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domenica 28 aprile 2024

Il Jackpot


Sono un po' assente ultimamente ... Per fortuna ci hanno pensato i produttori televisivi e cinematografici a tenere alto l'interesse verso i temi escatologici, anche se spesso in forme improprie. Oggi partiamo dall'esame di una produzione di Prime Video relativamente recente: non è sicuramente la più significativa sul tema e nemmeno quella fatta meglio, però mi è sembrata adatta come spunto per alcune riflessioni.


Arcana Ricordo



Il Jackpot

La letteratura fantascientifica, specialmente quando veicolata attraverso i canali di massa, come il cinema o le serie TV, è una interessante fonte di sorprese e di ispirazione. Il titolo di questo post, "Il Jackpot", è un riferimento alla serie TV "The Peripheral", ispirata all'omonimo romanzo di William Gibson. Nel romanzo, "Il Jackpot" è il nome attribuito a una serie di 4 eventi catastrofici che si verificano a partire dall'anno 2039: nell'ordine, black-out (oscurità), pandemia, carestia e guerra. Come in ogni racconto apocalittico che si rispetti, anche in questo caso, la protagonista è una "veggente": una ragazza che vive nell'anno 2032, alla quale viene rivelato il futuro prossimo, da persone che vivono nell'anno 2070. Poiché Google non mi lascia inserire la clip direttamente nel corpo del testo, inserisco il link al filmato nell'immagine sottostante, oppure QUI.



Il Jackpot
Cliccare sull'Immagine per Accedere al Video (in Inglese)


La narrazione di Gibson attinge a piene mani alla letteratura sacra. La parola "jackpot" è utilizzata nel gioco d'azzardo; in particolare nelle slot-machine, dove ha il significato di "combinazione che fa vincere il massimo premio". In questo caso, la combinazione "vincente" è formata da quattro eventi, in aperto riferimento ai quattro cavalieri dell'Apocalisse di Giovanni:


Poi vidi quando l'Agnello aprì uno dei sette sigilli
e udii una delle quattro creature viventi,
che diceva con voce come di tuono: «Vieni».
Guardai e vidi un cavallo bianco.
Colui che lo cavalcava aveva un arco;
e gli fu data una corona, ed egli venne fuori da vincitore, e per vincere.

Quando l'Agnello aprì il secondo sigillo,
udii la seconda creatura vivente che diceva: «Vieni».
E venne fuori un altro cavallo, rosso;
e a colui che lo cavalcava fu dato di togliere la pace dalla terra
affinché gli uomini si uccidessero gli uni gli altri,
e gli fu data una grande spada.

Quando l'Agnello aprì il terzo sigillo,
udii la terza creatura vivente che diceva: «Vieni».
Guardai e vidi un cavallo nero;
e colui che lo cavalcava aveva una bilancia in mano.
E udii come una voce in mezzo alle quattro creature viventi, che diceva:
«Una misura di frumento per un denaro
e tre misure d'orzo per un denaro, ma non danneggiare né l'olio né il vino».

Quando l'Agnello aprì il quarto sigillo,
udii la voce della quarta creatura vivente che diceva: «Vieni».
Guardai e vidi un cavallo giallastro;
e colui che lo cavalcava si chiamava Morte;
e gli veniva dietro l'Ades.

Fu dato loro potere sulla quarta parte della terra,
per uccidere con la spada, con la fame,
con la mortalità e con le belve della terra.



A una prima occhiata fugace, la correlazione tra i cavalieri e gli eventi del Jackpot viene quasi spontanea; tuttavia, se si inizia a fare attenzione ai dettagli, emergono alcuni aspetti non agevolmente correlabili. Innanzitutto occorre chiarire il senso del testo biblico: nel testo, la natura delle calamità scatenate dal primo e dall'ultimo cavaliere non emerge infatti nitidamente. L'ultima frase ci viene in aiuto: è infatti ragionevole supporre che il secondo e il terzo cavaliere, rispettivamente armati di spada e di bilancia, uccidano con la "spada" e la "fame", cioè portino la guerra e la carestia. Personalmente, attribuisco la capacità di uccidere con la "mortalità" al primo cavaliere: penso che la sua missione consista nel diffondere epidemie e pandemie. In effetti, pandemia, carestia e guerra sono anche tre eventi del Jackpot, sebbene vengano elencati in ordine differente. Resta una incognita riguardante il cavaliere più terribile, l'ultimo, a cui corrisponde la capacità di uccidere utilizzando le "belve della terra", a cui dovrebbe corrispondere il black-out del Jackpot. Che cosa sono queste belve? Cosa c'entrano col black-out?


Il Black-out

William Gibson, così come gli sceneggiatori di "The Peripheral", hanno descritto il black-out come il primo evento catastrofico. La domanda che ci dobbiamo porre è: può un black-out essere tanto devastante da essere addirittura paragonato ad altri eventi in grado di decimare la popolazione? Nella clip, i "sapienti" che offrono alla "veggente" la "rivelazione", spiegano che il black-out è destinato a durare per mesi, causando una interruzione irreparabile delle catene di produzione e distribuzione del cibo, dell'energia e dei farmaci. Ma ha senso identificare questi effetti collaterali del black-out con le "belve della terra"?


