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sabato 16 febbraio 2019

Il Mullah Ignorante


Il post di oggi segna l'inizio di una nuova fase del blog "Profezie Evangeliche", basata su collaborazioni con appassionati che hanno in comune l'interesse per le tematiche che qui vengono trattate. Oggi è con grande piacere che introduco il primo di una serie di contributi, prodotti da Fabio Painnet Blade: una firma piuttosto presente su Internet, che ha voluto farmi pervenire le proprie considerazioni in merito al tema della Precessione degli Equinozi nelle Sacre Scritture. A tutti buona lettura!
Arcana Ricordo



Il Mullah Ignorante
di Fabio Painnet Blade


I testi cosiddetti ‘Sacri’ - com’è noto – sono stati curati da numerosi autori quasi del tutto sconosciuti, tuttavia solo ad alcuni è stata attribuita una precisa fonte, inoltre le religioni hanno provveduto nel tempo a selezionare a proprio arbitrio i reperti più svariati sebbene riguardanti protagonisti comuni, portando alla conoscenza dei propri credenti, contributi e storie diverse, cosicché, ciò che per taluni rappresenta, e ha rappresentato nei secoli, oggetto di devozione, per altri non è stato che materiale inutile e privo di valore, quando non del tutto fuorviante (apocrifo). Nell’affrontare queste letture ho così cercato di liberarmi da ogni pregiudizio, da ogni suggerimento che provenisse da conoscenze acquisite in precedenza.

Robert Bauval, autore con Sandro Zicari del bel libro ‘Eresia Vaticana’, ci parla di un mullah che, nell’osservare il logo di una compagnia aerea saudita aveva individuato un preciso riferimento alla cristianità.



Robert Bauval racconta l’episodio del mullah ignorante


La Croce dei cristiani era riprodotta e mescolata ad arte in mezzo ad altri tratti del disegno che riproduceva il simbolo identificativo sulla carlinga di ogni velivolo e su ogni singolo depliant informativo. Non appena il padrone della compagnia, di fede islamica, venne a conoscenza del fatto non esitò a rimuovere quel segno sacrilego da tutti i supporti su cui era stato così abilmente mimetizzato.

Anch’io mi sono rivolto alle sacre scritture ebraiche con lo stesso piglio del mullah ignorante, spogliandomi di ogni concezione, di ogni opinione qualificata, di ogni abito culturale che potesse indurmi ad una lettura orientata, pensando solo a posteriori al famoso passo di S.Paolo nella lettera ai Corinzi nella quale la sapienza dei greci era considerata ‘stoltezza’ e che solo con l’animo dei puri si sarebbe potuto cogliere il messaggio del Cristo morto in croce.

Non diverso mi è sembrato l’ammonimento dello stesso Gesù quando dice: ‘Credete in me come credono i bambini’. Due diversi appelli rivolti allo stesso genere di persone comunemente considerate prive di contaminazioni culturali (Per completezza vorrei citare a questo proposito anche il noto regista scrittore e saggista Pier Paolo Pasolini, deceduto in circostanze oscure ed anche lui convinto esistesse una forma di saggezza che solo gli umili e gli incontaminati dalla ‘cultura borghese’, potevano manifestare.) 

Senza volerlo, ho finito per applicare anch’io questa regola e i risultati ottenuti sono stati sbalorditivi, o sconcertanti, secondo il punto di vista. Così facendo ho ridotto i condizionamenti che avevano ingannato milioni di sguardi distratti e non ho pertanto potuto esimermi dal notare che questi Testi tanto diffusi nel mondo, assieme a una consistente parte redatta in lingue più volte tradotte, modificate ed interpretate, hanno conservato inalterata la loro parte numerica. Ho cominciato allora a considerare le scritture bibliche come un preciso codice alfa-numerico nel quale solo la parte cifrata si era mantenuta immutata nel tempo, a prescindere dalla versione proposta/imposta dagli esegeti di turno.

Che gran parte dei testi biblici riportino sequenze di cifre è un dato incontestabile, un po’ meno scontato è invece il fatto che , tali codici e numeri, facciano riferimento a concetti e rappresentazioni astronomiche. Non si tratta tuttavia di rapporti dedotti a posteriori, ma di correlazioni esatte che, proprio in virtù della loro precisione, fungono da riscontri assoluti. Si può dire infatti che l’esatta corrispondenza di un numero possa essere dovuta al caso? Gli statistici sanno bene che, quando la probabilità che si verifichi un dato evento è infinitesimale, ci si deve razionalmente porre il dubbio che non si tratti di coincidenza ma, semmai, di inadeguatezza dei nostri procedimenti di stima.

