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sabato 26 agosto 2023

Un Messaggio in Bella Vista


Mi stupisco ogni giorno di come la maggior parte delle persone, indipendentemente dal loro livello di istruzione, dal loro credo e dal loro bagaglio di esperienze, rifiutino di accostare la figura di Gesù alle cognizioni scientifiche del suo tempo ...

Arcana Ricordo





La politica romana, lo sappiamo bene, era piuttosto avversa ad impartire la cultura alle masse: la diffusione della cultura era una minaccia per l'impero, soprattutto quando posseduta da non romani: ricordiamo bene il supplizio che i Romani inflissero ad un genio come Archimede di Siracusa, ma anche la vicenda oscura dell'incendio della Biblioteca di Alessandria, centro culturale universale dell'epoca, della cui esistenza si cercò persino di eliminare il ricordo. Ancora oggi, non siamo certi dell'anno in cui la biblioteca venne data alle fiamme: si parla di una data compresa tra il 48 A.C. e il 642 D.C. Intendiamoci: i Romani non erano ignoranti, solo che privilegiavano la diffusione di alcune discipline a scapito di altre. Tuttavia, è altamente probabile che in questo contesto desolante, la cultura greca, egizia ed ebraica relativa alle scienze naturali e soprattutto all'astronomia sia sopravvissuta in circoli ristretti, in maniera un po' "carbonara" diremmo oggi.


Mi sembra molto improbabile che Gesù, che in ogni occasione diede prova di consocere a menadito le Scritture, ignorasse del tutto gli studi dei filosofi esistiti prima di lui: Platone, Aristotele, Eratostene di Cirene, Anassimandro di Mileto, Eudosso di Cnido, Callippo di Cizico e tanti altri. Questi studiosi erano depositari delle cognizioni astronomiche del tempo: cognizioni che per certi versi erano persino superiori a quelle odierne e che venivano usate anche in maniera divinatoria e oracolare. La cognizione degli effetti delle energie celesti sull'umanità era una disciplina scientifica, che permetteva di tracciare un percorso evolutivo e identificare il proprio posto all'interno di quel percorso.


Nelle Scritture, a mio avviso è stato codificato un Messaggio che Gesù riteneva di importanza capitale trasmettere alle generazioni future. Tale messaggio riguarda la misura dei tempi che realizzano quel percorso evolutivo: una specie di elenco di pietre miliari, poste ai margini della Storia, che avrebbero aiutato i posteri a riconoscere il proprio stadio e il numero di "giri di giostra" mancanti per arrivare al gran finale. Quel Messaggio è stato scritto in forma cifrata: per la precisione, codificato in simboli. I motivi di tale scelta sono principalmente 3, tutti finalizzati ad impedire che il messaggio venisse intercettato e distrutto da chi non ne fosse il destinatario. Chi avrebbe potuto avere interesse a distruggere il messaggio? Io identifico tre tipologie di soggetti:

  • Uomini di potere, qualunque potere terreno, di qualunque epoca, che vedono nella fine dei tempi una minaccia al proprio dominio. Sicuramente la fine dei tempi costituiva una minaccia per il potere imperiale, per cui Roma avrebbe dovuto durare per l'eternità.

  • Uomini guidati dalle forze sataniche, per i quali i tempi finali rappresentano il momento della gloria perduta e il riscatto da eoni di sudditanza alle leggi divine, fin dal momento della caduta di Lucifero. Costoro, concentrati sul diabolico piano di eliminare Dio e prenderne il posto, hanno tutto l'interesse affinché sulla Terra nessuno si accorga del cambiamento nel momento in cui inizieranno a prevalere sulle forze Celesti.

  • Uomini di fede, sinceri seguaci dell'insegnamento spirituale del Cristo, vissuti in ogni epoca. Costoro, temendo di oscurare l'insegnamento Spirituale del Cristo - che, intendiamoci, è comunque infinitamente più importante del Messaggio - avrebbero preferito eliminare completamente dai testi sacri ogni elemento estraneo a quell'insegnamento, per non distogliere l'attenzione dei fedeli.


Ecco perché il Messaggio è stato codificato in una maniera talmente intelligente, da renderlo perfettamente invisibile a miliardi di persone, e permetterne la consegna in forma sostanzialmente integra ai suoi legittimi destinatari: l'umanità del XXI secolo, o perlomeno una parte di essa. Il messaggio è stato inserito introducendo nel Vangelo simboli molto precisi, ben visibili, ma allo stesso tempo ben nascosti: Betlemme, la mangiatoia, Betsaeda, l'intera Passione di Cristo, costituiscono riferimenti ad elementi e ad eventi celesti. Si tratta di riferimenti inequivocabili ed estremamente coerenti. Al contempo, tali elementi non avrebbero mai potuto essere rimossi dai Vangeli perché avrebbero alterato sostanzialmente la descrizione del contesto in cui si sviluppano le vicende di Gesù di Nazareth.


Il Messaggio Rimosso

In effetti dei tentativi di rimozione ci sono stati, specialmente in epoca proto-cristiana: i Vangeli Gnostici, come per esempio il meraviglioso Vangelo di Tommaso, prescindono completamente dalla descrizione della vita e della morte di Gesù. La maggior parte degli oltre 100 Loghion che contiene, sono seplici affermazioni di Gesù precedute dall'espressione "Gesù disse". I detti riassumono in maniera straordinariamente sintetica l'insegnamento di Cristo, penetrando direttamente nelle profondità del lettore e lasciando segni indelebili che vanno ben al di là del livello del semplice ascolto mentale. Il Vangelo di Tommaso è quindi uno strumento eccezionale di autoconoscienza, il cui valore è stato riconosciuto anche da Papa Benedetto XVI, sebbene non per il valore spirituale dei contenuti, ma come strumento per lo "studio delle origini cristiane". Sta di fatto che lo gnosticismo venne escluso dal culto Cattolico ufficialmente riconosciuto e venne perseguitato per millenni. Si può escludere che il motivo di tale accanimento da parte della Chiesa sia dovuto proprio al tentativo di eliminazione del Messaggio dai Vangeli?