Nella letteratura biblica, le "bestie della terra" corrispondono più ragionevolmente ai "demoni": "forze oscure" in grado di aggredire la psiche dell'individuo. E proprio nell'espressione "forze oscure" iniziamo a trovare un primo punto di correlazione con il buio provocato dal black-out. Tuttavia, l'oscurità profetizzata dalle Scritture è una semplice assenza di corrente elettrica, ma di qualcosa di più profondo, che la tradizione cristiana chiama i "Tre Giorni di Buio": giorni in cui l'oscuramento del Sole e degli astri è accompagnato dalla inefficiacia di qualsiasi fonte luminosa terrestre, a cui corrispondono i tre giorni della Passione di Nostro Signore. A differenza del Black-out, che gli sceneggiatori di "The Peripheral" descrivono come un primo evento, devastante sì, ma tutto sommato superabile, questo periodo di oscurità rappresenta il culmine del tempo apocalittico e la prova più dura in assoluto.


L'Anima e gli Alieni

Diverso tempo fa, mi colpì una intervista del prof. Corrado Malanga, il quale riferiva che l'anima, con cui era venuto in contatto nel corso di diverse ipnosi regressive, attribuiva a se stessa la capacità di "vivere tra un tempo e l'altro". Secondo il professore, questa espressione sibillina poteva essere agevolmente spiegata ricorrendo alla teoria della natura quantistica del tempo, secondo la quale il tempo cronologico è composto da una infinita sequenza di periodi infinitesimali, non ulteriormente scomponibili, noti con il nome di "tempo di Plank". L'anima sosteneva di essere in grado di essere, di manifestarsi, anche al di fuori dell'infinita sequenza di istanti di tempo che caratterizzano il nostro quotidiano.


La capacità di esistere fuori dal tempo è propria soltanto dell'anima e degli esseri che ne sono provvisti, ma l'universo è popolato anche da svariate "specie" che non hanno questa capacità. Il professore asseriva che tali "esseri", o "entità", secondo lui identificabili con i "demoni" della tradizione cristiana, spesso frequentano dimensioni alternative alle tre dimensioni spaziali convenzionali (ragione per cui, normalmente non siamo in grado di percepirli) tuttavia, essi sono accomunati dalla caratteristica di poter esistere soltanto se esiste il tempo cronologico. Questa loro incapacità, li porta, secondo il professore, a tentare continuamente e con ogni mezzo, di impadronirsi dell'energia dell'anima e della sua principale abilità: la "vita eterna".


Il Tempo

Il tempo è la dimensione tipica delle macchine, ossia di quelle strutture, quegli aggregati complessi di elementi semplici, che riescono ad esprimere il proprio scopo, soltanto come una sequenza di stati. Una automobile, il cui scopo è il movimento, esprime il proprio scopo spostandosi, ossia alterando la propria posizione nello spazio, via via che il tempo passa. Il computer, il cui scopo è il calcolo, esprime il proprio scopo alterando la configurazione delle correnti che attraversano i suoi transistor. Se il tempo cessasse di esistere, l'automobile e il computer resterebbero "congelati", incapaci di alterare il proprio stato e pertanto diventerebbero inutilizzabili. Come ci ha spiegato Dante nella Divina Commedia , i demoni hanno molto in comune con le macchine: esistono soltanto nel tempo cronologico.


Già ... il tempo cronologico. Proprio la grandezza fisica simboleggiata dall'albero di fico, che Gesù maledice poco prima di arrendersi alla Sua Passione, in quanto divenuta incapace di "portare frutto"; la grandezza fisica destinata ad essere sconvolta nel periodo di "inversione precessionale", che contraddistingue l'Era dell'Acquario. L'anima è progettata espressamente per superare questo sconvolgimento. Ma che cosa potrebbe accadere a queste entità, qualora i cicli cosmici decidessero di privarli dell'unica dimensione in grado di garantire la loro sopravvivenza? A mio avviso, cercherebbero di aggrapparsi con tutte le forze all'unica forma di energia in grado di sostenere l'ascensione: l'anima. Ecco perché ogni escatologia esistente al mondo parla di un tempo in cui i demoni "saranno liberati" e attaccheranno gli esseri provvisti di anima.


Conclusione

Queste riflessioni ci hanno portato lontano, ma torniamo un attimo al punto di partenza per fornire un ultimo dettaglio. Nella serie TV, la "veggente" vive nell'anno 2032, mentre il Jackpot inizia nell'anno 2039: come forse i lettori ricorderanno, il 2039 è l'anno in cui si chiude il ciclo di eclissi solari che avvengono il 21 di Giugno, iniziato nel 1980 e culminato con l'eclissi del 21 Giugno 2020. Per quanto riguarda l'anno 2032, è necessario invece ricorrere a una spiegazione leggermente più articolata, per cui facciamo riferimento alla figura sottostante, dove il cerchio grigio rappresenta il disco solare durante il solstizio invernale del 1998, quando era massimo l'allineamento con la croce celeste Scorpione/Sagittario, mentre il cerchio giallo rappresenta il disco solare nei solstizi degli anni precedenti e successivi. L'area della sovrapposizione dei due cerchi, espressa dall'espressione in alto a sinistra e rappresentata dalla curva color violetto e blu, si annulla proprio nel 2032.



Allineamento Solstiziale e Ciclo di Eclissi del 21 Giugno
Cliccare per Ingrandire


Calcoli interessanti, ma non definitivi, in quanto il Vangelo riferisce chiaramente che la data di inizio non può essere conosciuta, né calcolata. Non resta che proseguire con il lavoro di correlazione di informazioni diverse, per scoprire ogni volta un piccolo frammento in più di verità.


sabato 18 gennaio 2020

Chiarimenti


Il passaparola mediatico sta facendo aumentare in maniera sensibile il numero degli iscritti al canale youtube e dei lettori del blog (nulla di epocale, siamo nell'ordine delle poche centinaia di persone in tutto), forse perché si cercano risposte concrete ad una incertezza geopolitica, culturale e sociale sempre crescente.

