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domenica 28 luglio 2024

Inversione


Durante il suo mandato presidenziale, Donald Trump ha favorito come nessun altro Presidente USA prima di lui la costruzione del Terzo Tempio di Israele, dichiarandosi a favore del riconoscimento di Gerusalemme come capitale di Israele e ordinando lo spostamento nella città dell'Ambasciata americana. Il Terzo Tempio è l'elemento che lega i due apparenti antagonisti nella guerra Ucraina: Russia e USA, ai quali il Sinedrio di Israele ha chiesto di favorire la ricostruzione.


Tuttavia, il Tempio di Gerusalemme potrebbe non essere (solo) un edificio, ma una rappresentazione dell'Ordine Cosmico. Le precedenti versioni del Tempio, andate distrutte, hanno rappresentato l'Ordine attuale, destinato a essere stravolto; il Terzo Tempio indica invece un Ordine Cosmico del tutto nuovo, destinato in ogni caso a manifestarsi: un "Nuovo Ordine", in cui il tempo è destinato a scorrere in maniera molto diversa da quella che consideriamo ordinaria.


Nota tecnica: passando il mouse sopra i link con la sottlineatura (anche senza cliccare) si apre un popup che contiene i passi biblici a cui si fa rifermiento nel testo. Una corretta comprensione del testo è possibile soltanto se i passi sono conosciuti, oppure dopo averli letti.
Arcana Ricordo



In English, please! En español, por favor!


Il Nuovo Ordine Mondiale

L'espressione "Nuovo Ordine Mondiale" è la traduzione errata del motto latino "Novus Ordo Seclorum" riportato anche sul Grande Sigillo degli USA presente sulla banconota americana da un dollaro. In realtà, rispettando la grammatica latina, il motto dovrebbe essere scritto "Novus Ordo Seculorum", ma in questo caso esso richiederebbe 14 lettere anziché le 13 tanto care ai Padri Costituenti degli USA. La traduzione letterale del motto è "Nuovo Ordine dei Secoli ", non "Nuovo Ordine Mondiale", o il suo corrispondente inglese "New World Order" (anch'esso di 13 lettere). Questa espressione non si riferisce ad un assetto politico o geopolitico, come temono i teorici del Great Reset: indica invece un nuovo assetto del Kosmos: il meccanismo che determina le posizioni degli astri e i loro moti.

[Platone - Il Politico, Capitolo 269]





L'Inversione e l'Età dell'Oro

In una precedente occasione, abbiamo già constatato come fonti antiche, come Platone ed Erodoto, suggeriscono che in tempi remoti, si verificarono periodi in cui l'ordine cosmologico era del tutto differente da quello attuale: il Sole sorgeva ad Ovest per tramontare ad Est e le stelle seguivano un percorso analogo. Nel "Politico", Platone riporta un dialogo tra Socrate il Giovane e un non meglio precisato Forestiero: nel corso della conversazione, Socrate il Giovane espone il contenuto di diverse "antiche leggende", di poca molto remota, che rivelano alcuni dettagli relativi a quei periodi di inversione cosmologica.



[Platone - Il Politico, Capitolo 269]


Secondo Socrate, l'universo è progettato espressamente per cambiare il proprio verso di rotazione. In alcune occasioni, esso è determinato dalla Volontà del Creatore, mentre altre Egli permette che i cambiamenti avvengano in maniera spontanea: in particolare, questo avviene quando gli scopi per il mantenimento di un determinato ordine sono stati raggiunti. Questa particolare gestione della macchina cosmologica, permette all'universo di " conservare sempre il proprio identico stato": una proprietà che il Cosmo può mantenere, in contrapposizione con tutto ciò che è terrestre, che è per sua natura destinato a trasformarsi. Socrate chiarisce che l'inversione dei moti celesti consente al cosmo di mantenersi per quanto possibile in uno stato di eterno equilibrio, avulso da mutamenti che potrebbero sconvolgerne l'essenza, rendendo impossibile la vita: poche righe più avanti, chiarisce che " ripercorrere all'indietro il proprio corso è, fra tutte le deviazioni, quella che meno lo allontana dal suo moto".


Anche Erodoto di Alicarnasso riferisce nelle sue "Storie" di improvvisi ribaltamenti del corso del Sole (ne abbiamo già parlato): nel corso degli 11.340 anni in cui i faraoni si avvicendarono al governo dell'Egitto, riferisce, "il sole cambiò quattro volte il suo oriente, levandosi due volte dove ora tramonta e tramontando due dove ora sorge, senza che nell'Egitto avvenisse alcun mutamento: né nella sua vita agricola, né nei suoi fenomeni fluviali, né per le malattie, né per le morti." (Storie, Libro II, Capitolo 142). Interessante notare che secondo Erodoto, che asserisce di riportare informazioni ottenute dai "sacerdoti Egiziani", il mutamento del corso del Sole non sembra alterare la quotidianità della vita sulla Terra, che procede senza interruzioni. D'altra parte, Erodoto non si sofferma a formulare ipotesi circa le possibili cause di questo straordinario evento: si limita ad osservare che esso avviene per cause ignote e in maniera relativamente improvvisa, senza che questo influenzi minimamente la vita sulla Terra.


