesù, ossia la Pentecoste e l'Ascesa al cielo, avvennero entro la stessa domenica di Pasqua.

Ho provato a riportare la cronologia dei tre giorni della Passione su uno schema a spirale, evidenziando l'orario (ipotizzato, dove non direttamente disponibile) relativo agli eventi più significativi. Il codice dei colori permette di identificare il livello di criticità del periodo: dal tenue e rassicurante azzurro si passa ad un sofferto rosso e ad un opprimente nero, che corrisponde al periodo di permanenza nel sepolcro.


I Giorni della Passione



Non senza sorpresa, mi sono trovato ad identificare 12 eventi principali, che riportati sullo schema hanno mostrato una singolare "simmetria": non mi soffermo comunque su questo punto, dal momento che ho scelto arbitrariamente l'orario di alcuni eventi. Gli eventi evidenziati sono:

  • Ultima Cena Il primo giorno degli Azzimi, quando si sacrificava la Pasqua, i suoi discepoli gli dissero: «Dove vuoi che andiamo a preparare perché tu possa mangiare la Pasqua?» 
     [Mc. 14, 12] 
  • Cattura e processo di fronte al Sinedrio In quell'istante, mentre Gesù parlava ancora, arrivò Giuda, uno dei dodici, e insieme a lui una folla con spade e bastoni, inviata da parte dei capi dei sacerdoti, degli scribi e degli anziani. 
     [Mc. 14, 43] 
  • Consegna a Pilato La mattina presto, i capi dei sacerdoti, con gli anziani, gli scribi e tutto il sinedrio, tenuto consiglio, legarono Gesù, lo portarono via e lo consegnarono a Pilato. 
     [Mc. 15, 01] 
  • Crocifissione Era l'ora terza quando lo crocifissero. 
     [Mc. 15, 25] 
  • Tenebre Venuta l'ora sesta, si fecero tenebre su tutto il paese, fino all'ora nona. 
     [Mc. 15, 33] 
  • Rese lo Spirito Gesù, emesso un gran grido, rese lo spirito. E la cortina del tempio si squarciò in due, da cima a fondo. 
     [Mc. 15, 37-38] 
  • Chiusura del sepolcro Questi comprò un lenzuolo e, tratto Gesù giù dalla croce, lo avvolse nel panno, lo pose in una tomba scavata nella roccia; poi rotolò una pietra contro l'apertura del sepolcro. 
     [Mc. 15, 46] 
  • Resurrezione Ma egli disse loro: «Non vi spaventate! Voi cercate Gesù il Nazareno che è stato crocifisso; egli è risuscitato; non è qui; ecco il luogo dove l'avevano messo. 
     [Mc. 16, 06] 
  • Apparizione a Maddalena Or Gesù, essendo risuscitato la mattina del primo giorno della settimana, apparve prima a Maria Maddalena, dalla quale aveva scacciato sette demòni. 
     [Mc. 16, 09] 
  • Apparizione ai due discepoli Dopo questo, apparve in modo diverso a due di loro che erano in cammino verso i campi.
    [Mc. 16, 12]
  • Pentecoste Poi apparve agli undici mentre erano a tavola e li rimproverò della loro incredulità e durezza di cuore, perché non avevano creduto a quelli che l'avevano visto risuscitato. E disse loro: «Andate per tutto il mondo, predicate il vangelo a ogni creatura. Chi avrà creduto e sarà stato battezzato sarà salvato; ma chi non avrà creduto sarà condannato. Questi sono i segni che accompagneranno coloro che avranno creduto: nel nome mio scacceranno i demòni; parleranno in lingue nuove; prenderanno in mano dei serpenti; anche se berranno qualche veleno, non ne avranno alcun male; imporranno le mani agli ammalati ed essi guariranno». 
     [Mc. 16, 14-18] 
  • Ascensione Il Signore Gesù dunque, dopo aver loro parlato, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio. 
     [Mc. 16, 19] 

I tre giorni della Passione di Gesù possono essere quindi proiettati su un periodo di tre anni, estraendo una serie di date per gli eventi più significativi. I solstizi invernale ed estivo corrispondono rispettivamente a mezzanotte e mezzogiorno. Gli equinozi primaverile ed autunnale, agli orari in cui mediamente si verificano alba e tramonto.


I Giorni della Passione - Proeizione su tre anni terrestri



A questo punto diviene meno remota la costruzione di un parallelismo tra i Tre Giorni del Cristo e la durata della Grande Tribolazione, che secondo il Profeta Daniele è pari a milleduecentonovanta giorni (grazie Fabio!) mentre secondo l'Apocalisse di San Giovanni è pari a milleduecentosessanta giorni.

Nota per il lettore: in effetti c'è una inesattezza in quello che ho scritto nel seguito, dal momento che Daniele chiarisce che i 1.260 giorni vanno contati a partire dall'elevazione dell'abominio della desolazione, mentre ho ipotizzato che questo evento potesse avvenire in una fase successiva ...

A mio avviso, i tre giorni della Passione sono parte dei tre anni e mezzo di Tribolazione: ne costituiscono il nocciolo. Come stiamo per vedere, esiste anche un tema di alterazione della percezione dello scorrere del tempo, che rende difficile individuare con sicurezza dei riferimenti temporali certi. E' comunque indispensabile approssimare a 360 giorni la durata dell'anno terrestre: una operazione che nelle Scritture avviene con una certa regolarità. Mantenendo fermi questi punti, lo schema permette di trarre alcune conclusioni:

  • Esistono vari livelli di "Tribolazione", che corrispondono ai livelli di sofferenza che Nostro Signore sperimenta nel racconto evangelico. Il percorso che porta alla croce è un cammino iniziatico dove ogni sofferenza ha la funzione di espiare ogni peccato - o per dirla in termini psicanalitici - di risolvere ogni trauma, rivivendo gli eventi che l'hanno scatenato. Si tratta pertanto di un percorso in salita, con livelli di difficoltà sempre maggiori, ma in cui ciascun livello può essere affrontato con cuore più leggero rispetto ai precedenti, grazie alla progressiva liberazione sperimentata via via che si progredisce.

  • Lo
    squarcio del velo del tempio Gesù, emesso un gran grido, rese lo spirito. E la cortina del tempio si squarciò in due, da cima a fondo. 
     [Mc. 15, 37-38] 
    è l'evento che ha ispirato la teoria del Salto dell'Era dell'Acquario: il tempio è la Terra, in cui la vita glorifica Dio, mentre il velo è il cielo stellato, che viene squarciato
    quando Gesù torna al Padre le stelle cadranno dal cielo e le potenze che sono nei cieli saranno scrollate. 
     [Mc. 13, 25] 
    . In effetti il Salto dell'Era dell'Acquario non corrisponde ad una "semplice" alterazione dell'inclinazione dell'asse terrestre, che porterebbe ad un istantaneo - quanto apparente - annullamento dell'Era di Giuda, ma ad una vera e propria alterazione dello spazio-tempo, o del nostro modo di percepirlo. La volta celeste, con tutti gli astri che la popolano, sembra lacerarsi e cadere a terra come un immenso tendone da circo (con grande soddisfazione dei terrapiattisti!): è l'errore delle Stelle a cui si fa riferimento nel Vangelo di Giuda.

  • Lo sconvolgimento dei cicli temporali ordinari si evince anche dalle parole del Profeta Daniele, che parla di abolizione del sacrificio quotidiano e innalzamento dell'
    abominio della desolazione Dal momento in cui sarà abolito il sacrificio quotidiano e sarà rizzata l'abominazione della desolazione, passeranno milleduecentonovanta giorni. 
     [Daniele 12, 11] 
    . Nell'espressione sacrificio quotidiano, la parola chiave è "quotidiano": durante la tribolazione viene a mancare il ciclo ordinario di alternanza giorno/notte, che ci permette di utilizzare serenamente questo aggettivo. Il "sacrificio" è infatti la semplice glorificazione dell'Opera Divina che ognuno di noi porta a termine quotidianamente portando avanti la propria esistenza ed offrendola (consapevolmente o meno) al Signore. L'espressione abominio della desolazione indica ciò che durante la tribolazione appare al posto del Sole. La luce (spirituale o materiale) dell'astro è venuta meno e al suo posto è comparso qualcosa di orribile ed oscuro.

  • Il periodo nero della Tribolazione, corrispondente alle circa 33 ore che intercorrono tra la morte del Signore e la Sua Resurrezione, tradotto su scala anno@360, risulta pari a 495 giorni (360 * (33/24) = 495). Nel Vangelo di Matteo, Gesù ricorda a Pietro che è necessario perdonare
    settanta volte setteAllora Pietro si avvicinò e gli disse: «Signore, quante volte perdonerò mio fratello se pecca contro di me? Fino a sette volte?» E Gesù a lui: «Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette.
    [Mt. 18, 21-22]
    , cioè 490 volte (un numero sul qualeha in passato riflettuto anche il nostro Fabio). Il parallelo mette in luce come il perdono costante e ripetuto di ogni torto subito, costituisca l'unico modo per sopravvivvere: non a caso, il Signore persiste insistentemente nel perdonare i Suoi persecutori,
    fino al Suo ultimo respiro Gesù diceva: «Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno». Poi divisero le sue vesti, tirandole a sorte. 
     [Luca 23, 34] 
    .