L'invito personale che rivolgo da fondatore del canale e del blog è di dedicare energie alla lettura dei Vangeli, svolta in piena autonomia: sono testi per certi versi più avanzati di tante guide spirituali moderne e offrono risposte inattese, anche se a volte difficilmente interpretabili. Occorre assimilarli, digerirli e avere la pazienza di aspettare che il significato di certe espressioni emerga pian piano al livello della coscienza.

_________

Ciò detto, mi preme dare una risposta esaustiva ad un lettore, Yesterday's Man, che fra i commenti del suggestivo post di Fabio "Noah: il Diluvio tra le Stelle", ha fatto un certo sforzo analitico, per proporre una serie di idee alternative rispetto a quelle che abbiamo illustrato nel corso del tempo su queste pagine.


Arcana Ricordo



Chiarimenti

E' abbastanza difficile affrontare la sfida di rispondere in maniera esaustiva e completa a Yesterday's Man, perché la conversazione si è mossa in parecchie direzioni. Cerco di riportare tutti i commenti che sono stati postati e poi di dare una risposta puntuale agli aspetti che mi sembrano più interessanti. Fabio mi perdonerà se non ho ripreso anche i suoi, ma mi premeva rispondere sull'aspetto più strettamente simbolico.

Una premessa mi sembra d'obbligo: qui non abbiamo certezze! Per quanto mi riguarda, mi piace di più osservare la consistenza e la bellezza del quadro d'insieme, che non la sua effettiva rispondenza a fatti reali. Mi spiego meglio: tra i commenti che ho ricevuto, ce ne sono stati di piuttosto aspri, per una mia presunta disinvoltura a parlare di "catastrofi" naturali.

La mia personale opinione in questo caso è che noi giudichiamo sempre sulla base dell'esperienza. Intendiamoci, la nostra capacità di osservazione dell'universo che ci circonda - che si esprime nella sua veste più elevata attraverso la scienza moderna - è tutt'altro che trascurabile: l'evoluzione tecnologica ha ampliato i nostri orizzonti percettivi a livelli che fino a pochi anni fa erano impensabili. Eppure, quella stessa scienza che gioca quotidianamente a smontare le nostre certezze, non è sufficiente a rimuovere la nostra convinzione che determinati eventi astronomici debbano necessariamente provocare immani "catastrofi". Lo stesso termine "catastrofe" implica l'espressione di un giudizio, che se eliminato trasformerebbe la parola in semplice "cambiamento". Gli antichi non la pensavano così: tra poco lo vedremo insieme.

Ma torniamo al nostro amico. Ho riportato di seguito i commenti scritti in data 4, 9 e 10 Gennaio. A ciascuna sezione diamo un titolo, per comodità di riferimento.





  Sig Arcana,

  Sono un ammiratore del Mulino d’Amleto e di conseguenza mi ha fatto molto piacere scoprire il suo blog e sapere che c’è ancora qualcuno che “prosegue ed amplia questo tipo di ricerche.

  Anche se ammetto di non essere sempre d’accordo con le sue interpretazioni, in linea di massima concordo con le sue conclusioni. Un esempio in cui non concordo pienamente con le sue conclusioni si trova nel primo significato qui sopra. Il fatto che “il sole sorse due volte dove ora tramonta ecc.” non necessita obbligatoriamente situazioni catastrofiche (e bisognose di energie colossali) quali il ribaltamento dell’asse di rotazione. Continuando a utilizzare la precessione degli equinozi il sole può benissimo sorgere due volte nello stesso punto dopo 25920 anni - necessitando appunto “di un lunghissimo periodo di tempo” come precisa Erodoto.



Partiamo dal testo di Erodoto: il brano completo potrebbe piacere a Fabio, vista la ricchezza di cifre e di conti che riporta.



"Così gli Egiziani ed i loro sacerdoti narrarono. Ed essi mostrarono che vi erano state trecentoquarantuno [341] generazioni di uomini, dal primo re all'ultimo, il sacerdote di Efesto. Ed in quelle generazioni vi erano anche molti altri sacerdoti e re. Ora trecento generazioni [300] di uomini corrispondono a diecimila [10.000] anni, perché tre generazioni di uomini corrispondono a cento anni [3 generazioni = 100 anni]. E nelle quarantuno [41] generazioni che restano da sommare alle trecento, vi sono altri milletrecento e quaranta anni [1.340]. Così dissero che in undicimila trecento quaranta anni [11.340] nessun dio dalla forma umana era stato re. Non solo. Ma negavano che alcunché di simile fosse avvenuto prima e dopo fra i re che continuarono a susseguirsi in Egitto. Aggiunsero che durante questo periodo il sole cambiò quattro volte il suo oriente: levandosi due volte dove ora tramonta e tramontando due dove ora sorge, senza che nell'Egitto avvenisse alcun mutamento: né nella sua vita agricola, né nei suoi fenomeni fluviali, né per le malattie, né per le morti.".