Alcuni in realtà hanno intuito la possibilità che vi siano relazioni importanti fra le numerose sequenze di numeri riportati nei passi biblici, ma a quanto mi risulta nessuno pare aver spinto le proprie indagini fino alle dimostrazioni. Il mio lavoro si è svolto nel segno di questa necessaria obiettività di giudizio.


Nelle mie analisi ho cercato di innestare una chiave raziocinante al corpo di testi alfa-numerico, giungendo alla conclusione che, lungi dal rappresentare quantità casuali, i numeri riportati in alcuni libri (Genesi, Numeri, 1Re, 2Re), spesso attribuiti a età di individui (anziani) o a censimenti di persone, forniscano in realtà codici astronomici di movimenti planetari significativi per la cultura ebraica (come traiettoria e durata di particolari fenomeni lunari) e strettamente correlati al ciclo precessionale degli equinozi.

Ho inizialmente concentrato ogni indagine intorno alla questione dell’età dei patriarchi antidiluviani individuando immediatamente una cifra precisa. Mi ha sorpreso soprattutto il fatto che tale calcolo, per quanto banale ed intuitivo, non sia mai stato menzionato in opere di genere analogo (e a quanto mi risulta nemmeno di genere diverso.) Il numero di cui detto sopra, quello ricavato da una calcolo elementare, rappresenta la durata della trecentosessantesima parte del ciclo precessionale degli equinozi (1 grado), che per cultura ebraica, com’è risaputo, è un fenomeno cosmico di imprescindibile importanza. Per rispetto della matematica, devo tuttavia, precisare che tale numero è stato calcolato con la misura del giorno solare differente di soli trentasette secondi rispetto a quello rilevato nella nostra epoca.

Il fatto che gli sconosciuti autori dei testi biblici, si siano premurati di criptare un valore numerico (per loro assai significativo) non è minimamente messo in dubbio, tant’é vero che esso ricorre con la stessa precisione anche nel libro dei Numeri. Su entrambi i testi, la medesima misura compare quindi in forma criptata e somigliante al punto da risultare quasi sovrapponibile. Il vero mistero, allora, diventa quello di capire come sia stato possibile che nessuno se ne sia mai accorto prima. Su questa misteriosa cifra (‘misteriosa’ poiché gli autori dei testi biblici hanno inteso nasconderla anziché riportarla esplicitamente) occorre chiarire i motivi per i quali non può essere il risultato di un’operazione casuale:

Primo motivo: la somiglianza del dato astronomico effettivo rilevato con strumenti moderni, col dato riportato nei testi è sorprendente.

Secondo motivo: La cifra in questione ritorna puntualmente in altri testi (Numeri, Salmi, Seconda Lettera di Pietro). Nel libro dei Numeri, essa compare nel secondo dei due censimenti della popolazione israelita. 

Anche qui, l’espediente del ‘censimento’ sembra un pretesto per sigillare, entro formule criptate di matrice alfa-numerica, quantità precise da porre in relazione fra loro. Solo questo fatto mostra che, pur con reperti provenienti da fonti disgiunte, gli autori biblici si rifacessero ad un unico metodo di rilevazione o avessero attinto informazioni tecniche da una fonte comune. Oggi sappiamo che questo metodo si attiene al criterio più semplice adottato per l’osservazione e lo studio del movimento ciclico della precessione degli equinozi.

Nell’interessante video "Il Presepe Celeste - Parte II" sono riportate alcune informazioni fondamentali per capire cosa effettivamente rappresentasse il fenomeno della precessione degli equinozi e attraverso quali criteri lo si rilevi al giorno d’oggi:




Nella tabella successiva ho elencato quattro esempi di cifre estrapolate dalla rete. Come vedremo in seguito, nessuna di esse corrisponde alla misura riportata nei testi biblici.

CICLO PRECESSIONALE
Sito WebDurata in Anni1/360

www.centrometeo.com25.800 anni (circa)71.666…(periodico)
www.astronomia.com25.785 anni (circa)71.6275…
www.wikipedia.com25.765 anni (circa)71,569444
www.oagenova.it (pdf. Pg.7)25.775 anni71,597222

30 commenti:

Anonimo ha detto...