  • Non è immediatamente possibile rendersi conto che la Resurrezione è avvenuta: nei processi creativi, tutto si genera sui "piani sottili", poi inizia lentamente a propagarsi nei diversi livelli di realtà. Gli Apostoli impiegano almeno mezza giornata a rendersi conto che il Signore è risorto e soltanto quando riescono ad accettare l'evento, Egli appare loro. Anche chi vive i tempi della Tribolazione deve avere molta pazienza: d'altra parte, lo stesso Profeta Daniele
    consiglia di non aver fretta Beato chi aspetta e giunge a milletrecentotrentacinque giorni! 
     [Daniele 12, 12] 
    !




Difficile collocare questi eventi su una linea temporale fissando delle date. Anzi, si tratta pure di un esercizio pericoloso, fortemente sconsigliato da Gesù stesso, che ammonisce
vegliate State in guardia, vegliate, poiché non sapete quando sarà quel momento. 
 [Mc. 13, 33] 
!

La geometria dell'Eclissi del 21 Giugno 2020 e le sue correlazioni simboliche con la Passione, inducono a fare una prova: proviamo a proiettare la cronologia degli Ultimi sugli anni che stiamo vivendo, utilizzando questo evento astronomico come marcatore temporale. Tranquilli, è solo una prova. Sembra ragionevole collocare l'eclissi in corrispondenza del versetto che meglio la rappresenta dal punto di vista simbolico: la discesa su tutto il paese delle
tenebre Venuta l'ora sesta, si fecero tenebre su tutto il paese, fino all'ora nona. 
 [Mc. 15, 33] 
: questa correlazione appare particolarmente riuscita, dal momento che l'eclissi avviene il giorno del solstizio d'estate, che come abbiamo visto corrisponde proprio all'ora sesta.

Questa collocazione temporale dell'evento astronomico, permette di identificare l'inizio della Tribolazione con l'autunno dell'anno 2019: il tempo in cui ha avuto origine il fenomeno coronavirus, che ha caratterizzato lo scorso inverno e la primavera che stiamo vivendo. Percorrendo strade diverse, altri sono arrivati alle stesse conclusioni: Don Livio Fanzaga, per esempio, ne ha parlato addirittura prima della diffusione del virus a livello mondiale. Se questa ipotesi fosse corretta, il culmine della trasformazione dovrebbe avvenire con la prossima eclissi e la transizione completarsi entro l'anno 2022. Anche i messaggi mariani ricevuti da diversi veggenti nel mondo (in Italia abbiamo la Regina del Rosario di Trevignano Romano, la Madonna Addolorata del Perdono di Cavarzere e le Rivelazioni dal Colle del Buon Pastore di Carbonia) chiariscono che "questo è il tempo della Tribolazione" e preannunciano tempi di grande confusione. 

Non sto dicendo che il 21 Giugno si scatenerà l'Apocalisse: nulla autorizza a trarre una simile conclusione, anche perché il Vangelo chiarisce che "soltanto il Padre conosce il giorno e l'ora". Personalmente, mi limito ad osservare, dando un'occhiata di tanto in tanto alle teorie che ho appena esposto, ma provando sempre un senso di profonda gratitudine per poter essere testimone di questa epoca così densa e così complessa.



mercoledì 13 maggio 2020

Deuteronomio 17

C'è un passo biblico, che vorrei usare come spunto per una considerazione di carattere più generale:

Se in mezzo a te, in una delle città
che il SIGNORE, il tuo Dio, ti dà,
si troverà un uomo o una donna che fa
ciò che è male agli occhi del SIGNORE tuo Dio,

trasgredendo il suo patto,
che segue altri dèi per servirli e prostrarsi davanti a loro,
davanti al sole o alla luna o a tutto l'esercito celeste,

cosa che Io non ho comandato,

quando ciò ti sarà riferito e tu l'avrai saputo,
fa' un'accurata indagine;

se è vero, se il fatto sussiste,
se una tale abominazione è stata realmente commessa in Israele,

farai condurre alle porte della tua città quell'uomo o quella donna
che avrà commesso quell'atto malvagio
e lapiderai a morte quell'uomo o quella donna.

[Dt. 17, 2-4]

Mi preme particolarmente chiarire che i contenuti che questo blog propone, analogamente ai filmati, non devono e non possono essere confusi per un tentativo di attribuire ai corpi celesti qualità divine. In uno Stato laico, ognuno può vivere la fede, oppure rinunciare a viverla. Oggi va di moda dichiararsi "atei", senza sapere che la questa parola non ha alcun senso, dal momento che secondo la Bibbia, come secondo il credo Cristiano, Dio è in "tutte le cose visibili ed invisibili". Non credere in Dio significa pertanto non credere alla luce del giorno, al pasto che ho appena consumato, ma anche all'emozione che sto provando in questo preciso momento.


Come dice il passo del Deuteronomio, tuttavia, questa permanenza della divinità nelle manifestazioni del cosmo, non autorizza ad assurgere queste ultime al concetto di Dio. Non è raro trovare in rete superficiali interpretazioni astronomiche delle Scritture che si limitano a declamare: "Gesù è simbolo del Sole", o altre "amenità" del genere. A mio avviso, è vero l'esatto opposto: la religione ci aiuta a formarci una immagine mentale di ciò che esiste al di là del percepibile; di ciò che avvertiamo senza poterlo raggiungere, né definire. Quel qualcosa, quella fonte di conoscenza, di intelligenza e di futuro, è parte di noi stessi e noi ne siamo parte. La Bibbia ci aiuta semplicemente a riconoscere quella parte di noi e a darle un nome: Dio.


Ma si dà il caso che quella parte sia anche la sorgente dell'intelletto, delle facoltà creative che hanno dato origine al nostro mondo, e che costantemente ci aiuta a creare il nostro futuro. Non è inevitabile che quella nostra parte, la Bibbia (che la descrive) ed il nostro mondo (in cui essa si riconosce) si assomiglino? Questa somiglianza è precisamente il punto di partenza che ha permesso, a me, ma anche a tanti altri prima di me, di evidenziare alcuni "parallelismi", frutto di intuizioni, tra le Leggi del cielo stellato e le vicende narrate nelle Scritture.


Ora uno potrebbe chiedersi: "da dove nascono queste intuizioni"? Insomma, che bisogno c'era di andare a tracciare nuove correlazioni tra concetti che già di per sé sono autoconsistenti?



Recentemente mi è capitato di ascoltare su youtube una conferenza del filosofo Umberto Galimberti, che parla del "sacro". Pur non riuscendo a sposare interamente il suo punto di vista, mi è parsa illuminante la presentazione che fa del concetto di Sacro. Si tratta di concetti che mi erano già noti, essendo stato un appassionato lettore delle opere di Igor Sibaldi, ma che Galimberti spiega con una cura particolare:

Sacro è una parola indoeuropea che vuol dire "separato" e fa riferimento a potenze che gli uomini avvertono come superiori a loro: in qualche modo le temono e al tempo stesso ne sono attratti, come lo si può essere per l'origine da cui sia provenuti
Che cos'è questo sacro? Il sacro è caratterizzato dalla confusione di tutti i codici: il "sacro" è [la contaminazione del] benedetto e maledetto, del bene con il male, del giusto con l'ingiusto, del vero con il falso: in un certo senso, è la proiezione della nostra follia su un grande schermo. Attraverso il sacro, l'umanità proietta la follia che ospita dentro di sé.
[...]
Allora succede che per contenerci da questa ambivalenza, da questa polivalenza di significati che è il sacro, abbiamo dovuto inventare la Ragione, la quale si fonda su quel principio cardine che il "principio di non contraddizione", che dice che una cosa e se stessa e non altro.
La Ragione dice la verità? No, la ragione non dice la verità: la verità abita il sacro. Una cosa è se stessa, ma anche altro! Lo sanno bene i bambini, che non essendo arrivati all'età "della Ragione", utilizzano le cose secondo una molteplicità di accezioni e di significati. Per cui bambini vanno continuamente "curati", perché non essendo arrivati all'età "della Ragione", non stanno al principio di una contraddizione: non dicono "il bicchiere è il bicchiere e non altro"; il bicchiere diventa tante cose, anche pericolose: c'è un' "oscillazione di significati".
Questa fuoriuscita dalla Ragione è una caratteristica anche dai poeti: quando Leopardi dice "dimmi che fai tu Luna in ciel", dal punto di vista logico-razionale si sa benissimo cosa fa la Luna in cielo: gira intorno alla Terra, come la Terra gira intorno al Sole. La domanda non ha nessun senso, però acquista senso alla sola condizione che io faccia "oscillare" la parola "Luna", che prima era "un satellite e nient'altro": ora smargino su questo "nient'altro" e dico che "la Luna è la Luna, ma anche un'interlocutrice". Solo con questa smarginazione, con questa aggiunta di significato si giustifica il testo poetico di Leopardi e soprattutto la sua domanda "dimmi che fai tu Luna in ciel".
Mi sembra evidente che ciò di cui parla Galimberti sia una caratteristica umana: la capacità di confusione di significato che permette di intravedere in qualche cosa anche "altro". L'ultimo paragrafo che ho riportato è quello che dà il senso di ciò che abbiamo cercato di fare qui: dare una risposta alla domanda del Leopardi. Dare cioè un senso, un significato, ai movimenti deterministici della macchina celeste.