[Erodoto - Le Storie, Libro II, Capitolo 142]

La teoria che ho proposto suggerisce che una alterazione del moto precessionale possa avvenire con frequenza di un emiciclo, avente una durata pari a 13.000 anni. Se i calcoli di Erodoto sono esatti (alcuni commentatori contestano la sua ipotesi di considerare 3 generazioni = 100 anni), gli sconvolgimenti solari sono avvenuti in un periodo inferiore alla durata di un emiciclo precessionale; inoltre, il resoconto ottenuto dai sacerdoti egiziani non specifica in quali tempi avvennero i diversi sconvolgimenti.

Tuttavia mi sembra molto interessante il fatto che i sacerdoti abbiano tenuto a precisare che le importanti variazioni all'ordine cosmico non abbiano causato alcuna "catastrofe" in Egitto, lasciando che i cicli naturali potessero procedere inalterati. Si tratta di una precisazione importante, che a mio avviso dimostra come sia Erodoto, sia i Sacerdoti egizi, ritenessero che l'affermazione "il sole cambiò quattro volte il suo oriente: levandosi due volte dove ora tramonta e tramontando due dove ora sorge" non potesse essere riferita a variazioni dei moti celesti di tipo convenzionale, destinate a verificarsi nel lungo periodo, ma a variazioni sostanzialmente improvvise.

D'altra parte, Erodoto non è l'unica fonte in tal senso. Nel "Politico", Platone suggerisce un concetto assolutamente analogo:


[Platone - Il Politico, Capitolo 269]

D'altra parte, mi pare anche che l'interpretazione più conservativa, che interpreta il "luogo" in cui il Sole sorge o tramonta come un riferimento zodiacale, ponga più problemi di quelli che risolve:

  • innanzitutto, il "luogo" zodiacale dove il Sole sorge cambia - prima che per il moto precessionale - per il normale moto di rivoluzione terrestre; in questa ottica, le osservazioni di Platone ed Erodoto in quest'ottica diverrebbero semplici costatazioni di una quotidianità che non ha alcun motivo per essere ricordata come realtà appartenente ad epoche lontane;
  • in secondo luogo, leggendo per intero i brani proposti, mi pare evidente che nessuno dei partecipanti alle conversazioni qui riportate si stesse riferendo al cielo stellato: stavano parlando di fenomeni osservabili da chiunque, ed assolutamente extra-ordinari.

Pur con tutte le cautele del caso, necessarie quando si ha a che fare con racconti pseudo-mitologici, sembra che i testi antichi ammettano in effetti la possibilità che una inversione dei moti celesti possa avvenire e soprattutto che non debba necessariamente essere foriera di una catastrofe naturale sulla Terra. Una ipotesi che invece i testi antichi non confermano è che le alterazioni di moto precessionale debbano avvenire periodicamente. In effetti, i Sacerdoti Egizi riferiscono ad Erodoto che questi eventi accadono, senza chiarire tempistiche e periodicità. Per quanto mi riguarda, posso soltanto affermare che in effetti, i testi non forniscono una efficace smentita a questa ipotesi.


Ripartiamo quindi con le interessanti osservazioni di Yesterday's Man.




  Il vostro lavoro è impressionante perché andate in dettagli che non avrei neppure immaginato. E le vostre intuizioni sembrano incastrarsi le une nelle altre con una semplicità disarmante.

  Ecco perché talvolta resto stupito quando sembrano poter esistere (forse, non ho la pretesa di aver ragione) spiegazioni più semplici di quelle che implicano una catastrofe cosmica, ma vengono ignorate. Attenzione, non nego che una catastrofe possa avere avuto un posto di primo piano nella storia dell’umanità. Anzi la mia teoria è proprio che dovremmo guardare con attenzione quella che secondo gli ultimi studi geologici avrebbe interessato la terra nel Dryas recente.


  Controllando le date di questa catastrofe che pose fine all’era glaciale, esse paiono coincidere col periodo in cui i miti posizionano il Diluvio Universale. Nello stesso periodo osserviamo il livello marino salire di 120m in circa 1000 anni: su piane marittime come l’antico Adriatico e l’attuale Camargue francese questo innalzamento rubava un po’ più di 1 m. di spiaggia all’anno!

  Come voi, penso anch’io che questa catastrofe (descritta con dovizia di particolari nel mito di Fetonte ed ancor di più nell’Apocalissi di Giovanni), segni un punto importante nel calcolo del ciclo precessionale. E proprio per questo, anche se non escludo che certi indizi precessionali “giochino a prevedere il futuro”, mi sembra che la maggior parte siano piuttosto studiati per ricordare all’uomo del futuro ciò che successe in quel lontano passato.

  La mia ipotesi è che queste “profezie” servano a dimostrare il grado di conoscenza della meccanica celeste di queste culture arcaiche, e non a prevedere un non identificato cataclisma prossimo venturo.


I complimenti sono sempre apprezzati, anche se non necessari. In ogni caso grazie! Grazie anche per i preziosi indizi geologici che non conoscevo: in effetti, sembrano confermare l'ipotesi che qualcosa sia avvenuto, in corrispondenza del passaggio da Era della Vergine ad Era del Leone. Nella migliore tradizione materialista, gli articoli segnalati individuano le cause di quelle "catastrofi" in impatti cometari; è possibile, senz'altro, ma io non escluderei cause meno ovvie.


L'ultima affermazione di Yesterday's Man è preceduta da una interessante domanda: "perché esistono queste profezie?"; o per dirla in maniera più completa: "per quale motivo la simbologia evangelica si presta ad una interpretazione in chiave astronomica? ed è possibile che la rilettura dei testi in questa chiave consenta di anticipare eventi di portata planetaria che dovrebbero accadere in un futuro più o meno remoto?".