Il numero da te trovato è il 72?

Riccardo S. ha detto...

Come la pensa la chiesa cattolica di queste ricerche?

fpb ha detto...


@Riccardo S., non so se la tua è una domanda retorica, tuttavia la posizione della Chiesa è tanto chiara quanto immotivata.
come espresso nel commentario di questo post:
https://profezieevangeliche.blogspot.com/2018/12/il-presepe-celeste.html
Ho cmnq rivolto la la stessa domanda all'illustre Card G.Ravasi vedo se posso pubblicare la sua risposta (privata) senza alterarla nei contenuti ed entro domani, se si può, la porterò alla tua/vostra gentile attenzione.

Giglio65 ha detto...

Molto interessante!
Continuerò a seguirvi con attenzione!

fpb ha detto...

Caro Anonimo, il numero settantadue compare nel Vecchio e nel Nuovo Testam. in forma criptata e no. Questa la posizione ufficiale del nostro Ravasi (da un articolo per Avvenire del 23 07 2012): “ Anche chi non ha grande assuefazione coi testi sacri sa che sono costernati di numeri che spesso non devono essere computati quantitativamente, ma qualitativamente, cioè come simboli ...è legato al fatto che il sette è un segno di pienezza e perfezione (il ciclo precess era chiamato da platone ‘anno perfett’.)naturalmente con tutti i suoi multipli.” Prosegue poi con le citazioni bibliche.

fpb ha detto...

Altri riferimenti sono presenti nel Corano, nella tradizione vedica e perfino nella Divina Commedia. Il numero 72, e i suoi multipli , li troviamo tuttavia anche in forma criptata. Ce ne parlano fonti cattoliche. J.Ratzinger nel suo celebre L’infanzia di Gesù, ricorda la Sua genealogia: “Luca - risalendo fino ad Adamo – intende mostrare che in Gesù l’umanità comincia nuovamente. La genealogia è espressione di una promessa che riguarda tutta l’umanità. In questo contesto un’altra interpretazione della genealogia secondo Luca è degna di menzione; la troviamo in sant’Ireneo. Egli leggeva nel suo testo non settantasei* , ma settantadue nomi. Settantadue (o settanta) era il numero - dedotto da Es 1,5 - dei popoli del mondo, un numero che appare nella tradizione lucana circa i settantadue (o settanta) discepoli che Gesù pose accanto ai dodici Apostoli. Scrive Ireneo: «Per questo Luca mostra che la genealogia, che dal concepimento del Signore va indietro fino ad Adamo, comprende settantadue generazioni”.

Vediamo la lista su Wiki https://it.wikipedia.org/wiki/Genealogia_di_Ges%C3%B9
e conteremo 76 generazioni. A te scoprire chi sono le quattro in eccedenza.
Ce ne parlano anche fonti laiche da oramai più di un secolo. Ce ne occuperemo dettagliatamente nel prossimo post, andando a scoprire una soluzione mai menzionata prima, nascosta in 1Re e 2Re. Una volta accertati questi computi (non un’ipotesi, dunque) sarà interessante dibattere sui motivi che avrebbero indotto gli antichi redattori biblici a celare questa cifra così significativa.

Arcana Ricordo ha detto...

In effetti il suggerimento di Gesù che ricordi, "Credete in me come credono i bambini", è il fondamento per la decodifica astroteologica. Ai bambini, noi raccontiamo favole che descrivono in forma simbolica i segreti dell'anima. Lo stesso vale per la mitologia e non c'è motivo per cui non debba valere anche per la religione.

Pinocchio, dopo essere stato imbrogliato ed abbandonato appeso ad un albero, mormora: "Oh babbo mio! se tu fossi qui!". Non sono le stesse parole di Gesù in croce? Entrambi gli episodi insegnano a non temere l'abbandono e la morte, perchè preludono sempre a nuova vita.

I simboli servono a creare meraviglia: a vedere la poesia anche nel mondo che ci circonda. Ad un bambino, potrei raccontare che il cielo stellato è un mare incantato, dove vivono misteriose creature, di cui possiamo scorgere soltanto qualche minuscolo frammento luminoso e che il Sole è un bel giovane che cammina su questo mare, ma il suo volto è talmente luminoso che il suo corpo viene nascosto dalla luce. Gesù che cammina sul mare cesserebbe di essere una immagine mentale relegata ad una realtà lontana, scomparsa 2.000 e più anni fa: diventerebbe la poetica descrizione di un fenomeno meraviglioso, che erroneamente diamo per scontato.