A mio avviso questo tentativo di attribuzione di significato è quello che ha determinato anche la nascita delle mitologie e delle religioni di ogni epoca. Dalla iniziale contaminazione dei significati, è nato un nuovo ambito di significati, che è poi affiorato al livello della Coscienza ed infine classificato opportunamente dalla Ragione. Questo secondo me, è esattamente il processo alla base della generazione della conoscenza.




Nel filmato "l'eclissi del 21 Giugno 2020", parte II, ho proposto una interpretazione alternativa dell'episodio della moltiplicazione dei pani e dei pesci, evidenziando come il moto progressivo del Sole attraverso lo Zodiaco abbia consentito all'astro di dividere sia i 5 pani, ossia la costellazione della Vergine, sia i 2 pesci che popolano l'omonima costellazione. L'atto divisorio realizzato dal Sole tramite il movimento viene arricchito di significato dalla coscienza, che intravede in esso il senso stesso del tempo e dell'esistenza. Questo significato costituisce il "nutrimento" per le 5.000 stelle del cielo, "suddivise a gruppi di 100 e di 50", ossia in costellazioni.




Riconoscendo significato negli astri e nell'universo circostante, l'uomo vi ha proiettato parti di sé e l'analisi di quelle parti riflesse gli ha permesso di conoscere meglio se stesso.


Nella sua presentazione, Galimberti conclude con deciso attacco verso la cultura occidentale, troppo influenzata dal Cristianesimo, che a suo dire ha lavorato per promuovere la Ragione, condannando le manifestazioni di carattere culturale e popolare che costituivano una valvola di sfogo collettiva, ai fini dell'espressione di quel carattere di follia insita nell'essere umano. Mi sto riferendo alle tradizioni del mondo greco come la falloforia in onore del Dio Dioniso o i baccanali di epoca romana, oggi definitivamente scomparse - almeno in forma di manifestazioni religiose - e di cui restano forse alcuni tiepidi ricordi nel carnevale. Le argomentazioni di questo tipo non mi appassionano, specialmente quando sono usate per condannare il Cristianesimo. Ma è pur vero che il Cristianesimo ufficiale non riconoscerebbe mai la validità delle argomentazioni che proponiamo qui. Diciamo che mi piace l'idea di star forse contribuendo al mantenimento in stato "aperto" di una porta che l'ortodossia religiosa e scientista preferisce mantenere chiusa.

domenica 12 aprile 2020

Un Momento di Riflessione

Per me è un momento un po' particolare. La Pasqua mi ha permesso di ritrovare una spiritualità che pensavo, forse temevo, fosse perduta. Invece ho vissuto con grande partecipazione la celebrazione della morte e della resurrezione del Salvatore. Ho provato un profondo senso di gratitudine per la vita, per le cose semplici ed essenziali che questo particolare periodo storico ci esorta a coltivare. Ho avvertito la necessità di volgere l'attenzione all'interno, di dedicarmi molto più intensamente alla preghiera, alla lettura delle Scritture, specialmente a quei testi che non conoscevo se non di sfuggita, come le lettere di San Paolo.

Ed in un certo senso, ho accolto l'invito di San Paolo a farsi piccoli, a fare un bel bagno di umiltà e a verificare i fondamenti che animano la mia vita. Era un passo necessario, che sentivo già da tempo di dover affrontare. E' arrivato il momento e ne sono felice.

Nella Lettera ai Romani, Paolo esorta ad una riflessione che mi ha molto colpito:

Io so e sono persuaso nel Signore Gesù che nulla è impuro in se stesso; però se uno pensa che una cosa è impura, per lui è impura.  
Ora, se a motivo di un cibo tuo fratello è turbato, tu non cammini più secondo amore. Non perdere, con il tuo cibo, colui per il quale Cristo è morto! 

Questo mi ha fatto molto riflettere rispetto al cibo, ossia al messaggio, che qui si produce. Paolo esorta a non consumare cibo che un fratello potrebbe ritenere impuro, in quanto l'eventuale offesa recata a quel fratello non può che essere per noi motivo di squilibrio e turbamento. In effetti, un simile concetto rientra a pieno titolo nel messaggio di San Paolo, che sceglie la via dell'obbedienza ad ogni ordine costituito, dal momento che se un certo ordine è stato costituito, esso è stato voluto da Dio:

Ogni persona stia sottomessa alle autorità superiori; perché non vi è autorità se non da Dio; e le autorità che esistono sono stabilite da Dio.  
Perciò chi resiste all'autorità si oppone all'ordine di Dio; quelli che vi si oppongono si attireranno addosso una condanna; infatti i magistrati non sono da temere per le opere buone, ma per le cattive. Tu, non vuoi temere l'autorità? 
Fa' il bene e avrai la sua approvazione, perché il magistrato è un ministro di Dio per il tuo bene; ma se fai il male, temi, perché egli non porta la spada invano; infatti è un ministro di Dio per infliggere una giusta punizione a chi fa il male.  
Perciò è necessario stare sottomessi, non soltanto per timore della punizione, ma anche per motivo di coscienza. È anche per questa ragione che voi pagate le imposte, perché essi, che sono costantemente dediti a questa funzione, sono ministri di Dio.  
Rendete a ciascuno quel che gli è dovuto: l'imposta a chi è dovuta l'imposta, la tassa a chi la tassa; il timore a chi il timore; l'onore a chi l'onore.
[Rom. 13,1-7]

Non si tratta di codardia, ma del tentativo di non creare attriti, tanto pericolosi perché potenzialmente forieri di traumi, ossia di ferite, che possono alterare l'equilibrio psicofisico.

Ma torniamo al cibo di cui parlavamo poc'anzi. I contenuti informativi e a volte spirituali che produciamo qui, a mio modesto avviso non sono intrinsecamente in alcun modo offensivi di alcuna sensibilità, laica o religiosa. Il motivo è semplice: quanto qui esponiamo non è una interpretazione delle Scritture, ma la semplice constatazione dell'esistenza di corrispondenze tra le vicende in Esse narrate e i meccanismi sulla volta celeste. 

Come abbiamo più volte evidenziato, tali corrispondenze emergono dalla struttura stessa della natura, che il Padre ha voluto fosse ovunque simile a se stessa: in Cielo come in Terra. L'uomo non è estraneo a questa architettura frattale, ma anzi è completamente immerso in essa. Costituito ad immagine e somiglianza di Dio, ha la facoltà di scoprire come il proprio mondo, la propria vita, altro non siano che l'immagine riflessa di qualcos'altro. 

Una bellissima immagine di questo concetto ci viene dalla favola La Bella Addormentata, dove, i lettori ricorderanno, una bellissima principessa vittima di un incantesimo, dorme un sonno profondo di 100 anni, chiusa in una teca di cristallo. Questa favola ha un contenuto vagamente gnostico: la principessa rappresenta l'uomo, che nel corso della propria vita, permane in uno stato di sonno, che gli impedisce di accorgersi che ciò che vede intorno a sé non è la realtà, ma la propria immagine riflessa sulle pareti della teca di cristallo. Solo un atto di amore puro può permettere all'uomo di risvegliarsi, rivelando l'incantesimo e permettendogli finalmente di vivere una vita piena, fuori dalla teca, in cui la realtà si riveli in effetti per quella che è.

A nostro avviso, le Scritture funzionano in una maniera analoga, insegnandoci a riconoscere la realtà circostante quale riflesso di Dio: osservare la realtà ed identificare le corrispondenze tra essa e le Scritture, non serve ad interpretare meglio la realtà, quanto a conoscere meglio Dio. Capisco tuttavia che la frettolosa attitudine ad assimilare i concetti senza meditarli e senza riflettere, assecondata ed anzi stimolata dai social network, impedisca di cogliere la profondità di questo messaggio e di trarre beneficio da esso. La trasmissione del messaggio completo di tutte le sfaccettature richiederebbe molto tempo e le mie energie di uomo singolo sono limitate.