Il testo di Platone invece è ben più problematico: Socrate ci invita a non considerare l'inversione come un semplice fenomeno meccanico, ma a guardare oltre, facendo uno sforzo di immaginazione e di audacia molto più ampio e deciso, arrivando a concepire un'inversione della freccia del tempo. Tutti abbiamo esperienza dello scorrere del tempo, tuttavia, sorprendentemente, in fisica non esiste alcuna legge che impedisca al tempo di scorrere in senso opposto. Il tema dell'irreversibilità del tempo è uno dei problemi insoluti della fisica, dal momento che nessuna legge della fisica moderna vieta al tempo di scorrere in direzione opposta a quella che percepiamo abitualmente. Piuttosto, esiste una legge, il Terzo Principio della Termodinamica, che parte dall'assunto osservabile che il tempo trascorre in avanti, anziché all'indietro, ma non spiega come mai ciò avvenga.



[Platone - Il Politico, Capitolo 269]


Socrate non parla espressamente di una inversione della freccia del tempo, tuttavia chiarisce che in occasione di una inversione, l'umanità viene quasi interamente spazzata via e chi sopravvive esperisce qualcosa di meraviglioso. Improvvisamente, le persone cessano di invecchiare e iniziano a ringiovanire, giorno dopo giorno, fino a tornare giovani, poi bambini, infanti, feti e infine sparire. Gli esseri umani di quei tempi cessano di essere generati da altri esseri umani, ma compaiono spontaneamente dalla terra, in genere con le sembianze di persone anziane, che iniziano il loro percorso a ritroso. Coloro che sono defunti, arrivato il loro momento, vedono il proprio corpo ricostituito e rinascono alla vita.




I periodi di inversione vengono descritti come epoche d'Oro, in cui l'umanità vive in armoniosa unione con Dio: non esistono famiglie, coniugi, figli; nessuno lavora, in quanto la Terra offre spontaneamente tutto il necessario per la vita; non esistono infine guerre, soprusi, sopraffazioni, perché non esiste la scarsità di risorse. Socrate procede nell'esposizione, riferendo che l'umanità di quei tempi è capace di parlare con gli animali e che le conversazioni sono finalizzate all'ottenimento di un più elevato livello di saggezza. Tutto ricorda la mitica "Età dell'Oro", ricordata da quasi tutte le mitologie del mondo come una remotissima epoca di assoluta beatitudine.


Innumerevoli Riferimenti

L'esposizione di Socrate riporta alla memoria innumerevoli riferimenti presenti nella Bibbia e nei Vangeli:




Ritorno all'Eden

Secondo la Bibbia, l'esistenza nel pieno dell'Età dell'Oro, caratterizzata dall'assenza di malattie e morte, dalla permanenza di una pace assoluta e incorruttibile, dalla conduzione di una vita in perfetto equilibrio con se stessi e con la natura, venne sperimentata anche da Adamo ed Eva, in quello che siamo soliti chiamare "Giardino dell'Eden". Per i credenti, il raggiungimento di una simile perfezione è pertanto più un ritorno, che non un traguardo. In effetti, Socrate ammette che, poiché le inversioni degli astri sono avvenute molte volte in passato, è corretto parlare di ciclicità di questo tipo di eventi. L'idea che l'inversione dei moti celesti sia un fenomeno ciclico suggerisce di considerare Adamo come ultimo discendente di una specie di esseri umani generati dalla terra, che è sopravvissuto all'ultimo, grande sconvolgimento.


Comincia quindi ad assumere un senso differente l'espressione "Novus Ordo Seclorum". In effetti, la parola "seclorum/seculorum" è un genitivo: significa "dei secoli". Tradotta letteralmente, l'espressione significa quindi "Nuovo Ordine dei Secoli". Come possono i secoli, che sono unità di misura del tempo, assumere un nuovo ordine? Proprio ammettendo la possibilità di una inversione della freccia del tempo. In epoche molto remote, un "ordine dei secoli" speculare rispetto all'attuale, caratterizzò quella meravigliosa Età dell'Oro, che si manifesta in noi come un archetipico senso di nostalgia per la perdita di qualcosa di infinitamente prezioso. Il "Novus Ordo Seclorum" è pertanto la condizione, altamente desiderabile, di ritorno a quell'epoca meravigliosa, quando viveva - e tornerà a vivere - una "generazione Grande e Santa", almeno se paragonata a quella attuale, "malvagia e perversa".


Le Tappe dell'Inversione

Perché insisto tanto su questo concetto dell'inversione? Esiste una evidenza simbolica nei Vangeli, che lasci supporre che il percorso del Sole Precessionale debba volgersi indietro in maniera speculare, piuttosto che evolvere in qualunque altra maniera? In effetti ci sono diversi indizi, nei testi evangelici, che lasciano supporre un decorso del genere.


La rassicurazione iniziale: "nulla potrà farvi male". Prima che tutto abbia inizio, Gesù rassicura i discepoli in modo che conservino nel cuore le sue parole di speranza e di fede. Nel Vangelo di Luca, il Signore nomina 70 discepoli e li manda ad annunciare il Regno dei Cieli. Al loro ritorno, i discepoli raccontano "pieni di gioia" le gesta che hanno potuto compiere nel nome del Signore ed Egli conferma di aver già offerto loro . Lo scorpione e il serpente sono due costellazioni molto vicine. Il serpente è parte dell'Ofiuco: l'unica costellazione intersecante l'eclittica che non appartiene allo Zodiaco. Entrambe le costellazioni appartengono al "Quadrante Oscuro", che comprende Sagittario, Scorpione e Bilancia. Se la precessione procedesse linearmente, superato l'Acquario, dovrebbe attraversare il Capricorno e poi entrare nel Quadrante Oscuro, in Sagittario. Tuttavia il Signore ha offerto la possibilità di "camminare sopra" le minacce del quadrante oscuro. In che modo? L'espressione "il potere di camminare sopra serpenti e scorpioni" è ambigua perché non si capisce se il percorso debba attraversare il quadrante, che viene messo in condizioni di non nuocere, o se sia necessario intraprendere un percorso differente. Mi pare ragionevole pensare, alla luce dei passe seguenti, che l'alternativa prevista sia la seconda.