Un secondo tentativo di rimozione del messaggio riguarda l'eliminazione delle chiavi necessarie per la sua corretta decodifica. Sappiamo che il messaggio può essere decifrato soltanto proiettando la vita di Cristo sullo Zodiaco, accordando il moto apparente che il Sole ha per effetto della precessione degli equinozi. Il moto del punto vernale - il punto in cui il Sole si trova durante l'equinozio di primavera - corrisponde alla vita di Gesù bambino: i Vangeli di infanzia di Matteo e Luca. Il moto del punto solstiziale estivo - il punto in cui il Sole si trova, appunto, durante il solstizio d'estate - corrisponde alla vita di Gesù adulto.

  • I Vangeli di Luca e Matteo riferiscono come Gesù Bambino nacque a Betlemme (la Vergine), venne chiamato Re dei Re (Leone), fu deposto in una mangiatoia (Cancro) e a 12 anni (cioè dopo 2 ere astrologiche complete: Leone e Cancro) entrò in Gerusalemme (Gemelli), ecc.

  • I Vangeli di Marco e Giovanni invece descrivono la vita di Gesù adulto e iniziano con il Battesimo di Gesù nel Giordano, corrispondente all'istante in cui il Solstizio d'Estate era allineato con il centro della Via Lattea, che da terra sembra proprio un fiume.


Tutti i Vangeli si concludono con la crocifissione di Cristo, corrispondente all'istante in cui il punto solstiziale estivo viene a coincidere con la seconda croce celeste formata dall'eclittica e dall'equatore galattico. Tale evento deve essere stato giudicato talmente importante, talmente catartico e fondamentale dai fondatori della Chiesa Cattolica, che costruirono l'Istituzione proprio attorno al segreto del suo prossimo accadimento. Con ogni probabilità, coloro che hanno gestito e guidato la Chiesa Cattolica nel corso dei secoli non erano al corrente del messaggio, che era invece ben noto ai primi cristiani e agli autori dei Vangeli (che personalmente ritengo essere stati effettivamente gli Apostoli di Gesù). Il motivo è semplice: gli Evangelisti devono aver pensato che per far sì che il messaggio arrivasse integro ai posteri, al di là di cambiamenti politici, economici, culturali di portata millenaria, sarebbe stato più prudente che le Guide della Chiesa non lo conoscessero. A loro fu dato soltanto il duplice incarico di trasmettere il Messaggio nella sua forma più integra, contribuendo alla sua massima diffusione (predetta dallo stesso Gesù) e contrastare la diffusione di messaggi altamente spirituali, ma privi dei contenuti simbolici del Messaggio: ecco perché la Chiesa si è trovata suo malgrado a dover perseguire gli eretici, le streghe, ecc.


La costruzione del messaggio era quindi pronta: l'intera vita di Gesù poteva essere proiettata sulla volta celeste. Tuttavia, il moto di precessione degli equinozi è estremamente lento: 1 grado angolare ogni 72 anni. Per definire delle date certe e precise non basta dire "allineamento tra il punto solstiziale e l'equatore galattico", perché tale allineamento ha un margine di errore troppo grande. Da un lato occorre quindi introdurre nei racconti dei riferimenti che aiutino il lettore, o meglio, l'iniziato, a orientarsi: tali riferimenti sono, per esempio, il taglio dell'orecchio di Malco, o il bacio di Giuda. Dall'altro, occorre avere riferimenti precisi nel cielo ... e proprio sulla distruzione di tali riferimenti le forze sataniche si sono concentrate con una precisione e una determinazione senza pari.


Il Punto Zero Precessionale

Poniamoci alcune, semplici domande. Quando inizia il giorno? Che domanda: il giorno inizia a mezzanotte, quando il Sole si trova bla bla bla ... Quando inizia il mese lunare? Il mese lunare inizia con la Luna nuova: quando la luna si trova dalla parte del Sole rispetto alla Terra bla bla bla ... Quando inizia l'anno tropico? L’anno tropico può essere definito come l’intervallo di tempo che intercorre tra due successivi passaggi del Sole al punto vernale durante il suo moto apparente annuo ecc. ecc. Benissimo, quindi ogni ciclo ha un inizio e una fine, che coincide con l'inizio del ciclo successivo. Ottimo. Quindi quando inizia il Grande Anno, l'anno precessionale? Beh, ehm, non si sa ... sì, c'è un ciclo, ma non c'è un punto di inizio.


Come "non c'è un punto di inizio"?!?? Qualunque accidenti di ciclo ha un punto di inzio e questo no??? Ecco, questo è un evidente caso di "rimozione": il punto di inizio deve esserci stato, in passato, ma le forze sataniche hanno fatto di tutto per eliminarne ogni traccia. Al momento, la "scienza ufficiale" suggerisce che la scoperta del moto di precessione degli equinozi risalga a Ipparco di Nicea, vissuto - guardacaso! - due secoli dopo Cristo. Non solo hanno distrutto qualunque prova storica che consenta di far risalire la conoscenza della precessione degli equinozi a epoche precedenti, in modo che fosse impossibile correlare tale conoscenza alla figura di Gesù. Hanno addirittura cancellato ogni conoscenza scientifica circa il moto di precessione: vi pare normale che una civiltà dotata un tale livello tecnologico sufficiente a calcolare, che so, l'allontanamento reciproco tra le galassie usando l'effetto doppler, una civiltà che calcola la lunghezza del metro in multipli della lunghezza d'onda della luce blu, non sia in grado di esprimersi in maniera chiara e univoca circa la durata del ciclo precessionale? Che significa "approximatively 26.000 years"?


Ammettere che Gesù conoscesse la precessione degli equinozi spalancherebbe una porta a chi sta cercando di spiegare che tale conoscenza è alla base dei racconti (nel senso di racconti di veri fatti storici) della vita di Gesù contenuti nei Vangeli. La conoscenza dell'esatta collocazione del Punto Zero precessionale è la condicio sine qua non per determinare l'esatta posizione dei confini d'Era e dunque determinare accuratamente la data d'ingresso nell'Era dell'Acquario.


sabato 18 gennaio 2020

Chiarimenti


Il passaparola mediatico sta facendo aumentare in maniera sensibile il numero degli iscritti al canale youtube e dei lettori del blog (nulla di epocale, siamo nell'ordine delle poche centinaia di persone in tutto), forse perché si cercano risposte concrete ad una incertezza geopolitica, culturale e sociale sempre crescente.