Pertanto, in un momento tanto delicato come quello attuale, raccolgo l'invito di San Paolo e metto sotto chiave i filmati su youtube ed i post dai contenuti più scottanti, per non arrecare danno alle sensibilità più fragili. Questo momento di pausa sarà una ottima occasione anche per me, per meditare sulle motivazioni che mi hanno spinto ad intraprendere questa attività divulgativa, cercando di purificarle da ogni anelito di ambizione personale. In effetti non possono negare di essere stato motivato anche dalla voglia di ottenere un riscatto personale ... ma non di essere stato tanto miope da non accorgermene. Del resto, lo stesso Poeta, percorrendo strade ben più elevate delle nostre, ma in zone non troppo distanti, insegnava come il peccato della superbia costituisse il pericolo maggiore per chi compie questo genere di viaggi:

Troppa è più la paura ond’è sospesa
l’anima mia del tormento di sotto,
che già lo ‘ncarco di là giù mi pesa»
.
[Purgatorio, canto XIII, 136-138]


Aggiornamento 17 Aprile 2020

Ringrazio tanto Fabio e Yman per i commenti benevoli, come ringrazio Mark Tex ed altre persone che mi hanno scritto via mail, recapitandomi messaggi preziosi e testimonianze di cui intendo fare tesoro.

Voglio aggiornarvi in merito alle mie riflessioni, sperando che scrivere possa aiutarmi a fare chiarezza anche in me.

I miei lavori sono frutto di intuizioni, di tale portata e bellezza che ho fatto fatica a contenerle e ho avvertito la necessità di condividerle. Inizialmente, con l'innocenza dei principianti, mi sono rivolto ad amici e conoscenti, sottoponendo loro le mie "teorie"; come si può immaginare, ma non ho avuto quel granché di riscontri: come si può chiedere ad una persona qualsiasi - per quanto dotata, sensibile ed intelligente - di dedicare la propria attenzione ai temi che trattiamo qui? Che ridere a ripensarci: le risposte che ottenevo oscillavano dal "Molto interessante! Dì, ma ieri l'hai visto il Gran Premio?" al "Dài, fonda una nuova religione che diventi ricco!".

Internet, il blog, il canale youtube, sono stati insieme una valvola di sfogo, che mi è stata utile per comunicare la visione che pian piano prendeva forma nella mente, ed il campo di semina, per trovare chi davvero nutrisse interesse per temi tanto particolari.

Dovendo comunicare dei contenuti molto particolari, sicuramente del tutto innovativi, ho cercato di dare loro una forma accattivante e gradevole: dapprima attraverso i testi, poi migrando verso i video. E' stato necessario imparare a realizzare modelli 3D, creare animazioni, aggiungere effetti speciali ... imparare per intero l'arte della lavorazione di un film, seppure in scala microscopica: sceneggiatura, pre-produzione, produzione, post-produzione ed effetti visivi, musica, effetti sonori, montaggioe pubblicazione.

E' molto complicato riuscire ad esprimere in pochi minuti concetti che meritano ore di approfondimento. Ho dovuto fare delle scelte, trascurando aspetti anche basilari, che ho dovuto dare per scontati, per arrivare a focalizzare l'attenzione sul significato di alcuni simboli.

I riscontri di pubblico sono stati in genere abbastanza positivi; non sono mancati anche alcuni casi di persone che sono state emotivamente scosse e hanno reagito in maniera ... "scomposta". Tutto bene dunque ... ma allora perché questo arresto?

Il punto è che mi sono reso conto che finora, ho trascurato di dare il giusto risalto al carattere spirituale del messaggio che ho ricevuto: temo di non essere riuscito a trasmettere il senso di profonda Gratitudine per l'esistenza di questo Piano - della cui esistenza sono più che certo - che ci vede tutti quanti protagonisti. 

Il Piano si basa sull'idea che l'Amore è il nocciolo, la chiave necessaria a vivificare questo mondo "meccanico", dove ogni cosa, dagli astri del cielo alle cellule del corpo, seguono Leggi predefinite, eliminando - almeno in apparenza - ogni possibilità di "scelta". Esiste, nell'Universo, una Intelligenza pronta a sacrificare Se stesso perché questo Piano, che si esprime pienamente attraverso la nostra esistenza, possa attuarsi. Nelle Scritture, questa Intelligenza è il Cristo, che - letteralmente - dà la propria vita per Amore.

Il punto difficile da cogliere (ma anche da trasmettere) è quello che la Chiesa cerca da sempre di portare alla nostra attenzione; quel concetto che quando viene ripetuto dal sacerdote ci fa interiormente voltare da un'altra parte, per una forma inconfessabile di paura: il fatto che i destinatari di quell'Amore siamo noi. Io che scrivo, voi che leggete, chi ci sta attorno ... coloro che amiamo, ma anche quelli che detestiamo, vicini e lontani.

Fa molto riflettere il concetto trasmesso da San Paolo: per quanto un essere umano possa apparirti immondo, considera che Cristo lo ha ritenuto degno al punto tale, da sacrificare la propria vita (anche) per lui!

Il simbolismo celeste delle Scritture, che sembra puntare ad eventi della nostra epoca, ci toglie la possibilità di pensare all'amore di Cristo come qualcosa da rivolgere ai tempi antichi e ce lo pone di fronte, proprio davanti al naso. Ci impedisce qualsiasi "via di fuga" e ci obbliga a prenderne atto, a constatarne l'effettiva presenza ... e di conseguenza a provare un profondissimo senso di inadeguatezza, per non riuscire a ricambiare un sentimento tanto puro e tanto grande. Quell'inadeguatezza mi ha spinto a riconsiderare i miei video, a rendermi conto che avevo "giocato" con i simboli, senza davvero penetrarli, o lasciarmi penetrare da essi ...


Ammetto di essere ancora molto combattuto, ma ho ottenuto risposte decisamente significative. Probabilmente non serve nascondere scoperte che sono state rese pubbliche, perché ormai nel bene e nel male le coscienze le hanno acquisite e nasconderle significa soltanto impedire una corretta acquisizione dei concetti e la giusta maturazione della coscienza.

Dal canto mio, penso di essere riuscito a trovare una certa serenità interiore sul tema. Capisco che nei tempi che stanno per arrivare sarà definitivamente abbandonato il concetto di "fare qualcosa per ottenere un tornaconto personale" di qualche tipo, mentre diventerà indispensabile "mettersi al servizio". Non si tratta di una eliminazione del libero arbitrio: nulla vieta esplicitamente di compiere una certa azione mantenendo come obiettivo l'ottenimento di un particolare vantaggio ... soltanto che la bilancia karmica diventa in questo caso molto più severa, rivelandosi invece molto più "premiante" per azioni compiute "per gli altri". Anzi, scopriremo che fare qualcosa per gli altri sarà - ma in fondo é sempre stata - la piú autentica e naturale fonte di gioia. Gesù ha spiegato molto bene questo concetto nella frase: "cercate il Regno dei Cieli e tutto il resto vi sarà dato in aggiunta". E' il momento di metterla in atto, non saranno perdonati ulteriori ritardi.

Tornando ai video e ai post oscurati, ho deciso di rendere di nuovo tutto pubblico. Ho consacrato i video che ho prodotto alla Vergine Maria, di fatto affidando a Lei tutto il lavoro svolto finora . Proprio in questa ottica, ho deciso di rimettere di nuovo online i contenuti a partire dalla mezzanotte del prossimo 1 Maggio, essendo Maggio il mese della Madonna.

Cosa posso aggiungere? Che mi dispiace, sinceramente, per le scelte che ho operato, ma posso assicurare che ho vissuto momento molto difficili e che non sarei mai tornato sulle mie scelte, se non avessi guadagnato nel frattempo un nuovo modo di osservare il mondo e di considerare il ruolo di "Arcana Ricordo", questa mia identità pubblica, ma allo stesso tempo segreta.

Sono state fondamentali le parole di conforto e di vicinanza ottenute dal piccolo pubblico che ci segue, addirittura commoventi le parole di Anna, nel commento qui sotto. Grazie! Ma ce ne sono stati tanti altri, che hanno fatto pervenire la propria richiesta di ripensare alla mia posizione, attraverso tutti i canali possibili: mail, youtube, commenti, twitter ... in tutti ho colto - e questa è stata la cosa più importante - pensieri amorevoli: ho finalmente avuto il riscontro che l'ombra del materialismo che temevo di aver seminato è in realtà ben lontana. Forse sono riuscito a trasmettere il senso ultimo del messaggio che ho deciso di veicolare: sapevano già che ognuno di noi si rispecchia nel mondo ... ora sappiamo anche che la nostra anima si rispecchia nel cielo.

A tutti grazie, di cuore. A.R.

sabato 21 marzo 2020

Salmo 90: Il Salmo dei Misteri (Parte 1/3)


Siamo in un momento storico decisamente intenso, complesso, sicuramente non semplice. E' ancora presto per dire se gli eventi che stiamo vivendo siano collegati in qualche modo all'annuncio portato dall'eclissi del 21 Giugno p.v. Di sicuro, le sollecitazioni fisiche e psicologiche a cui tutti noi siamo sottoposti, costituiscono un importante ostacolo alla nostra tendenza a procedere per inerzia, senza mai soffermarci troppo a pensare al senso di ciò che siamo e stiamo facendo.

La preghiera, le Scritture, possono essere strumenti potenti di auto-conoscenza e questo periodo è un perfetto invito a riscoprirle e ad usarle, senza paura. La rete offre un vasto panorama di Maestri che spiegano come interpretare i testi e come utilizzarli per arricchire significativamente la propria vita spirituale. L'invito, è che la divulgazione "tecnica" che sviluppiamo in questa sede, possa costituire per i lettori uno stimolo ad approfondire anche l'altro, ben più importante aspetto.