L'Annuncio: "Basta!". Giunto il tempo, il Signore annuncia simbolicamente che il tempo cronologico . Nella corrispondenza celeste, dove ad ogni Apostolo corrisponde un'Era Astrologica, ogni spada corrisponde a un confine d'Era. Una lettura superficiale del passo, di cui tra l'altro abbiamo già parlato, può indurre a pensare che i dodici Apostoli presentino al Signore due spade, ma l'assenza di indicazioni esplicite in tal senso, consente di formulare una ipotesi differente. A mio modesto avviso, in questa occasione ciascuno degli Apostoli possiede una spada, come tra l'altro viene espressamente richiesto da Gesù. Quando i Dodici si dispongono in cerchio (come i Cavalieri della Tavola Rotonda), ciascuno brandendo la propria spada con la mano destra, si viene a formare una configurazione che trova immediata corrispondenza nell'ordine celeste, dove le 12 Ere Astrologiche, che corrispondono ai 12 Apostoli, sono delimitate da linee di confine, alle quali corrispondono le 12 spade. Le spade scandiscono quindi l'alternarsi delle Ere e più in generale lo scorrere del tempo: l'affermazione «Signore, ecco qui due spade!» può significare: "ecco, Signore, tu stai per essere consegnato, ma noi abbiamo preparato una nuova Era Astrologica che è pronta a trascorrere, per quando tutto questo sarà finito". Per tutta risposta, Gesù dimostra di opporsi con determinazione e vigore al progetto dei Dodici, fondato sul sostanziale mantenimento dello "status quo", ed esclamando "Basta!", annuncia l'approssimarsi di un tempo in cui questa modalità di esistenza non ci sarà più.



I Cavalieri della Tavola Rotonda


I prossimi passi si riferiscono a episodi successivi alla Passione di Cristo e quindi all'inversione dei tempi: ci troviamo quindi già nel nuovo ciclo retrogrado, in cui la precessione degli equinozi procede in senso antiorario.


A cose fatte: "Spezzò il Pane". La nostra ipotesi, già esposta in un post del 2021, è che la vita terrena di Gesù, così come viene raccontata nei Vangeli, corrisponda al percorso di "questa Generazione", iniziato circa 13.000 anni fa, all'inizio dell'Era del Leone. La vita di Gesù dopo la Resurrezione è invece la "Generazione Grande e Santa" che l'umanità è destinata a generare dopo il complicato periodo della Grande Tribolazione. Nel mezzo, deve avvenire una modificazione profonda, di portata tale da causare la scomparsa del mondo che conosciamo oggi e l'avvicendamento di "Nuovi Cieli e Nuova Terra". Il Vangelo di Luca narra un episodio molto poetico, quasi onirico, che ha come protagonisti
due discepoli in cammino Due di loro se ne andavano in quello stesso giorno a un villaggio di nome Emmaus, distante da Gerusalemme sessanta stadi; e parlavano tra di loro di tutte le cose che erano accadute. Mentre discorrevano e discutevano insieme, Gesù stesso si avvicinò e cominciò a camminare con loro. Ma i loro occhi erano impediti a tal punto che non lo riconoscevano.

Egli domandò loro: «Di che discorrete fra di voi lungo il cammino?» Ed essi si fermarono tutti tristi. Uno dei due, che si chiamava Cleopa, gli rispose: «Tu solo, tra i forestieri, stando in Gerusalemme, non hai saputo le cose che vi sono accadute in questi giorni?» Egli disse loro: «Quali?» Essi gli risposero: «Il fatto di Gesù Nazareno, che era un profeta potente in opere e in parole davanti a Dio e a tutto il popolo; come i capi dei sacerdoti e i nostri magistrati lo hanno fatto condannare a morte e lo hanno crocifisso.

Noi speravamo che fosse lui che avrebbe liberato Israele; invece, con tutto ciò, ecco il terzo giorno da quando sono accadute queste cose. È vero che certe donne tra di noi ci hanno fatto stupire; andate la mattina di buon'ora al sepolcro, non hanno trovato il suo corpo, e sono ritornate dicendo di aver avuto anche una visione di angeli, i quali dicono che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati al sepolcro e hanno trovato tutto come avevano detto le donne; ma lui non lo hanno visto».

Allora Gesù disse loro: «O insensati e lenti di cuore a credere a tutte le cose che i profeti hanno dette! Non doveva il Cristo soffrire tutto ciò ed entrare nella sua gloria?» E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture le cose che lo riguardavano. Quando si furono avvicinati al villaggio dove andavano, egli fece come se volesse proseguire.

Essi lo trattennero, dicendo: «Rimani con noi, perché si fa sera e il giorno sta per finire». Ed egli entrò per rimanere con loro. Quando fu a tavola con loro prese il pane, lo benedisse, lo spezzò e lo diede loro. Allora i loro occhi furono aperti e lo riconobbero; ma egli scomparve alla loro vista. Ed essi dissero l'uno all'altro: «Non sentivamo forse ardere il cuore dentro di noi mentre egli ci parlava per la via e ci spiegava le Scritture?» E, alzatisi in quello stesso momento, tornarono a Gerusalemme e trovarono riuniti gli undici e quelli che erano con loro, i quali dicevano: «Il Signore è veramente risorto ed è apparso a Simone».