L'invito personale che rivolgo da fondatore del canale e del blog è di dedicare energie alla lettura dei Vangeli, svolta in piena autonomia: sono testi per certi versi più avanzati di tante guide spirituali moderne e offrono risposte inattese, anche se a volte difficilmente interpretabili. Occorre assimilarli, digerirli e avere la pazienza di aspettare che il significato di certe espressioni emerga pian piano al livello della coscienza.

_________

Ciò detto, mi preme dare una risposta esaustiva ad un lettore, Yesterday's Man, che fra i commenti del suggestivo post di Fabio "Noah: il Diluvio tra le Stelle", ha fatto un certo sforzo analitico, per proporre una serie di idee alternative rispetto a quelle che abbiamo illustrato nel corso del tempo su queste pagine.


Arcana Ricordo



Chiarimenti

E' abbastanza difficile affrontare la sfida di rispondere in maniera esaustiva e completa a Yesterday's Man, perché la conversazione si è mossa in parecchie direzioni. Cerco di riportare tutti i commenti che sono stati postati e poi di dare una risposta puntuale agli aspetti che mi sembrano più interessanti. Fabio mi perdonerà se non ho ripreso anche i suoi, ma mi premeva rispondere sull'aspetto più strettamente simbolico.

Una premessa mi sembra d'obbligo: qui non abbiamo certezze! Per quanto mi riguarda, mi piace di più osservare la consistenza e la bellezza del quadro d'insieme, che non la sua effettiva rispondenza a fatti reali. Mi spiego meglio: tra i commenti che ho ricevuto, ce ne sono stati di piuttosto aspri, per una mia presunta disinvoltura a parlare di "catastrofi" naturali.

La mia personale opinione in questo caso è che noi giudichiamo sempre sulla base dell'esperienza. Intendiamoci, la nostra capacità di osservazione dell'universo che ci circonda - che si esprime nella sua veste più elevata attraverso la scienza moderna - è tutt'altro che trascurabile: l'evoluzione tecnologica ha ampliato i nostri orizzonti percettivi a livelli che fino a pochi anni fa erano impensabili. Eppure, quella stessa scienza che gioca quotidianamente a smontare le nostre certezze, non è sufficiente a rimuovere la nostra convinzione che determinati eventi astronomici debbano necessariamente provocare immani "catastrofi". Lo stesso termine "catastrofe" implica l'espressione di un giudizio, che se eliminato trasformerebbe la parola in semplice "cambiamento". Gli antichi non la pensavano così: tra poco lo vedremo insieme.

Ma torniamo al nostro amico. Ho riportato di seguito i commenti scritti in data 4, 9 e 10 Gennaio. A ciascuna sezione diamo un titolo, per comodità di riferimento.





  Sig Arcana,

  Sono un ammiratore del Mulino d’Amleto e di conseguenza mi ha fatto molto piacere scoprire il suo blog e sapere che c’è ancora qualcuno che “prosegue ed amplia questo tipo di ricerche.

  Anche se ammetto di non essere sempre d’accordo con le sue interpretazioni, in linea di massima concordo con le sue conclusioni. Un esempio in cui non concordo pienamente con le sue conclusioni si trova nel primo significato qui sopra. Il fatto che “il sole sorse due volte dove ora tramonta ecc.” non necessita obbligatoriamente situazioni catastrofiche (e bisognose di energie colossali) quali il ribaltamento dell’asse di rotazione. Continuando a utilizzare la precessione degli equinozi il sole può benissimo sorgere due volte nello stesso punto dopo 25920 anni - necessitando appunto “di un lunghissimo periodo di tempo” come precisa Erodoto.



Partiamo dal testo di Erodoto: il brano completo potrebbe piacere a Fabio, vista la ricchezza di cifre e di conti che riporta.



"Così gli Egiziani ed i loro sacerdoti narrarono. Ed essi mostrarono che vi erano state trecentoquarantuno [341] generazioni di uomini, dal primo re all'ultimo, il sacerdote di Efesto. Ed in quelle generazioni vi erano anche molti altri sacerdoti e re. Ora trecento generazioni [300] di uomini corrispondono a diecimila [10.000] anni, perché tre generazioni di uomini corrispondono a cento anni [3 generazioni = 100 anni]. E nelle quarantuno [41] generazioni che restano da sommare alle trecento, vi sono altri milletrecento e quaranta anni [1.340]. Così dissero che in undicimila trecento quaranta anni [11.340] nessun dio dalla forma umana era stato re. Non solo. Ma negavano che alcunché di simile fosse avvenuto prima e dopo fra i re che continuarono a susseguirsi in Egitto. Aggiunsero che durante questo periodo il sole cambiò quattro volte il suo oriente: levandosi due volte dove ora tramonta e tramontando due dove ora sorge, senza che nell'Egitto avvenisse alcun mutamento: né nella sua vita agricola, né nei suoi fenomeni fluviali, né per le malattie, né per le morti.".


[Erodoto - Le Storie, Libro II, Capitolo 142]

La teoria che ho proposto suggerisce che una alterazione del moto precessionale possa avvenire con frequenza di un emiciclo, avente una durata pari a 13.000 anni. Se i calcoli di Erodoto sono esatti (alcuni commentatori contestano la sua ipotesi di considerare 3 generazioni = 100 anni), gli sconvolgimenti solari sono avvenuti in un periodo inferiore alla durata di un emiciclo precessionale; inoltre, il resoconto ottenuto dai sacerdoti egiziani non specifica in quali tempi avvennero i diversi sconvolgimenti.