In parte, ho già risposto a questa domanda in un post precedente. Ma proviamo a seguire il ragionamento di Yesterday's Man. Ok, ammettiamo che sia vero che "queste “profezie” servano a dimostrare il grado di conoscenza della meccanica celeste di queste culture arcaiche"; la mia domanda è: "che gliene importava a queste culture di dimostrarci la loro competenza tecnica?". Dare prova di una approfondita conoscenza del mondo? Ma non c'era proprio altro modo che non fosse quello di seminare indizi simbolici nel più Sacro dei libri Sacri?


Ognuno ha il sacrosanto diritto di esprimere le proprie opinioni e seguire la strada che gli sembra più ragionevole, ma secondo me la simbologia evangelica ha un altro scopo: come il messaggio di Cristo si propone di accrescere l'uomo, rendendolo capace di maggiore consapevolezza di sé e di conoscere meglio se stesso, così la simbologia astronomica ha lo scopo di aiutare il lettore.


Personalmente, interpreto questo aiuto come un supporto concreto rivolto ad una particolare generazione futura che potrebbe interpretare i fatti che si verificano nella propria realtà come causa di grande preoccupazione.


Insomma, se il Sole si spegnesse, quanti rimarrebbero tranquilli? Eppure sono convinto che tutti richiamerebbero alla mente il concetto del Dio che muore, ma che poi risorge. Questo antico messaggio, ripetuto continuamente nei millenni fino a diventare una intima parte di noi stessi, ci sarebbe di enorme conforto. La simbologia astronomica garantisce che tutto era già noto in precedenza (un altro aspetto confortante) e che tutto è destinato a svolgersi in un certo modo.




  Prendiamo l’apocalisse per esempio.


"E i re sono sette: i primi cinque sono caduti; uno è ancora in vita, l’altro non è ancora venuto e, quando sarà venuto, dovrà rimanere per poco. La bestia, che era e non è più, è l’ottavo re e anche uno dei sette, ma va verso la rovina."

  Se ho ben capito la vostra teoria il testo descriverebbe una durata temporale ridotta del passaggio del sole nella casa dell’Acquario a causa di una catastrofe. Anche questa volta siamo quasi completamente d’accordo ;-)

  In effetti, mi trovate d’accordo con quasi tutta l’interpretazione: i primi cinque sono i cicli precessionali passati in cui ciascuna costellazione è “re”, il re in vita è il ciclo precessionale in corso, quello che durerà poco invece non penso sia l’Acquario.


Ci ho pensato anche io ... alla possibilità che i Re fossero cicli precessionali, ma ci sono diversi elementi che non tornano, per cui ho dovuto tornare all'ipotesi degli emi-cicli precessionali.


Per gli antichi, la sola idea di percorrere interamente un ciclo precessionale pone problemi forse maggiori di quelli che si presentano con una inversione. Il ciclo completo prevede infatti l'attraversamento del quadrante oscuro dello Scorpione, che comprende i tre segni zodiacali corrispondenti ai quattro cavalieri dell'Apocalisse, di cui ho parlato in coda a questo post. Gesù spiega che la protezione divina consente agli uomini di evitare i pericoli di questo oscuro quadrante (come vedremo tra breve, il serpente è una parte della costellazione dell'Ofiuco, accanto allo Scorpione):


Ecco, io vi ho dato il potere
di camminare sopra
serpenti e scorpioni

e su tutta la potenza del nemico;
nulla potrà farvi del male.



Parole di conforto, che fanno sicuramente piacere, ma non permettono di capire se ci viene data la possibilità di attraversare il quadrante oscuro senza conseguenze, o se per qualche motivo non avremo bisogno di farlo ...


Anche la vicenda dei Magi evidenzia un percorso emi-ciclico. Ne ho parlato nel video "Il Presepe Celeste - Parte IV", che contiene una inedita interpretazione della famosissima "adorazione dei Magi" di Leonardo da Vinci.




Ci sono anche altri simboli: saranno oggetti di futuri post e video; per ora serve un po' di pazienza ...





  Posso sbagliare, ma sono convinto che occorra guardare da un’altra parte della croce precessionale: non una parte a caso, ma quella che si trova a 90 gradi a nord rispetto al percorso odierno del sole: il re del ciclo attuale allora è il Sagittario e non i Pesci.

  Dopo il Sagittario c’è una costellazione che nessuno vuol vedere perché sarebbe la tredicesima: l’Ofiuco.

  Ofiuco: la tredicesima costellazione

  Questa costellazione è più piccola della altre e di conseguenza durerà meno. Solo in questo modo l’ottavo Re (lo Scorpione) può essere nello stesso tempo la ottavo e uno dei sette.


Della precessione sappiamo poco. I libri di astronomia spiegano in dettaglio le cause presunte (è bene dire che non esiste una dimostrazione definitiva in questo ambito) del moto di precessione degli equinozi e si soffermano talvolta a esporre le varie ipotesi circa la sua durata. I volumi di astrologia riferiscono che il riferimento per riconoscere l'Era corrente è il Punto Vernale: per sapere quale sia l'Era Astrologica corrente è quindi necessario capire quale sia il segno zodiacale che si trova "alle spalle" del Sole, durante l'equinozio di primavera. L'Era Astrologica attuale è associata al segno dei Pesci e poiché la rotazione precessionale avviene in moto retrogrado, la prossima Era sarà associata al segno precessionale che precede i Pesci nell'ordine zodiacale, cioè l'Acquario.