I numeri, oltre a descrivere l'universo, sono l'espressione della dimensione dell'anima, la cui immagine è il cerchio, in particolare il cerchio zodiacale. Nella tradizione ebraica, la correlazione più stretta tra il cerchio zodiacale ed il numero 72 è data dall'Angelologia. Una avanzata scienza dell'anima, solo apparentemente imparentata con l'astrologia. Elaborando opportunamente tre famosi versetti dell'Esodo biblico [1], è possibile ricavare i 72 nomi degli Angeli di Dio, ciascuno dei quali "presidia" 5 gradi zodiacali.

"Beato chi conosce il nome del proprio angelo", si diceva in passato, "perchè conosce lo scopo della propria esistenza". Per una graziosa introduzione al tema, consiglio Igor Sibaldi:[2].

[1] http://www.angelologia.it/esodo.htm
[2] https://anima.tv/sibaldi/

Ballarè ha detto...

Dite che i testi sacri nascondono codici e numeri segreti, che il sapere astronomico apparteneva alle civiltà antiche che conoscevano un mucchio di cose prima di noi, che conoscevano la precessione degli equinozi, la genetica et.etc. Ma ragazzi svegliatevi!
siete arrivati tardi. Mai ssentito parlare di Mauro Biglino?

Antonio ha detto...

Ma Gesù non si lamentava di esser stato abbandonato dal Padre? Quindi non di un' assenza, magari motivata, ma si lamentava di esser stato proprio 'scaricato' in quel posto di trogloditi. Una bella differenza

fpb ha detto...

@ Arcana. Bei parallelismi Rì. Riflettevo, mentre leggevo il commento, e mi è venuto in mente di tentare un'esercizio ispirato al tuo metodo: creare analogie fra l'epopea di Pinocchio e la sequenza dei segni/simboli zodiacali. Constatavo che alcuni passaggi tornano in misura piuttosto precisa, prima fra tutte la vicenda del pescecane. Pinocchio, in qualche modo, entra nei 'Pesci', poi viene catapultato nel grande 'Acquario', il mare, quindi torna fra i mortali.
Anche lo spirito femminile che gli dà la vita non appare infatti come una 'Vergine' di luce? E la mangiatoria sacra non è forse un ciocco di legno prima che il falegname, asportandone il cuore, non lo forgi come tale? Mmmh... E poi c'è la tentazione, il mondo della corruzione col sacrificio finale espiatorio, quando l'asinello PInocchio è pronto per esser immolato (ucciso, gettato in mare). E quelle orecchie non potrebbero rappresentare, sebbene con una forzatura, due significative corna bovine? Magari, riprendendo il testo di Collodi si possono fare altre interessanti correlazioni.

fpb ha detto...

@ Ballarè, mi pare stia facendo un po' di casino. Biglino porta le sue idee come ipotesi plausibili, possibilità fra tante, dunque. E' lui stesso ad ammetterlo in ogni conferenza che conclude spesso con un inno alla libertà di opinione. Se ci fai caso le nostre non sono opinioni! I numeri di cui parliamo sono là davanti a tutti, sepolti sotto secoli, o addirittura millenni, di calcolata indifferenza. Se poi vogliamo sostenere di fronte a una sovrapponibilità esatta, che questi rappresentino altro rispetto alle stesse misure indicanti ancor oggi la durata del ciclo precessionale, bene, questi detrattori possono e devono farsi avanti e porre sul piatto della bilancia le loro idee, quelle sì da certificare. La presenza dei numeri, specie quelli criptati che avremo modo di valutare nei prossimi contributi, non è quindi una questione su cui si può sindacare.

Ballarè ha detto...

E perciò, se ho letto bene, Biglino dice fesserie, Ravasi, per carità! nemmeno ne parliamo...
Solo tu a quanto pare hai capito tutto! Complimenti!

Maria ha detto...

Da dove deriva l’idea di lavorare sui numeri biblici?

Maria ha detto...

Mi è venuta un’altra domanda...perché gli antichi avevano la necessità di celare dei dati astronomici? Se avveniva ciò, tali informazioni non erano accessibili a tutto il popolo, ma solo a pochi eletti per essere tramandate nel tempo.. vi sono anche altre ragioni?