Tuttavia mi sembra molto interessante il fatto che i sacerdoti abbiano tenuto a precisare che le importanti variazioni all'ordine cosmico non abbiano causato alcuna "catastrofe" in Egitto, lasciando che i cicli naturali potessero procedere inalterati. Si tratta di una precisazione importante, che a mio avviso dimostra come sia Erodoto, sia i Sacerdoti egizi, ritenessero che l'affermazione "il sole cambiò quattro volte il suo oriente: levandosi due volte dove ora tramonta e tramontando due dove ora sorge" non potesse essere riferita a variazioni dei moti celesti di tipo convenzionale, destinate a verificarsi nel lungo periodo, ma a variazioni sostanzialmente improvvise.

D'altra parte, Erodoto non è l'unica fonte in tal senso. Nel "Politico", Platone suggerisce un concetto assolutamente analogo:


[Platone - Il Politico, Capitolo 269]

D'altra parte, mi pare anche che l'interpretazione più conservativa, che interpreta il "luogo" in cui il Sole sorge o tramonta come un riferimento zodiacale, ponga più problemi di quelli che risolve:

  • innanzitutto, il "luogo" zodiacale dove il Sole sorge cambia - prima che per il moto precessionale - per il normale moto di rivoluzione terrestre; in questa ottica, le osservazioni di Platone ed Erodoto in quest'ottica diverrebbero semplici costatazioni di una quotidianità che non ha alcun motivo per essere ricordata come realtà appartenente ad epoche lontane;
  • in secondo luogo, leggendo per intero i brani proposti, mi pare evidente che nessuno dei partecipanti alle conversazioni qui riportate si stesse riferendo al cielo stellato: stavano parlando di fenomeni osservabili da chiunque, ed assolutamente extra-ordinari.

Pur con tutte le cautele del caso, necessarie quando si ha a che fare con racconti pseudo-mitologici, sembra che i testi antichi ammettano in effetti la possibilità che una inversione dei moti celesti possa avvenire e soprattutto che non debba necessariamente essere foriera di una catastrofe naturale sulla Terra. Una ipotesi che invece i testi antichi non confermano è che le alterazioni di moto precessionale debbano avvenire periodicamente. In effetti, i Sacerdoti Egizi riferiscono ad Erodoto che questi eventi accadono, senza chiarire tempistiche e periodicità. Per quanto mi riguarda, posso soltanto affermare che in effetti, i testi non forniscono una efficace smentita a questa ipotesi.


Ripartiamo quindi con le interessanti osservazioni di Yesterday's Man.




  Il vostro lavoro è impressionante perché andate in dettagli che non avrei neppure immaginato. E le vostre intuizioni sembrano incastrarsi le une nelle altre con una semplicità disarmante.

  Ecco perché talvolta resto stupito quando sembrano poter esistere (forse, non ho la pretesa di aver ragione) spiegazioni più semplici di quelle che implicano una catastrofe cosmica, ma vengono ignorate. Attenzione, non nego che una catastrofe possa avere avuto un posto di primo piano nella storia dell’umanità. Anzi la mia teoria è proprio che dovremmo guardare con attenzione quella che secondo gli ultimi studi geologici avrebbe interessato la terra nel Dryas recente.


  Controllando le date di questa catastrofe che pose fine all’era glaciale, esse paiono coincidere col periodo in cui i miti posizionano il Diluvio Universale. Nello stesso periodo osserviamo il livello marino salire di 120m in circa 1000 anni: su piane marittime come l’antico Adriatico e l’attuale Camargue francese questo innalzamento rubava un po’ più di 1 m. di spiaggia all’anno!

  Come voi, penso anch’io che questa catastrofe (descritta con dovizia di particolari nel mito di Fetonte ed ancor di più nell’Apocalissi di Giovanni), segni un punto importante nel calcolo del ciclo precessionale. E proprio per questo, anche se non escludo che certi indizi precessionali “giochino a prevedere il futuro”, mi sembra che la maggior parte siano piuttosto studiati per ricordare all’uomo del futuro ciò che successe in quel lontano passato.

  La mia ipotesi è che queste “profezie” servano a dimostrare il grado di conoscenza della meccanica celeste di queste culture arcaiche, e non a prevedere un non identificato cataclisma prossimo venturo.


I complimenti sono sempre apprezzati, anche se non necessari. In ogni caso grazie! Grazie anche per i preziosi indizi geologici che non conoscevo: in effetti, sembrano confermare l'ipotesi che qualcosa sia avvenuto, in corrispondenza del passaggio da Era della Vergine ad Era del Leone. Nella migliore tradizione materialista, gli articoli segnalati individuano le cause di quelle "catastrofi" in impatti cometari; è possibile, senz'altro, ma io non escluderei cause meno ovvie.


L'ultima affermazione di Yesterday's Man è preceduta da una interessante domanda: "perché esistono queste profezie?"; o per dirla in maniera più completa: "per quale motivo la simbologia evangelica si presta ad una interpretazione in chiave astronomica? ed è possibile che la rilettura dei testi in questa chiave consenta di anticipare eventi di portata planetaria che dovrebbero accadere in un futuro più o meno remoto?".


In parte, ho già risposto a questa domanda in un post precedente. Ma proviamo a seguire il ragionamento di Yesterday's Man. Ok, ammettiamo che sia vero che "queste “profezie” servano a dimostrare il grado di conoscenza della meccanica celeste di queste culture arcaiche"; la mia domanda è: "che gliene importava a queste culture di dimostrarci la loro competenza tecnica?". Dare prova di una approfondita conoscenza del mondo? Ma non c'era proprio altro modo che non fosse quello di seminare indizi simbolici nel più Sacro dei libri Sacri?


Ognuno ha il sacrosanto diritto di esprimere le proprie opinioni e seguire la strada che gli sembra più ragionevole, ma secondo me la simbologia evangelica ha un altro scopo: come il messaggio di Cristo si propone di accrescere l'uomo, rendendolo capace di maggiore consapevolezza di sé e di conoscere meglio se stesso, così la simbologia astronomica ha lo scopo di aiutare il lettore.


Personalmente, interpreto questo aiuto come un supporto concreto rivolto ad una particolare generazione futura che potrebbe interpretare i fatti che si verificano nella propria realtà come causa di grande preoccupazione.