In effetti è vero che l'Ofiuco, pur essendo una costellazione immensa, individua sull'eclittica un piccolo settore circolare. Ma l'Ofiuco non è un segno zodiacale e non dà il proprio nome ad un'Era Astrologica. I motivi non sono da ricercarsi in una particolare antipatia per il numero 13, bensì in aspetti molto più "tecnici". Ne evidenzierò un paio.


Il primo, è che l'Ofiuco, nella sua veste moderna, è una costellazione composta dal serpente e dall'uomo che lo tiene fra le mani. La porzione di costellazione che taglia l'eclittica è costituita dalla parte inferiore dell'uomo: nella raffigurazione che segue, la porzione interessata comprende parte delle gambe.


L'Ofiuco Moderno


Ma non è sempre stato così. In epoca egizia, la costellazione era rappresentata come una divinità che naviga sulle acque dell'emisfero australe celeste con una imbarcazione. Questa rappresentazione non tagliava l'eclittica. In questo modo viene per esempio rappresentata nello Zodiaco Egiziano di Dendera, dove l'Ofiuco è ben visibile appena sopra lo Scorpione (qui evidenziato in verde):


Lo Zodiaco di Dendera: 500 A. C.


Il secondo aspetto è che nell'antichità le Ere Astrologiche non potevano essere delimitate dai confini delle costellazioni zodiacali (come erroneamente riporta Wikipedia); se così fosse stato, i confini delle Ere sarebbero stati variabili, dal momento che l'estensione delle costellazioni dipende dalla posizione delle stelle che le compongono. Gli antichi sapevano infatti che le stelle non sono immobili le une rispetto alle altre e che quindi le costellazioni potevano cambiare forma ed estensione nel corso del tempo. Meglio allora impiegare estensioni d'Era di lunghezza fissa, misurate partendo da un punto di riferimento che risulti assolutamente immobile.


La ricerca di riferimenti immobili anche nel lungo periodo ha portato gli antichi sapienti ad identificare le due sole zone dell'eclittica in cui gli effetti del moto stellare sono trascurabili: le due intersezioni con la Via Lattea (rimando al post il Punto Zero, dove parlo diffusamente di questo tema). Partendo da questi due punti, che sono opposti, ragioni di comodità di calcolo e di misura hanno portato alla individuazione di dodici segmenti circolari, che sono in seguito stati associati ai dodici segni.


Dal blog appunti di astrologia (fonte anche delle belle immagini precedenti):



I SEGNI ZODIACALI E LO ZODIACO ASTROLOGICO

[...] I segni zodiacali sono suddivisioni SIMBOLICHE della fascia zodiacale in 12 parti uguali e hanno solo preso il nome e l'ordine delle 12 costellazioni principali che da sempre la intersecano, e non tengono conto della loro effettiva posizione lungo l'eclittica e della loro ampiezza, anche gli antichi astrologi sapevano bene che le costellazioni non erano tutte grandi uguali!

Perché dodici segni e non 11 o 13 oppure 8 ??...diciamo che il calendario babilonese al tempo della nascita dell'astrologia prevedeva che un anno solare fosse formato da 12 mesi lunari di 30 giorni e la corrispondenza è già abbastanza significativa, ma è molto più probabile che sia la suddivisione dello zodiaco in 12 segni di 30 gradi che l'anno in 12 mesi di 30 giorni abbiano avuto la stessa origine e cioè la ricerca di una maggiore facilità nei calcoli astrologici e computo del tempo (calendario).

Ecc. ecc.





  Provando a riassumere:

  più di 8000 anni fa c’è stato un impatto cometario che ha messo fine all’ultima glaciazione e dato origine al mito/realtà del diluvio universale. Questa catastrofe è stata registrata per i posteri grazie al computo dei cicli precessionali da una società arcaica che ne ha voluto mantenerne il ricordo.

  Ogni ciclo precessionale è formato da una croce processionale est-ovest e nord-sud. La stessa su cui è stato e resta inchiodato Gesù/sole per 2160 anni.

  La narrativa cristiana ha messo in avanti soprattutto l’asse est-ovest di un Gesù che nasce dalla Vergine (casa del pane; spica/spiga) all’alba e giunge in terra come pesce/pescatore (simbolo delle catacombe) al tramonto.

  L’iconografia cristiana invece ha mantenuto entrambi gli assi della croce, ma per indicare il ritorno di Cristo nella prossima croce precessionale: Leone-Acquario, Toro-Scorpione (*)

  La prossima era precessionale dell’Acquario non può esistere pienamente prima che sia passata l’era dell’Ofiuco: il tredicesimo incomodo che avrà però “breve” durata.

  ___________________

  (*) in moltissime chiese e altari Gesù è raffigurato in compagnia dei 4 evangelisti rappresentati simbolicamente da un:
  • Leone
  • Toro
  • Aquila (la coda dello Scorpione era anche raffigurata come la testa di un’aquila)
  • Angelo o uomo (l’uomo con la brocca, l’Acquario)

Sono gli stessi quattro personaggi che aprono il libro di Ezechiele e che gli ufologi confondono con gli alieni. Eppure Ezechiele mette ben in chiaro che essi appaiono quando si aprono i cieli, hanno gambe dritte di bronzo (spade), procedono insieme in avanti senza mai tornare indietro, le ruote che li muovono (meccanismo celeste) sono tappezzate di occhi/stelle, e tutti e quattro si stagliano su un firmamento di cristallo...