____


Eccoci quindi ad un'altra delle Grandi Fatiche di Fabio, che questa volta si cimenta con il Libro dei Salmi, alla ricerca delle regole per proiettare la logica numerica delle Scritture sulla volta celeste. Personalmente, oltre un certo livello, l'impiego dell'aritmetica in questo contesto non mi affascina, ma in letteratura c'è un immenso filone di ricerche in questo specifico settore ed in alcuni casi i risultati - quelli sì - sono affascinanti. 

Per cui pubblico ben volentieri questo nuovo contributo e attendiamo come sempre i commenti dei lettori. 

Arcana Ricordo




Salmo 90: Il Salmo dei Misteri (Parte 1/3)
di Fabio Painnet Blade


Abbiamo preferito dividere in tre parti questo nuovo articolo, così da aver occasione di dedicare le due successive, ai passaggi matematici dell’equazione individuata fra i versi della sacra preghiera nota come Salmo 90. L’equazione contempla un coefficiente variabile nel termine tradotto come ‘anni’ che abbiamo inteso proporre in tre misure diverse, ciascuna per uno specifico valore cosmico.



Libro quarto, Salmi 90-106

1 Preghiera di Mosè, uomo di Dio.
Signore, tu sei stato per noi un rifugio
d'età in età.
2 Prima che i monti fossero nati
e che tu avessi formato la terra e l'universo,
anzi, da eternità in eternità, tu sei Dio.
3 Tu fai ritornare i mortali in polvere,
dicendo: «Ritornate, figli degli uomini».
4 Perché mille anni sono ai tuoi occhi
come il giorno di ieri ch'è passato,
come un turno di guardia di notte.
5 Tu li porti via come in una piena;
sono come un sogno.
Sono come l'erba che verdeggia la mattina;
6 la mattina essa fiorisce e verdeggia,
la sera è falciata e inaridisce.
7 Poiché siamo consumati per la tua ira
e siamo atterriti per il tuo sdegno.
8 Tu metti le nostre colpe davanti a te
e i nostri peccati nascosti alla luce del tuo volto.
9 Tutti i nostri giorni svaniscono per la tua ira;
finiamo i nostri anni come un soffio.
10 I giorni dei nostri anni arrivano a settant'anni;
o, per i più forti, a ottant'anni;
e quel che ne fa l'orgoglio, non è che travaglio e vanità;
perché passa presto, e noi ce ne voliam via.
11 Chi conosce la forza della tua ira
e il tuo sdegno con il timore che t'è dovuto?
12 Insegnaci dunque a contare bene i nostri giorni,
per acquistare un cuore saggio.
13 Ritorna, SIGNORE;
fino a quando?
Muoviti a pietà dei tuoi servi.
14 Saziaci al mattino della tua grazia,
e noi esulteremo, gioiremo tutti i nostri giorni.
15 Rallegraci in proporzione dei giorni che ci hai afflitti
e degli anni che abbiamo sofferto tribolazione.
16 Si manifesti la tua opera ai tuoi servi
e la tua gloria ai loro figli.
17 La grazia del Signore nostro Dio sia sopra di noi,
e rendi stabile l'opera delle nostre mani;
sì, l'opera delle nostre mani rendila stabile.




Così come definito nel post Noha, il diluvio fra le stelle, è presumibile che dietro il suffisso ‘an’ (cielo) si nasconda il significato di una scala che relaziona fra loro tre sistemi cosmico-planetari differenti: il ciclo della Terra intorno al Sole, quello della Luna intorno alla Terra e quello della precessione degli equinozi.


Perché questi tre sistemi?


Molto è stato scritto sul significato del termine sumero ‘an’, tradotto letteralmente con ‘cielo’. Il suffisso compare infatti nel nome delle principali divinità della cosmogonia sumera a dimostrazione del fatto che per le antiche popolazioni mesopotamiche i riferimenti superni fossero entità indubbiamente collegate alla volta celeste. Poiché non abbiamo alcuna intenzione di attizzare le braci di arcinote speculazioni fanta-letterarie, abbiamo supposto che con l’espressione cielo si potesse e volesse intendere il cambiamento di una porzione dello stesso, convenzionalmente stimata nella misura di un grado angolare; pertanto dieci cieli (a seconda dell’astro o pianeta di riferimento), potevano essere considerati dieci trecentosessantesimi di uno specifico ciclo.


Se applichiamo la misura di dieci gradi al moto orbitale della Terra intorno al Sole, otteniamo 10/360esimi (grossomodo 10 giorni); durante la sua rotazione attorno al nostro pianeta, la Luna percorre un arco di dieci gradi in circa 18,6 ore; mentre rispetto al ciclo precessionale, i dieci gradi corrispondono all'incirca a 720 anni solari. Ciascuno di questi tre sviluppi porterà a soluzioni astronomiche di buona precisione e piuttosto sorprendenti per l’epoca. In effetti, ad ogni variazione delle stelle, dal punto di vista terrestre, si può dire tranquillamente che il cielo cambi costantemente il proprio assetto.


Ecco allora che in questo primo post abbiamo sostituito la variabile ‘an’ con la misura del giorno solare (un 360° del ciclo di rotazione terrestre intorno al sole); nel secondo post verificheremo il risultato dell’equazione attribuendo al suffisso ‘an’ (anni) il valore temporale di 1/360° del ciclo lunare; ed infine nel terzo post introdurremo nell'equazione base la misura del grado precessionale, quella cioè di un trecentosessantesimo dell’intero ciclo della precessione degli equinozi (circa 72 anni).

4 Perché mille anni sono ai tuoi occhi
come il giorno di ieri ch'è passato,
come un turno di guardia di notte.

Rivoluzione
Lunare
Ciclo
Precessionale
Rivoluzione
Terrestre
(giorno)
Rivoluzione
Terrestre
(anno)
Ciclo 1 lunazione
(l.)
1 ciclo precessionale (c.p.) 1 giorno
(g.)
1 anno solare
(a.s.)
Durata
ciclo
28 Giorni 25725 anni 1 giorno 1 anno
1/360 1,86666 h 71,4583… anni 4' minuti 24 h
Rotazione 1 grado 1 grado 1 grado 1 grado
Tempo di
Rotazione
1 l. / 25725 = 94 sec. 1 c.p. / 25725 = 1 anno 1 g. / 25725 = 3,35 sec. 1 a.s. / 25725 = 20 min.

Con il termine 'an' gli antichi Sumeri indicavano il cielo. I nomi delle loro principali dinività contenevano il suffisso 'an'. Il cambiamento di un cielo indicherebbe lo spostamento degli astri sulla volta celeste di un grado. Venti cieli equivarrebbero allora al tempo necessario a modificare la posizione degli astri ... di venti gradi.




Il Salmo 90 è stato citato (e maltrattato) da Zecharia Sitchin nel famoso libro L’Altra Genesi ma, a quanto pare, la parte finale del componimento sembra esser stata omessa allo scopo di irrobustire i pilastri di un ragionamento tutt’altro che condivisibile. A pagina 56 del libro L’altra Genesi l’autore descrive una diatriba con l’ascoltatrice di un programma radiofonico. La donna intendeva supportare la tesi creazionista secondo la quale il mondo sarebbe stato creato in sei giorni. Per confutare una tal prospettiva e introdurre un dato più realistico, Zecharia Sitchin aveva ben pensato di avallare il discutibile risultato aritmetico con l’aiuto del celebre Salmo 90 (Libro dei Salmi), ma la sua versione, a nostro parere, si trascinava dietro lo stesso difetto da lui sfacciatamente imputato ai teologi dogmatici, accusati di manipolare la traduzione dei Testi Sacri secondo costrutti confezionati a loro esclusivo uso e consumo.


"Una volta che ero ospite a una trasmissione radio in una città della "cintura della Bibbia", venni sfidato dalla telefonata di una donna che toccava proprio questo punto. Spiegai che per "giorno" la Bibbia non intende il nostro termine di ventiquattro ore sulla Terra, ma rappresenta piuttosto il concetto di una fase nel processo della creazione. No, insistette la donna, la Bibbia intende esattamente "venti­quattro ore". Allora le feci notare che il testo del primo capitolo della Genesi tratta non di tempi umani, ma del tempi del Creatore, e il Libro dei Salmi (90:4) ci dice che agli occhi di Dio "mille anni sono come ieri". Era disposta ad ammettere, almeno, che la creazione poteva avere richiesto seimila anni? A questa mia domanda, con grande delusione da parte mia, non seguì alcuna concessione. Sei giorni significa sei giorni, insisteva la radioascoltatrice."