Insomma, se il Sole si spegnesse, quanti rimarrebbero tranquilli? Eppure sono convinto che tutti richiamerebbero alla mente il concetto del Dio che muore, ma che poi risorge. Questo antico messaggio, ripetuto continuamente nei millenni fino a diventare una intima parte di noi stessi, ci sarebbe di enorme conforto. La simbologia astronomica garantisce che tutto era già noto in precedenza (un altro aspetto confortante) e che tutto è destinato a svolgersi in un certo modo.




  Prendiamo l’apocalisse per esempio.


"E i re sono sette: i primi cinque sono caduti; uno è ancora in vita, l’altro non è ancora venuto e, quando sarà venuto, dovrà rimanere per poco. La bestia, che era e non è più, è l’ottavo re e anche uno dei sette, ma va verso la rovina."

  Se ho ben capito la vostra teoria il testo descriverebbe una durata temporale ridotta del passaggio del sole nella casa dell’Acquario a causa di una catastrofe. Anche questa volta siamo quasi completamente d’accordo ;-)

  In effetti, mi trovate d’accordo con quasi tutta l’interpretazione: i primi cinque sono i cicli precessionali passati in cui ciascuna costellazione è “re”, il re in vita è il ciclo precessionale in corso, quello che durerà poco invece non penso sia l’Acquario.


Ci ho pensato anche io ... alla possibilità che i Re fossero cicli precessionali, ma ci sono diversi elementi che non tornano, per cui ho dovuto tornare all'ipotesi degli emi-cicli precessionali.


Per gli antichi, la sola idea di percorrere interamente un ciclo precessionale pone problemi forse maggiori di quelli che si presentano con una inversione. Il ciclo completo prevede infatti l'attraversamento del quadrante oscuro dello Scorpione, che comprende i tre segni zodiacali corrispondenti ai quattro cavalieri dell'Apocalisse, di cui ho parlato in coda a questo post. Gesù spiega che la protezione divina consente agli uomini di evitare i pericoli di questo oscuro quadrante (come vedremo tra breve, il serpente è una parte della costellazione dell'Ofiuco, accanto allo Scorpione):


Ecco, io vi ho dato il potere
di camminare sopra
serpenti e scorpioni

e su tutta la potenza del nemico;
nulla potrà farvi del male.



Parole di conforto, che fanno sicuramente piacere, ma non permettono di capire se ci viene data la possibilità di attraversare il quadrante oscuro senza conseguenze, o se per qualche motivo non avremo bisogno di farlo ...


Anche la vicenda dei Magi evidenzia un percorso emi-ciclico. Ne ho parlato nel video "Il Presepe Celeste - Parte IV", che contiene una inedita interpretazione della famosissima "adorazione dei Magi" di Leonardo da Vinci.




Ci sono anche altri simboli: saranno oggetti di futuri post e video; per ora serve un po' di pazienza ...





  Posso sbagliare, ma sono convinto che occorra guardare da un’altra parte della croce precessionale: non una parte a caso, ma quella che si trova a 90 gradi a nord rispetto al percorso odierno del sole: il re del ciclo attuale allora è il Sagittario e non i Pesci.

  Dopo il Sagittario c’è una costellazione che nessuno vuol vedere perché sarebbe la tredicesima: l’Ofiuco.

  Ofiuco: la tredicesima costellazione

  Questa costellazione è più piccola della altre e di conseguenza durerà meno. Solo in questo modo l’ottavo Re (lo Scorpione) può essere nello stesso tempo la ottavo e uno dei sette.


Della precessione sappiamo poco. I libri di astronomia spiegano in dettaglio le cause presunte (è bene dire che non esiste una dimostrazione definitiva in questo ambito) del moto di precessione degli equinozi e si soffermano talvolta a esporre le varie ipotesi circa la sua durata. I volumi di astrologia riferiscono che il riferimento per riconoscere l'Era corrente è il Punto Vernale: per sapere quale sia l'Era Astrologica corrente è quindi necessario capire quale sia il segno zodiacale che si trova "alle spalle" del Sole, durante l'equinozio di primavera. L'Era Astrologica attuale è associata al segno dei Pesci e poiché la rotazione precessionale avviene in moto retrogrado, la prossima Era sarà associata al segno precessionale che precede i Pesci nell'ordine zodiacale, cioè l'Acquario.


In effetti è vero che l'Ofiuco, pur essendo una costellazione immensa, individua sull'eclittica un piccolo settore circolare. Ma l'Ofiuco non è un segno zodiacale e non dà il proprio nome ad un'Era Astrologica. I motivi non sono da ricercarsi in una particolare antipatia per il numero 13, bensì in aspetti molto più "tecnici". Ne evidenzierò un paio.


Il primo, è che l'Ofiuco, nella sua veste moderna, è una costellazione composta dal serpente e dall'uomo che lo tiene fra le mani. La porzione di costellazione che taglia l'eclittica è costituita dalla parte inferiore dell'uomo: nella raffigurazione che segue, la porzione interessata comprende parte delle gambe.


L'Ofiuco Moderno


Ma non è sempre stato così. In epoca egizia, la costellazione era rappresentata come una divinità che naviga sulle acque dell'emisfero australe celeste con una imbarcazione. Questa rappresentazione non tagliava l'eclittica. In questo modo viene per esempio rappresentata nello Zodiaco Egiziano di Dendera, dove l'Ofiuco è ben visibile appena sopra lo Scorpione (qui evidenziato in verde):


Lo Zodiaco di Dendera: 500 A. C.


Il secondo aspetto è che nell'antichità le Ere Astrologiche non potevano essere delimitate dai confini delle costellazioni zodiacali (come erroneamente riporta Wikipedia); se così fosse stato, i confini delle Ere sarebbero stati variabili, dal momento che l'estensione delle costellazioni dipende dalla posizione delle stelle che le compongono. Gli antichi sapevano infatti che le stelle non sono immobili le une rispetto alle altre e che quindi le costellazioni potevano cambiare forma ed estensione nel corso del tempo. Meglio allora impiegare estensioni d'Era di lunghezza fissa, misurate partendo da un punto di riferimento che risulti assolutamente immobile.