La conclusione è coraggiosa: denota spirito di osservazione e voglia di capire. Purtroppo non sono sicuro di capirla e se devo essere sincero, quel che ne capisco non mi convince ...


Per quanto riguarda la geometria delle croci:

  • 2.160 anni è la durata approssimativa di un'Era Astrologica, non di una condizione di allineamento con una croce.  Il tempo che il Sole precessionale impiega per superare un singolo punto sull'eclittica è pari a 36 anni, pertanto l'allineamento con una croce celeste non può essere maggiore.
  • La "Croce eclittica" è centrata sulla Terra e ha quattro bracci che puntano verso i 4 segni fissi: Leone, Toro, Scorpione e Acquario (ne parlo nel filmato "Il Presepe Celeste - Parte IV", oltre che in un breve accenno verso la fine di questo post). In un certo senso, essa può essere identificata con il ciclo precessionale completo, la cui durata è pari a 25.920 anni.

Forse il nostro lettore intendeva dire che l'evento predetto dal Vangelo è semplicemente il naturale completamento del ciclo precessionale, al termine del quale il Sole (equinoziale e solstiziale) avrà toccato tutti e quattro i bracci della croce eclittica. Si tratta certamente di una ipotesi, che non mi trova d'accordo per i motivi esposti in precedenza.


L'espressione "La prossima era precessionale dell’Acquario non può esistere pienamente prima che sia passata l’era dell’Ofiuco" credo sia inesatta, dal momento che la costellazione dell'Ofiuco interseca l'eclittica tra Scorpione e Sagittario, ben lontano dall'Acquario. Dunque, se esistesse una "Era dell'Ofiuco", essa non potrebbe precedere quella dell'Acquario, ma sarebbe molto successiva.


Per concludere: la maggiore difficoltà nel trovare costruzioni alternative è che esiste una correlazione profonda tra elementi simbolici diversi, che sembra puntare sempre alla stessa conclusione. Smontare un frammento significa dover rivedere tutto il castello, il quale si dovrebbe adattare integralmente alla nuova ipotesi. Tuttavia, l'esercizio interpretativo è sempre utile e sempre apprezzato quindi ... grazie!

sabato 13 ottobre 2018

Sull'allineamento del 23 Settembre 2017

Ritorno, per portare ulteriore chiarezza, sull'allineamento del 23 Settembre 2017: quello in occasione del quale, secondo alcuni, si sarebbe verificato un evento astronomico unico (almeno secondo loro), un allineamento straordinario (sempre secondo loro), riassunto nell'immagine seguente:



Configurazione Astronomica del 23 Settembre 2017


In buona sostanza, l'unicità dell'evento starebbe nelle seguenti considerazioni:
  • la Vergine posa il proprio piede sul serpente;
  • la Vergine è abbigliata di Sole, dal momento che il Sole si trova nella costellazione;
  • la somma delle 9 stelle del Leone e dei 3 pianeti interni (Mercurio, Venere e Marte), dà luogo ad una "corona di 12 stelle";
  • Giove permane nel grembo della Vergine 9 mesi, per poi esserne generato.
La composizione astronomica richiamerebbe l'immagine della "donna vestita di Sole" dell'Apocalisse:

E un gran prodigio fu veduto nel cielo:
una donna vestita di sole,
e la luna sotto i piedi di lei,
e sulla testa di lei una corona di dodici stelle:

Ed essendo gravida gridava,
pe' dolori del parto,
patendo travaglio nel partorire.

[Apocalisse 12:1-2]

C'è chi ha voluto vedere in questo evento, l'evidenza di una prossima fine dei tempi. Vincendo un sostanziale scetticismo, ho voluto fare alcune verifiche. Nel seguito, cerco di condividere i risultati di questa breve ricerca.



In effetti, la composizione astronomica del 23/9/2017 è bella, e forse non troppo comune, ma il tamtam che si è creato attorno ad essa appare decisamente sproporzionato, se la si esamina con senso critico:

  • L'immagine riportata poco sopra è uno screenshot dell'applicazione "stellarium". In questa particolare rappresentazione, il piede della Vergine e la testa del serpente dell'Ofiuco si trovano in effetti vicini: tuttavia, la maggior parte delle mappe antiche del cielo, mostrano i piedi della Vergine poggiare sulla Bilancia (es.: qui).
  • Nell'Apocalisse, la donna che schiaccia la testa del serpente non c'è: questo è un segno di Genesi 3.15, il cui significato simbolico, del tutto slegato da quello dell'Apocalisse, è stato trasposto anche sulla figura della Madonna. Nel 1997, Giovanni Paolo II intervenne su questo tema, ricordando che l'immagine della SS. Vergine che poggia il piede sul serpente deriva da un errore di traduzione.
  • Giove ha un periodo orbitale di 11 anni, quindi attraversa la Vergine con una certa frequenza.
  • Giove permane mediamente in Vergine per un periodo di circa 16 mesi (la Vergine è molto estesa): in questo periodo, il pianeta retrograda almeno una volta, pertanto la permanenza di circa 9 mesi nella zona testa/torso della costellazione potrebbe non essere un evento tanto raro. La presenza del "figlio nel grembo della madre", non è un evento unico.
  • Il Sole attraversa la Vergine (ovvio) una volta all'anno, pertanto è quasi certo che nei sedici mesi in cui Giove permane nei pressi della costellazione della Vergine, il Sole si trovi a passargli accanto.
  • pianeti interni, avendo orbite "piccole", appaiono sempre a breve distanza dal Sole, quindi non è insolito che quando Giove ed il Sole si incontrano nella costellazione della Vergine, i pianeti interni vengano a trovarsi in Leone, o giù di lì ...
  • La "visione" funziona soltanto se si considerano i pianeti interni come stelle.