Non mi è sembrato però egli si sia reso conto che anche il suo atteggiamento ricalcava quello di detrattori senza scrupoli e nemmeno, pare, che qualcuno gliel’abbia mai fatto notare, dacché nel riportare il Salmo 90 si riservava di depennare (distrattamente?) la porzione di testo tradotta come ‘e un turno di guardia nella notte’. I mille anni pertanto non sarebbero risultati uguali al giorno di ieri appena passato (quindi al tempo di ventiquattrore solari) ma al ‘giorno’ di ieri appena passato più il turno di guardia/veglia nella notte. In parole povere, le macchinazioni di Zecharia Sitchin non ci hanno convinto minimamente.
  • 1000 anni = giorno (luce) di ieri + 4 h
  • 1000 anni = 10h + 4h (solstizio d’inverno).


Sulla base di traduzioni condivise (approfondimenti nel seguito di questo post, di prossima pubblicazione), si è visto che il termine ‘giorno’ può essere inteso in quattro modi diversi (ipotesi 1, 2, 3, 4) ciascuno dei quali implicherebbe un peculiare sviluppo matematico dell’equazione in esame. Ciascuno dei quattro modi corrisponde ad una differente durata del giorno, espressa in ore.

  1. ipotesi 1. Giorno = 24 ore
  2. ipotesi 2. Giorno = 10 ore: ore di luce al solstizio d’inverno.
  3. ipotesi 3. Giorno = 12 ore: ore di luce agli equinozi.
  4. ipotesi 4. Giorno = 14 ore: ore di luce al solstizio d’estate.

Valutato ciò, per capire il costrutto matematico sarà a questo punto sufficiente sostituire l’ultima incognita che riguarda il valore quantitativo del termine ‘giorno’ (da intendersi - in questo caso – nella sua intera durata di 23 ore, 56 minuti e 3 secondi). Ed allora, se un anno fosse inteso come un lasso di tempo formato da 360 spicchi di un grado ciascuno, 1000 anni dovrebbero sancire senza margine d’errore un arco temporale di 360.000 giorni solari. Infine, dato che la seconda porzione dell’equazione è espressa in ore, potremmo trasformare i 360.000 giorni in ore solari.


A questo punto non resterà altro da fare che sostituire il secondo termine dell’equazione con ognuno dei quattro valori ipotizzati e cercare una verifica nel significato dei quattro risultati ottenuti. Calcolatrice alla mano, una volta applicata questa semplice procedura, il nodo è venuto al pettine, infatti solamente il valore di 10 + 4 ore solari (coerente alla traduzione della parola ‘giorno’ come ‘ore di luce’ nell’intervallo alba-tramonto) ha conseguito riscontri altamente significativi perché definisce con precisione sorprendente la quantità esatta delle ore contenute in 71,428 anni, ovverosia nel grado del ciclo precessionale.



360.000 x (23h , 56’ min , 3’’ sec.)* = 14 h

360.000 x 23h +
360.000 x 56 min +
360.000 x 3 sec =
______________________________
8.616.300 h

8.616.300 h = 14 h

Da cui:
615450 h** = 1 h

________________________________________

(*) 23h, 56’, 3’’ = 23,93416666666
(**) 615450/23,934166666666= 25.714 gg/360= 71,428 anni



La corrispondenza esatta del valore seicentoquindicimilaquattrocentocinquanta con la stessa, identica cifra riportata nel secondo censimento del Libro dei Numeri, esclude la possibilità di un risultato casuale.

_______________________________

Una versione aggiornata di questo post, insieme ai seguiti (parte 2 e parte 3), possono essere lette direttamente sul blog dell'autore ai seguenti indirizzi:

sabato 18 gennaio 2020

Chiarimenti


Il passaparola mediatico sta facendo aumentare in maniera sensibile il numero degli iscritti al canale youtube e dei lettori del blog (nulla di epocale, siamo nell'ordine delle poche centinaia di persone in tutto), forse perché si cercano risposte concrete ad una incertezza geopolitica, culturale e sociale sempre crescente.

L'invito personale che rivolgo da fondatore del canale e del blog è di dedicare energie alla lettura dei Vangeli, svolta in piena autonomia: sono testi per certi versi più avanzati di tante guide spirituali moderne e offrono risposte inattese, anche se a volte difficilmente interpretabili. Occorre assimilarli, digerirli e avere la pazienza di aspettare che il significato di certe espressioni emerga pian piano al livello della coscienza.

_________

Ciò detto, mi preme dare una risposta esaustiva ad un lettore, Yesterday's Man, che fra i commenti del suggestivo post di Fabio "Noah: il Diluvio tra le Stelle", ha fatto un certo sforzo analitico, per proporre una serie di idee alternative rispetto a quelle che abbiamo illustrato nel corso del tempo su queste pagine.


Arcana Ricordo



Chiarimenti

E' abbastanza difficile affrontare la sfida di rispondere in maniera esaustiva e completa a Yesterday's Man, perché la conversazione si è mossa in parecchie direzioni. Cerco di riportare tutti i commenti che sono stati postati e poi di dare una risposta puntuale agli aspetti che mi sembrano più interessanti. Fabio mi perdonerà se non ho ripreso anche i suoi, ma mi premeva rispondere sull'aspetto più strettamente simbolico.

Una premessa mi sembra d'obbligo: qui non abbiamo certezze! Per quanto mi riguarda, mi piace di più osservare la consistenza e la bellezza del quadro d'insieme, che non la sua effettiva rispondenza a fatti reali. Mi spiego meglio: tra i commenti che ho ricevuto, ce ne sono stati di piuttosto aspri, per una mia presunta disinvoltura a parlare di "catastrofi" naturali.

La mia personale opinione in questo caso è che noi giudichiamo sempre sulla base dell'esperienza. Intendiamoci, la nostra capacità di osservazione dell'universo che ci circonda - che si esprime nella sua veste più elevata attraverso la scienza moderna - è tutt'altro che trascurabile: l'evoluzione tecnologica ha ampliato i nostri orizzonti percettivi a livelli che fino a pochi anni fa erano impensabili. Eppure, quella stessa scienza che gioca quotidianamente a smontare le nostre certezze, non è sufficiente a rimuovere la nostra convinzione che determinati eventi astronomici debbano necessariamente provocare immani "catastrofi". Lo stesso termine "catastrofe" implica l'espressione di un giudizio, che se eliminato trasformerebbe la parola in semplice "cambiamento". Gli antichi non la pensavano così: tra poco lo vedremo insieme.

Ma torniamo al nostro amico. Ho riportato di seguito i commenti scritti in data 4, 9 e 10 Gennaio. A ciascuna sezione diamo un titolo, per comodità di riferimento.





  Sig Arcana,

  Sono un ammiratore del Mulino d’Amleto e di conseguenza mi ha fatto molto piacere scoprire il suo blog e sapere che c’è ancora qualcuno che “prosegue ed amplia questo tipo di ricerche.

  Anche se ammetto di non essere sempre d’accordo con le sue interpretazioni, in linea di massima concordo con le sue conclusioni. Un esempio in cui non concordo pienamente con le sue conclusioni si trova nel primo significato qui sopra. Il fatto che “il sole sorse due volte dove ora tramonta ecc.” non necessita obbligatoriamente situazioni catastrofiche (e bisognose di energie colossali) quali il ribaltamento dell’asse di rotazione. Continuando a utilizzare la precessione degli equinozi il sole può benissimo sorgere due volte nello stesso punto dopo 25920 anni - necessitando appunto “di un lunghissimo periodo di tempo” come precisa Erodoto.



Partiamo dal testo di Erodoto: il brano completo potrebbe piacere a Fabio, vista la ricchezza di cifre e di conti che riporta.



"Così gli Egiziani ed i loro sacerdoti narrarono. Ed essi mostrarono che vi erano state trecentoquarantuno [341] generazioni di uomini, dal primo re all'ultimo, il sacerdote di Efesto. Ed in quelle generazioni vi erano anche molti altri sacerdoti e re. Ora trecento generazioni [300] di uomini corrispondono a diecimila [10.000] anni, perché tre generazioni di uomini corrispondono a cento anni [3 generazioni = 100 anni]. E nelle quarantuno [41] generazioni che restano da sommare alle trecento, vi sono altri milletrecento e quaranta anni [1.340]. Così dissero che in undicimila trecento quaranta anni [11.340] nessun dio dalla forma umana era stato re. Non solo. Ma negavano che alcunché di simile fosse avvenuto prima e dopo fra i re che continuarono a susseguirsi in Egitto. Aggiunsero che durante questo periodo il sole cambiò quattro volte il suo oriente: levandosi due volte dove ora tramonta e tramontando due dove ora sorge, senza che nell'Egitto avvenisse alcun mutamento: né nella sua vita agricola, né nei suoi fenomeni fluviali, né per le malattie, né per le morti.".


[Erodoto - Le Storie, Libro II, Capitolo 142]

La teoria che ho proposto suggerisce che una alterazione del moto precessionale possa avvenire con frequenza di un emiciclo, avente una durata pari a 13.000 anni. Se i calcoli di Erodoto sono esatti (alcuni commentatori contestano la sua ipotesi di considerare 3 generazioni = 100 anni), gli sconvolgimenti solari sono avvenuti in un periodo inferiore alla durata di un emiciclo precessionale; inoltre, il resoconto ottenuto dai sacerdoti egiziani non specifica in quali tempi avvennero i diversi sconvolgimenti.