La ricerca di riferimenti immobili anche nel lungo periodo ha portato gli antichi sapienti ad identificare le due sole zone dell'eclittica in cui gli effetti del moto stellare sono trascurabili: le due intersezioni con la Via Lattea (rimando al post il Punto Zero, dove parlo diffusamente di questo tema). Partendo da questi due punti, che sono opposti, ragioni di comodità di calcolo e di misura hanno portato alla individuazione di dodici segmenti circolari, che sono in seguito stati associati ai dodici segni.


Dal blog appunti di astrologia (fonte anche delle belle immagini precedenti):



I SEGNI ZODIACALI E LO ZODIACO ASTROLOGICO

[...] I segni zodiacali sono suddivisioni SIMBOLICHE della fascia zodiacale in 12 parti uguali e hanno solo preso il nome e l'ordine delle 12 costellazioni principali che da sempre la intersecano, e non tengono conto della loro effettiva posizione lungo l'eclittica e della loro ampiezza, anche gli antichi astrologi sapevano bene che le costellazioni non erano tutte grandi uguali!

Perché dodici segni e non 11 o 13 oppure 8 ??...diciamo che il calendario babilonese al tempo della nascita dell'astrologia prevedeva che un anno solare fosse formato da 12 mesi lunari di 30 giorni e la corrispondenza è già abbastanza significativa, ma è molto più probabile che sia la suddivisione dello zodiaco in 12 segni di 30 gradi che l'anno in 12 mesi di 30 giorni abbiano avuto la stessa origine e cioè la ricerca di una maggiore facilità nei calcoli astrologici e computo del tempo (calendario).

Ecc. ecc.





  Provando a riassumere:

  più di 8000 anni fa c’è stato un impatto cometario che ha messo fine all’ultima glaciazione e dato origine al mito/realtà del diluvio universale. Questa catastrofe è stata registrata per i posteri grazie al computo dei cicli precessionali da una società arcaica che ne ha voluto mantenerne il ricordo.

  Ogni ciclo precessionale è formato da una croce processionale est-ovest e nord-sud. La stessa su cui è stato e resta inchiodato Gesù/sole per 2160 anni.

  La narrativa cristiana ha messo in avanti soprattutto l’asse est-ovest di un Gesù che nasce dalla Vergine (casa del pane; spica/spiga) all’alba e giunge in terra come pesce/pescatore (simbolo delle catacombe) al tramonto.

  L’iconografia cristiana invece ha mantenuto entrambi gli assi della croce, ma per indicare il ritorno di Cristo nella prossima croce precessionale: Leone-Acquario, Toro-Scorpione (*)

  La prossima era precessionale dell’Acquario non può esistere pienamente prima che sia passata l’era dell’Ofiuco: il tredicesimo incomodo che avrà però “breve” durata.

  ___________________

  (*) in moltissime chiese e altari Gesù è raffigurato in compagnia dei 4 evangelisti rappresentati simbolicamente da un:
  • Leone
  • Toro
  • Aquila (la coda dello Scorpione era anche raffigurata come la testa di un’aquila)
  • Angelo o uomo (l’uomo con la brocca, l’Acquario)

Sono gli stessi quattro personaggi che aprono il libro di Ezechiele e che gli ufologi confondono con gli alieni. Eppure Ezechiele mette ben in chiaro che essi appaiono quando si aprono i cieli, hanno gambe dritte di bronzo (spade), procedono insieme in avanti senza mai tornare indietro, le ruote che li muovono (meccanismo celeste) sono tappezzate di occhi/stelle, e tutti e quattro si stagliano su un firmamento di cristallo...


La conclusione è coraggiosa: denota spirito di osservazione e voglia di capire. Purtroppo non sono sicuro di capirla e se devo essere sincero, quel che ne capisco non mi convince ...


Per quanto riguarda la geometria delle croci:

  • 2.160 anni è la durata approssimativa di un'Era Astrologica, non di una condizione di allineamento con una croce.  Il tempo che il Sole precessionale impiega per superare un singolo punto sull'eclittica è pari a 36 anni, pertanto l'allineamento con una croce celeste non può essere maggiore.
  • La "Croce eclittica" è centrata sulla Terra e ha quattro bracci che puntano verso i 4 segni fissi: Leone, Toro, Scorpione e Acquario (ne parlo nel filmato "Il Presepe Celeste - Parte IV", oltre che in un breve accenno verso la fine di questo post). In un certo senso, essa può essere identificata con il ciclo precessionale completo, la cui durata è pari a 25.920 anni.

Forse il nostro lettore intendeva dire che l'evento predetto dal Vangelo è semplicemente il naturale completamento del ciclo precessionale, al termine del quale il Sole (equinoziale e solstiziale) avrà toccato tutti e quattro i bracci della croce eclittica. Si tratta certamente di una ipotesi, che non mi trova d'accordo per i motivi esposti in precedenza.


L'espressione "La prossima era precessionale dell’Acquario non può esistere pienamente prima che sia passata l’era dell’Ofiuco" credo sia inesatta, dal momento che la costellazione dell'Ofiuco interseca l'eclittica tra Scorpione e Sagittario, ben lontano dall'Acquario. Dunque, se esistesse una "Era dell'Ofiuco", essa non potrebbe precedere quella dell'Acquario, ma sarebbe molto successiva.


Per concludere: la maggiore difficoltà nel trovare costruzioni alternative è che esiste una correlazione profonda tra elementi simbolici diversi, che sembra puntare sempre alla stessa conclusione. Smontare un frammento significa dover rivedere tutto il castello, il quale si dovrebbe adattare integralmente alla nuova ipotesi. Tuttavia, l'esercizio interpretativo è sempre utile e sempre apprezzato quindi ... grazie!

mercoledì 6 dicembre 2017

Precessione degli Equinozi

Una nuovissima animazione in CGI, che mostra il Punto Vernale (cioè la posizione occupata dal Sole durante l'Equinozio di Primavera) muoversi a ritroso attraverso le costellazioni zodiacali dell'ultimo emiciclo precessionale, fino a dare inizio all'imminente Era dell'Acquario.