In definitiva, la probabilità che si ottenga una configurazione come quella evidenziata non è altissima, ma nemmeno nulla. Ho trovato un articolo, dove si precisa che configurazioni simili (con Giove e Sole in Vergine e i pianeti interni in Leone) si sono verificate almeno 4 volte negli ultimi 1.000 anni: nel 1827, 1483, 1293, e 1056:


Mi sono preso la briga di verificare con Stellarium la precisione di quelle configurazioni, nelle date in cui si sono verificate: non sono così belle e "precise" come quella del 2017, ma lo sono abbastanza da potervi intravedere - volendo - la donna di Apocalisse 12.



Una convinzione che mi sono fatto studiando astroteologia, è che la simbologia stellare, sia stata introdotta nei Vangeli in maniera assolutamente non casuale. Nei Vangeli, si precisa molto spesso che Gesù compì gesti ed organizzò azioni, in modo tale che queste risultassero conformi alle predizioni dei profeti. Ebbene, tutte quelle predizioni richiamano simboli celesti (Betlemme, i Magi, l'asinello, il tradimento di Giuda, la Passione e la morte in Croce).


Come i Magi, gli Evangelisti erano sia astronomi, sia astrologi, in possesso delle più alte cognizioni scientifiche del loro tempo. Questo ha consentito di predire con secoli di anticipo gli eventi astronomici e di correlarli ad eventi sacri, attraverso immagini simboliche. Fra queste cognizioni, spiccava con assoluta chiarezza la distinzione basilare tra stelle fisse (asteres aplanis) e pianeti (asteres planetes). Nella seconda categoria, ricordiamo, rientravano i pianeti conosciuti, il Sole e la Luna.


La "visione" in questione, invece, "funziona" soltanto se considerano i tre pianeti interni come stelle. Il che mi sembra un errore grossolano, inaccettabile, che i redattori dei testi (perfettamente consapevoli della simbologia che stavano proponendo) non avrebbero mai commesso. Al contrario, penso che costoro pensassero che l'arrivo del Messia avrebbe dovuto essere annunciato da un evento inequivocabile, non somigliante ad alcun altro evento del passato.


La precessione degli equinozi, col suo ciclo di 26000 anni (ufficialmente scoperta da Ipparco di Nicea, 200 anni prima di Cristo), dava le garanzie migliori di poter identificare in maniera univoca gli eventi astronomici a venire. La definizione di una simbologia in grado di codificare quegli eventi e l'organizzazione dei simboli in un contesto religioso, avrebbe permesso di trasmettere il messaggio a millenni di distanza, anche se le cognizioni scientifiche fossero scomparse (i costumi religiosi sopravvivono molto meglio delle cognizioni scientifiche a guerre, carestie e pestilenze). Il Vangelo divenne quindi non soltanto espressione in parola della Legge Divina, intesa come espressione in forma narrativa delle forze che governano l'Universo, ma anche uno strumento per la trasmissione di un messaggio nascosto, avente come oggetto la descrizione accurata di ciò che avviene alla "fine dei tempi" e la chiave di decifrazione per determinarne la data esatta.



L'Apocalisse è un testo simbolicamente molto oscuro, ma i richiami al cielo non mancano. Ad esempio:

  • i 4 esseri occhiuti ed alati di Apocalisse 4.7, rimandano ai segni fissi: Leone, Toro, Aquario (Angelo) e Scorpione (Aquila), che simboleggiano l'Ordine Celeste, i cicli cosmici e lo scorrere del tempo ordinario.
  • i 4 cavalieri di Apocalisse 6,1-8, corrispondono al "quadrante oscuro" dello Zodiaco:

      - l'arma del primo cavaliere, l'arco, è un riferimento al Sagittario,
      - l'arma del secondo, la spada ricurva (μάχαιρα - màcaira), rimanda all'aculeo dello Scorpione,
      - l'arma del terzo cavaliere è la Bilancia che rimanda all'omonimo segno,
      - il quarto cavaliere, Morte, rimanda al quadrante stesso, contenente i tre segni.

Il quadrante oscuro è misterioso, in quanto avvolge il mistero della vita, legato ad Hunab-Ku, il buco nero al centro della Galassia, che si trova tra Scorpione e Sagittario, proprio al centro del quadrante. In Luca 10.19, Gesù riferisce che questo quadrante, che contiene anche il già citato serpente dell'Ofiuco, non sarà più attraversato dal Punto Vernale: la precessione degli equinozi evolverà in maniera differente ed inattesa.


Del quadrante oscuro abbiamo parlato anche nel video: "Il Presepe Celeste - Parte IV: I Doni dei Magi". Nell'Adorazione dei Magi di Leonardo, il quadrante è rappresentato dal quarto Re Magio, che non offre doni al bambino, ma lo scruta attentamente, proteggendosi gli occhi con la mano.



A cosa potrebbe riferirsi dunque, la "donna vestita di Sole"?


Purtroppo non ho una risposta soddisfacente a questa domanda, ma se essa esiste, penso che deva essere cercata in fenomeni legati al moto precessionale.