Tuttavia mi sembra molto interessante il fatto che i sacerdoti abbiano tenuto a precisare che le importanti variazioni all'ordine cosmico non abbiano causato alcuna "catastrofe" in Egitto, lasciando che i cicli naturali potessero procedere inalterati. Si tratta di una precisazione importante, che a mio avviso dimostra come sia Erodoto, sia i Sacerdoti egizi, ritenessero che l'affermazione "il sole cambiò quattro volte il suo oriente: levandosi due volte dove ora tramonta e tramontando due dove ora sorge" non potesse essere riferita a variazioni dei moti celesti di tipo convenzionale, destinate a verificarsi nel lungo periodo, ma a variazioni sostanzialmente improvvise.

D'altra parte, Erodoto non è l'unica fonte in tal senso. Nel "Politico", Platone suggerisce un concetto assolutamente analogo:


[Platone - Il Politico, Capitolo 269]

D'altra parte, mi pare anche che l'interpretazione più conservativa, che interpreta il "luogo" in cui il Sole sorge o tramonta come un riferimento zodiacale, ponga più problemi di quelli che risolve:

  • innanzitutto, il "luogo" zodiacale dove il Sole sorge cambia - prima che per il moto precessionale - per il normale moto di rivoluzione terrestre; in questa ottica, le osservazioni di Platone ed Erodoto in quest'ottica diverrebbero semplici costatazioni di una quotidianità che non ha alcun motivo per essere ricordata come realtà appartenente ad epoche lontane;
  • in secondo luogo, leggendo per intero i brani proposti, mi pare evidente che nessuno dei partecipanti alle conversazioni qui riportate si stesse riferendo al cielo stellato: stavano parlando di fenomeni osservabili da chiunque, ed assolutamente extra-ordinari.

Pur con tutte le cautele del caso, necessarie quando si ha a che fare con racconti pseudo-mitologici, sembra che i testi antichi ammettano in effetti la possibilità che una inversione dei moti celesti possa avvenire e soprattutto che non debba necessariamente essere foriera di una catastrofe naturale sulla Terra. Una ipotesi che invece i testi antichi non confermano è che le alterazioni di moto precessionale debbano avvenire periodicamente. In effetti, i Sacerdoti Egizi riferiscono ad Erodoto che questi eventi accadono, senza chiarire tempistiche e periodicità. Per quanto mi riguarda, posso soltanto affermare che in effetti, i testi non forniscono una efficace smentita a questa ipotesi.


Ripartiamo quindi con le interessanti osservazioni di Yesterday's Man.




  Il vostro lavoro è impressionante perché andate in dettagli che non avrei neppure immaginato. E le vostre intuizioni sembrano incastrarsi le une nelle altre con una semplicità disarmante.

  Ecco perché talvolta resto stupito quando sembrano poter esistere (forse, non ho la pretesa di aver ragione) spiegazioni più semplici di quelle che implicano una catastrofe cosmica, ma vengono ignorate. Attenzione, non nego che una catastrofe possa avere avuto un posto di primo piano nella storia dell’umanità. Anzi la mia teoria è proprio che dovremmo guardare con attenzione quella che secondo gli ultimi studi geologici avrebbe interessato la terra nel Dryas recente.


  Controllando le date di questa catastrofe che pose fine all’era glaciale, esse paiono coincidere col periodo in cui i miti posizionano il Diluvio Universale. Nello stesso periodo osserviamo il livello marino salire di 120m in circa 1000 anni: su piane marittime come l’antico Adriatico e l’attuale Camargue francese questo innalzamento rubava un po’ più di 1 m. di spiaggia all’anno!

  Come voi, penso anch’io che questa catastrofe (descritta con dovizia di particolari nel mito di Fetonte ed ancor di più nell’Apocalissi di Giovanni), segni un punto importante nel calcolo del ciclo precessionale. E proprio per questo, anche se non escludo che certi indizi precessionali “giochino a prevedere il futuro”, mi sembra che la maggior parte siano piuttosto studiati per ricordare all’uomo del futuro ciò che successe in quel lontano passato.

  La mia ipotesi è che queste “profezie” servano a dimostrare il grado di conoscenza della meccanica celeste di queste culture arcaiche, e non a prevedere un non identificato cataclisma prossimo venturo.


I complimenti sono sempre apprezzati, anche se non necessari. In ogni caso grazie! Grazie anche per i preziosi indizi geologici che non conoscevo: in effetti, sembrano confermare l'ipotesi che qualcosa sia avvenuto, in corrispondenza del passaggio da Era della Vergine ad Era del Leone. Nella migliore tradizione materialista, gli articoli segnalati individuano le cause di quelle "catastrofi" in impatti cometari; è possibile, senz'altro, ma io non escluderei cause meno ovvie.


L'ultima affermazione di Yesterday's Man è preceduta da una interessante domanda: "perché esistono queste profezie?"; o per dirla in maniera più completa: "per quale motivo la simbologia evangelica si presta ad una interpretazione in chiave astronomica? ed è possibile che la rilettura dei testi in questa chiave consenta di anticipare eventi di portata planetaria che dovrebbero accadere in un futuro più o meno remoto?".


In parte, ho già risposto a questa domanda in un post precedente. Ma proviamo a seguire il ragionamento di Yesterday's Man. Ok, ammettiamo che sia vero che "queste “profezie” servano a dimostrare il grado di conoscenza della meccanica celeste di queste culture arcaiche"; la mia domanda è: "che gliene importava a queste culture di dimostrarci la loro competenza tecnica?". Dare prova di una approfondita conoscenza del mondo? Ma non c'era proprio altro modo che non fosse quello di seminare indizi simbolici nel più Sacro dei libri Sacri?


Ognuno ha il sacrosanto diritto di esprimere le proprie opinioni e seguire la strada che gli sembra più ragionevole, ma secondo me la simbologia evangelica ha un altro scopo: come il messaggio di Cristo si propone di accrescere l'uomo, rendendolo capace di maggiore consapevolezza di sé e di conoscere meglio se stesso, così la simbologia astronomica ha lo scopo di aiutare il lettore.


Personalmente, interpreto questo aiuto come un supporto concreto rivolto ad una particolare generazione futura che potrebbe interpretare i fatti che si verificano nella propria realtà come causa di grande preoccupazione.


Insomma, se il Sole si spegnesse, quanti rimarrebbero tranquilli? Eppure sono convinto che tutti richiamerebbero alla mente il concetto del Dio che muore, ma che poi risorge. Questo antico messaggio, ripetuto continuamente nei millenni fino a diventare una intima parte di noi stessi, ci sarebbe di enorme conforto. La simbologia astronomica garantisce che tutto era già noto in precedenza (un altro aspetto confortante) e che tutto è destinato a svolgersi in un certo modo.




  Prendiamo l’apocalisse per esempio.


"E i re sono sette: i primi cinque sono caduti; uno è ancora in vita, l’altro non è ancora venuto e, quando sarà venuto, dovrà rimanere per poco. La bestia, che era e non è più, è l’ottavo re e anche uno dei sette, ma va verso la rovina."

  Se ho ben capito la vostra teoria il testo descriverebbe una durata temporale ridotta del passaggio del sole nella casa dell’Acquario a causa di una catastrofe. Anche questa volta siamo quasi completamente d’accordo ;-)

  In effetti, mi trovate d’accordo con quasi tutta l’interpretazione: i primi cinque sono i cicli precessionali passati in cui ciascuna costellazione è “re”, il re in vita è il ciclo precessionale in corso, quello che durerà poco invece non penso sia l’Acquario.


Ci ho pensato anche io ... alla possibilità che i Re fossero cicli precessionali, ma ci sono diversi elementi che non tornano, per cui ho dovuto tornare all'ipotesi degli emi-cicli precessionali.


Per gli antichi, la sola idea di percorrere interamente un ciclo precessionale pone problemi forse maggiori di quelli che si presentano con una inversione. Il ciclo completo prevede infatti l'attraversamento del quadrante oscuro dello Scorpione, che comprende i tre segni zodiacali corrispondenti ai quattro cavalieri dell'Apocalisse, di cui ho parlato in coda a questo post. Gesù spiega che la protezione divina consente agli uomini di evitare i pericoli di questo oscuro quadrante (come vedremo tra breve, il serpente è una parte della costellazione dell'Ofiuco, accanto allo Scorpione):


Ecco, io vi ho dato il potere
di camminare sopra
serpenti e scorpioni

e su tutta la potenza del nemico;
nulla potrà farvi del male.



Parole di conforto, che fanno sicuramente piacere, ma non permettono di capire se ci viene data la possibilità di attraversare il quadrante oscuro senza conseguenze, o se per qualche motivo non avremo bisogno di farlo ...


Anche la vicenda dei Magi evidenzia un percorso emi-ciclico. Ne ho parlato nel video "Il Presepe Celeste - Parte IV", che contiene una inedita interpretazione della famosissima "adorazione dei Magi" di Leonardo da Vinci.