[Luca, 24:13-34]
, sulla strada tra Gerusalemme ed Emmaus. Mentre chiacchierano lungo il cammino, i due discepoli incontrano il Signore, ma non lo riconoscono, solo fino al momento in cui Egli, a tavola, "spezza il pane". Nel parallelo astronomico, gli Apostoli sono le 12 Ere Astrologiche e l'atto di "spezzare il pane" identifica la traiettoria del Sole, che attraversa la costellazione della Vergine, anticamente chiamata "casa del Pane". L'episodio, proiettato sulla volta celeste, è rivelatorio: ci informa che dopo la Tribolazione e tutti gli eventi annessi e connessi, il Sole potrebbe diventare irriconoscibile, al punto tale che saremmo in grado di riconoscerlo soltanto in base alla traiettoria che compie. Comunque la traiettoria è anche una informazione importante: ci informa che la macchina astronomica è ancora integra e i suoi movimenti restano ancora riconoscibili.


La prima Era: "la pesca sul Lato Destro". Nei Vangeli ci sono due episodi di "pesca miracolosa": avviene all'inizio della predicazione di Gesù e segna il primo incontro del Signore con Pietro. In questo frangente, Gesù si limita a invitare Pietro a prendere il largo e gettare le reti, senza accennare a particolari accortezze. Del episodio, invece, abbiamo già parlato in un post di Carmen del 2021, dove abbiamo accennato alla genesi del numero 153. Ciò che importa sapere ora è che quell'episodio avviene dopo la resurrezione di Gesù, ossia in quel periodo della vita del Cristo che corrisponde all'esistenza dopo la Tribolazione e l'inversione. I due episodi di pesca vanno letti in maniera sinottica: in entrambi, il soggetto pescatore è Pietro, che abbiamo già identificato come apostolo corrispondente all'Era dei Pesci. A questo punto è interessante notare che la costellazione dei pesci è particolarmente asimmetrica rispetto all'eclittica: i due pesci che rappresenta appartengono interamente all'emisfero boreale celeste. Pertanto, nella attuale configurazione della macchina celeste, in cui il Sole Precessionale ruota in senso orario, la barca che trasporta il Sole lungo l'eclittica, si trova i due pesci sulla sinistra, come rappresentato nella clip qui nel seguito. Affinché i pesci debbano manifestarsi sul lato destro, è invece necessario che il Sole Precessionale proceda a ritroso e questo potrebbe avvenire solo se la macchina celeste invertisse il proprio moto.




Il futuro: "Seguimi!". Il Vangelo di Giovanni si conclude in maniera diversa dagli altri: qui Gesù non ascende al Cielo, , accompagnato dai Suoi Apostoli. Pietro, cui corrisponde l'Era dei Pesci, è l'Apostolo che gli cammina a fianco e i due sono seguiti da Giovanni: il "discepolo che Gesù amava". Il tema delle corrispondenze tra Apostoli ed Ere Astrologiche è stato uno dei primi che abbiamo affrontato nel blog: precisamente, in un post del 2016. In quella sede avevamo concluso che a Giovanni corrispondesse l'Era del Toro, perlomeno facendo riferimento all'elenco degli Apostoli citato nel Vangelo di Marco. La scena che chiude il Vangelo di Giovanni sembra suggerire che l'Era destinata a trascorrere appena dopo la Resurrezione è, nuovamente, l'Era dei Pesci: una possibilità che richiede l'inversione della macchina cosmica. Giovanni, l'Era del Toro, attende pazientemente il proprio turno, che evidentemente si presenterà in un tempo futuro, quando la rotazione precessionale riporterà il Sole più vicino alla metà dell'emiciclo.


Farsi Piccoli, Come Bambini

Alla luce di quanto abbiamo appena elencato, non suonano strane le parole di Gesù relative alla seconda nascita e alla necessità di ? Come tutti i passi evangelici, i livelli di significato sono molteplici: il livello più importante è quello spirituale, che in questo caso invita il lettore a liberarsi dalla malizia, dall'attitudine a programmare l'esistenza e agire in base a convenienza, prendendo come riferimento la semplicità dei bamibini appena nati, la cui principale preoccupazione è gestire il senso di meraviglia che li pervade, mentre osservano il mondo per la prima volta. Il secondo livello ci riconduce a una considerazione fatta un po' di tempo fa, secondo cui i "comandamenti" di Gesù sono semplicemente avvertimenti di fenomeni che devono necessariamente verificarsi, in quanto espressione della Volontà del Padre. In questa specifica occasione, Gesù sembra delineare l'esistenza di una corrispondenza biunivoca tra il "farsi piccoli, come bambini" e "entrare nel Regno dei Cieli": entrare nel Regno e sperimentare l'assenza di malattia e morte, implica diventare piccoli, ossia vivere una esistenza in cui il tempo scorre all'indietro.