Mario ha detto...

@Ballaré,per vedere da quante tempo é attivo un blog é sufficiente consultate la cronologia. Io seguo Arcana dal 2013, quando Biglino non lo conosceva quasi nessuno. Poi una cosa non esclude l'altra.

Arcana Ricordo ha detto...

@Maria, grazie per la domanda. Ho provato a fornire una risposta alla Sua domanda diverso tempo fa, nel seguente post:

https://profezieevangeliche.blogspot.com/2016/08/storia-ipotetica-del-vangelo-nelle.html

Inutile dire che la Chiesa qualificherebbe le mie ipotesi come "millenarismo", non riconoscendo ad esse alcun valore.

Arcana Ricordo ha detto...

Non sarei cosí sicuro che Gesú ritenesse immotivata l'assenza del padre. Nel Getsemani aveva pronunciato le parole:"Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà".

Sapeva perfettamente che sarebbe stato umiliato, torturato e ucciso. Tuttavia, scelse di compiere un atto di resa totale e di completa fiducia nel Padre.

Quelle parole non sono un lamento (Gesú non si lamenta mai!), ma un modo per far comprendere al lettore che il supplizio che Gesú dovette affrontare fu tale, che persino l'ultima fonte di conforto che aveva, il Padre, venne meno.

Arcana Ricordo ha detto...

Dalla Qabbalah.

Arcana Ricordo ha detto...

Non fraintenda. fpb sta semplicemente dicendo che ció che scriviamo qui puó essere semplicemente verificato in totale autonomia da chiunque: é sufficiente leggere i testi.

Biglino compie un lavoro eccellente, su un diverso piano interpretativo, che non é l'unico: se legge lo splendido "Libro della Creazione" di Igor Sibaldi trova una traduzione della Genesi a mio avviso straordinaria, totalmente differente da quella di Biglino.

Ognuno legga e prenda spunto, faccia le proprie verifiche e poi tragga le sue conclusioni. La saluto cordialmente.

fpb ha detto...

Accipicchia quanta roba sulla graticola! In dieci minuti non ce la faccio. Proverò stasera, ma un commento lo voglio replicare a caldo.
Caro @Ballarè, mi guardo bene dal credere di sapere tutto, mi domando se anche tu mediti allo stesso modo. Dico soltanto che il numero indicante la durata del ciclo precessionale o, come scrive Ravasi, i 'suoi multipli', compaiono in forma esplicita e criptata nel VT e nel NT. Nel Pentateuco, che gli ebrei riconoscono come Testo Sacro, questo numero è perfettamente sovrapponibile alle stime moderne (cioè rilevate nel Ventesimo sec.), tuttavia tali dati precisi e non approssimati (come il 72), li nascondono. Interessante riflettere sul motivo di questo espediente , questione che pone la brava @Maria, cmnq con una Bibbia comune e una calcolatrice puoi accertarti anche tu se queste sono 'fantasie' (come mi scrive Ravasi, ma su corrispondenza privata) o informazioni reali. Chiunque può verificare questi dati e solo dopo dedicarsi a vagliare liberamente le proprie opinioni, su Pentateuco, liste di Esdra e Neemia, Censimenti, età dei patriarchi antdlvn e via dicendo.

fpb ha detto...

Buona giornata a tutti e buon inizio settimana. A stasera dunque, massimo domani

Ballarè ha detto...

Ah , bene. Non ho capito però cosa vorresti sostenere sui pariarchi antidiluviani.
Adamo non aveva forse 930 anni? A Un'età del genere si può arrivare solo tramite innesto genetico. E quale dna potrebbe essere se non quello di una razza aliena? Lo dice Biglino ma lo dicono anche altri, come riporta il suo sito dove compare una fitta documentazione e studi di vari autori. Insomma non sei d'accordo nemmeno su questo?

Alfonso ha detto...

Ciao, Fpb sarebbe possibile precisare quante sono e in che libri si trovano le numerose serie numeriche della Bibbia, alle quali tu ti riferisci?

Alfonso ha detto...