La durata di un ciclo precessionale completo è stimata in 25.920 anni: un periodo conosciuto con il nome di "Grande Anno" platonico. Come l'anno terrestre, il Grande Anno è suddiviso in 12 "mesi", aventi la durata di 2.160 anni (30 gradi angolari sull'eclittica), chiamati "Ere Astrologiche", o "Eoni". La suddivisione delle Ere è ben evidenziata nel video, e la loro estensione temporale può essere verificata attivando i sottotitoli.

La posizione del Punto Vernale è la lancetta dell'orologio cosmico che indica l'Era Corrente. Sebbene le Ere prendano il nome dai segni zodiacali, le costellazioni zodiacali spesso si estendono oltre i confini dell'Era corrispondente: questo avviene a causa delle differenti dimensioni delle costellazioni.

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L'animazione mostra la porzione di ciclo precessionale corrispondente alla vita di Gesù. La parte più anica dell'ultimo emiciclo è correlata con la vita di Gesù Bambino.

  • Era della Vergine: 13.120 A.C. - 10.960 A.C.
    "Gesù nacque a Betlemme, in Giudea" [Mt. 2.1]
    (Beth-le-hem = "Casa del Pane", è un antico riferimento al segno della Vergine)
  • Era del Leone: 10.960 A.C. - 8.800 A.C.
    "Dov'è il re dei Giudei che è nato?" [Mt. 2.2]
    (la più brillante stella del Leone, che si trova sull'eclittica, si chiama "Regulus", che in latino significa "re bambino")
  • Era del Cancro: 8.800 A.C. - 6.640 A.C.
    "Andarono in fretta, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia." [Lc. 2.16]
    (il più importante ammasso stellare nel Cancro è chiamato "Praesepe", che in latino significa "mangiatoia")
  • Era dei Gemelli: 6.640 A.C. - 4.480 A.C.
    "passati i giorni della festa, mentre tornavano, il bambino Gesù rimase in Gerusalemme all'insaputa dei genitori." [Lc. 2.43]
    (il nome "Gerusalemme" potrebbe derivare da una antica coppia di divinità canaanee: "Shalim" e "Shahar", che erano, appunto, gemelli)
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Dopo il Suo incontro con i Maestri del Tempio, Gesù scompare dal Vangelo come bambino. Ripapparirà come uomo matura, parecchi anni più tardi. Tuttavia, la più recente porzione dell'ultimo emiciclo precessionale appare frequentemente nelle Scritture.

  • Era del Toro: 4.480 A.C. - 2.320 A.C.
    il Nuovo Testamento non include alcun riferimento al Toro, ma l'Antico riporta numerosi riferimenti.
     
  • Era dell'Ariete: 2.320 A.C. - 160 A.C.
    Nonostante il Vangelo non riferisca mai direttamente nulla in proposito, per i Cristiani, Gesù è l'"Agnus Dei", cioè l'"Agnello di Dio";
    Era dei Pesci: 160 A.C. - 2.000 D.C.
    "Gesù disse loro: «Seguitemi, e io farò di voi dei pescatori di uomini»." [Mc 1.17]
  • Era dell'Acquario: inizia attorno al 2.000 D.C.
    "Egli mandò due dei suoi discepoli e disse loro: «Andate in città, e vi verrà incontro un uomo che porta una brocca d'acqua; seguitelo; dove entrerà, dite al padrone di casa: - Il Maestro dice: 'Dov'è la stanza in cui mangerò la Pasqua con i miei discepoli?' - " [Mk 14.13-14]
    (L'"uomo che porta una brocca d'acqua" è appunto l'Acquario; il "padrone di casa" è il Sole, ossia Gesù stesso, che entra nella casa - cioè nell'Era - dell'Acquario)
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Info aggiuntive sulla Precessione:

Nozioni Generali sulla Precessione degli Equinozi:
https://profezieevangeliche.blogspot.it/2013/12/eclittica-e-precessione-degli-equinozi.html

Calcolo del Punto Zero precessionale:
https://profezieevangeliche.blogspot.it/2015/01/il-punto-zero-precessionale.html

domenica 18 gennaio 2015

Il Punto Zero Precessionale

Lo Zodiaco Tradizionale e l'Era dell'Acquario

Il calendario precessionale è il principale riferimento per fornire una adeguata interpretazione alla mitologia evangelica di matrice astronomica ed astrologica. Il moto precessionale deriva dalla lenta rotazione dell'asse terrestre attorno ad un asse, chiamato asse precessionale, passante per il centro della Terra e perpendicolare all'Eclittica. Il tempo necessario perchè l'asse terrestre compia una rotazione precessionale completa è pari a 25.960 anni circa: questo periodo di tempo è convenzionalmente chiamato Anno Platonico, o Grande Anno.

Lo Stellario

Il trascorrere del Grande Anno viene osservato misurando lo spostamento sull'eclittica del Punto Vernale, il punto che identifica la posizione del Sole nel giorno dell'equinozio di Primavera. Questo spostamento è pari a circa 1/72 di grado angolare all'anno. Gli antichi conoscevano questo fenomeno: la Storia attribuisce la scoperta del moto precessionale a Ipparco di Nicea, vissuto nel II sec. A.C., ma esistono evidenze, soprattutto di carattere culturale e antropologico, che potrebbero indurre ad anteporre anche di parecchi millenni la scoperta della precessione degli equinozi.

Come l'anno solare tradizionale, il Grande Anno è suddiviso in dodici porzioni: i mesi dell'Anno Platonico prendono il nome di Ere Astrologiche e vengono generalmente messi in relazione con i segni zodiacali. Il segno zodiacale in corrispondenza del quale viene a trovarsi il Punto Vernale dà il nome all'Era Astrologica corrente. Attualmente, il Punto Vernale si trova in corrispondenza della costellazione dei Pesci: ci troviamo pertanto nell'Era dei Pesci. Poichè lo scostamento del Punto Vernale è retrogrado, ossia rivolto in direzione contraria al moto convenzionale del Sole nel corso dell'anno, l'Era precedente a quella dei Pesci è stata quella dell'Ariete, mentre la prossima dovrebbe essere quella dell'Acquario (l'uso del condizionale si riferisce alla possibilità, evinta dalle Sacre Scritture, ed esplorata su questo Blog, che nella transizione dall'Era dei Pesci a quella dell'Acquario si potrebbe verificare una significativa alterazione del moto precessionale ordinario).