Personalmente non penso che lo scorrimento inverso del tempo richieda a ciascuno di rivivere esattamente le medesime esperienze che ha passato nel corso della vita che noi chiamiamo "ordinaria", anche perché questo implicherebbe il dover ripercorrere, anche se a ritroso, il cammino di malattia e dolore, anche se con la consapevolezza che prima o poi la giovinezza arriverà e porterà con sé energia e salute. Penso invece che lo scorrimento inverso del tempo implichi e consenta un certo grado di libertà: sufficiente a dare la percezione dell'esistenza del libero arbitrio.




sabato 31 ottobre 2020

Il "Great Reset"

Ha suscitato in certo scalpore la lettera aperta di Mons. Carlo Maria Viganò al Presidente Trump: nel documento, l'ex Nunzio Apostolico degli Stati Uniti d'America, paventa l'avvento del Nuovo Ordine Mondiale, attraverso un piano che ha nella pandemia il proprio punto d'inizio. Per chi segue i temi profetici con sufficiente attenzione e da tempo, la lettera non costituisce una vera e propria novità: l'unica reale novità è la fonte da cui proviene, dal momento che mai, in passato, abbiamo assistito a fonti tanto autorevoli prendere posizioni così esplicite.


Ad alcuni lettori attenti alle dinamiche del web, la lettera potrebbe riportare alla mente il caso "Q", che non a caso ha recentemente inviato ai suoi seguaci, i "Q-Anons", espliciti appelli a monitorare con attenzione i progetti sociali, culturali ed economici che nascono sotto l'egida del "Great Reset":



Personalmente, nutro un certo scetticismo nei confronti di "Q" e dei Q-Anons, ma non allontaniamoci dal tema: penso che valga comune la pena lettere il testo di Mons. Viganò e su quella aprire eventualmente un confronto coi lettori.


Arcana Ricordo


Lettera aperta al presidente degli Stati Uniti d’America Donald J. Trump

Signor Presidente, mi consenta di rivolgermi a Lei, in quest’ora in cui le sorti del mondo intero sono minacciate da una cospirazione globale contro Dio e contro l’umanità. Le scrivo come Arcivescovo, come Successore degli Apostoli, come ex-Nunzio apostolico negli Stati Uniti d’America. Le scrivo nel silenzio delle autorità civili e religiose: voglia accogliere queste mie parole come la «voce di uno che grida nel deserto» (Gv 1, 23).

Come ho avuto modo di scriverLe nella mia Lettera dello scorso giugno [a cui il Presidente Trump fece apertamente riferimento - N.D.R.], questo momento storico vede schierate le forze del Male in una battaglia senza quartiere contro le forze del Bene; forze del Male che sembrano potenti e organizzate dinanzi ai figli della Luce, disorientati e disorganizzati, abbandonati dai loro capi temporali e spirituali.

Sentiamo moltiplicarsi gli attacchi di chi vuole demolire le basi stesse della società: la famiglia naturale, il rispetto per la vita umana, l’amore per la Patria, la libertà di educazione e di impresa. Vediamo i capi delle Nazioni e i leader religiosi assecondare questo suicidio della cultura occidentale e della sua anima cristiana, mentre ai cittadini e ai credenti sono negati i diritti fondamentali, in nome di un’emergenza sanitaria che sempre più si rivela come strumentale all’instaurazione di una disumana tirannide senza volto.

Un piano globale, denominato Great Reset, è in via di realizzazione. Ne è artefice un’élite che vuole sottomettere l’umanità intera, imponendo misure coercitive con cui limitare drasticamente le libertà delle persone e dei popoli. In alcune nazioni questo progetto è già stato approvato e finanziato; in altre è ancora in uno stadio iniziale. Dietro i leader mondiali, complici ed esecutori di questo progetto infernale, si celano personaggi senza scrupoli che finanziano il World Economic Forum e l’Event 201, promuovendone l’agenda.

Scopo del Great Reset è l’imposizione di una dittatura sanitaria finalizzata all’imposizione di misure liberticide, nascoste dietro allettanti promesse di assicurare un reddito universale e di cancellare il debito dei singoli. Prezzo di queste concessioni del Fondo Monetario Internazionale dovrebbe essere la rinuncia alla proprietà privata e l’adesione ad un programma di vaccinazione Covid-19 e Covid-21 promosso da Bill Gates con la collaborazione dei principali gruppi farmaceutici. Aldilà degli enormi interessi economici che muovono i promotori del Great Reset, l’imposizione della vaccinazione si accompagnerà all’obbligo di un passaporto sanitario e di un ID digitale, con il conseguente tracciamento dei contatti di tutta la popolazione mondiale. Chi non accetterà di sottoporsi a queste misure verrà confinato in campi di detenzione o agli arresti domiciliari, e gli verranno confiscati tutti i beni.

Signor Presidente, immagino che questa notizia Le sia già nota: in alcuni Paesi il Great Reset dovrebbe essere attivato tra la fine di quest’anno e il primo trimestre del 2021. A tal scopo, sono previsti ulteriori lockdown, ufficialmente giustificati da una presunta seconda e terza ondata della pandemia. Ella sa bene quali mezzi siano stati dispiegati per seminare il panico e legittimare draconiane limitazioni delle libertà individuali, provocando ad arte una crisi economica mondiale. Questa crisi serve per rendere irreversibile, nelle intenzioni dei suoi artefici, il ricorso degli Stati al Great Reset, dando il colpo di grazia a un mondo di cui si vuole cancellare completamente l’esistenza e lo stesso ricordo. Ma questo mondo, Signor Presidente, porta con sé persone, affetti, istituzioni, fede, cultura, tradizioni, ideali: persone e valori che non agiscono come automi, che non obbediscono come macchine, perché dotate di un’anima e di un cuore, perché legate tra loro da un vincolo spirituale che trae la propria forza dall’alto, da quel Dio che i nostri avversari vogliono sfidare, come all’inizio dei tempi fece Lucifero con il suo «non serviam».