Ciao Fpb, mi permetto di disturbarti ancora, ma se non ho capito male, non c'è alcuna differenza tra i libri che compongono la Bibbia, e un libro di ricette, purchè il ricettario accolga nel suo interno tra i numeri degli ingredienti e le loro quantità, le serie numeriche che tu hai trovato nei libri della Bibbia, e che rappresenterebbero l'unica parte importante e per la quale sono stati scritti. Mentre gli insegnamenti in essi contenuti sarebbero più che altro plastica per imballaggio. È così?

fpb ha detto...

@Alfonso i libri a cui mi riferisco sono riportati nei commenti, appena qualche piano più su. Devo dire che mi attribuisci virtù immeritate, in realtà sono i teologi professionisti che hanno fatto del Grande libro sacro degli antichi un ricettario, anzi un ricettacolo di svariati punti di vista spesso mal concilianti, sono loro che l'hanno incellofanata dentro linde confezioni di noiosissima spiritualità, amputandola, modellandola e ritagliandola a loro piacimento Essi insomma, non capiscono il linguaggio arcaico e dai loro pulpiti non sanno esprimersi in quello moderno. A me prendono letteralmente alle palle!
Gli Autori biblici, invece l'hanno congegnata in maniera mirabile, ispirandosi nientedimeno che alla genetica, ne hanno fatto un organismo vivente che, proprio come il dna, è formato da una parte immutabile e da una che si adatta ai contesti bio-ambientali sfruttando sempre la stessa quantità di elementi proteici (combinazioni e permutazioni). Anche la Bibbia, a ben vedere, è stata dotata di una porzione volatile/cangiante (scrittura consonantica a-vocalizzata) e di una immodificabile (numeri, che rappresentano fenomeni cosmici invariabili), o come il linguaggio, se vuoi, anch'esso strutturato entro 22 varianti combinabili che formano parole, in una loro parte destinate a cambiare, forgiate dalle culture e in un'altra a rimanere fisse, cioè ancorate all'elemento reale che rappresentano (Elena Loewental). Questo lavoro in rete cercherà di seguire gli stessi canoni.

@Ballarè. Su Adamo ti risponderò meglio nei prossimi post. Sta' in campana, dunque. Per ora posso dirti che le età dei ptriarchi antidiluviani nascondono una cifra molto precisa. nessun testo sacro al mondo ha rivelato dati sovrapponibili a quelli rilevati attualmente, solo nel Pentateuco appaiono cifre tanto precise. In genere nei testi sacri di altre culture si tratta di multipli e frazioni di numeri approssimati come il 72 e il 25920 o le 24 ore solari . Ma di tutto ciò avremo modo di parlare più avanti.

@Mario. Biglino non lo conosceva nessuno ma già allora stava architettando qualcosa. Nei circoli dei teologi non riescono a tenergli testa, te l'assicuro.

Unknown ha detto...

Vi seguo dall'inizio, sono curiosa di vedere il seguito.
Carla

Alfonso ha detto...

Ti ringrazio Fpb, per la tua risposta, ti sarei grato se potessi e se fosse possibile, rendere più semplice il tuo pensiero "Anche la Bibbia, a ben vedere, è stata dotata di una porzione volatile/cangiante (scrittura consonantica a-vocalizzata) e di una immodificabile (numeri, che rappresentano fenomeni cosmici invariabili)", concludo con una domanda: questo tuo principio vale anche per il Nuovo Testamento?

fpb ha detto...

@Alfonso. Il principio trova conferma ovunque trovi numeri che riconducono inequivocabilmente a misure astronomiche. Siamo riusciti a individuarne alcuni, spero però che col vostro aiuto se ne possano scoprire di nuovi. Nel NT, oltre a quelli evidenti, siamo riusciti a decodificare cifre significative nel Salmo 90, poi con l’aiuto di Yuri Leveratto abbiamo sorprendentemente scoperto alcuni autori attribuivano il Salmo 90 allo stile e al periodo mosaico. Data la correlazione con i risultati ottenuti nel Pentateuco, queste nuove conferme non ci hanno sorpreso.
Nel commentario a questo post
http://yurileveratto2.blogspot.com/2018/12/leternita-di-dio-e-la-fragilita.html
troverai migliori approfondimenti.

Una risposta più articolata la proporremo nel prossimo articolo su PE

Alfonso ha detto...

Ok Fpb, attenderò il prossimo articolo.

fpb ha detto...

@Alfonso. Ti rispondo qui:
http://profezieevangeliche.blogspot.com/2019/03/confronto-fra-criteri-differenti.html