Nel Vangelo sono presenti numerosi riferimenti all'Era Astrologica corrente: il termine greco usato da Gesù per indicare questo periodo di tempo è "αἰῶν" (Aeon, "Eone"), spesso tradotto con "mondo".
καὶ ἰδοὺ ἐγὼ μεθ' ὑμῶν εἰμι πάσας τὰς
ἡμέρας ἕως τῆς συντελείας τοῦ αἰῶνος
Ecco, io sono con voi tutti i giorni, 
fino alla fine dell'Era
[Mt. 28, 20]

Uno dei problemi che la moderna astrologia non è ormai più in grado di risolvere è determinare esattamente i confini di ciascuna Era Astrologica. Gli astrologi moderni non sono nemmeno concordi in merito alla durata delle Ere: alcuni sostengono che tutte abbiano uguale durata; altri invece sostengono che la durata di ciascuna Era sia proporzionale all'estensione della proiezione sulle eclittica della corrispondente costellazione zodiacale. Secondo quest'ultima ipotesi, l'Era della Vergine, la più estesa costellazione zodiacale, avrebbe una durata significativamente maggiore rispetto all'Era della piccola costellazione della Bilancia.

L'ipotesi sostenuta in questo blog è che tutte le ere astrologiche abbiano uguale durata, e possano quindi essere rappresentate come altrettante porzioni di eclittica, ciascuna delle quali ha una estensione di 30° gradi angolari (360° / 12). Nella figura seguente, l'eclittica ed i dodici segmenti sono rappresentati in giallo. Il cerchio lilla rappresenta l'Equatore Celeste, ossia la proiezione sulla sfera celeste dell'equatore terrestre. L'intersezione di questa linea con l'eclittica individua i punti equinoziali: in rosso è evidenziato il Punto Vernale, ossia il punto corrispondente all'equinozio di primavera. Il cerchio azzurro rappresenta invece la Via Lattea, definita da Cicerone (102 - 49 A.C.) "Orbis Lacteus", ossia l'intersezione del Piano Galattico con sfera celeste.

Assetto del Sistema Solare

Secondo il modello appena esposto, ciascuna Era Astrologica ha una durata di circa 2.160 anni (25.920 anni / 12) ed è sufficiente sapere quale sia il punto di congiunzione tra due qualsiasi Ere consecutive, per conoscere gli esatti punti di inizio e di fine di ciascuna di esse. Fra i dodici punti di separazione fra le Ere che questa configurazione consente di individuare, se ne può identificare uno particolare, che prende il nome di Punto Zero, e che definisce il punto di inizio dello Zodiaco precessionale.

L'uomo conosce ed utilizza lo Zodiaco da millenni, per scopi molto differenti fra loro: la misura del tempo, l'orientamento, la divinazione. Le prove archeologiche dimostrano che lo zodiaco conosciuto dagli Egizi fosse sostanzialmente identico a quello moderno. Non è tuttavia irragionevole pensare che lo Zodiaco non sia nato in Egitto, ma risalga ad un'epoca molto anteriore, e che fosse conosciuto anche dalle civiltà Babilonese e Sumera. Lo studioso Zecharia Sitchin sostiene esattamente questa ipotesi, asserendo che il meccanismo delle Ere Astrologiche trovi precisi riscontri nelle tavolette Sumere del V millennio A.C.

La definizione di un Punto Zero capace di resistere alla prova del tempo non è una impresa da poco: il punto zero ideale deve rispettare tre condizioni essenziali:
  • deve trovarsi sull'eclittica;
  • deve essere facilmente identificabile, e quindi essere possibilmente un oggetto luminoso;
  • deve muoversi il meno possibile, anche nel corso dei millenni.
Delle tre condizioni l'ultima è la più difficile da soddisfare, poichè nel corso dei millenni, le distanze reciproche tra le stelle variano sensibilmente. Le stelle sono infatti contraddistinte da un "moto proprio", dovuto all'effettivo spostamento della stella rispetto al centro di massa solare. L'effetto del moto proprio è tutt'altro che trascurabile: se da un lato, l'esigenza di rendere il Punto Zero facilmente identificabile porterebbe a porlo in corrispondenza delle stelle più brillanti, il requisito di inamovibilità porta ad escludere innanzitutto proprio quelle stelle, dal momento che la luminosità apparente di una stella è fortemente influenzata dalla sua vicinanza e le stelle più vicine sono contraddistinte da un moto proprio più evidente.

La soluzione che personalmente ritengo che gli antichi devano aver adottato, dopo aver sperimentato numerosi tentativi, è utilizzare come Punto Zero il punto di intersezione tra l'eclittica e la Via Lattea. La Via Lattea è infatti costituita da milioni di stelle molto lontane: la loro luminosità è dovuta non alla loro distanza, che è decisamente elevata, ma al loro numero. La distanza elevata fa sì che gli effetti del moto proprio siano sostanzialmente trascurabili.

La Via Lattea interseca l'eclittica in due punti: tra le costellazioni del Sagittario e dello Scorpione, e tra le costellazioni dei Gemelli e del Toro. Il primo di questi due punti identifica grosso modo la direzione in cui si trova, secondo i modelli astronomici moderni, il Centro Galattico. 

 
Il Punto Zero precessionale, tra le costellazioni dei Gemelli e del Toro
Il secondo punto è quello precessionalmente più prossimo alla nostra epoca, ed è il miglior candidato a fungere da Punto Zero zodiacale. Ciascuno dei due punti di intersezione forma una Croce Celeste, su cui il Sole viene ogni anno a trovarsi. Nel periodo compreso tra il 1980 ed il 2016, i due punti vengono a coincidere con i Solstizi invernale ed estivo, facendo apparire l'eclittica come un monte molto regolare, del tutto simile al Calvario.