Molti – lo sappiamo bene – considerano con fastidio questo richiamo allo scontro tra Bene e Male, l’uso di toni “apocalittici”, che secondo loro esasperano gli animi e acuiscono le divisioni. Non c’è da stupirsi che il nemico si senta scoperto proprio quando crede di aver raggiunto indisturbato la cittadella da espugnare. C’è da stupirsi invece che non vi sia nessuno a lanciare l’allarme. La reazione del deep state a chi denuncia il suo piano è scomposta e incoerente, ma comprensibile. Proprio quando la complicità dei media mainstream era riuscita a rendere quasi indolore e inosservato il passaggio al Nuovo Ordine Mondiale, vengono alla luce inganni, scandali e crimini.

Fino a qualche mese fa, sminuire come «complottisti» coloro che denunciavano quei piani terribili, che ora vediamo compiersi fin nei minimi dettagli, era cosa facile. Nessuno, fino allo scorso febbraio, avrebbe mai pensato che si sarebbe giunti, in tutte le nostre città, ad arrestare i cittadini per il solo fatto di voler camminare per strada, di respirare, di voler tenere aperto il proprio negozio, di andare a Messa la domenica. Eppure avviene in tutto il mondo, anche in quell’Italia da cartolina che molti Americani considerano come un piccolo paese incantato, con i suoi antichi monumenti, le sue chiese, le sue incantevoli città, i suoi caratteristici villaggi. E mentre i politici se ne stanno asserragliati nei loro palazzi a promulgare decreti come dei satrapi persiani, le attività falliscono, chiudono i negozi, si impedisce alla popolazione di vivere, di muoversi, di lavorare, di pregare. Le disastrose conseguenze psicologiche di questa operazione si stanno già vedendo, ad iniziare dai suicidi di imprenditori disperati, e dai nostri figli, segregati dagli amici e dai compagni per seguire le lezioni davanti a un computer.

Nella Sacra Scrittura, San Paolo ci parla di «colui che si oppone» alla manifestazione del mistero dell’iniquità, il kathèkon (2Tess 2, 6-7). In ambito religioso, questo ostacolo è la Chiesa e in particolare il Papato; in ambito politico, è chi impedisce l’instaurazione del Nuovo Ordine Mondiale.

Come ormai è evidente, colui che occupa la Sede di Pietro fin dall’inizio ha tradito il proprio ruolo, per difendere e promuovere l’ideologia globalista, assecondando l’agenda della deep church, che lo ha scelto dal suo gremio.

Signor Presidente, Ella ha chiaramente affermato di voler difendere la Nazione, One Nation under God, le libertà fondamentali, i valori non negoziabili oggi negati e combattuti. È Lei, Caro Presidente, «colui che si oppone» al deep state, all’assalto finale dei figli delle tenebre.

Per questo occorre che tutte le persone di buona volontà si persuadano dell’importanza epocale delle imminenti elezioni: non tanto per questo o quel punto del programma politico, quanto piuttosto perché è l’ispirazione generale della Sua azione che meglio incarna – in questo particolare contesto storico – quel mondo, quel nostro mondo, che si vorrebbe cancellare a colpi di lockdown. Il Suo avversario è anche il nostro: è il Nemico del genere umano, colui che è «omicida sin dal principio» (Gv 8, 44).

Attorno a Lei si riuniscono con fiducia e coraggio coloro che La considerano l’ultimo presidio contro la dittatura mondiale. L’alternativa è votare un personaggio manovrato dal deep state, gravemente compromesso in scandali e corruzione, che farà agli Stati Uniti ciò che Jorge Mario Bergoglio sta facendo alla Chiesa, il Primo Ministro Conte all’Italia, il Presidente Macron alla Francia, il Primo Ministro Sanchez alla Spagna, e via dicendo. La ricattabilità di Joe Biden – al pari di quella dei Prelati del “cerchio magico” vaticano – consentirà di usarlo spregiudicatamente, consentendo a poteri illegittimi di interferire nella politica interna e negli equilibri internazionali. È evidente che chi lo manovra ha già pronto uno peggiore di lui con cui sostituirlo non appena se ne presenterà l’occasione.

Eppure, in questo quadro desolante, in questa avanzata apparentemente inesorabile del «Nemico invisibile», emerge un elemento di speranza. L’avversario non sa amare, e non comprende che non basta assicurare un reddito universale o cancellare i mutui per soggiogare le masse e convincerle a farsi marchiare come capi di bestiame. Questo popolo, che per troppo tempo ha sopportato i soprusi di un potere odioso e tirannico, sta riscoprendo di avere un’anima; sta comprendendo di non esser disposto a barattare la propria libertà con l’omologazione e la cancellazione della propria identità; sta iniziando a capire il valore dei legami familiari e sociali, dei vincoli di fede e di cultura che uniscono le persone oneste. Questo Great Reset è destinato a fallire perché chi lo ha pianificato non capisce che ci sono persone ancora disposte a scendere nelle strade per difendere i propri diritti, per proteggere i propri cari, per dare un futuro ai propri figli. L’inumanità livellatrice del progetto mondialista si infrangerà miseramente dinanzi all’opposizione ferma e coraggiosa dei figli della Luce. Il nemico ha dalla sua parte Satana, che non sa che odiare. Noi abbiamo dalla nostra parte il Signore Onnipotente, il Dio degli eserciti schierati in battaglia, e la Santissima Vergine, che schiaccerà il capo dell’antico Serpente. «Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi?» (Rm 8, 31).