Ci sono anche altri simboli: saranno oggetti di futuri post e video; per ora serve un po' di pazienza ...





  Posso sbagliare, ma sono convinto che occorra guardare da un’altra parte della croce precessionale: non una parte a caso, ma quella che si trova a 90 gradi a nord rispetto al percorso odierno del sole: il re del ciclo attuale allora è il Sagittario e non i Pesci.

  Dopo il Sagittario c’è una costellazione che nessuno vuol vedere perché sarebbe la tredicesima: l’Ofiuco.

  Ofiuco: la tredicesima costellazione

  Questa costellazione è più piccola della altre e di conseguenza durerà meno. Solo in questo modo l’ottavo Re (lo Scorpione) può essere nello stesso tempo la ottavo e uno dei sette.


Della precessione sappiamo poco. I libri di astronomia spiegano in dettaglio le cause presunte (è bene dire che non esiste una dimostrazione definitiva in questo ambito) del moto di precessione degli equinozi e si soffermano talvolta a esporre le varie ipotesi circa la sua durata. I volumi di astrologia riferiscono che il riferimento per riconoscere l'Era corrente è il Punto Vernale: per sapere quale sia l'Era Astrologica corrente è quindi necessario capire quale sia il segno zodiacale che si trova "alle spalle" del Sole, durante l'equinozio di primavera. L'Era Astrologica attuale è associata al segno dei Pesci e poiché la rotazione precessionale avviene in moto retrogrado, la prossima Era sarà associata al segno precessionale che precede i Pesci nell'ordine zodiacale, cioè l'Acquario.


In effetti è vero che l'Ofiuco, pur essendo una costellazione immensa, individua sull'eclittica un piccolo settore circolare. Ma l'Ofiuco non è un segno zodiacale e non dà il proprio nome ad un'Era Astrologica. I motivi non sono da ricercarsi in una particolare antipatia per il numero 13, bensì in aspetti molto più "tecnici". Ne evidenzierò un paio.


Il primo, è che l'Ofiuco, nella sua veste moderna, è una costellazione composta dal serpente e dall'uomo che lo tiene fra le mani. La porzione di costellazione che taglia l'eclittica è costituita dalla parte inferiore dell'uomo: nella raffigurazione che segue, la porzione interessata comprende parte delle gambe.


L'Ofiuco Moderno


Ma non è sempre stato così. In epoca egizia, la costellazione era rappresentata come una divinità che naviga sulle acque dell'emisfero australe celeste con una imbarcazione. Questa rappresentazione non tagliava l'eclittica. In questo modo viene per esempio rappresentata nello Zodiaco Egiziano di Dendera, dove l'Ofiuco è ben visibile appena sopra lo Scorpione (qui evidenziato in verde):


Lo Zodiaco di Dendera: 500 A. C.


Il secondo aspetto è che nell'antichità le Ere Astrologiche non potevano essere delimitate dai confini delle costellazioni zodiacali (come erroneamente riporta Wikipedia); se così fosse stato, i confini delle Ere sarebbero stati variabili, dal momento che l'estensione delle costellazioni dipende dalla posizione delle stelle che le compongono. Gli antichi sapevano infatti che le stelle non sono immobili le une rispetto alle altre e che quindi le costellazioni potevano cambiare forma ed estensione nel corso del tempo. Meglio allora impiegare estensioni d'Era di lunghezza fissa, misurate partendo da un punto di riferimento che risulti assolutamente immobile.


La ricerca di riferimenti immobili anche nel lungo periodo ha portato gli antichi sapienti ad identificare le due sole zone dell'eclittica in cui gli effetti del moto stellare sono trascurabili: le due intersezioni con la Via Lattea (rimando al post il Punto Zero, dove parlo diffusamente di questo tema). Partendo da questi due punti, che sono opposti, ragioni di comodità di calcolo e di misura hanno portato alla individuazione di dodici segmenti circolari, che sono in seguito stati associati ai dodici segni.


Dal blog appunti di astrologia (fonte anche delle belle immagini precedenti):



I SEGNI ZODIACALI E LO ZODIACO ASTROLOGICO

[...] I segni zodiacali sono suddivisioni SIMBOLICHE della fascia zodiacale in 12 parti uguali e hanno solo preso il nome e l'ordine delle 12 costellazioni principali che da sempre la intersecano, e non tengono conto della loro effettiva posizione lungo l'eclittica e della loro ampiezza, anche gli antichi astrologi sapevano bene che le costellazioni non erano tutte grandi uguali!

Perché dodici segni e non 11 o 13 oppure 8 ??...diciamo che il calendario babilonese al tempo della nascita dell'astrologia prevedeva che un anno solare fosse formato da 12 mesi lunari di 30 giorni e la corrispondenza è già abbastanza significativa, ma è molto più probabile che sia la suddivisione dello zodiaco in 12 segni di 30 gradi che l'anno in 12 mesi di 30 giorni abbiano avuto la stessa origine e cioè la ricerca di una maggiore facilità nei calcoli astrologici e computo del tempo (calendario).

Ecc. ecc.





  Provando a riassumere:

  più di 8000 anni fa c’è stato un impatto cometario che ha messo fine all’ultima glaciazione e dato origine al mito/realtà del diluvio universale. Questa catastrofe è stata registrata per i posteri grazie al computo dei cicli precessionali da una società arcaica che ne ha voluto mantenerne il ricordo.

  Ogni ciclo precessionale è formato da una croce processionale est-ovest e nord-sud. La stessa su cui è stato e resta inchiodato Gesù/sole per 2160 anni.

  La narrativa cristiana ha messo in avanti soprattutto l’asse est-ovest di un Gesù che nasce dalla Vergine (casa del pane; spica/spiga) all’alba e giunge in terra come pesce/pescatore (simbolo delle catacombe) al tramonto.

  L’iconografia cristiana invece ha mantenuto entrambi gli assi della croce, ma per indicare il ritorno di Cristo nella prossima croce precessionale: Leone-Acquario, Toro-Scorpione (*)

  La prossima era precessionale dell’Acquario non può esistere pienamente prima che sia passata l’era dell’Ofiuco: il tredicesimo incomodo che avrà però “breve” durata.

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  (*) in moltissime chiese e altari Gesù è raffigurato in compagnia dei 4 evangelisti rappresentati simbolicamente da un:
  • Leone
  • Toro
  • Aquila (la coda dello Scorpione era anche raffigurata come la testa di un’aquila)
  • Angelo o uomo (l’uomo con la brocca, l’Acquario)

Sono gli stessi quattro personaggi che aprono il libro di Ezechiele e che gli ufologi confondono con gli alieni. Eppure Ezechiele mette ben in chiaro che essi appaiono quando si aprono i cieli, hanno gambe dritte di bronzo (spade), procedono insieme in avanti senza mai tornare indietro, le ruote che li muovono (meccanismo celeste) sono tappezzate di occhi/stelle, e tutti e quattro si stagliano su un firmamento di cristallo...


La conclusione è coraggiosa: denota spirito di osservazione e voglia di capire. Purtroppo non sono sicuro di capirla e se devo essere sincero, quel che ne capisco non mi convince ...


Per quanto riguarda la geometria delle croci:

  • 2.160 anni è la durata approssimativa di un'Era Astrologica, non di una condizione di allineamento con una croce.  Il tempo che il Sole precessionale impiega per superare un singolo punto sull'eclittica è pari a 36 anni, pertanto l'allineamento con una croce celeste non può essere maggiore.
  • La "Croce eclittica" è centrata sulla Terra e ha quattro bracci che puntano verso i 4 segni fissi: Leone, Toro, Scorpione e Acquario (ne parlo nel filmato "Il Presepe Celeste - Parte IV", oltre che in un breve accenno verso la fine di questo post). In un certo senso, essa può essere identificata con il ciclo precessionale completo, la cui durata è pari a 25.920 anni.

Forse il nostro lettore intendeva dire che l'evento predetto dal Vangelo è semplicemente il naturale completamento del ciclo precessionale, al termine del quale il Sole (equinoziale e solstiziale) avrà toccato tutti e quattro i bracci della croce eclittica. Si tratta certamente di una ipotesi, che non mi trova d'accordo per i motivi esposti in precedenza.


L'espressione "La prossima era precessionale dell’Acquario non può esistere pienamente prima che sia passata l’era dell’Ofiuco" credo sia inesatta, dal momento che la costellazione dell'Ofiuco interseca l'eclittica tra Scorpione e Sagittario, ben lontano dall'Acquario. Dunque, se esistesse una "Era dell'Ofiuco", essa non potrebbe precedere quella dell'Acquario, ma sarebbe molto successiva.


Per concludere: la maggiore difficoltà nel trovare costruzioni alternative è che esiste una correlazione profonda tra elementi simbolici diversi, che sembra puntare sempre alla stessa conclusione. Smontare un frammento significa dover rivedere tutto il castello, il quale si dovrebbe adattare integralmente alla nuova ipotesi. Tuttavia, l'esercizio interpretativo è sempre utile e sempre apprezzato quindi ... grazie!