Signor Presidente, Ella sa bene quanto gli Stati Uniti d’America, in quest’ora cruciale, siano considerati l’antemurale contro cui si è scatenata la guerra dichiarata dai fautori del globalismo. Riponga la Sua fiducia nel Signore, forte delle parole dell’Apostolo: «Posso tutto in Colui che mi dà forza» (Fil 4, 13). Essere strumento della divina Provvidenza è una grande responsabilità, alla quale corrisponderanno certamente le grazie di stato necessarie, ardentemente implorate dai tanti che La sostengono con le loro preghiere.

Con questo celeste auspicio e l’assicurazione della mia preghiera per Lei, per la First Lady, e per i Suoi collaboratori, di tutto cuore Le giunga la mia Benedizione.

God bless the United States of America!

+ Carlo Maria Viganò
Arcivescovo Titolare di Ulpiana
già Nunzio Apostolico negli Stati Uniti d’America

Domenica 25 ottobre 2020
Solennità di Cristo Re


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Primo punto da chiarire: non metto in dubbio le buone intenzioni di Mons. Viganò. I movimenti che stanno sconvolgendo l'America ed il mondo intero lasciano senza parole, per l'ostentazione con cui vengono apertamente messe in discussione i valori fondanti della società; quelli che hanno sostenuto l'evoluzione umana fino ad oggi: salute, famiglia, occupazione, economia, diritto.

Sicuramente, il senso di stabilità e sicurezza che quei valori hanno contribuito a creare, è stata la base sulla quale le civiltà si sono consolidate, generando prosperità, cultura, bellezza ed arte. E' evidente, è sotto gli occhi di noi tutti che la bellezza non può nascere se non da una educazione all'osservazione e una attenzione al dettaglio che non possono nascere in un contesto di miseria e di sussistenza. In un contesto di pace duratura, di stabilità e prosperità si sono potute generare le condizioni per la coltivazione dell'armonia e dell'amore. Ecco perché siamo così spaventati dalle prospettive di cambiamento che minano alla base quei valori sociali a cui tanto diamo importanza.

Ma fin qui non ho detto nulla di nuovo ... mi sono limitato a dare ragione a Mons. Viganò. Il punto su cui però vorrei stimolare la riflessione, è che nei Vangeli, Gesù non si esprime mai in difesa di quei "valori fondanti" che ho elencato poco sopra! I Cristiani, purtroppo, leggono troppo poco i Vangeli, forse perché percepiscono quei testi come manifesto di una visione del mondo antiquata e bigotta che certa Chiesa ha finito suo malgrado per rappresentare. Se quei testi venissero semplicemente letti, senza l'aspettativa di doverci trovare dentro concetti già noti, e senza il pregiudizio che anima le nostre posizioni nei confronti della religione, scorpriemmo qualcosa di più sul giudizio di Cristo nei confronti della nostra Società e in ultima analisi di noi stessi. Come ho più volte avuto modo di spiegare, il Vangelo è un testo in cui la nostra parte più profonda trova modo di esprimersi e a guardare dentro noi stessi.



Il primo aspetto che vorrei sottolineare è che la società odierna, l'attuale "ordine mondiale", non ha nulla di affascinante per Gesù:


Gesù rispose:

«O generazione incredula e perversa
Fino a quando sarò con voi?
Fino a quando vi sopporterò?
Portatelo qui da me».



Mi dicano, i lettori, chi sono coloro che appartengono alla "generazione incredula e perversa"? Gli antichi Romani? I Farisei? O forse i suoi stolti discepoli, che continuano a non credere alla Sua potenza e alla Sua venuta? La risposta è molto più vicina di quanto non tendiamo a credere: per vedere un magnifico esemplare di appartenente a quella generazione infausta, ognuno di noi non ha che da guardarsi allo specchio ... Il termine "Generazione" è un termine tecnico: non qualifica coloro che tra una quarantina d'anni saranno morti e che avranno dato alla luce un certo numero di eredi; identifica coloro che appartengono ad un determinato stadio evolutivo.

In uno dei suoi seminari, Salvatore Brizzi parla più propriamente di "generazione animica", riferendosi a quelle anime che hanno raggiunto un determinato livello evolutivo e si sono incarnate in un determinato periodo storico. L'analisi della simbologia celeste presente nei Vangeli porta ad identificare la "Generazione" come l'insieme di coloro che si trovano nello stato evolutivo proprio di un particolare emiciclo precessionale. Nel Vangelo di Giuda, alla "Generazione Malvagia e Perversa", Gesù contrappone la "Generazione Grande e Santa", quella - intendiamo - a cui appartiene il "Figlio dell'Uomo", espressione che Gesù attribuisce a Se Stesso, in quanto incarnazione dello stato evolutivo a cui l'Umanità è destinata:


Essi gli dissero:
“Maestro, dove sei andato e
che cosa hai fatto quando ci hai lasciati?”

Gesù disse loro:
“Sono andato da un’altra generazione grande e santa”.



Gesù non perde occasione per smontare i "valori" che costituiscono il fondamento su cui si ergono le Cività costituitesi in seno a questa "Generazione" ... solo che non diamo mai importanza alle Sue parole! Vediamoli uno per uno.



E uno gli disse:
«Tua madre e i tuoi fratelli
sono là fuori che cercano di parlarti».

Ma egli rispose a colui che gli parlava:
«Chi è mia madre, e chi sono i miei fratelli?»

E, stendendo la mano verso i suoi discepoli, disse:
«Ecco mia madre e i miei fratelli!
Poiché chiunque avrà fatto la volontà del Padre mio, che è nei cieli,
mi è fratello e sorella e madre».


La Società contemporanea attribuisce la cura della prole principalmente ai genitori biologici, spesso senza curarsi dei sacrifici che due persone devono sostenere per poter affrontare un simile compito. A ragione, la cultura conservatrice risconosce nella Famiglia il nocciolo sacro entro cui può svilupparsi la crescita interiore ed esteriore dell'individuo; tuttavia, Gesù propone un evidente ampliamento del concetto di Famiglia, fino a far raggiungere al ristretto nucleo degli affetti sostenuti da legami biologici una dimensione universale. Il punto è che il motore che consente la crescita dell'individuo non può che essere l'amore incondizionato: se tutti noi fossimo in grado di ricevere l'altro, chiunque egli sia, accogliendolo ed amandolo esattamente per quello che è, in ogni situazione, non avremmo più bisogno della "famiglia" biologica. L'individuo disporrebbe in ogni istante di tutte le sicurezze necessarie per crescere in armonia con se stesso e col proprio prossimo. Gesù non sembra riconoscere particolare valore al legame biologico, ma anzi, anziché ricondurre i figli verso i genitori, esorta questi ultimi a concedere ai piccoli un inatteso livello di libertà: "Lasciate che i bimbi vengano a me". In questo senso, lasciano sbigottiti gli egoismi di chi, al giorno d'oggi, pur riscoprendosi nella condizione di chi non può avere un figlio, escogita sistemi più o meno complessi per diventare genitore ... L'universalità proposta da Gesù annulla la necessità di espressioni come "famiglia allargata", "famiglia lgbt", ecc. ... semplicemente inglobandole nella meravigliosa armonia di un amore che trascende qualsiasi classificazione.



Guardate gli uccelli del cielo:
non seminano, non mietono, non raccolgono in granai,
e il Padre vostro celeste li nutre.
Non valete voi molto più di loro?

E chi di voi può, con la sua preoccupazione,
aggiungere un'ora sola alla durata della sua vita?

E perché siete così ansiosi per il vestire?
Osservate come crescono i gigli della campagna:
essi non faticano e non filano;
eppure io vi dico che neanche Salomone,
con tutta la sua gloria, fu vestito come uno di loro..


Fin da bambini veniamo abituati ad espressioni come "il lavoro nobilita l'uomo", l'educazione famigliare e scolastica portano ad attribuire la massima importanza alla realizzazione di una attività, addirittura la Costituzione Italiana, ritenuta una delle più belle del mondo, inizia dicendo: "L'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro". Siamo talmente legati a questo concetto del lavoro che spesso utilizziamo il lavoro per qualificare interamente noi stessi: quanti dicono "mi chiamo Mario, sono un ingegnere", anziché un più onesto: "Mi chiamo Mario e faccio l'ingegnere"? Com'è possibile quindi che Gesù sembri non riservare quasi la minima importanza ad un elemento che nelle nostre vite risulta tanto pervasivo? Il Signore arriva addirittura a dire - questo mi pare il senso della Sua affermazione - che ciò che una persona ottiene, lo ottiene non in virtù degli sforzi che ha fatto per arrivare ad un determinato risultato, ma per Volere del Padre. Questo significa che la Grazia del Signore potrebbe essere altrettanto generosa se lasciassimo le nostre attività? Nì ... come al solito, Gesù è infinitamente più rivoluzionario. Il lavoro, per il Signore, non ha valore in quanto strumento finalizzato all'ottenimento di un compenso necessario al sostentamento, ma come esperienza in cui l'individuo è portato ad esprimersi e contestualmente ad imparare. Tuttavia, l'esperienza, non di per sé legata al concetto di lavoro, ma al concetto di esistenza. Il lavoro altro non è che il contesto in cui può svilupparsi la nostra esistenza. La chiave di volta per colmare il divario tra il brano di Matteo e l'Art. 1 della Costituzione non è eliminare il "lavoro", ma sublimarlo al concetto di "strumento utile all'espressione di sè". Ebbene, l'unico modo certo per assicurarsi che questa sublimazione avvenga è assicurare che il lavoro avvenga in modo del tutto gratuito. Immaginiamo - ci suggerisce il Signore - un mondo in cui ognuno produce a titolo completamente grautito per gli altri. Chi costruisce case, chi oggetti utili, chi offre servizi, semplicemente per il piacere di farlo e di crescere. La gratuità di ciascun servizio potrerebbe inevitabilmente i fruitori di beni e servizi a goderne a titolo completamente gratuito. Questo sarebbe possibile soltanto in un contesto sociale di assoluta armonia, come quello illustrato alla voce "famiglia", ma è altrettanto vero che la disponibilità di amore incondizionato, offerto a chiunque, in qualsiasi istante della vita, preverrebbe la genesi dei traumi, che portano adesso un individuo a rinunciare a fornire volontariamente il proprio contributo al mondo, in assenza di un compenso ...

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Ho intenzione di estendere questo elenco, magari riportandolo ad uno o nuovi post appositamente dedicati ... ma la domanda di fondo è: siamo proprio sicuri di voler difendere a spada tratta il nostro mondo ed il nostro modo di vivere?